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Trento

Sprecopoli, progetto «modem2 Berlino»: Quando il tirocinio della provincia si trasforma in un incubo.

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L’argomento sarà oggetto di una conferenza stampa che il consigliere provinciale della Lega Nord Maurizio Fugatti terrà nella giornata di domani.

In proposito lo stesso Fugatti depositerà un‘interrogazione alla giunta provinciale in merito.

Quanto successo è emerso grazie alla denuncia di alcuni ragazzi che hanno partecipato al Progetto Modem 2 Berlino 2016, un progetto promosso e organizzato dall’Agenzia del Lavoro con il finanziamento della Provincia Autonoma di Trento, finalizzato al conseguimento da parte di disoccupati di un’esperienza lavorativa e linguistica all’estero per un periodo di cinque settimane, precedute da un corso intensivo di lingua tedesca della durata di tre settimane.

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La denuncia dei ragazzi parla di «molteplici situazioni che si sono verificate e che hanno contribuito notevolmente a far sì che l’esperienza di tirocinio all’estero si rivelasse negativa per molti, si preferisce esporre i fatti per tematiche».

Dalla denuncia dei ragazzi emergono gravissime problematiche organizzative, sperpero di denaro pubblico, conflitto di interessi, abbandono di posto di lavoro, un certo menefreghismo da parte di chi rappresenta le istituzioni e la mancanza di rispetto delle regole contrattuali da parte della provincia autonoma di Trento, che dovrebbe essere garante del tirocinio.

La referente estera, chiamata nell’articolo «responsabile», che secondo i ragazzi ne ha combinate di «cotte» e di «crude», da quanto riportato dai ragazzi compie atti di rilievo penale, oltre a dimostrare poca professionalità e serietà. Nell’interrogazione che domani Fugatti presenterà e formalizzerà, sarà interessante sapere quali sono le risorse che la PAT versa a tale professionista e da chi è stata scelta.

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Tutto quanto prodotto dai ragazzi è documentabile, in taluni casi anche attraverso delle registrazioni. Alla fine del racconto viene spontaneo chiedersi: «è questa l’attenzione che viene riservata ai ragazzi in cerca di lavoro, è questo l’esempio che alcune figure professionali danno ai giovani?»

Ma vediamo tali problematiche raccontate direttamente dalla voce dei ragazzi che invece che un tirocinio hanno vissuto un autentico incubo.

CONTRATTO – Dopo aver superato una selezione presso l’ISIT (Istituto Superiore Interpreti e Traduttori) che attestava la nostra preparazione linguistica iniziale, fondamentale per poter partecipare al Progetto, siamo stati convocati presso la sede dell’Agenzia del Lavoro di Trento dove l’impiegata Juliette Astafan ci ha fatto firmare, come riportato nell’avviso di selezione pubblicato sulla bacheca della AdL, un contratto che vincolava ogni vincitore della selezione a partecipare attivamente al progetto formativo (cfr. copia contratto sottoscritto).

Qualora il partecipante avesse rinunciato o interrotto, se non per gravi motivi valutati caso per caso dalla AdL, l’esperienza di tirocinio, era obbligato a restituire all’Agenzia del Lavoro – mediante versamento sul conto corrente di Tesoreria della stessa – le spese a lui riferibili fino a quel momento sostenute.

Nel contratto – sottoscritto da tutti i partecipanti – era previsto, in conformità anche a quanto pubblicato nel bando di selezione, un sostegno economico alla mobilità, che si riassumeva nelle seguenti voci, riscontrabili anche a pag 5 dell’Avviso di selezione definitivo pubblicato sul sito della AdL (cf. copia allegata in pdf.):

• 3 settimane di preparazione linguistica preliminare alla mobilità presso ISIT;

• 1 viaggio di A/R verso la destinazione della mobilità per il periodo 06nov – 11dic 2016;

• copertura assicurativa (rischi, infortuni e responsabilità civile) per la durata dell’intero percorso;

• cura ed accompagnamento del programma di tirocinio presso il Paese di destinazione;

• vitto (pensione completa);

• alloggio (in camera doppia o singola, presso residenze o famiglie ospitanti);

• trasporti locali all’estero per il periodo di soggiorno;

• inserimento nell’organizzazione ospitante e tutoraggio per tutta la durata del soggiorno all’estero;

• n. 2 giornate di follow-up dell’esperienza;

• contribuzione all’ottenimento di una certificazione linguistica internazionale

CORSO PROPEDEUTICO LINGUISTICO PRESSO ISIT – Il corso di preparazione linguistica presso l’Istituto Superiore Interpreti e Traduttori si è svolto nelle tre settimane antecedenti alla partenza del gruppo per Berlino, e tutti i partecipanti concordano nell’affermare che l’ottima preparazione dei docenti ha permesso loro di migliorare notevolmente le proprie competenze linguistiche in previsione del tirocinio da svolgersi a Berlino. Durante il corso vi è stata la possibilità di approfondire nozioni di cultura generale tedesca e si è dato molto spazio alla capacità di interazione in tedesco, cercando di simulare situazioni che i partecipanti avrebbero potuto incontrare personalmente a Berlino.

Alla fine delle tre settimane potevamo, senza ombra di dubbio, ritenerci soddisfatti di quanto appreso durante il corso preparatorio di lingua e cultura tedesca.

VITTO E ALLOGGIO – A dispetto di quanto previsto nel bando di selezione e sottoscritto nel contratto di accettazione prima della partenza presso l’AdL di Trento, la questione vitto e alloggio è stata una delle più importanti difficoltà che i partecipanti al progetto hanno dovuto affrontare.

Se nel bando e nel contratto era previsto un alloggio presso una famiglia ospitante tedesca e il vitto nella sua forma di pensione completa (cfr. bando selezione), nella realtà dei fatti l’80% dei partecipanti ha dovuto provvedere, almeno parzialmente, al proprio sostentamento alimentare per quasi tutta la durata del tirocinio a Berlino, cinque settimane. A causa di questa precaria condizione di sopravvivenza molti hanno notevolmente perso peso e dovuto sostenere gravose spese economiche, nonostante la condizione di disoccupati.

Questa incresciosa e difficile situazione si è venuta a creare a causa della gestione del progetto attuata dall’ente partner, la cui rappresentante, nonché tutor e referente a Berlino, che dopo ripetute richieste ha dichiarato all’intero gruppo che gli accordi presi con le famiglie ospitanti non prevedevano alcuna forma contrattuale, ma un mero accordo verbale fra le parti. Sebbene alcuni di noi abbiano fatto presente che l’intero Progetto Modem2 fosse finanziato e promosso dalla Provincia – quindi con soldi pubblici – e che sarebbe stato opportuno che si fosse in possesso di un contratto scritto per quanto riguarda vitto, alloggio e tirocinio, la responsabile, ha continuato a ribadire la sua convinzione di poter liberamente agire anche per il Progetto Modem2 attraverso accordi verbali, affermando di non essere in grado di produrre alcun contratto scritto.

Più volte fra noi partecipanti vi sono stati momenti di confronto anche a seguito delle dichiarazioni che venivano rilasciate dalle nostre famiglie ospitanti, le quali affermavano che il compenso giornaliero concordato dalla responsabile per il vitto e alloggio di una persona differiva da famiglia a famiglia. Fino ad ora non siamo riusciti in alcuna maniera a comprendere sulla base di quali criteri oggettivi la nostra coordinatrice-referente abbia concordato con le famiglie ospitanti diversi tariffari e modalità di ospitalità in casa.

L’impressione avuta dagli scriventi, anche sulla base di quanto riferito dalle famiglie ospitanti e dai referenti all’interno delle aziende in cui è stato svolto il tirocinio, è che la responsabile abbia selezionato tutte le famiglie ospitanti attraverso conoscenze private e personali, secondo criteri, modalità e accordi totalmente arbitrari e discutibili.

E’ accaduto pure che due membri del gruppo abbiano dovuto cambiare alloggio a causa di difficoltà con le famiglie ospitanti assolutamente non imputabili ai partecipanti.

Infatti ai due ragazzi partecipanti, veniva preclusa la possibilità di accedere ad un vitto completo che era, come precedentemente ribadito, previsto per contratto e presente tra le voci del bando pubblico (cfr. Avviso definitivo selezione Modem2). La famiglia ospitante, infatti, riferiva di aver preso accordi con l’ente partner soltanto per l’offerta della prima colazione, senza avere sottoscritto alcun contratto né aver ricevuto nessun anticipo sull’alloggio.

Da una parte, uno dei ragazzi, è riuscito, attraverso contatti personali risalenti a una precedente esperienza all’estero, a reperire un alloggio adeguato.

Mentre l’altra, invece, veniva assegnato ad un appartamento in cui, nonostante i problemi di asma della partecipante, la proprietaria era solita fumare e si rifiutava di venir incontro anche alle richieste dell’inquilina.

Le frizioni creatosi a causa della situazione in essere hanno portato a un’aggressione verbale (esiste una trascrizione della conversazione) da parte della proprietaria nei confronti della ragazza che è stata indotta a lasciare l’appartamento, e si è ritrovata in piena notte sulla strada con le proprie valigie la sera del 14 novembre 2016.

I rappresentanti dell’ente partner Webb e la responsabile, intervenuti sul posto, hanno intrattenuto una conversazione soltanto con la proprietaria dell’appartamento che, come riferitoci successivamente, è stata pagata per l’intero soggiorno (anche il periodo non goduto), ma non si sono fatti carico della situazione della ragazza che nel frattempo era finita in strada . Solo con l’aiuto di alcuni partecipanti la nostra compagna ha potuto trovare ricovero per la notte in un ostello. Solo due giorni più tardi, trascorsi nel medesimo ostello a proprie spese in una stanza condivisa con sconosciuti, la ragazza è stata costretta ad abbandonare l’intero progetto a causa di un espresso rifiuto da parte della responsabile di collaborare a cercarle un nuovo alloggio e fornirle il servizio di tutoraggio, nonostante l’AdL avesse cercato fino all’ultimo di riconciliare le parti e permettere alla nostra compagna di proseguire l’esperienza a Berlino.

La drammaticità di questo fatto, di cui abbiamo avuto occasione di discutere con l’ente partner solo a seguito di nostra richiesta in occasione del corso Life Work Planning – il quale se non avessimo sollevato il problema sarebbe serenamente iniziato – ha creato non poco disagio anche agli altri partecipanti, vista la situazione incerta in cui sapevano di trovarsi e, cioè, ospitati senza alcun contratto scritto da famiglie che manifestavano dubbi circa il pagamento delle proprie spettanze.

CORSO WORK LIFE PLANNING DI JOHN WEBBParallelamente al progetto Modem2 Berlino proposto dalla AdL e finanziato dalla PAT la responsabile estera (sempre la solita) proponeva ad ogni vincitore della selezione, fin dal primo colloquio personale via Skype durante le tre settimane di corso di preparazione linguistica, la possibilità di poter partecipare ad un seminario tenuto dal suo compagno John Webb, millantando collaborazioni di formazione passate con istituti universitari tedeschi e olandesi.

Il seminario, che si sarebbe dovuto svolgere durante le cinque settimane di tirocinio, avrebbe permesso di acquisire delle conoscenze e competenze circa la ricerca del lavoro e il proporsi sul mercato lavorativo tedesco con un diverso approccio – a detta della responsabile “innovativo” e “rivoluzionario”.

La responsabile definiva le suddette informazioni “strettamente confidenziali”, e intimava a ciascun partecipante di non farne parola con alcuno, in quanto il seminario – definito dall’Ente Pertner “un regalo” – non rientrava nel progetto promosso dall’Agenzia del Lavoro (testuali parole).

Già durante le settimane antecedente alla partenza, la referente per Berlino aveva inviato all’intero gruppo due documenti: il primo, un questionario di ventritrè pagine, chiedeva fossero riportati ricordi e eventi legati alla propria vita, pretendendo che si indicassero anche fatti riguardanti la sfera più personale, intima. Tale richiesta ha lasciato perplessi molti dei partecipanti.

Il secondo documento, di diciannove pagine, costituiva la bozza di un analisi per schemi circa le impressioni, le sensazioni dei partecipanti in relazione a determinate dinamiche comportamentali e la loro gestione. Essendo l’intera documentazione in lingua tedesca, è stato eseguito un lavoro di traduzione con l’aiuto degli stessi insegnanti di tedesco presso l’ISIT, i quali hanno manifestato la loro totale perplessità circa i contenuti proposti da questi due documenti.

Il venerdì 04 novembre 2016, giorno conclusivo del corso propedeutico in cui veniva consegnato il materiale finale prima della partenza, alcuni partecipanti hanno manifestato dei dubbi circa la legittimità del seminario proposto da Webb – e la responsabile – e chiesto più volte alla sig.ra Astafan se la partecipazione allo stesso fosse obbligatoria, visto che esulava totalmente da quanto previsto dal contratto d’accettazione sottoscritto e dallo stesso bando pubblicizzato sul sito dell’AdL (cfr. avviso definitivo selezione Modem 2+ email collettiva del 03.11.16 di Astafan ai partecipanti).

Da un partecipante è stato anche fatto presente che la frequenza del corso di venerdì comportava una violazione dell’accordo sottoscritto dai partecipanti presso la sede dell’AdL, il quale prevedeva la frequenza della sede di tirocinio lavorativo 5 giorni alla settimana. Veniva risposto che il corso faceva parte del progetto e che l’accordo sottoscritto era un accordo standard, derogabile da diverse indicazioni degli incaricati e dei responsabili dell’ente partner all’estero.

A tal proposito è stata interpellata via Skype anche la responsabile, che ha ribadito l’utilità del seminario, e la sig.ra Astafan ha dichiarato dinnanzi a tutto il gruppo che la partecipazione a questo seminario, oltre ad essere una irripetibile opportunità, era formalmente obbligatoria (testuali parole) [cfr. esiste trascrizione registrazione audio].

I giorni immediatamente successivi all’arrivo a Berlino, l’intero gruppo è stato invitato a partecipare attivamente al seminario per tutta la durata del tirocinio. Il carico di lavoro per questo seminario andava ad aggiungersi a quello dello stesso tirocinio e occupava anche le giornate e le ore libere dei singoli partecipanti, visto che le lezioni tenute da John Webb si svolgevano dal martedì al giovedì dalle 19.30 alle 21.30, il venerdì dalle 09.00 alle 15.00 e il sabato dalle 09.00 alle 13.00 (cfr. email 25.10.16 Astafan – responsabile a tutti i partecipanti).

Questi orari, sommati all’orario previsto per il tirocinio, hanno realmente impedito al gruppo di poter sviluppare conoscenze ed entrare in contatto con diverse realtà produttive e sociali utili a chi avesse voluto prolungare la propria esperienza lavorativa in Germania.

Nel momento in cui si è fatto presente che il problema degli orari del seminario e i suoi stessi contenuti non davano alcun risultato, per quanto si poteva osservare già nei primi giorni, la responsabile in accordo con il compagno John Webb, anche a fronte delle diverse critiche oggettive e basate su fatti incontestabili che hanno coinvolti e danneggiato diversi partecipanti al progetto Modem2 (cfr. problema vitto e alloggio, tirocinio e assistenza sanitaria), ha deciso di interrompere in data 16 novembre 2016 il ciclo di lezioni tenute da Webb, nonostante la volontà di una parte del gruppo di proseguire il seminario, e ci ha invitato caldamente a contattarla solo per le più strette necessità legate alla nostra permanenza a Berlino, preferibilmente tramite e-mail o contatto telefonico.

La motivazione che la referente ha addotto è quella del venir meno di un rapporto di fiducia reciproca e della ostilità di gran parte dei partecipanti ai contenuti offerti da lei e dal suo compagno, avendo il gruppo messo in discussione le molteplici contraddizioni emerse già nella prima settimana a Berlino.

L’accusa di aver incrinato la fiducia, mossa ripetutamente dalla responsabile al gruppo, nasce dal fatto che il giorno precedente alla chiusura inaspettata del seminario, il 15 novembre, la Tutor si è sentita tradita dal gruppo di tirocinanti, avendo questi messo in discussione l’intero progetto, la sua organizzazione a Berlino in coordinamento con Astafan a Trento e la proposizione di questo seminario, definito “un regalo” della società Webb e responsabile – seminario caldamente promosso da Astafan a Trento.

E’ opportuno altresì evidenziare che in tutta la documentazione fornita dalla AdL ai partecipanti al progetto non si menziona in alcun modo la società Webb e responsabile ma solamente la responsabile quale referente e Tutor ufficiale del Modem2 a Berlino. Ciononostante, al momento della consegna dell’attestato di partecipazione al tirocinio, si riportano i nomi Webb e la responsabile, al contrario di quanto previsto e sottoscritto a Trento.

SALUTE E ASSISTENZA SANITARIA – E’ doveroso ricordare che il giorno 04 novembre 2016, presso la sede dell’ISIT, la sig.ra Juliette Astafan ha consegnato a tutti i partecipanti al Progetto Modem2Berlino la modulistica definitiva per la partenza, e nella scheda informativa sul partecipante al progetto, alla voce Medical History, alcuni partecipanti, in particolare due ragazzi hanno successivamente notato una totale discrepanza fra quanto precedentemente dichiarato e riportato in copia anche autografa e quanto presente nella documentazione consegnata dalla sig.ra Astafan. Le informazioni mediche personali già segnalate erano state cassate (cfr. esiste documentazione ).

La voce Medical History era presente nella modulistica per metter in evidenza, in caso di ricovero ospedaliero e comunque a titolo informativo sia per l’Ente Partner sia per la famiglia ospitante, le criticità mediche del tirocinante e rendere il soggiorno a Berlino sicuro anche sotto un profilo sanitario.

Quel giorno alcuni partecipanti hanno anche chiesto ripetutamente alla sig.ra Astafan rassicurazioni circa la possibilità di far riferimento ad un medico a Berlino qualora ce ne fosse stato bisogno e la dipendente della AdL ha più volte rassicurato tutti sul fatto che un medico era a nostra disposizione se necessario.

Inoltre altri due partecipanti al progetto, si sono visti rifiutare da parte della coordinatrice responsabile (sempre lei) – in maniera inequivocabile e comprovata dalla corrispondenza per social media con l’Ente Partner – qualsiasi aiuto e assistenza nella ricerca concreta di un medico a Berlino nel momento in cui, a causa di un forte e prolungato mal di schiena dovuto all’eccessivo carico di lavoro fisico durante il tirocinio,hanno dovuto richiedere un certificato medico (Krankmeldung).

Visto il palese disinteressamento della responsabile (che si è limitata a fornire solo un sito internet dove reperire un medico nella intera città di Berlino) circa le problematiche di salute dei due partecipanti, questi ultimi hanno dovuto autonomamente cercarne un dottore che rilasciasse il certificato medico. Al di là della pretesa di produrre una copia pdf del certificato medico, la coordinatrice non si è più interessata allo stato di salute dei due ragazzi, i quali hanno concluso la loro esperienza berlinese in malattia fino al giorno della partenza.

RAPPORTO CON I TUTOR, PRIVACY E ULTIMI GIORNI PRIMA DELLA PARTENZA – Durante l’intera esperienza berlinese è più volte emerso – con grande disagio e imbarazzo di molti tra i partecipanti al progetto – che la responsabile abbia trasmesso ripetutamente a soggetti terzi informazioni private relative a vicende personali di alcuni partecipanti, accadute in ambito familiare o di tirocinio. Sono inoltre spesso affiorate – secondo quanto è stato a noi riportato da alcune persone ‘informate’ dalla responsabile – versioni dei fatti parzialmente/del tutto false, contraddittorie, tendenziose o dirette a mettere in cattiva luce, davanti a persone estranee ai fatti, alcuni membri o addirittura l’intero gruppo, nel tentativo di coprire le mancanze e i disagi cagionati dalla poca professionalità e dalla incapacità gestionale della coordinatrice (cfr. esiste relazione ).

Nonostante le ripetute richieste da parte di molti partecipanti di non esser fotografati oltremodo durante lo svolgimento del seminario, la responsabile – adducendo a motivazione una presunta richiesta da parte della AdL, nella persona della sig.ra Astafan – continuava a produrre materiale fotografico,il cui utilizzo e finalità erano e rimangono ignoti a tutto il gruppo, che non ha mai espresso alcun manifesto consenso ad esser fotografato continuamente (cfr. contratto sottoscritto Allegato 1, punto 8) .

Nei giorni antecedenti la nostra partenza, la responsabile ha continuato a mantenere un comportamento di totale disinteresse venendo meno alle sue stesse funzioni di Tutor dell’intero gruppo, figura – quella del Tutor – che fin dall’inizio a Trento era stata delineata come fondamentale quale punto di riferimento per tutti noi a Berlino, sia dalla sig.ra Astafan sia dalla sig.ra Boaretto.

Nello specifico, il giorno sabato 10 dicembre 2016 (ore 14-16), tutti coloro che avevano fatto notare le criticità del progetto e che avevano apertamente preso posizione circa le difficili situazioni che ognuno aveva dovuto affrontare, sono stati convocati presso il domicilio della responsabile per ricevere gli attestati di tirocinio, ma nel momento in cui sono giunti a casa sua la responsabile non si è assolutamente fatta trovare, facendosi sostituire dal compagno John Webb che ha consegnato gli attestati in un clima di profondo imbarazzo e tensione.

L’11 dicembre 2016, giorno della partenza da Berlino, tutto il gruppo in maniera autonoma ha raggiunto l’aeroporto Berlin-Schoenefeld ed anche in questa occasione la responsabile non si è presentata per il commiato, lasciando giustamente esterrefatti tutti i partecipanti.

FOLLOW UP A TRENTO 13 E 14 DICEMBRE 2016 – Nelle giornate del 13 e 14 dicembre 2016 si è svolto presso l’ISIT il Follow Up, come previsto dal bando di selezione al punto 9 in cui i partecipanti al progetto Modem2 avrebbero avuto l’opportunità di verificare il reale apprendimento della lingua tedesca con una simulazione di un test linguistico somministrato dai docenti ISIT.

Nella giornata del 13 avremmo dovuto incontrare le nostre referenti del progetto a Trento, referenti individuabili nelle persone di Juliette Astafan e Federica Boaretto, che non si sono presentate all’incontro facendosi sostituire da alcune colleghe della AdL, le quali hanno giustificato l’assenza delle due referenti causa malattia proprio il giorno stesso dell’incontro. Le impiegate sostitutive della AdL, nel più profondo imbarazzo, hanno presentato le diverse opportunità offerte dalla AdL per quanto riguarda la ricerca del lavoro all’estero e la stessa opportunità di ottenere una contribuzione all’ottenimento di una certificazione linguistica internazionale (così come specificato nel punto 2. paragrafo D).

Nella giornata successiva le nostre stesse relazioni sono state successivamente raccolte da un funzionario dell’ISIT per conto della AdL, che ha ignorato le nostre ripetute richieste di avere un incontro con un funzionario o lo stesso dirigente dell’Agenzia.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE CIRCA IL PROGETTO MODEM 2 BERLIN 2016 – Dalla relazione qui prodotta si evince che l’intero progetto Modem 2 Berlino, invece di permettere ai partecipanti di potenziare – come auspicato espressamente dal bando pubblico stesso – le competenze trasversali (comunicative, di problem solving, di pianificazione e autorientamento), linguistiche e professionali in un contesto lavorativo internazionale ed accrescere la capacità di adattabilità a contesti diversi dal quotidiano, si è rivelato un momento di difficoltà, di forte disagio e di fallimento per molti partecipanti al progetto.

Durante l’esperienza berlinese molti partecipanti hanno manifestato perplessità e dubbi circa l’organizzazione del Modem2 e la gestione delle risorse economiche a loro destinate per le cinque settimane di soggiorno nella capitale tedesca, e per questo motivo crediamo sia opportuno che l’intero progetto venga ripensato da parte della AdL affinché i potenziali futuri partecipanti possano davvero fruire dell’esperienza di tirocinio all’estero, acquisendo una formazione linguistica e professionale realmente spendibile al momento del ritorno nello stesso mercato del lavoro italiano e trentino.

Riteniamo che lo stesso coordinamento-gestione del progetto debba essere affidato a persone veramente competenti e responsabili, e che l’Ente Partner nella città estera debba essere selezionato attraverso criteri oggettivi di affidabilità e professionalità comprovata onde evitare di creare ulteriori gravi disagi e difficoltà.

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