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Trento

Lago di Idro: accordo tra Trentino e Lombardia su gestione acque, turismo e viabilità. Ma l’operazione non convince tutti.

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Lombardia e Trentino vedono nel lago di Idro un’opportunità turistica e di sviluppo del territorio ed è per questo motivo che stamani è stato sottoscritto l’accordo per la valorizzazione del bacino.

La firma è avvenuta a Tione, presso la Comunità di valle delle Giudicarie, ed ha visto la partecipazione dell’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi per la Provincia autonoma di Trento, e del sottosegretario alla presidenza Ugo Parolo (Regione Lombardia) e Provincia di Brescia. “L’intesa .- come spiega l’assessore Mauro Gilmozzi – fissa le nuove regole per l’utilizzo dell’acqua del lago di Idro, la costruzione di opere idrauliche, un percorso ciclopedonale e il collegamento in galleria con Valvestino. Trentino e Lombardia hanno lavorato insieme per risolvere nel suo complesso questioni che riguardavano in prima istanza la qualità della vita della popolazione locale, legate essenzialmente al lago e alla viabilità, ma anche a monte con la produzione dell’energia elettrica e a valle con l’utilizzo delle stesse acque per l’irrigazione delle aree agricole”.

L’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi conferma il ruolo centrale del Lago di Idro nell’area di confine tra Trentino e Lombardia: “Le acque del fiume Chiese, che confluisce nel Lago d’Idro, alimentano le centrali idroelettriche trentine, garantiscono la vita della popolazione locale e l’agricoltura lombarda. Su questi tre aspetti abbiamo lavorato per trovare una risposta, seppur transitoria, ad esigenze precise. Credo che l’accordo di oggi soddisfi tutte le parti e, soprattutto, della gente locale a cui dobbiamo garantire opportunità di sviluppo e qualità della vita”.

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Ecco, nel dettaglio, i contenuti dell’intesa.

Valorizzazione Lago Idro e gestione coordinata della risorsa idrica

Provincia autonoma di Trento e Regione Lombardia concordano sulle modalità di regolazione del lago d’Idro derivanti dalla sperimentazione attuata e fissate nel Regolamento del 2002, regolazione per la quale i due enti si avvarranno di un Regolatore idraulico (nominato dalla Regione Lombardia in accordo con la Provincia di Trento). Il livello massimo di escursione del lago sarà di 1,3 metri. Nel periodo intercorrente dall’avvio dei lavori delle nuove opere di regolazione per le parti direttamente interferenti con i livelli idrici lacustri e la loro conclusione, il coordinamento tra l’utilizzazione idroelettrica de concessionario Alto Chiese e il Commissario Regolatore per il lago d’Idro e il bacino del fiume Chiese, avverrà, nel periodo primavera-estate, sulla base di un protocollo operativo temporaneo. L’accordo prevede l’impegno da parte della Regione Lombardia ad ultimare le opere entro la fine del 2020.

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Impegni programmatici per interventi di fruibilità turistica

Regione Lombardia, Provincia di Brescia e Provincia autonoma di Trento si impegna a promuovere il percorso ciclopedonale ad anello, lungo poco meno di 24 chilometri, sul periplo del lago d’Idro. La nuova ciclopedonale andrà ad integrarsi con la rete trentina realizzata dalla Comunità delle Giudicarie e consentirà di incrementare la fruibilità del lago e delle sue rive potenziandone l’attrattività turistica. Costo di progetto 10.018.000 euro coperti dal Fondo Comuni di Confine. Si prevede che l’opera sarà ultimata entro il 2023.

Interventi per il potenziamento infrastrutturale

– Realizzazione del collegamento in galleria Trentino-Valvestino. il progetto prevede la costruzione di una galleria stradale a senso unico alternato che collega il territorio di Valvestino e Magasa con le Valli Giudicarie. Costo dell’opera 32.400.000 euro così coperti: 18.792.000 Fondo ex ODI, 6 milioni Provincia autonoma di Trento, 4 milioni Regione Lombardia, 1,5 milioni a testa per i Comuni di Magasa e Valvestino, 608.000 euro Fondo Comuni di Confine. Il collegamento sarà progettato e realizzato dalla Provincia autonoma di Trento.

– Sistemazione della strada comunale Bagolino-passo Maniva, di importanza turistica, con interventi di allargamento e realizzazione di piazzole di scambio, installazione di barriere di protezione nei tratti più esposti, rifacimento della pavimentazione, realizzazione di una rotatoria. Costo di progetto 3.800.000 euro coperti per 3 milioni dal Fondo Comuni di Confine e il rimanente da economie complessive.

– Revisione della viabilità principale lungo la bretella tangenziale di variante alla SS 669 realizzata a sud di Bagolino con rifacimento di due rotatorie e rettifiche di alcuni tratti in strettoia. Costo delle opere previste 1.600.000 euro a carico del Fondo Comuni di Confine (600.000 euro) e della Provincia di Brescia (1 milione).

– Sistemazione e messa in sicurezza del collegamento pedonale lungolago tra il paese di Anfo e la Rocca. Si prevedono la costruzione di un ponte pedonale a superamento della strada provinciale del Caffaro per collegare la zona lungolago, il percorso pedonale e i parcheggi esistenti con il compendio della Rocca, la messa in sicurezza della Batteria Statuto oggi ridotta ad un rudere, il consolidamento e la valorizzazione delle mura difensive sul lungolago, dei percorsi, zone a prato con realizzazione anche di alcune aree pic-nic. Costo dei lavori 1.495.000 euro coperti da Fondo Comuni di Confine.

– Realizzazione di un nuovo ingresso viario nel paese di Idro, intervento rientrante nella riqualificazione dell’intera area a vocazione turistica del lago d’Idro permettendo la soluzione al problema di viabilità provinciale della SP 237 del Caffaro.

L’esecuzione del percorso ciclopedonale e la corresponsione degli oneri per la galleria stradale Trentino-Valvestino liberano la Regione Lombardia dall’eventuale corresponsione dell’indennizzo collegato alla gestione straordinaria degli invasi Alto Chiese atta a sopperire al mancato volume invasabile nel lago d’Idro.

Per il consigliere Filippo Degasperi l’accordo appare piuttosto misterioso e pieno di nubi fosche. «Nei mesi scorsi ci siamo occupati molto del Lago d’Idro, specchio d’acqua diviso fra Trentino e Lombardia minacciato da progetti di sfruttamento intensivo delle acque, sia a favore dell’idroelettrico che dell’irrigazione per allagamento, ancora molto in voga nella bassa padana.

Abbiamo presentato 3 interrogazioni sul lago d’Idro, una a settembre, una a ottobre e una a novembre. Dalle risposte ricevute si evince quanto segue: (1) La PAT non ha MAI relazionato in merito all’attività del comitato di coordinamento lago d’Idro, a specifica richiesta anzi risponde di presentare una richiesta di acceso agli atti piuttosto di fornire direttamente le informazioni richieste. A nostro avviso questo dimostra una pervicace volontà di non coinvolgere le comunità che vivono attorno al lago nella sua gestione, rendendo quanto più difficile possibile l’accesso alle informazioni.

(2) Regione Lombardia ha in effetto realizzato uno studio dal titolo “indagini ecologiche sul lago d’Idro” di seguito al quale NESSUNO si è premurato di fare alcunché per migliorare la qualità delle acque, che anzi risulterebbe in rapido declino.

(3) Quanto alla promozione turistica, la PAT, bontà sua, ci fa sapere che se ne è occupato il locale consorzio turistico, senza però entrare nei dettagli. Anche se c’erano precisi impegni di promozione del lago come entità unica, sembra che la PAT non veda questo specchio d’acqua come un’entità da tutelare e promuovere nella sua interezza, che fra l’altro sarebbe l’unica ipotesi sensata, ma che lo veda piuttosto come un’appendice di periferia che se potesse affiderebbe in toto al potente vicino.

(4) L’impressione evocata al punto precedente pone seri interrogativi rispetto al nuovo accordo con la Lombardia dove si mette nero su bianco che anche in futuro la gestione delle acque del lago sarà affidata ad un regolatore scelto di comune accordo fra Lombardia e Trentino. Che però pare molto più interessato a ridurre il DMV alle centrali di Hydro Dolomiti Energia che ad occuparsi del lago e che ha ben pensato di non coinvolgere in alcun modo le comunità che su di esso ci vivono.

(5) Riguardo ai livelli del lago la PAT sostiene di aver garantito quanto previsto dai precedenti accordi. Sperando che il riferimento sia ai livelli attuali che prevedono un dislivello massimo di 1,30 metri e non a quelli che uscirebbero dall’attuazione dell’accordo di programma del 2008, che significherebbero 3,25 metri di dislivello. Precisiamo che questa presa di posizione della PAT esce dall’approvazione di un ordine del giorno del M5S. Sospettiamo però che si stia cercando di giocare con le parole per far credere si voglia difendere il livello attuale del lago quando invece si stanno spalancando le porte all’aumento dell’escursione consentita, come del resto preteso dalla Lombardia.

(6) La PAT non intende mettere in campo un comitato paritetico che si occupi di controllare e coordinare le politiche pubbliche sul lago d’Idro. Per la precisione ci rispondono che “”non è prevista l’istituzione di uno specifico Comitato paritetico, poiché con questo accordo si intende, da un lato, suggellare le intese raggiunte tra i soggetti interessati nell’ambito del Comitato paritetico per la gestione del Fondo dei comuni confinanti in ordine allo sviluppo dell’ambito Vallesabbia – Area vasta del Lago d’Idro”. Tradotto, ci pare proprio stiano dicendo che preferiscono gestirsi con la Lombardia il gruzzolo del fondo Comuni confinanti senza renderne conto a nessuno.

Nel complesso le risposte ricevute alle nostre interrogazioni non solo non ci soddisfano ma ci mettono in allarme. Troppi sono gli indizi che sulla pelle del lago d’Idro si stia consumando una tacita spartizione fra le nomenclature politiche che siedono a Trento e Milano. Riteniamo sia molto opportuno alzare il livello dell’attenzione sulla questione, prima che queste dinamiche si instaurino e divengano operative. Chiediamo a tutti i cittadini che amano il loro territorio e lo vogliono difendere di esercitare una funzione di controllo su ciò che sta avvenendo, sapendo che il M5S contribuirà con tutte le proprie forze a sostenere le loro giuste istanze».

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