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Spettacolo

Ritorna per una notte il mito di «Radio Antenna Nord»

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Un evento senza precedenti, una radio che ha fatto la storia, ritorna per una notte Radio Antenna Nord con i suoi miti di allora: Roberto Giampiccolo, Guido Brigadoi, Guido Bettali e una performance del tutto particolare di Capitan America, Fabrizio Vedovelli.

L’appuntamento è per sabato 18 marzo all’Officina Gambrinus dove l’organizzazione a cura de «il Carrozzone Eventi» in collaborazione con «La Voce del Trentino» riporterà nuovamente indietro le lancette degli orologi. Il binomio organizzativo si ripropone dopo il grande successo del ritorno di «Quelli del Waikiki» che riusci a portare all’evento oltre duemila persone. (qui l’articolo)

L’evento avrà inizio alle 22.00, con una carrellata di foto dell’epoca sul maxischermo che faranno da sfondo ai microfoni dei big tanto amati. Per l’occasione la serata andrà in diretta radio in esclusiva sulle frequenze di Radio 80 Foreveryoung capitanata da Maurizio De Iorio.

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La serata proseguirà poi fino a chiusura con Dj Pio Leonardelli e le percussioni di Armandino Drums.

Durante la serata i ricordi quindi ritorneranno  a quando, verso la fine degli anni ’70, nacque Radio Antenna Nord, alla nuova era della radiofonia nazionale tanto amata dagli over 50 e 60 dei giorni nostri.

Alla Rai si affiancavano migliaia di “antenne private in tutta Italia” che raccolsero, immediatamente, l’interesse e la curiosità degli ascoltatori. Certo, all’inizio vi erano emittenti che “balbettavano”, ma l’entusiasmo fu contagioso e anche in Trentino il fenomeno attecchi’ velocemente.

Radio Antenna Nord scelse, da subito, una linea editoriale atipica: nessuna dedica, niente richieste, nessun giochino telefonico. «Una scelta se vogliamo un po’ elitaria che però pago ben presto» ricorda Guido Brigadoi uno dei fondatori. 

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«Prima di tutto tanta buona musica dal mondo americano e inglese, – aggiunge Brigadoi – musica selezionatissima “recuperata” attivando canali allora difficilmente abbordabili e una conduzione innovativa per quegli anni, veloce e poco provinciale. I modelli erano quelli dell’emittenza straniera più qualificata che, visto il seguito che RAN ottenne velocemente dimostrava la voglia, anche del Trentino, di aprirsi al mondo».

Il rapporto fra gli ascoltatori e radio Antenna Nord si sviluppa attraverso un numero impressionate di iniziative: concerti organizzati dalla radio, feste nelle discoteche della provincia, promozione degli artisti locali, oltre al coinvolgimento di musicisti e artisti che, in quegli anni andavano per la maggiore.

L’elenco dei personaggi che parteciparono alle iniziative di Radio Antenna Nord è davvero lungo ma, per darne un’idea, basti pensare ai concerti di Vasco Rossi, Ivan Graziani, Paolo Conte oppure alla partecipazione di tutti i cabarettisti che imperversavano nella televisione di quel decennio o ancora a Carlo Massarini gran cerimoniere della nascita dei video clip in Italia oppure ancora a Claudio Cecchetto “inventore”, tra gli altri degli 883 e di Jovanotti.

Ma le iniziative della Radio, vissute in diretta durante le trasmissioni giornaliere furono in realtà centinaia.

Il team della radio realizza il record di trasmissione ininterrotta da parte di un singolo conduttore ma anche molti appuntamenti con l’informazione, che vengono realizzati in collaborazione con la Rai.

In pochi ricordano che Radio Antenna Nord  “battezzò” anche la nascita del Centro Santa Chiara che, per i primi due anni dalla sua nascita, fu protagonista di eventi organizzati da RAN. Ma il Trentino e la città stavano radicalmente cambiando decretando l’inizio della fine del grande movimento radiofonico trentino. 

nella foto sopra: Guido Bettali, Pio Leonardelli, Roberto Giampiccolo e alle spalle in piedi Guido Brigadoi

sotto Roberto Gianpiccolo 

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Spettacolo

È morto Fred Bongusto, aveva 84 anni

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È morto nella notte Fred Bongusto, il celebre artista che aveva compiuto 84 anni lo scorso 6 aprile (era nato a Campobasso) e da qualche tempo era alle prese con problemi di salute.

I funerali saranno celebrati a Roma lunedì 11 novembre, con inizio alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli artisti), piazza del Popolo.

Popolare negli anni Sessanta e Settanta, Bongusto ha spopolato in quegli anni con una canzone straordinaria dal piglio internazionale: “Una rotonda sul mare“.

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 Il celebre brano, composto da Aldo Valleroni, Francesco Migliacci, Bongusto e Pietro Faleni ha stregato diverse generazioni.

Dotato di una voce calda e sensuale, era diventato il cantante confidenziale (insieme a nomi come Nicola Arigliano, Teddy Reno, Emilio Pericoli, Johnny Dorelli e l’amico Peppino di Capri), una figura che rimanda a quella del crooner nella scena anglo-americana, di cui Frank Sinatra è l’esempio più celebre.

Dagli anni Settanta è stato anche autore di colonne sonore di film, soprattutto nel genere della commedia all’italiana.

Bongusto era stato sposato dal 1967 con Gabriella “Gaby” Palazzoli (scomparsa nel 2016) apprezzata soubrette degli anni cinquanta e sessanta che recitò in teatro con Macario e nel cinema a fianco di Alberto Sordi nel film Buonanotte… avvocato!

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Bongusto nei primi anni 2000 ha continuato a svolgere di tanto in tanto attività canora mantedendo immutato il contatto con il Sudamerica, il Brasile in particolare: intenso il rapporto con artisti come Toquinho (anche lui di origini molisane) e Vinícius de Moraes.

Dal 5 al 16 dicembre 2007 la sua ultima tournée in Sudamerica, nel corso della quale si è esibito in Uruguay ed Argentina.

Il 18 marzo del 2005 l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi gli ha consegnato una targa d’argento per i 50 anni di carriera, festeggiati successivamente, il 30 maggio del 2007, al Gilda di Roma. Il 26 maggio dello stesso anno viene insignito dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore ordine al merito della Repubblica italiana.

L’ultima delle sue apparizioni pubbliche risale al 22 aprile 2013, in occasione del concerto in ricordo di Franco Califano, quando ha cantato il brano scritto per lui dallo stesso artista intitolato Questo nostro grande amore. Nel 2013 duetta in Amore Fermati con Iva Zanicchi nel disco della cantante In cerca di te.

Negli anni Novanta ha rivestito anche la carica di Consigliere Comunale a Bari, eletto nel Partito socialista italiano.

Da giovanissimo Bongusto ha giocato a calcio, mostrando buone qualità; tuttavia, il suo sport preferito è diventato successivamente il tennis, disciplina nella quale si è fatto apprezzare raggiungendo anche un buon livello agonistico.

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Spettacolo

Rovereto: tutto esaurito per il debutto della Stagione Teatrale

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Tutto esaurito per lo spettacolo Massimo Lopez & Tullio Solenghnghi Show con il quale stasera, venerdì 8 novembre 2019, inizia la stagione teatrale 2019-2020 a Teatro Zandonai (ore 20.30).

Lo spettacolo scritto dagli stessi Lopez e Solenghi e da loro interpretato vedrà l’accompagnamento della Jazz Company diretta dal M°. Gabriele Comeglio che esegue dal vivo la partitura musicale.

Dopo due stagioni trionfali in cui si sono superate le 200 repliche, questa è per l’inossidabile duo la terza stagione.

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Con questo show Massimo Lopez e Tullio Solenghi raccontano di due amici che tornano insieme sul palco dopo 15 anni e ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico.

Tra i vari cammei, l’incontro tra papa Bergoglio (Massimo) e papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, o quello di Maurizio Costanzo con Giampiero Mughini; e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di “Tale e Quale Show” del 2016, dalla quale è scaturito il desiderio di tornare sulle scene insieme.

In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da collaudati maestri del palcoscenico si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile marchio di fabbrica, condividendo con il pubblico un coinvolgimento emotivo che tocca il suo apice nel ricordo di Anna, la cui presenza in scena c’è spiritualmente in tutte le due ore di spettacolo.

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Spettacolo

19 luglio 1985: al Teatro sociale il grido silenzioso di Stava

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Fino a domenica va in scena al teatro Sociale 19 luglio 1985 – una tragedia alpina, scritto e diretto da Filippo Andreatta (autore altresì delle scene) e prodotto da OHT (Office for a Human Theatre) in coproduzione con Romaeuropa Festival e il nostrano Centro Santa Chiara.

Il titolo consiste nella data, lontana nel tempo ma sempre dolorosa, della tragedia di Stava, che 34 anni or sono ha spazzato via un paese e 268 vite.

19 luglio 1985 presenta la vicenda con taglio antinaturalistico, affidandosi ad immagini e simboli (e suono e musica, tanta musica) per rievocare la disgrazia (assistita da troppa colpevole negligenza umana) che ha segnato la val di Fiemme.

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Lo spettacolo si apre con un albero, fluttuante al centro del palco. Resterà elemento costante per tutti i 50 minuti della rappresentazione.

Intervallati da effetti di immagini e luci, cartelli (scritti in carattere un poco piccolo) illustrano le fasi della vicenda. Andreatta e il tecnico delle luci William Trentini hanno ottenuto effetti suggestivi giocando con lampade, proiettori e oggetti semplici ma d’impatto come il sismogramma delle 12:22:55 del 19 luglio 1985.

Il corifeo (e compositore) Davide Tomat ha selezionato, oltre gli effetti sonori tra cui spicca il tuonare della massa di fango, musiche di gran pregio: Ligeti, David Lang e un canto alpino arrangiato da Benedetti Michelangeli (posto all’inizio, testimonianza della pace rurale della vallata prima dell’inondazione).

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Il lato musicale è stato ulteriormente elevato dalla presenza dell’Ensemble Vocale Continuum, guidato dal maestro Luigi Azzolini.

Non è teatro tradizionale 19 luglio 1985, che infatti si presenta anche sotto l’egida di AltreTendenze: è in effetti una meditazione su tutta una serie di contrasti.

Il passato contro la modernità: il monte Prestavel era stato sfruttato sin dal Cinquecento per produzioni minerarie, ma solo la hybris unita all’incuranza della modernità ne hanno fatto una fonte di morte.

L’uomo opposto alla natura: rapporti e verifiche indicavano l’insostenibilità dei bacini in mancanza di interventi decisivi, la burocrazia è parsa non capire che una situazione deteriorata non avrebbe smesso di guastarsi per attendere l’esito di delibere, approvazioni di budget, memorandum.

Ancora, la legge contro la giustizia. Nel vuoto legislativo dell’epoca in materia di disastri più o meno naturali, i responsabili riconosciuti della fine di centinaia di persone hanno comparativamente ricevuto una bacchettata sulle dita.

Prenotandosi nel foyer è possibile accedere, soffermandosi in platea, alla mostra dedicata all’inondazione di Stava ospitata dagli spazi della Tridentum romana: bella e completa, arricchita dalle foto di Dino Panato, resa ancor più raccolta dall’ora notturna e dalla poca folla.

La compagnia incontrerà il pubblico al teatro Sociale alle 17 e 30 di venerdì; lo spettacolo va in replica venerdì 8 e sabato 9 novembre alle 20 e 30 e ancora domenica 10 alle 16 e alle 20 e 30. La rappresentazione si è conclusa alle 21 e 35.

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