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Trento

18 arresti per spaccio di droga, decapitata banda di spacciatori multietnica

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Decapitato dai carabinieri di Borgo Valsugana un attivo sodalizio criminale multietnico composto da 18 soggetti di nazionalità Italiana, est-europea e magrebina dediti al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti nella Valsugana, aggravato dal numero superiore a 10 e dall’uso delle armi.

Arrestate 18 persone, fra cui 3 in flagranza di reato. 2 persone, localizzate all’estero sono attivamente ricercate. Sono stati sequestrati di 1,6 chilogrammi di cocaina, altri centinaia di grammi complessivi di altre droghe (Hashish ed eroina) e un veicolo. (qui il video degli arresti)

L’intera operazione ha visto impegnati quasi cento carabinieri del Comando Provinciale di Trento, di Cosenza, e le unità cinofile di Laives (BZ) e Torreglia (PD).

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Durante la conferenza stampa il maresciallo dei carabinieri della stazione di Borgo Valsugana ha specifica to che i clienti dell’Alta Valsugana era molto fidelizzati, di diversa estrazione sociale. I consumatori, che poi diventavano a sua volta spacciatori, erano soggetti trasversali, a partire da studenti, professionisti o imprenditori.

«La cocaina era di ottima qualità – spiega ancora il maresciallo Ronzani – di elevata concentrazione molto costoso e non tagliata e venduta anche in Panetti». Il giro complessivo era di circa 50 mila euro al mese.

L’indagine è partita da Borgo Valsugana dopo che i carabinieri avevano sequestrano modeste quantità di stupefacenti. L’operazione è stata denominata «Caffè Espresso» perché la frase usata dai trafficanti per gli incontri dediti allo spaccio era «vediamoci a bere un caffè veloce»

La banda usava anche delle «armi Softair» usate di solito per i giochi militari ma senza tappo rosso. Queste servivano per intimidire e minacciare gli altri membri  della banda o i clienti. Sono state 50 le attività investigative delle forze dell’ordine, servite per sgominare la banda. I proventi dello spaccio erano inviati attraverso i circuiti «Western Union» in Albania.

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L’ INDAGINE – L’indagine è stata condotta dal N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana e coordinata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento Dr. Davide OGNIBENE.

Il G.I.P. del Tribunale di Trento Dr. Francesco FORLENZA ha attestato la perfetta piena corrispondenza sostanziale e procedurale degli elementi riscontrati nei confronti di tutti i soggetti, ritenendoli pienamente corresponsabili delle suddette violazioni.

Specifici servizi di o.c.p. hanno in breve evidenziato una forte compartecipazione di più soggetti all’attività illecita di spaccio di s.s. di vario tipo su clienti abituali nel perginese, permettendo un primo sequestro di circa 25g di eroina.

A metà luglio, nella Frazione Madrano, i Carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana intercettavano MONTI Emiliana, comasca classe 1989, corriere di 520g di cocaina di ottima qualità da Brescia al «gruppo» di Pergine Valsugana: fu arrestata in qualità di corriere.

Ai fuochi di Ferragosto veniva tratto in arresto CASAGRANDE Luca, nato il 04.04.1994 a Trento ed ivi residente, assieme alla fidanzata MAYREGGER Giulia, nata il 09.07.1993 a Trento, che a bordo di un’autovettura CITROEN C2 venivano trovati in possesso di circa 1Kg di cocaina in panetti più altri stupefacenti, appena acquistati a Brescia per smistarli ad alcuni affiliati al sodalizio criminoso incaricati poi dello spaccio al dettaglio.

Dai primi sequestri di denaro si risaliva così ai fornitori, lungo il «percorso» Western Union, sino ad albanesi un tempo perginesi ed ora trapiantati a Brescia.

Da un largo-raggio di circa 50 attività tecniche in contemporanea, ne sono state enucleate una ventina che si stagliavano nettamente sulle altre: con la scrematura finale si arriva agli odierni catturandi.

Da fine agosto a dicembre 2016 gli affiliati hanno «impanato» il mercato: i Carabinieri, diretti nelle loro osservazioni dal P.M. DDA Dott. OGNIBENE, hanno monitorato minuziosamente la vendita al dettaglio, notando come ogni soggetto avesse un «giro» medio di circa 20g/die.

A metà dicembre 2016, in due giorni, i Carabinieri di Borgo Valsugana intercettavano due consegne al dettaglio, sequestrando ben 22g di cocaina pronta all’uso.

Il 13 marzo 2017 mattina, le operazioni scattano alle 04.00: 15 squadre attestate a Pergine iniziano le perquisizioni e, a seguire, gli accompagnamenti alle varie carceri del Nord Italia (Voghera, BG, BS, MN, PV, VR), con l’eccezione di IDOTTA che, dimorante nel cosentino Mongrassano, viene associato a quelle di Paola.

Contestualmente, a controprova della fondatezza assoluta dell’indagine e delle precise Ordinanze, si rinvengono 12g circa di marijuana e 10g circa di cocaina, assieme alle attrezzature per dosaggio e confezionamento dello stupefacente per lo smercio al dettaglio, nonché due repliche di pistole, una Colt M1 ed una Beretta 92/SB privata del tappo rosso, perfette alla vista in tutti i dettagli.

I Destinatari Dei Provvedimenti Sono:

  1. Osma Saimir, Nato In Albania Il 31/08/1982, In Italia S.F.D., Gia’ Dimorante in Brescia, Detenuto Presso La Casa Circondariale Di Spini Di Gardolo, Trento;

  2. Osma Bled, Nato A Kavaje (Albania) Il 09.03.1972, Residente In Pergine Valsugana (Tn);

  3. Casagrande Luca, Nato A Trento Il 04.04.1994, Residente In Pergine Valsugana (Tn) Detenuto Presso La Casa Circondariale Di Spini Di Gardolo, Trento;

  4. Hasani Dardan, Nato In Albania Il 10.08.1989, In Italia S.F.D,;

  5. Mayregger Giulia, Nata A Trento Il 09.07.1993, Residente In Lavis (Tn), Gia’ Ristretta Agli Arresti Domiciliari Per Altra Causa;

  6. Zedda Andrea, Nato A Nuoro Il 26.08.1995, Residente In Pergine Valsugana (Tn) Domiciliato In Zambana (Tn);

  7. Cebotar Nicolae, Nato A Straseni (Repubblica Di Moldavia) Il 03.09.1997, Residente In Pergine Valsugana (Tn);

  8. Miraj Armando, Nato A Lezhe (Albania) Il 23.06.1988, In Italia S.F.D. –Attualmente Dovrebbe Esser All’estero; Verra’ Emesso M.A.E.;

  9. De Maria Antonio, Detto “Tonino”, Nato A Napoli L’11.06.1956, Già Domiciliato In Pergine Valsugana (Tn) Di Fatto S.F.D;

  10. Idotta Federico, Nato A Reggio Calabria Il 21.02.1992, Residente In Levico Terme (Tn), Di Fatto Domiciliato A Mongrassano (Cs);

  11. Fetahu Enrik, Nato In Albania Il 03.06.1984, Residente In Pergine Valsugana (Tn);

  12. D’agostino Lorenzo, Nato A Borgo Valsugana (Tn) Il 23.12.1995, Residente In Levico Terme (Tn) Attualmente Domiciliato In Grigno;

  13. Keci Gentian (Alias Ziu Amarildo), Nato In Albania Il 12.02.1978, In Italia S.F.D., Gia’ Catturando Per Altra Causa, Probabilmente Anch’egli All’estero; Verra’ Emesso M.A.E.;

  14. Sinani Abduljatif, Nato A Cajle (Repubblica Di Macedonia) Il 13.10.1978, Residente In Pergine Valsugana (Tn);

  15. Koni Zamir, Nato In Albania L’08.04.1977, Residente In Pergine Valsugana (Tn);

  16. Koni Mariglen, Nato A Rroghozin (Albania) L’01.03.1992, Res. Pergine Valsugana (Tn);

  17. Marchel Filippo, Nato A Trento Il 16.08.1996, Ivi Residente;

  18. Hannachi Fahmi, Nato In Tunisia Il 21.07.1988, Residente In Trento,allo stato irreperibile.

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Trento

Mattarello: è morta suor Anna Donà dopo una vita dedicata alla missione della “Piccola Mamma”

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Le suore della Piccola Opera del Divino Amore annunciano con profondo dolore la morte della cara suor Anna Donà.

In questi ultimi anni una progressiva malattia invalidante l’aveva costretta in carrozzina e resa quasi cieca.

Suor Anna Donà, nata 87 anni fa a Battaglia Terme (PD), nella sua lunga vita si è dedicata con grande amore a continuare la missione della “Piccola Mamma“, al secolo Enrichetta Bianchi Carollo, fondatrice dell’Opera.

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Lo scorso 13 novembre aveva potuto festeggiare il 33mo anniversario della morte della fondatrice.

Prima di entrare nella nuova congregazione Suor Anna era una suora salesiana che, nel suo agire rapportarsi con gli altri, aveva conservato lo stile e l’amabilità di Don Bosco.

Nei moltissimi anni trascorsi a Mattarello ha dato conforto alle famiglie e a tutte le persone che si rivolgevano a lei con consigli e preghiere.

Ha offerto le sue sofferenze incondizionatamente per la salvezza delle Anime, molto care alla Piccola Opera.

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Questo suo esempio di vita resterà sempre un punto di riferimento per chi l’ha conosciuta.

Le suore della Piccola Opera del Divino Amore ringraziano in particolare tutte le persone che le hanno voluto bene e che da lei hanno ricevuto amore, conforto e preghiere.

Domenica, festa dell’Immacolata, alle ore 19.30, ci sarà il Santo rosario in suo suffragio nella chiesa di Mattarello, mentre il funerale sarà lunedì 9 ad ore 14.30, sempre nella chiesa parrocchiale di Mattarello.

 

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Trento

La famiglia (italiana) non è in crisi grazie ai suoi forti legami di sangue

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Se, come affermano i due demografi Maria Castiglioni e Gianpiero Dalla Zuanna, autori del libro “La famiglia è in crisi. Falso!” (Laterza, 2017), in Italia la famiglia gode di ottima salute è perché è sempre stata unita, nel senso che forti sono i legami di sangue tra nonni-genitori-figli, legami che sono stati spesso visti come un segno di arretratezza ma che in realtà funzionano come “ammortizzatori sociali” frenando i processi di frammentazione e generando, con l’eccezionale ricchezza degli scambi interni alle famiglie italiane, la qualità della vita del nostro paese, contribuendo al benessere economico nonché alla coesione sociale.

La tesi dei due autori, intervenuti all’ultima giornata del Festival della Famiglia con un dibattito attorno alle dinamiche della natalità-denatalità nel nostro Paese ospitato nella Sala dell’Aurora a Palazzo Trentini, è supportata dagli studi e dalle ricerche che dimostrano come, ad esempio a Padova ma con esiti non molti diversi nel resto del Paese, il 70 per cento dei genitori con figli 0-12 anni risiedano in un raggio di appena un chilometro dai nonni.

Gli stessi figli, quando si sposano, vanno ad abitare per oltre il 55 per cento vicino ai propri genitori, una tendenza questa che si è mantenuta piuttosto stabile nell’ultimo secolo.

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Anche la legislazione italiana riflette in qualche modo questa situazione, prevedendo ad esempio il dovere di mantenimento anche a carico dei nonni (solo in Italia e Germania è previsto), con imposte di successione molto più basse rispetto a Germania, Francia e Regno Unito.

I legami di sangue modellano anche l’assistenza agli anziani, laddove l’Italia è il Paese europeo con il minor numero di anziani collocati in casa di riposo.

Ma legami familiari forti non significa automaticamente maggiore natalità; in questo il nostro Paese si trova in buona compagnia assieme a Spagna, Portogallo, Grecia, Corea del Sud, Giappone e le grandi città della Cina, dove i figli “sono considerati come proprietà dei genitori, anziché un bene collettivo”.

Così, ad esempio, Castiglioni e Dalla Zuanna – che hanno discusso delle proprie ricerche con Alberto Zanutto dell’Università di Trento e la giornalista Linda Pisani – spiegano l’alto livello della spesa per il welfare in Francia con il fatto che nel Paese transalpino il figlio è visto proprio come una proprietà collettiva, un “bene comune“.

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I due ricercatori hanno elogiato la propensione della Provincia autonoma di Trento a promuovere politiche familiari attive anche per stimolare la natalità – “è uno dei pochi territori a farlo” hanno detto – sottolineando anche il fatto che tali politiche “devono essere continuative, malgrado i cambi politici”.

 

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Trento

Matching day: le aziende Family Audit si confrontano

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Proseguono gli appuntamenti del Festival della Famiglia, in programma a Trento fino ad oggi 7 dicembre.

Ieri si è tenuto il terzo Matching day per le aziende certificate Family Audit, a cura di tsm-Trentino School of Management, in una sala attenta e gremita, nel palazzo della Provincia a Trento. Una giornata dedicata allo scambio di “buone pratiche” per ascoltare, presentare, per fare poi rete, di esperienze e progetti che favoriscono la conciliazione dei tempi di vita/famiglia con i tempi del lavoro.

L’apertura dei lavori, che ha visto come moderatrice Lucia Claus dell’Ufficio Family Audit, ha preso l’avvio con Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili che ha ripercorso i numeri della certificazione Family Audit e ha ricordato la recente approvazione del Piano strategico straordinario per la natalità.

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“Nelle misure di conciliazione vita/lavoro il capitolo dedicato all’Audit dimostra – ha commentato Malfer – come non sia più vero che le donne che non lavorano fanno più figli. Il Family Audit vede in Trentino 180 aziende coinvolte con 180.000 occupati di cui 35.000 in aziende Family Audit, il che si traduce nel 20% della massa lavorativa. Importante Ciò che è fondamentale è invece l’indice della flessibilità, perché il miglioramento della flessibilità oraria migliora anche la produttività”.

Dopo l’implementazione in Trentino la certificazione Family Audit è stata estesa a livello nazionale: in tutta Italia sono circa 120 le aziende coinvolte, per un totale di circa 300 organizzazioni se aggiungiamo il dato trentino.Tra gli obiettivi del miglioramento del benessere aziendale v’è quello di arrivare al 100% dei comuni in provinciale con la certificazione Family in Trentino.

Nel corso della mattinata di lavori Patrick Eheim, projet manager del progetto EASI-MASP-master parenting Work and family, che vede come ente capofila il Comune di Milano, ha spiegato questo progetto innovativo.

Attraverso il ripensamento dei servizi in un’ottica di integrazione, il progetto si articola in una collaborazione tra pubblico e privato per sperimentare nuove forme di bilanciamento vita-lavor, e nella “Settimana lavoro agile, che va nella direzione di una più equa suddivisione dei compiti genitoriali. Quindi Francesca Petrossi, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia, ha ricordato come la Presidenza collabori ormai da dieci anni l’Agenzia provinciale della famiglia.  Il tema della demografia – ha concluso Petrossi – ci interpella con urgenza e il Dipartimento vuole essere un canale privilegiato per ascoltare le richieste, rilanciare Family Audit, promuoverlo su territori regionali e soprattutto continuare a collaborare con Trento”.

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L’intervento di Luciano Hinna, professore ordinario di Economia aziendale all’Università Tor Vergata Roma e da sempre impegnato sul benessere organizzativo nelle pubbliche amministrazioni, aveva per titolo “Innovazione nella pubblica amministrazione: la certificazione Family Audit”. Partendo dalla definizione dei pilastri dell’Auditing ha invitato a riflettere come il benessere organizzativo stia cambiando e continuerà a cambiare.

“Il Family Audit è un punto d’arrivo per qualcuno ma per altri è un punto di partenza”.

A chiudere la sessione del mattino è stata Elena Macchioni, assistant professor all’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, “amica” fin dalla prima edizione del Festival. Nella sua relazione:

“Le aziende certificate Family Audit e la sfida della denatalità: strumenti, pratiche, impatti” ha dimostrato come esista un gap tra figli reali e figli desiderati.

A Trento la natalità è di 1,4 figli, a  Bolzano di 1,7: i sondaggi indicano che la maggior parte delle famiglie vorrebbe il secondo figlio, ma per varie ragioni questo non è conciliabile. Proprio questi dati positivi rispetto alla natalità nazionale, comunque, dimostrano come sia possibile uno sguardo positivo sul futuro. Soprattutto nelle regioni del Nord – e il riferimento va anche ai Paesi scandinavi – c’è correlazione tra numero di figli e partecipazione al lavoro da parte delle donne, e questo perché esistono politiche di conciliazione vita/famiglia/lavoro come il Family Audit.

Due dunque le parole chiave per guardare al futuro nell’organizzazione del lavoro: “territorio”, come contesto capace di moltiplicare le risorse comuni necessarie al funzionamento di ciascuno e di tutti gli attori coinvolti, e “tempo”, il suo fluire in una determinata organizzazione sociale.

Quindi il via ai tavoli che, rispetto alla scorsa edizione, non sono stati organizzati per gruppi rispetto al tipo di misure intraprese, ma per Tavoli uniformi in termini di settore, per progettare il futuro con basi comuni.

I Tavoli sono stati così condotti, e non semplicemente coordinati, da esperti di settore, che hanno lavorato assieme ai partecipanti; questi i diversi tavoli: industria coordinato da Carlo Benedetti, consulente del lavoro; pubblico, coordinato da Stefania Allegretti, direttrice del Servizio provinciale per il personale; cooperazione sociale con Sara Rago, coordinatrice dell’area ricerca per Aiccon; servizi con Giannina Montaruli di Confcommercio imprese; Apsp con Massimo Giordano, direttore generale Unione Provinciale – Istituzione per l’Assistenza (U.P.I.P.A).

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