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Italia ed estero

Intervista: La Francia del Front National

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A poco più di un mese dalle presidenziali francesi, Marine Le Pen, leader del Front National, continua a essere la candidata favorita per il passaggio al secondo turno, il testa a testa da cui uscirà il successore di François Hollande.

Sono 144 le proposte che Le Pen ha presentato nelle scorse settimane ai francesi. Proposte di rottura, come l’uscita dall’Ue e dall’euro e l’adozione di un “protezionismo intelligente”. La Voce del Trentino ha discusso in esclusiva di questo e delle altre sfide che attenderanno il Front National se riuscirà a conquistare il potere con Jean-Luc Schaffhauser (nella foto accanto a Marine Le Pen), eurodeputato vicino alla leader frontista, noto per aver giocato un ruolo chiave nel negoziato del prestito concesso da una banca russa al partito di Le Pen.

Onorevole Schaffhauser, con Marine Le Pen presidente la Francia uscirà dall’Unione europea?

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«Marine le Pen ha detto che bisogna uscire dall’Unione attuale. In tal senso, se eletta presidente, cercherà di rinegoziare i trattati per andare nella direzione di un’Europa delle nazioni. Riteniamo che la Commissione europea sia inutile, che la composizione del Parlamento europeo debba essere definita dai parlamenti nazionali e, soprattutto, che la Banca Centrale Europea non debba essere indipendente. La sovranità monetaria è fondamentale, il quantitative easing  (l’acquisto di titoli di stato da parte di una banca centrale, ndr) deve essere concesso agli stati che hanno difficoltà strutturali.

L’Europa ha privato i governi nazionali della sovranità: questi non hanno più controllo sul bilancio, sulla definizione delle leggi, sulla creazione della moneta e sul territorio. Marine Le Pen è a favore dell’Europa, ma questa deve essere un’Europa delle nazioni, della cooperazione tra i popoli. Per questo cercherà di rinegoziare gli attuali trattati con gli altri Stati membri. L’appoggio dell’Italia sarà essenziale nella sfida all’egemonia tedesca. Siamo pronti a mettere dazi doganali sui prodotti tedeschi. Se la Gemania non accetterà di negoziare, Marine Le Pen rimetterà il suo mandato nella mani dei francesi, sostenendo di non essere in condizione di continuare a governare».

Con Le Pen la Francia sembra quindi determinata a uscire dall’euro…

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«Sì, siamo obbligati a uscire: riacquisire sovranità monetaria è fondamentale».

Qual è il programma del Front National per fronteggiare l’estremismo islamico?

«Su questo tema c’è stata finora molta debolezza da parte delle autorità di governo. Vanno, innanzitutto, applicate le leggi della Repubblica. Basta halal! L’islamismo altro non è che un termine per definire l’Islam politico. Sappiamo chi sono gli agitatori. Questi vanno espulsi subito laddove privi di nazionalità francese. Altrimenti, devono essere obbligati a rispettare le leggi della Repubblica e messi in condizione di non nuocere a nessuno, ad esempio, obbligandoli a non uscire di casa.

Non servono leggi nuove, cominciamo ad usare quelle esistenti! Cominciamo ad applicare dappertutto le leggi esistenti! I governi di destra e sinistra hanno permesso il riprodursi di una situazione di impunità, strizzando l’occhio agli agitatori per conquistarne il sostegno elettorale».

Per quando riguarda l’immigrazione, invece, nel vostro programma insistete sulla necessità di uscire da Schengen e ripristinare i controlli alle frontiere. Siete davvero convinti che qualche agente alla dogana possa stoppare un flusso migratorio di dimensioni epocali?

«Innanzitutto, bisogna smetterla con questa storia che non è possibile gestire l’immigrazione. Ci sono Paesi che ce la fanno senza difficoltà, come, ad esempio, Russia, Cina e Australia. Quello che serve è un piano di sviluppo per l’Africa. L’80% dei migranti lasciano il loro Paese per ragioni economiche. E finora l’Europa non ha fatto assolutamente nulla per migliorare le condizioni del continente africano. Anzi, lo ha indebolito con una serie di accordi di libero scambio».

Nel vostro programma per le elezioni proponete di difendere la produzione francese ricorrendo a una forma di “protezionismo intelligente”. Potrebbe spiegare meglio cosa intendete con questa formula?

«Non si può pensare seriamente di mettere in concorrenza un operaio francese, protetto da una vasta gamma di norme, con l’operaio di un altro Paese dove non vige nessuno di questi vincoli. In questo caso, il libero scambio diventa un gioco al massacro. Con le sue politiche, l’Unione europea ha fatto il gioco delle multinazionali che vogliono operai poco pagati e la possibilità di pagare le tasse nei paradisi fiscali.

Sono molteplici i settori dove si può facilmente applicare la nozione di “protezionismo intelligente”. Si pensi a quello immobiliare. In Francia, la speculazione in questo settore è la più alta in Europa. Servono invece abitazioni a canone sostenibile. Un tale programma fungerebbe evidentemente da catalizzatore per il lavoro. Ma si pensi anche alle energie rinnovabili, dove possiamo occuparci interamente del nostro fabbisogno, o ai trasporti, dove potremmo impiegare solo imprese nazionali. Sono molti i settori in cui possiamo rispondere da soli alla domanda esistente nel Paese».

Non avete paura che i vostri partner commerciali rispondano mettendo dei dazi sui vostri prodotti?

«Le nostre importazioni sono maggiori delle nostre esportazioni. Se i nostri partner cominciano a mettere dei dazi, sono loro a perdere. Va ristabilita una situazione in cui tutte le nazioni possano trarre dei benefici dal commercio internazionale».

Lei è stato l’intermediario che ha permesso al Front National di ricevere un prestito dai russi. Cosa risponde a coloro che temono che per questo Le Pen sia facilmente ricattabile dal governo russo?

«Francia e Russia sono da sempre amici, almeno dai tempi di De Gaulle. Contrariamente a chi ha venduto la Francia ad Arabia Saudita e Qatar, Marine Le Pen non farà gli interessi di chi le ha prestato del denaro, ma del popolo francese. Non si tratta di un prestito privilegiato: paghiamo un 6% di tasso di interesse. Ci siamo rivolti ai russi perché nessun altro era disposto a concederci un prestito».

Quali sono le chance di vittoria di Le Pen alle prossime presidenziali?

«Marine Le Pen può vincere soprattutto se al secondo turno si troverà a fronteggiare Emmanuel Macron. In quel caso sarà chiaro: sarà una sfida tra patrioti e sostenitori della globalizzazione, tra chi sostiene un’economia al servizio dell’uomo e chi, invece, un’economia al servizio della finanza, tra chi vuole un’Europa delle Nazioni e chi un’Europa dittatoriale.

Anche se Le Pen diventasse Presidente, il rischio di non conquistare la maggioranza alla successive legislative è altissimo. Come farete a portare avanti il vostro programma con un parlamento di segno opposto al vostro?

«In primo luogo, se Marine Le Pen vincerà, molti partiti esploderanno e in tanti appoggeranno la nuova presidente. In caso di coabitazione (tra un presidente e un parlamento di colore politico diverso, ndr), vedremo se il Front National riuscirà a portare avanti il proprio programma. Altrimenti si andrà a nuove elezioni.

La più grande qualità di Marine Le Pen è il coraggio. Le assicuro che non si farà intimidire da nessuno».

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1 Comment

1 Comment

  1. monica

    16 Marzo 2017 at 17:05

    Per un capo il coraggio è una grande forza che va coniugata con la lungimiranza e la ricerca del bene comune

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