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Trento

Le scuole medie di Trento a Strasburgo. Ecco le testimonianze dirette dei ragazzi.

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Un gruppo di ragazzi delle Medie di Trento – rappresentanti di classe accompagnati da alcuni insegnanti – hanno partecipato nei giorni scorsi ad un viaggio formativo a Strasburgo all’interno del progetto “Parlamentini.eu” (progetto finanziato dalle Politiche giovanili su bando Scuole progetti di rete 2016/17).

Si tratta di un percorso formativo destinato agli studenti rappresentanti di classe e agli insegnanti con scambio di buone prassi tra scuole medie cittadine, extra cittadine ed europee sugli strumenti e modalità di partecipazione degli studenti. Una vera e propria formazione alla cittadinanza europea, con scambio con gli istituti scolastici europei e l’organizzazione del viaggio studio a Strasburgo appunto.

A completamento del progetto verranno realizzati due kit ad uso degli studenti rappresentanti, un video sul funzionamento degli organi di partecipazione – creato in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Artigianelli – e un dizionario in inglese e tedesco dei termini della partecipazione. Infine verranno coinvolti i genitori rappresentanti sulla restituzione/valutazione del percorso.

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Riportate sotto due testimonianze dirette scritte dai ragazzi.

PRIMA TESTIMONIANZA – Un gruppo di 20 ragazzi che rappresentano otto diverse scuole medie di Trento (Tn 1 tn2, tn3, tn5, tn6, tn7, Istituto Aldeno Mattarello e Arcivescovile), accompagnati da 4 insegnanti, in questi giorni stanno vivendo un’esperienza unica e innovativa: un viaggio a Strasburgo per visitare il Parlamento europeo e conoscere le modalità di partecipazione alla vita scolastica degli studenti in altri istituti europei.

Questa grande opportunità nasce dall’esperienza che ormai da anni gli studenti di questi Istituti affrontano nelle loro scuole: un organo di rappresentanza che pur avendo nomi diversi (Agorà, Consulta, Parlamentino…) ha lo scopo di migliorare e risolvere i problemi della scuola.

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Esso è costituito da due rappresentanti eletti in ogni classe che periodicamente si incontrano per confrontarsi, discutere proporre idee e nuove attività. Quest’esperienza è stata resa possibile grazie alla rete degli 8 Istituti scolastici e al supporto finanziario del Comune di Trento.

Per essere scelti noi alunni dovevamo essere rappresentanti nei parlamentini, presentare una lettera che esprimesse una forte motivazione e -laddove fosse necessario per il numero di candidature – avere la fortuna di essere estratti.

Eccoci dunque pronti per la partenza, lunedì 13 marzo alle 6:00 assonnati ma emozionati  e pronti ad affrontare questa nuova esperienza e trasmetterla al nostro ritorno ai compagni. Nel pomeriggio siamo arrivati a Strasburgo, in Francia, bella città di confine, ricca di storia e scorci suggestivi. “Mi piace vedere città nuove e diverse per gli odori e gli stili architettonici” dice Jenny, “un combo di stili moderno e tradizionale” aggiunge Marius; e Martina coglie delle affinità con Trento per essere entrambe città di confine, contese da nazioni diverse. Ci hanno affascinato la verticalità della cattedrale di Notre-Dame, le bellezze architettoniche in tipico stile alsaziano, l’atmosfera accogliente, i profumi della cucina francese.

Il giorno successivo ci attendeva la visita al Parlamento Europeo. Struttura imponente e simbolica: il vetro di cui è costituita rappresenta la trasparenza, la forma circolare la collaborazione tra gli stati, l’incompletezza il suo essere in divenire, un “work in progress”.

Ci ha accolto Leone Rizzo, il funzionario che in modo molto coinvolgente ci ha spiegato il significato e l’importanza dell’ Unione europea,la storia del suo Parlamento e di come è nato.

“L’Unione europea, puó essere paragonata all’ippogrifo – spiega il dott. Rizzo -una creatura fantastica formata da un cavallo e un’aquila, cioè una struttura ibrida a metà tra stato e  organizzazione internazionale.” Nata alla fine della seconda guerra mondiale, proponeva una collaborazione tra gli Stati d’ Europa per evitare un nuovo  conflitto e  unire le forze per sviluppare l’economia dei Paesi usciti distrutti dalla guerra.

Alle 11:30 entriamo nell’emiciclo del parlamento dove è in corso una seduta sull’economia circolare.

Abbiamo la fortuna di assistere alla votazione delle proposte e di come viene esercitato la democrazia. Notiamo che molti aspetti sono simili all’organizzazione dei nostri parlamentini e che anche per gli eurodeputati non è sempre facile mantenere l’ordine, l’attenzione, l’ascolto alle proposte e il rispetto reciproco. Sicuramente sono molto efficaci negli interventi e nella velocità delle procedure per votare e garantire la parola a tutti. Infine nel pomeriggio tutti alla sede del Lieu d’Europe per “mettere in gioco” le conoscenze acquisite sull’Unione Europea.

È stata davvero un’esperienza unica. Ci siamo sentiti cittadini d’Europa, mettendo in pratica competenze diverse, da quelle linguistiche a quelle di una cittadinanza attiva e partecipata. Un’occasione di crescita che ha aumentato la sicurezza di sè, l’autostima, e la voglia “di esserci”, di dare il nostro contributo per una comunità improntata ai valori della libertà e della partecipazione democratica.

SECONDA TESTIMONIANZA COLLEGE VAUBAN 15 Marzo 2017 – Questa mattina siamo andati a visitare il college “VAUBAN” a Strasburgo per incontrare gli studenti  che la frequentano. Ci distribuiamo in piccoli gruppi per conoscerci e confrontarci sulle rispettive esperienze, prima però il gruppo degli studenti  “facilitatori” ci presenta, spiegando brevemente da dove veniamo e perché stiamo vivendo questa esperienza. Nei gruppi spieghiamo loro come funzionano i nostri parlamentini, utilizzando come lingue l’inglese e anche il tedesco e, dove non riusciamo a capire o farci capire, i disegni o il supporto di facilitatori e insegnanti che ci accompagnano in questa avventura.

Quindi proviamo a fare una simulazione di una seduta del nostro parlamentino, discutendo su una proposta relativa alla cura del cortile/giardino della scuola. Utilizziamo il KIT che abbiamo portato assegnando i ruoli: criticone, ottimista, creativo, timer e gli scrutatori e distribuendo i cartellini per procedere alla votazione delle proposte emerse nella discussione.

Dopo la votazione, ci viene offerto un piccolo rinfresco, salutiamo i nostri ospiti  offrendo loro dei libri che raccontano il Trentino, la sua storia e le sue bellezze, architettoniche e naturalistiche. Alle fine di questa esperienza ci confrontiamo per condividere le nostre impressioni.

 All’inizio è stato un po’ complicato comunicare: loro non sapevano parlare molto bene l’inglese, alcuni parlavano meglio il tedesco e quindi, in base ai gruppi, abbiamo interagito utilizzando entrambe le lingue: è stato bello vedere che siamo riusciti a comunicare e capirci, inoltre abbiamo imparato qualche parola di francese. È stato bello scoprire che, nonostante le distanze, abbiamo le stesse idee. Ci è sembrato che loro a scuola sono molto più liberi di noi.

KEMPTEN – Hildegardis Gymnasium 16 Marzo 2017 – Questa mattina siamo al Gymnasium di Kempten, accolti dal vicepreside,dalla prof.ssa d’Italiano Vanessa Hewuszt e da una classe (la nona classe che corrisponde alla nostra prima superiore) dove si studia l’italiano.

Uno studente infatti ci accoglie nella nostra lingua e noi contraccambiamo la gentilezza presentandoci in tedesco. Loro ci spiegano come è organizzato il sistema scolastico in Germania e quindi noi spieghiamo loro il nostro. Ci organizziamo in gruppi e incominciamo a lavorare seguendo lo stessa schema usato al collegio Vauban.

Pur sapendo che loro parlano un poco l’italiano, dialoghiamo anche in tedesco e in inglese. Al termine ci confron amo sulle nostre impressioni. Emerge una valutazione estremamente posi va della giornata odierna.

Gli studen sono sta molto curiosi, disponibili, a en , più competen linguis camente e siamo riusci a lavorare molto bene con loro. In generale questo incontro è risultato più pro cuo e coinvolgente, sia perché sono studen delle superiori e quindi hanno compreso meglio le nostre di coltà, sia perché conoscevano meglio inglese e italiano rispe o agli alunni della scuola di Strasburgo dove è stato più di cile comunicare e capirsi. Per qualcuno di noi però quest’ul ma ha destato interesse per le maggiori di erenza con la scuola italiana.

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