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Trento

Terremoto ITAS: il gruppo è parte lesa, i particolari inquietanti dei movimenti di Grassi.

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Terremoto sulla compagnia di Assicurazioni ITAS dopo le accuse mosse dalla procura al suo direttore generale Ermanno Grassi indagato per truffa, estorsione e calunnia.

Con un Consiglio di amministrazione urgente convocato nella notte ITAS Assicurazioni ha accettato all’unanimità le dimissioni del direttore generale Ermanno Grassi.

Le dimissioni del direttore generale sono ad effetto immediato, questo permetterà l’attivazione delle procedure di legge.

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Durante il Cda ITAS conferma la più totale fiducia nella magistratura cui ha offerto la più ampia collaborazione sin dall’apertura dell’indagine, fase in cui si è altresì immediatamente costituita come parte lesa.

La società ha preannunciato azioni legali, sia civili che penali contro Grassi per tutelarsi in relazione ai danni patrimoniali e non derivanti dalla vicenda. «Il vertice di Itas è vittima di Grassi. Lui non ha più niente a che fare con noi», dichiara il presidente Di Benedetto

Il Consiglio di Amministrazione ha poi manifestato completa solidarietà al Presidente De Benedetto e si è riservato ogni azione, sia in sede civile che penale a tutela della società in relazione ai danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti.

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«Se qualcuno mi ha “seguito” – afferma il Presidente Giovanni De Benedetto – si sarà accorto che cammino con i piedi per terra schiena dritta e fronte alta. Conseguentemente ogni illazione su ogni mia presunta “ricattabilità” è destituita di fondamento».

«Voltiamo quindi – ha aggiunto il Presidente – la triste pagina di ieri, da rileggere nella sua portata oggettiva a conclusione dei lavori della magistratura. Riprendiamo da oggi – ha concluso il Presidente – con la stessa determinazione e impegno al servizio della comunità e dei nostri soci assicurati. Gli storici valori di mutualità, onestà e trasparenza vanno e saranno salvaguardati sempre a favore e nell’interesse della grande famiglia dell’ITAS»

L’ex direttore Generale di ITAS Ermanno Grassi è indagato, dopo le indagini dei carabinieri del ROS durate oltre un anno, per Truffa, estorsione e calunnia.  Sono due i filoni seguiti dalla procura, l’uso dei soldi della compagnia assicurativa per fini privati ed estorsione nei confronti del presidente De Benedetto, ricattato per alcuni fatti privati. Il presidente di ITAS però smentisce di essere stato ricattato.

TRUFFALe fatture contestate sarebbero centinaia. Grassi secondo i carabinieri avrebbe acquistato due Porsche, numerosi abiti firmati, pagato una ristrutturazione del suo attico in piazza Silvio Pellico, numerosi mobili della sua casa a Trento, imprese di pulizie, vacanze e altro, in maniera fraudolenta con i soldi della compagnia di assicurazioni facendoli passare come acquisti di Gadget.

Il valore degli acquisti supera 1,5 milioni di euro.

Avrebbe inoltre tentato anche di pagare la badante per la madre con i soldi di ITAS, operazione però non riuscita per le resistenze della stessa badante che aveva capito il «trucco». Pare che da questo episodio sia partita la denuncia della «gola profonda»

Per la vacanza a Palma di Maiorca di Grassi e famiglia con tanto di aereo personale della compagnia di assicurazione, in ITAS arrivò il conto sotto forma di spese per «evento Amburgo Berlino».

Ma i retroscena fanno emergere anche alcune cose davvero inquietanti come per esempio lo stesso Grassi che dopo aver preso una multa per eccesso di velocità con un’autovettura di ITAS scarica la colpa sulla sua ex dipendente dicendo che alla guida della macchina c’era lei ed evitando quindi il decurtamento di numerosi punti della patente.

Non parliamo della liquidazione che il Grassi doveva dare alla moglie in via di separazione (6.200 euro al mese) che secondo il pubblico ministero era pagata dalla succursale di ITAS  a Rovereto dove arrivavano le fatture della moglie sotto forma di consulenze mai  esistite. Insomma un tenore di vita altissimo dell’ex manager ITAS, ma pagato con i soldi dell’assicurazione ITAS, ignara di tutto.

ESTORSIONE – Grassi, il 14 marzo 2016, si sarebbe servito di un investigatore privato per seguire il presidente De Benedetto fino a Bologna per poi ricattarlo su alcuni fatti privati. Per questo De Benedetto concesse a Grassi ed a altri suoi amici un benefit sotto forma di premio di 392 mila euro.

Secondo il pubblico ministero poi il 20 marzo, giorno di vigilia del cda attraverso un messaggio whatsApp, l’investigatore avrebbe rassicurato Grassi sugli elementi raccolti scrivendo la frase: «Ormai sono fritti».

Ermanno Grassi dopo le rassicurazioni dell’investigatore avrebbe cominciato il presunto ricatto minacciando il presidente ITAS di divulgare le notizie raccolte.

Queste pressioni avrebbero costretto il presidente «a non avanzare richieste di danni della società o presentare querela per i fatti descritti nei capi di imputazione successivi, nonché ad approvare il documento previsto al punto dieci dell’ordine del giorno del consiglio di amministrazione del 21 marzo 2013». Una riunione in cui si stabiliva la liquidazione di 392 mila euro, a titolo di premio per il 2015, per sé ed altri dirigenti. In questo modo si sarebbe garantito «l’impunità» per gli episodi a lui addebitati ed anche le somme liquidate in suo favore.

CALUNNIA – Grassi avrebbe accusato una ex funzionaria dell’ITAS Assicurazioni di aver acquistato con un fondo beni per circa 400 mila euro per sue proprie necessità. La donna dopo aver negato il fatto ha denunciato tutto ai carabinieri del ROS affermando che era il Grassi che le ordinava l’acquisto di bene per se attingendo al fondo.

Il quadro probatorio contro Grassi non si appoggerebbe comunque solo sulla testimonianza della ex funzionaria ITAS, ma anche su una serie di altre testimonianze, intercettazioni, messaggi e altri riscontri inconfutabili. Negli ultimi mesi sono state molte le segretarie dell’ITAS convocate dai carabinieri per spiegare alcune spese legate alle fatture di gadget che in realtà coprivano le spese private del Grassi.

Gli stessi carabinieri del ROS a tutte le persone sentite in questi mesi,  hanno confermato che il quadro probatorio era chiarissimo.

Ermanno Grassi ha risposto ai magistrati nell’interrogatorio di garanzia e ha dichiarato di essere tranquillo e sereno. I carabinieri del ROS invece hanno il quadro probatorio chiarissimo, e per Grassi potrebbero quindi aprirsi nuovi scenari piuttosto inquietanti. Quanto sta emergendo infatti potrebbe rivelarsi solo la punta dell’iceberg di tutta questa spiacevole vicenda che vede ITAS Assicurazione parte lesa.

Il «sistema Grassi» cominciò a sentire i primi scricchiolii alla fine del 2013 quando il rapporto con la sua ex funzionaria comincio a raffreddarsi. Questo – secondo gli investigatori – avvenne per via di un controllo sui conti di ITAS assicurazioni che alla fine licenziò la dipendente e nel 2014. Per Grassi nessuna conseguenza, anzi, l’anno seguente arrivò un bel premio, manco a dirlo in denaro.

Nella storia ci sono anche altri personaggi minori che in qualche modo avrebbero spalleggiato il Grassi per raggiungere fini personali, anche se pare che nessuno di loro sia al corrente di quanto combinasse Grassi. Il magistrato ha lasciato intendere che nei prossimi giorni potrebbero esserci anche nuovi avvisi di garanzia per altre persone che quindi sarebbero iscritti nel registro degli indagati.

Non è escluso a  questo punto che anche il presidente De Benedetto sapesse qualcosa a riguardo di alcuni movimenti dentro ITAS Assicurazioni organizzati dal Grassi, ma che per il quieto vivere chiudesse un occhio.

ITAS: il direttore generale Ermanno Grassi indagato per truffa, estorsione e calunnia.

Nella foto Ermanno Grassi ( a sinistra) insieme al presidente De Benedetto 

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