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Trento

Scuola, incontro Rossi e Sindacati: si fa concreta l’ipotesi di un cambio di rotta

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Il 29 marzo il governatore Ugo Rossi ha incontrato i sindacati della scuola.

Nell’incontro si è delineato quello che sembra un insperato cambio di rotta da parte dell’amministrazione, relativo alla possibilità di richiedere al parlamento italiano la modifica delle norme di attuazione dello statuto trentino per gestire autonomamente la stabilizzazione del precariato scolastico.

Di fatto una presa di coscienza sulla falsa riga di quanto fatto negli scorsi mesi dalla Provincia autonoma di Bolzano.

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Da parte dei sindacati c’ è comunque ancora scetticismo e cautela assoluta rispetto a ciò che sembra profilarsi sull’orizzonte scuola Trentina di qui a pochi mesi.

Sono questi i sentimenti prevalenti tra i docenti trentini che hanno preso parte a due gremite assemblee sindacali indette da FGU GILDA- DELSA a Trento e Riva del Garda e che sono state presiedute dal Presidente di Delsa Mauro Pericolo, (nella foto) sulla questione stabilizzazione e recepimento Buona scuola.

Gli insegnanti sembrano non fidarsi delle aperture manifestate dall’amministrazione al tavolo del 29 marzo rispetto a stabilizzazione e recepimento “Buona Scuola” e temono qualche spiacevole sorpresa.

La crescente preoccupazione è tangibile nelle loro stesse domande; molte, forse troppe, riguardavano i criteri di trasferimento dalla Provincia di Trento al resto di Italia segno che forse, tornare a guardare oltre i confini dell’ Autonomia non sia poi così male, visto che quest’ultima non ha saputo tutelare il proprio personale scolastico come invece si è fatto a pochi chilometri di distanza.

Di fatto, il peso delle scelte operate in ambito scolastico dalla vicina Bolzano si fa sentire e il malcontento tra i professori trentini cresce. Per quale motivo – si chiede Mauro Pericolo – due provincie autonome che dipendono dal medesimo statuto hanno di fatto potuto gestire la questione stabilizzazione in modo diametralmente opposto?

Da una parte Bolzano, che durante la predisposizione della legge 107 sulla “Buona Scuola” , ha pensato bene di intervenire subito, dialogando con il parlamento e con le commissioni legislative, per farsi delegare completamente la gestione del sistema scolastico, assumendosi così “oneri e onori” di gestire la necessaria fase transitoria sulle stabilizzazioni. Ecco che tutti i docenti bolzanini abilitati e con almeno 36 mesi di servizio prestati sulla provincia hanno visto aprirsi le porte delle graduatorie per il ruolo.

Dall’altra parte la Provincia di Trento, che pur godendo dei medesimi strumenti autonomistici di Bolzano, inizia supinamente ad avviare l’iter legislativo per il recepimento della 107, tra gli evidenti malumori dei docenti costretti a trascinare l’amministrazione nelle aule dei tribunali, increduli di fronte ad un inverosimile appiattimento sulle posizioni nazionali ( da parte di una giunta autonomista peraltro) e a provvedimenti addirittura peggiorativi rispetto al resto d’Italia ( basti pensare alla questione IV FASCIA primaria e ai docenti PAS trentini ancora bloccati in terza fascia di istituto) .

“L’incostituzionalità – afferma Pericolo nel suo intervento – si può rilevare anche in una carenza normativa oltre che in un comportamento dell’amministrazione. Delsa, quindi, interverrà con tutele giudiziarie per gli abilitati e precari trentini qualora queste fossero necessarie: i ricorsi sono strumenti “chirurgici”; non si minacciano, si fanno e basta, quando servono e nel momento giusto”.

Ma l’apertura, o la presa di coscienza, almeno così vuole intenderla il sindacato Delsa, sembra essere arrivata. Una amministrazione nuova sembra essersi affacciata al tavolo della contrattazione lo scorso 29 marzo, con un atteggiamento più dialogante, a tratti disponibile, forse conscia della enorme “cappellata” commessa rispetto a Bolzano in termini di opportunità sfumata, forse rinsavita dopo lo scampato commissariamento dei suoi uffici scolastici.

“Sebbene talune sigle sindacali si siano subito affrettate a bollare l’incontro come – l’ennesimo balletto di parole -, non possiamo non rilevare come questa volta il Presidente un passo avanti lo abbia effettivamente fatto” commenta cauto Mauro Pericolo. “ L’assessore Rossi, si è presentato al tavolo stringendo tra le mani il progetto di modifica del DPR 405 del 1988 norma di attuazione dello statuto, deciso a chiedere al Parlamento tale modifica al fine di poter avviare, sulla falsa riga di Bolzano, un piano che miri a tutelare e stabilizzare il personale TRENTINO che da anni è impiegato nelle scuole”.

Sul “come” ci sarà molto da discutere ( concorsi “light”? procedure interne riservate? Accesso di diritto per chi ha già tutti i requisiti per la stabilizzazione? ) e su questo i sindacati dovranno vigilare attentamente affinché non si possano creare nuove occasioni di discrimine tra docenti. Ma il “cosa fare” sembra essere finalmente chiaro a tutti, Rossi incluso.

Sindacato Delsa lo aveva già detto tre anni fa, all’aprirsi del contenzioso per i diplomati magistrali ante 2002, ma un’amministrazione sorda, non aveva voluto nemmeno prendere in considerazione l’ ipotesi di sfruttare le prerogative autonomistiche per avviare un iter di stabilizzazione in linea con le richieste europee.

Il Sindacato Delsa esprime comunque soddisfazione, per questa ripartenza, «convinto che in parte i meriti siano da ricercarsi anche nella strenua lotta sindacale portata avanti dallo stesso ormai da tre anni e che alla fine sembra aver pagato» afferma ancora Mauro Pericolo 

«In attesa di vedere i frutti di questi propositi, – conclude poi – continuiamo a lavorare per operare le nostre precise proposte su quelli che sono gli argomenti scottanti del recepimento della 107 e che andranno attentamente vagliati. Ci riferiamo agli effetti e alla determinazione degli ambiti sul personale a tempo determinato ed indeterminato; ai poteri assunti dalla figura del dirigente scolastico, non solo rispetto alla chiamata diretta, ma soprattutto rispetto alla definizione dei progetti di istituto (ossia cosa impareranno i nostri ragazzi); alla contrattazione decentrata che si vorrebbe spostare sugli istituti con possibili discrepanze tra gli stessi; ai vincoli triennali imposti ai docenti dai progetti di istituto e al tipo di flessibilità richiesta; alle ingerenze politiche che di fatto attraverso certi istituti di formazione si stanno insinuando nella formazione degli insegnanti, la quale andrebbe invece mantenuta libera e supportata attraverso un bonus già riconosciuto a livello nazionale».

Per Il sindacato l’avvio della contrattazione di comparto e la modifica delle norme di attuazione dello Statuto sono l’occasione giusta per intervenire finalmente, dopo tanto stallo, su tutti questi temi. Insomma molta carne al fuoco, sulla quale Delsa, che ormai è diventata il riferimento della scuola, ora giunta al tavolo della contrattazione insieme ad FGU, potrà attentamente vigilare a tutela di tutti i docenti trentini.

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