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Trento

SAIT, debiti per 70 milioni di euro a causa di operazioni immobiliari del consorzio.

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Nella riunione di ieri i 130 dipendenti in esubero hanno deciso la strada della cassa integrazione.

Ma non c’è solo la partita occupazionale all’interno del Sait ma anche la necessità di fare pulizia delle operazioni immobiliari che continuano a pesare sui conti.

Potrebbe essere infatti che la crisi del SAIT non dipenda dal costo del lavoro ma dalle operazione finanziario speculative delle aziende e in questi anni da parte della cooperazione.

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L’attuale direzione ha creato infatti un enorme debito, un buco di circa 70 milioni di euro. Infatti i tagli occupazionali e queste operazioni immobiliari non sono due questioni separate ma le due facce della stessa medaglia.

Il sindacato USB parla di  «situazione che è il risultato non solo di un gruppo dirigente incapace ma anche la conseguenza di aver abbandonato lo spirito cooperativo e quindi la sua “mission”: quella di fare commercio».

Che dentro i vertici la tensione sia alta lo si è notato anche nell’ultimo incontro con i sindacati dove il direttore del SAIT Luca Picciarelli ha preso a male parole davanti a tutti sia il presidente Dalpalù che Fezzi.

USB colpevolizza Cgil Cisl e Uil per aver accettato la scelta di far votare i lavoratori fra accettazione della Cassa e o sciopero ad oltranza evitando accuratamente di presentare ai lavoratori una proposta di iniziative articolate e capaci di coinvolgere i lavoratori della Moviternto, i cittadini e l’intero mondo della cooperazione.

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Come spesso succede chi ha creato il disastro poi viene chiamato a risolverlo. «Purtroppo – incalza ancora il sindacato USB –  da questo sindacato c’era da aspettarselo visto che l’anno scorso hanno accettato un pesante taglio salariale e normativo senza battere ciglio. Riduzione della paga e aumento dell’orario da36 a 40 ore settimanali convinti che questo avrebbe permesso di superare dalla crisi».

Il nuovo blitz ieri in consiglio provinciale da parte degli ex lavoratori di Whirlpool e della Martinelli conferma il grande malessere che nella nostra provincia comincia a dilagare con gli oltre 600 licenziamenti solo nel 2016.

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Trento

Tensione in centro storico, africano dà in escandescenza

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Momenti di grande tensione nel tardo pomeriggio in centro storico di Trento all’incrocio tra via Diaz e via Oss Mazzurana. Un nord africano improvvisamente ha cominciato a dare in escandescenza senza nessun motivo urlando e minacciando i passanti.

Sul posto sono intervenute due pattuglie della Polizia di Stato con sei agenti (foto) che hanno sorvegliato senza mai intervenire il soggetto che dopo aver urlato per circa un ‘ora si è calmato da solo.

Pare che il giovane – secondo alcuni testimoni – sia lo stesso che ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti si è calato i pantaloni in piazza Duomo durante uno spettacolo durante le feste natalizie. 

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Trento

Arrestato 44 enne marocchino per furto e molestie

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I Carabinieri della Compagnia di Trento hanno tratto in arresto un 44 enne magrebino resosi responsabile di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

Intorno alle 22.30 di ieri, infatti, l’autoradio del radiomobile di Trento interveniva in via della Cervara, presso la comunità “sentiero”, perché una persona stava disturbando insistentemente al citofono.

Nel mentre si avvicinava al civico esatto, la pattuglia intravedeva un uomo che cercava di nascondersi alla vista dei militari.

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Fermato, nel tentativo di controllarlo ed identificarlo, opponeva però resistenza ai Militari spintonandoli.

Dopo alcuni tentativi i carabinieri, con non poche difficoltà riuscivano a bloccarlo.

Nel perquisirlo, il magrebino veniva trovato in possesso anche di una tastiera di un videocitofono, che risultava essere asportata poco prima dalla sede della comunità che aveva richiesto l’intervento al 112, come peraltro lui stesso ammetteva.

Ultimate le operazioni di rito, il marocchino è stato trattenuto presso la camera di sicurezza del Provinciale Carabinieri di via Barbacovi a disposizione dell’A.G., in attesa della direttissima, celebrata nella mattinata odierna (convalidato l’arresto e trattenuto in carcere come misura cautelare).

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Trento

Divieti per gli autotrasportatori in Tirolo: incontro in Provincia

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Portare la questione a Bruxelles e a Roma al fine di ottenere chiarezza sulla legittimità dei divieti di trasporto di un elevato numero, ampliato dal primo gennaio scorso, di categorie merceologiche sui Tir attraverso l’Austria.

E’ la richiesta che il mondo dell’autotrasporto trentino ha sottoposto al presidente Maurizio Fugatti nel corso di un incontro che si è tenuto in Provincia.

Erano presenti Lucio Sandri, presidente degli autotrasportatori trentini, l’amministratore delegato di Autobrennero SpA, Diego Cattoni, il dirigente del servizio Trasporti pubblici della Provincia, Roberto Andreatta e la consigliere provinciale Vanessa Masè, che ha portato recentemente la questione all’attenzione del Consiglio.

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Il presidente Fugatti si è detto sensibile alla questione e ha annunciato che scriverà al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli per chiedere il suo interessamento.

Anche Autostrada del Brennero ha confermato la sua grande attenzione al tema e nell’incontro si è parlato di posti attrezzati di verifica sui mezzi in ingresso in A22, al fine di monitorare sia i livelli di inquinamento, sia i profili di sicurezza dei mezzi che transitano lungo il suo percorso.

L’occasione è risultata utile per affrontare il tema dell’intermodalità che vede impegnata anche l’amministrazione provinciale, nella consapevolezza da parte di tutti che si tratta di un processo di grandissima portata che richiede investimenti, tempo e snellimento delle procedure.

In chiusura si è parlato infine di patenti. E’ già stato avviato un sostegno alle spese da parte della Provincia e la misura sarà ampliata prevedendo incentivi a chi intenda abilitarsi alla professione anche qualora si tratti di soggetti già occupati.

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