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Trento

ITAS: il direttore generale Ermanno Grassi indagato per truffa, estorsione e calunnia.

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Era nell’aria da mesi, e alcune voci ben informate sapevano già quanto stava succedendo.

Erano solo attesi i passi della procura.

Per Itas e la città di Trento si tratta di un vero terremoto che coinvolge circa 700 mila soci.

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Ermanno Grassi direttore generale delle Assicurazioni ITAS (utile 2015, 20 milioni di euro, 300 milioni di euro patrimonio stimato) è formalmente indagato con l’accusa di estorsione, truffa e calunnia. Lo stesso si è dimesso alcune ore prima, per anticipare l’annuncio della procura sull’indagine.

Su richiesta del procuratore Marco Gallina e del pubblico ministero Carmine Russo sono stati applicati al Grassi le misure cautelari dell’interdizione dagli uffici dirigenziali sia dell’Itas che di altre società.

Grassi secondo i carabinieri dei ROS si sarebbe appropriato di oltre 1,5 milioni di euro della compagnia ITAS Assicurazioni in modo fraudolento. Il tutto è partito per una ritorsione attuata da una ex dipendente licenziata ingiustamente. 

Molte delle sue spese private, dagli abiti firmati, alle pulizia di casa per la sua famiglia e quella dei genitori, ad alcuni lavori di ristrutturazione per un valore superiore ai 500 mila euro, numerose auto di lusso (fra cui due Porsche) sarebbero state acquistate con i soldi dell’assicurazione Itas.

Nella lunga lista anche le vacanze con l’areo privato della compagnia insieme alla famiglia, l’assunzione della moglie come consulente a costi altissimi, la quale però non si è mai presentata al lavoro, pur emettendo fatture regolarmente pagate.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata circa 15 mesi fa, all’indomani di un demansionamento di una dipendente ITAS che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata. La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

Da questa denuncia sono partire le indagini che hanno portato a scoprire un clamoroso calderone che ha fatto emergere anche una presunta estorsione ai danni del presidente dell’ITAS da parte del Grassi, che avrebbe preteso e ricevuto 390 mila euro sotto forma di premi.

Grassi infatti – secondo i ROS – avrebbe fatto pedinare il suo presidente,e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Il ricatto non è mai stato denunciato dal presidente Giovanni De Benedetto (nella foto a destra insieme a Grassi).

Un brutta tegola sulla compagnia assicurativa arrivata al successo molti anni fa grazie al lavoro dello storico ex presidente Edo Benedetti, grande uomo di sport, con valori ferrei che hanno contribuito a dare un grande esempio per la comunità

Ermanno Grassi, classe 1966, è nato a Trento. Laureato in giurisprudenza, ha percorso tutte le tappe della carriera assicurativa: responsabile del fondo pensione aperto PensPlan Plurifonds, direttore commerciale, direttore assicurativo e condirettore generale. Nel 2010 è stato nominato direttore generale di Itas Assicurazioni. Componente della commissione permanente distribuzione dell’Ania è nel cda di Castello sgr. che è il proprietario del quartiere «Le Albere».

Terremoto ITAS: il gruppo è parte lesa, i particolari inquietanti dei movimenti di Grassi.

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