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Trento

Il comitato «Non Ultimi» attacca Ugo Rossi: «Ora mantenga le promesse»

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È iniziato oggi, per l’ennesima volta in aula, il disegno di legge sulla “doppia preferenza di genere” appesantito da oltre 5.000 emendamenti.

Una situazione che pare lontana dallo sbloccarsi, sia per l’opposizione delle minoranze, che però sono spaccate, sia anche per il tergiversare della maggioranza che pare non essere interessata all’approvazione del ddl.

Il comitato «Non Ultimi» che si batte da tempo per l’approvazione della legge attraverso un comunicato attacca il governatore Ugo Rossi, indicato come primo responsabile del blocco del ddl.

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IL COMUNICATO – La nostra sensazione, caro Presidente, è che anche questa volta ci troveremo di fronte a un nulla di fatto , all’affossamento della legge. In seconda battuta, c’è la possibilità che in Consiglio provinciale possa alla fine passare un compromesso – l’emendamento proposto dal consigliere Zanon – che, nei termini in cui è stato delineato, risulterebbe ininfluente o addirittura penalizzante per le donne.

Va da sé, Presidente Rossi, che in entrambe i casi ci sentiamo prese e presi in giro.

Il Trentino sarà dunque l’unico territorio in Italia dove la percentuale delle donne nelle istituzioni rimarrà insignificante. Una scelta imbarazzante se confrontata con quanto è avvenuto ad esempio in tutti i Comuni italiani dove l’introduzione della doppia preferenza di genere ha favorito l’accesso (+38%) delle donne nelle assemblee elettive.

In questi mesi abbiamo assistito ad un triste teatrino. Da una parte c ‘è una maggioranza poco compatta, che attraverso alcuni suoi rappresentanti ha rilasciato più volte dichiarazioni “incoerenti”, per usare un eufemismo; dall’altra una minoranza che ha usato tutti i mezzi possibili per costruire un muro alto ed insormontabile, chiamato in democrazia ostruzionismo, favorito da un regolamento d’aula che non lascia spazio neanche all’immaginazione.

Le Consigliere provinciali nella conferenza stampa del 28 marzo scorso, alla quale hanno chiamato a raccolta le associazioni, hanno raccontato il percorso del ddl, indicando una serie di soluzioni proposte dalla minoranza, tra le quali l’emendamento Zanon che prevede la composizione della lista 40% e 60%, lasciando le tre preferenze, di cui una riservata ad un candidato di genere diverso dalla prima.

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A quanto sembra, la maggioranza vorrebbe tentare una mediazione accogliendo questo emendamento, per non rimanere a mani vuote.

Appunto: solo per non rimanere a mani vuote. Una sorta di specchietto per le allodole .

E’ un compromesso al ribasso, che non potrà scalfire le attuali percentuali di sottorappresentanza di genere (17% Consigliere provinciali contro l’83% di uomini, un’assessora in Giunta su 8) e che inoltra rischia di confondere l’elettore o l’elettrice i quali davanti alla scheda elettorale dovranno lambiccarsi il cervello su come votare, senza sbagliare la sequenza, altrimenti la scheda elettorale sarà annullata.

Una complicazione inutile per il corpo elettorale trentino, che sappiamo esprimere in media poco più di una preferenza e che non scalfirebbe il meccanismo delle cordate, che penalizza le donne e perpetua schemi già triti e ritriti.

Cosa aggiungere a questo quadro desolante, se non la sensazione di essere state “prese e presi in giro” da chi aveva promesso, nel suo programma elettorale, di introdurre la “doppia preferenza di genere” come primo atto del proprio mandato.

L’impressione spiacevole è di essere tornate e tornati, come nel gioco “Non t’arrabbiare“ , al punto di partenza, ed infatti quasi alla fine di questa legislatura (come nella scorsa) ci ritroviamo di nuovo con una legge elettorale affossata e rimandata al mittente.

Ma non stiamo parlando di un gioco; stiamo parlando di un principio democratico.

Caro Presidente Rossi, il 2 giugno scorso, presso il nostro gazebo ha firmato la lettera di sostegno all’approvazione del DDL Maestri/Bezzi, a settembre le abbiamo consegnato le firme di cittadine, cittadini, associazioni ed altri soggetti che credono in questo cambiamento culturale.

Non può far finta di niente di fronte alla mozione in favore del disegno di legge, approvata da numerose amministrazioni comunali del Trentino, pari ad un territorio che racchiude più di 350.000 trentine e trentini.

In occasione della visita del Ministro Enrico Costa, visibilmente sorpreso dal ritardo accumulato dal Trentino in questo settore, lei ha assicurato che nonostante l’ostruzionismo a breve avremmo portato a casa il risultato.

Oggi, dopo numerose richieste di incontro disattese, alla vigilia della discussione della legge, Le chiediamo nuovamente di mantenere le sue promesse e di richiamare i partiti di maggioranza a non tradire il patto con elettrici ed elettori.

In questa battaglia di diritti le aderenti e gli aderenti del Comitato che rappresentano mondi diversi e trasversali del Trentino ci hanno messo la faccia, convinti di averLa al nostro fianco.

Oggi non ne siamo più sicuri. La sensazione diffusa è che le donne siano state sacrificate per l’ennesima volta, e ci chiediamo, in nome di cosa?

Le aderenti e gli aderenti del Comitato Non Ultimi

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