Connect with us
Pubblicità

Trento

La madri cancellate, nascere con l’utero in affitto: domani il dibattito bioetico al santa Chiara di Trento

Pubblicato

-

Domani 23 marzo torna a Trento, a distanza di un anno dall’ultima volta, Assuntina Morresi.

E torna per condannare con forza la pratica aberrante dell’utero in affitto che gli ultimi pronunciamenti della magistratura italiana ha, di fatto, sdoganato.

Docente universitario di Chimica Fisica presso l’ateneo di Perugia, consulente scientifica, per tutte le tematiche connesse alla bioetica di vari ministri della Salute, compresa la Lorenzin, madre di quattro figli e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, Morresi si è da sempre battuta contro la fecondazione eterologa e contro quella pratica che a buon diritto si può definire una moderna forma di schiavitù.

PubblicitàPubblicità

Forse la più tragica che il genere umano potesse inventare anche perché la più subdola. Un inganno, tra l’altro, che si perpetua anche attraverso un’ostinata ricerca di camuffare la realtà partendo proprio dall‘espressione, “gestazione per altri”, che il pensiero politicamente corretto tenta a tutti i costi di imporre nel linguaggio quotidiano in sostituzione del più veritiero: utero in affitto.

Infatti la strumentalizzazione del corpo della donna, considerata unicamente come incubatrice per conto terzi, come strumento per produrre bambini, è ormai acclarata.

Già nel 2010 il documentario americano “Eggsploitation”, realizzato dal “Center for Bioethics and Culture network”, aveva chiarito i termini della questione: da una parte un’industria che fattura, solo negli Stati Uniti, oltre 6 miliardi di dollari annui, dall’altra lo sfruttamento d’inconsapevoli fanciulle trasformate in fabbriche di ovuli, ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze devastanti della stimolazione ovarica: infertilità, cancro all’ovaio e all’endometrio, ictus, paralisi, danni al cervello fino addirittura alla morte.

Quest’anno il centro studi americano è tornato sull’argomento con un altro sconvolgente documentario: “Breeder: donne di seconda categoria”. Portato in Italia dall’associazione ProVita, è stato presentato in occasione di una conferenza stampa a Palazzo Madama.

Ancora una volta storie vere di donne che hanno accettato di trasformarsi in allevatrici (questo il significato del termine breeder) affittando, come soluzione alternativa a un nuovo lavoro, il proprio ventre a coppie in gran parte omosessuali, per definizione sterili.

Come, infatti, non ricordare che il tema della gravidanza a contratto si lega in modo inscindibile alle rivendicazioni genitoriali del mondo militante omosessualista.

È gioco facile menzionare i casi più eclatanti di Elton John, Ricky Martin, Neil Partick Harris; oppure, per giocare in casa, di Niki Vendola e di Sergio Lo Giudice. Entrambi i politici italiani, similmente ai loro sodali stranieri, fecondato l’ovulo di una cosiddetta donatrice con il seme del proprio compagno, hanno fatto impiantare l’embrione così ottenuto nel ventre di una seconda donna; donna che, una volta partorito il bambino, è stata ringraziata e congedata. Il tutto ad un costo di almeno 80-100 mila euro, come affermato dallo stesso senatore Pd.

E se qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio sulla stretta correlazione tra la pratica dell’utero in affitto e la rivendicazione alla omogenitorialità da parte del mondo gay, ecco la decisione della corte d’appello della nostra amata Trento. In virtù di tale ordinanza, infatti, il 23 febbraio scorso, per la prima volta in Italia, è stata riconosciuta la doppia paternità di una coppia gay.

Possibile – si domanderà il lettore ingenuo – che i giudici trentini siano più bravi di quella matrigna natura che ha voluto le coppie gay costituzionalmente sterili?

In realtà la storia è tanto semplice quanto inquietante. Una coppia di maschi omosessuali “sposata” all’estero ha ottenuto una coppia di gemelli tramite utero in affitto, pratica, come sappiamo, vietata in Italia.

I bambini sono ovviamente figli biologici delle due donne che hanno reso possibile il miracolo (la donatrice e la gestante) e di uno dei due maschi. Tuttavia, dato che per il paese straniero la coppia gay è legalmente sposata, i gemelli sono figli legittimi anche dell’altro uomo.

Tornata in Italia, la coppia non ha fatto altro che richiedere la trascrizione dell’atto di nascita alle autorità italiane. Il risultato? La coppia è una famiglia composta da due “padri” e due “figli”. La madre? Non pervenuta. Cancellata. La famiglia costituzionalmente intesa? Non pervenuta. La famiglia di diritto naturale? Cancellata, una volta per tutte.

“Si punta a introdurre a forza l’utero in affitto nell’ordinamento italiano, – sosteneva recentemente la Morresi commentando un caso analogo a quello trentino -a farlo lentamente accettare all’insegna del fatto compiuto, sentenza dopo sentenza, confidando anche nell’assuefazione dell’opinione pubblica che nel tempo arriverà a indignarsi sempre meno”.

Come darle torto? Per chi volesse contraddirla pubblicamente, l’appuntamento è per giovedì 23 marzo, ore 20.30, presso la sala 3 del Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento.

a cura di Carlo Curcio

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Life club di Bolzano: Trentino massacra di botte la sua ex, denunciato.

Pubblicato

-

Una ragazza di 23 anni di Trento aveva deciso di passare la serata di sabato con il suo ex ragazzo.

Questo per cercare di esaudire alcune richieste di riavvicinamento da parte dell’uomo.

La coppia per questo aveva deciso di passare la serata al Life Club di Bolzano.

PubblicitàPubblicità

Probabilmente il ragazzo, anch’egli di Trento, sperava di riconquistare il cuore della 23 enne che però alla fine della serata ha risposto picche al suo ex ragazzo.

Per questo, verso le 5 del mattino all’uscita dal locale senza motivo apparente il ragazzo ha cominciato ad aggredite la sua ex ragazza in modo brutale. 

All’esterno del locale si è lasciato andare a pugni, calci e percosse, colpendo duramente il viso e le gambe.

L’indifferenza dei passanti ha fatto sì che l’uomo tornasse indisturbato verso la sua auto, lasciando la donna sanguinante a terra.

Nonostante questo grave episodio, la donna è riuscita a tornare a casa e a presentarsi il giorno successivo sul posto di lavoro.

Il volto tumefatto non poteva però passare inosservato.

Per questo la ventitreenne – incalzata da conoscenti e amici – ha deciso di andare al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove una serie di esami hanno evidenziato un occhio nero e semichiuso, vari ematomi in tutto il corpo ed ecchimosi al volto, alle braccia e anche alle gambe.

L’uomo, forse per evitare la denuncia, si è anche presentato sul posto di lavoro della donna fingendosi disperato.

Fortunatamente il coraggio di denunciarlo, ha evitato che queste aggressioni brutali non rimanessero impunite.

Perché le violenze sulle donne vanno sempre denunciate senza se e senza ma.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Arresto anarchici, Fugatti: «Grazie alle Forze dell’ordine per il blitz, la violenza va sempre contrastata»

Pubblicato

-

“Esprimiamo il nostro pieno plauso alla Polizia di Stato di Trento, ai Carabinieri del Ros e del comando provinciale Carabinieri, alla Digos e all’Antiterrorismo per il tempestivo intervento che, all’indomani di un nuovo, deprecabile attentato alla linea ferroviara della Valsugana, ha portato allo smantellamento di una cellula anarco-insurrezionalista responsabile di numerosi atti di violenza, tra cui anche quello riguardante l’ordigno esplosivo collocato ad Ala, presso la sede della Lega, il 13 ottobre dello scorso anno. Nell’attesa che l’operazione si concluda, vogliamo dire un forte ‘grazie’, a nome di tutti i trentini, a coloro che si adoperano in favore della legalità, della sicurezza, della repressione dei crimini, ribadendo che la violenza contro persone, cose, luoghi e infrastrutture pubbliche, idee, va sempre respinta e contrastata con fermezza. Le istituzioni trentine, dal canto loro, fanno e faranno sempre quanto è in loro potere per appoggiare il prezioso lavoro delle Forze dell’ordine, nell’interesse della pace sociale e della democrazia”.

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dopo avere appreso del blitz che, nel corso della notte, ha portato all’arresto, in Trentino, di sette persone, appartenenti ad una cellula anarchico-insurrezionalista, presunti responsabili di una serie di attentati avvenuti a partire dal 2017 fino ad oggi contro obiettivi istituzionali.

Un blitz antiterrorismo di Polizia e Carabinieri è scattato nella notte in Trentino Alto Adige nei confronti di una cellula di presunti anarco-insurrezionalisti.

Pubblicità
Pubblicità

Sono sette le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Trento nei confronti di quelli che, secondo gli investigatori, sono i responsabili di una serie di attentati contro obiettivi istituzionali commessi tra il 2017 e il 2019.

Tra questi anche l’ordigno del 13 ottobre 2018 davanti alla sede della Lega di Ala (Trento), dove sarebbe dovuto andare Matteo Salvini. (qui l’articolo)

Le indagini contro quella che viene ritenuta dagli investigatori “un’organizzazione terroristica di matrice anarchica”, sono state condotte dal Ros dei Carabinieri, dalla Digos di Trento e dall’Antiterrorismo.

Assieme agli arresti sono scattate una serie di perquisizioni sia nelle abitazioni degli indagati sia di una serie di soggetti ritenuti vicini alla cellula anarchica.

Il blitz è partito nella notte da Rovereto e si è esteso in tutta la regione.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Boom di visite ieri per «La Voce del Trentino», 113.707 pagine lette in 24 ore

Pubblicato

-

Ancora un nuovo boom di accessi ieri, 18 febbraio 2019, sul nostro quotidiano online.

Solo nella giornata di ieri sono state lette 113.707 pagine dai quasi 60 mila lettori che hanno scelto di sfogliare gli articoli de «La Voce del Trentino»

Dalle 4.410.000  pagine lette del 2016 il quotidiano è passato a 11 milioni del 2017 e alle 14 milioni nell’anno scorso. 

Pubblicità
Pubblicità

Un giornale che negli ultimi 2 anni è cresciuto un modo costante e sicuro, consolidando sempre di più il suo bagaglio di lettori fidelizzati grazie ad una comunicazione schietta e incisiva e soprattutto libera e veritiera.

Il cambio di grafica, avvenuto nel febbraio 2018, ha dato sicuramente una marcia in più al giornale che ora viene costantemente seguito e nominato da tutti i media nazionali più importanti.

Ad oggi la Voce del Trentino, diretta da Elisabetta Cardinali, (foto) è la testata online più letta e più popolare della provincia di Trento e viene sfogliata anche da molte città d’Italia e da moltissimi Stati del mondo, seconda solo al quotidiano L’Adige.

È l’unica testata che è radicata su tutto il territorio provinciale e regionale grazie all’apertura de «La Voce di Bolzano», che sta raggiungendo già traguardi importanti (oltre 5.000 le pagine lette solo ieri)

Da ricordare che grazie al percorso indicato dall’ODG in questi anni sono diventati giornalisti pubblicisti ben 15 collaboratori. (con altri 2 in procinto di diventare)

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza