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Voce - Val di Non & Sole

Vergogna ATMAR: chiude la sezione pediatrica intitolata ad Alice Magnani

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«È come Alice fosse morta una seconda volta». 

Sono queste le ultime parole pronunciate con un grande nodo alla gola da Dino Magnani, padre di Alice, dopo aver raccontato la brutta esperienza avuta con ATMAR  e in special modo con la presidente Lucia Facchinelli. 

La storia di Alice Magnani è ormai nota a tutti. Scomparsa tragicamente in un terribile incidente il 21 maggio del 2015 ha lasciato un segno indelebile nella comunità della val di Non.

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Il suo è stato un grande insegnamento di vita per i giovani e per chi soffre, spezzato solo dall’incontro con il suo tragico destino, che l’ha strappata ai suoi genitori, e ai tanti amici che continuano a ricordarla anche dopo la sua morte. 

Ma partiamo dall’inizio. Lo sfogo è quello di un padre deluso e amareggiato che si è sentito usato, insieme al nome della sua campionessa nella vita e nello sport. Quando Dino Magnani si presenta in redazione, arriva con un faldone di documenti. Sono tutte le e-mail e le comunicazioni fra lui e i vertici di ATMAR. Basta leggerne alcune per capire che purtroppo c’è qualcosa che non va.

Ma il suo sfogo vuole essere anche in messaggio verso chi ha stimato Alice Magnani in vita e anche dopo la morte. «Voglio far sapere a tutti che le raccolte fondi in favore della sezione Pediatrica di ATMAR, intitolata ad Alice Magnani non si faranno più». 

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Già, perché Lucia Facchinelli, la presidente di ATMAR attraverso una comunicazione ha avvertito i genitori di Alice di aver cancellato la sua intitolazione. In concreto la sezione pediatrica Alice Magnani non esiste più.

Decisione incomprensibile sostenuta da fatti completamente travisati, falsi e poco trasparenti, a tal punto da ledere l’onorabilità di un padre stimato e rispettato in tutta la provincia di Trento.

È marzo del 2015 quando la stessa Lucia Facchinelli, allora non ancora nominata presidente di ATMAR, contatta i genitori di Alice dopo i suoi grandi risultati sportivi  per proporre l’intitolazione della sezione pediatrica ad Alice.

«L’incontro con la Facchinelli avviene in modo fortuito, – ricorda Dino Magnani – quando Alice era testimonial dell’associazione il volo che si occupava delle malattie reumatiche dei bambini, malattia di cui soffriva fin dalla nascita la povera Alice. Dopo la sua proposta avevamo deciso di risentirci perché volevo capire bene i programmi e la pianificazione dell’associazione ATMAR.»

Dopo alcune settimane il terribile schianto dove Alice perde la vita. A questo punto i genitori di Alice credono ancora di più nel progetto di ATMAR, e lo fanno per onorare il ricordo della figlia e per aiutare nel suo nome i molti malati di artrite reumatoide.

Dopo un incontro fra i genitori di Alice ed i vertici di ATMAR, dove attraverso un verbale firmato vengono fissati i punti cardine dell’intitolazione della sezione pediatrica ad Alice Magnani, si parte con il progetto.

«Qualche dubbio c’era – afferma ancora Dino Magnani – vedevamo che ATMAR era poco incline a risolvere i problemi della malattia nei giovani, cosa che invece l’associazione il Volo teneva in seria considerazione grazie al grande lavoro del dottor Francesco Zulian primario della clinica universitaria di Padova».

Ma il padre di Alice prima dell’intitolazione è chiaro su un punto, poi firmato da tutti, «volevo che la sezione intitolata ad Alice fosse autonoma e avere la sicurezza che i soldi raccolti andassero a finire in progetti legati alla malattia giovanile». Su questo sembrano essere d’accordo tutti, infatti nell’estratto del verbale redatto dall’allora presidente Marchionne in data 24 marzo 2015 si legge anche «Gli eventuali fondi raccolti dalla sezione pediatrica attraverso varie iniziative (mercatini di solidarietà etc) confluirebbero nel bilancio di ATMAR e sarebbero destinati per le finalità specifiche delle sezione stessa, contribuendo anche in parte alle spese generali sostenute dall’associazione (affitto sede,etc)».

Ma circa un anno dopo la stessa Lucia Facchinelli, diventata nel frattempo presidente di ATMAR, attraverso un’email datata 11 maggio pensando che magari a qualcuno fosse sfuggito invia un ‘ulteriore conferma al direttivo di ATMAR su come va pianificata la collaborazione con la neo nata sezione pediatrica intitolata ad Alice Magnani. Nella e-mail si legge: «La coordinatrice Marina Agostini in particolare teme una perdita di identità e libertà decisionale  della sezione stessa e quindi ribadisco che ogni bonifico in entrata sul conto corrente di Atmar effettuato in memoria di Alice sia SEMPRE evidenziato e distinto rispetto al resto. Distinzione che deve esser ripresa anche nel bilancio economico. Chiedo inoltre che tutta la comunicazione e i materiali informativi riportino SEMPRE come fra l’altro fatto fino ad ora entrambi i loghi.  Scusami se ribadisco ciò che  è già assodato ma preferisco sia chiaro a tutti che il mio ruolo di presidente pur rimanendo super partes è stato e continuerà ad essere di garanzia per lo sviluppo e l’implementazione di Atmar in ogni sua articolazione. Tale precisazione si rende necessaria in conseguenza di alcuni timori e perplessità espresse negli ultimi giorni e nonostante tali aspetti siano stati da te egregiamente chiariti in assemblea dove – purtroppo – erano assenti tutti i componenti della sez pediatrica, mi è stato espressamente chiesto di metterlo x iscritto».

Meglio di così si muore vien da dire, e se lo ribadisce nuovamente la presidente! Nell’ottobre 2015 intanto veniva inaugurata in «pompa magna» la nuova sezione pediatrica a Palazzo Geremia   dove viene anche presentato il convegno organizzato per sabato 31 ottobre presso l’Hotel Trento. «Grazie al nuovo reparto è stato creato uno specifico ambulatorio a Trento in modo da ridurre la mobilità dei pazienti ed evitare loro lunghe trasferte fuori provincia. Ma la realizzazione di questa sezione servirà anche a ricordare l’impegno e l’esempio della straordinaria atleta di Taio, promuovendo iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica per sfatare così i molti luoghi comuni sulle patologie reumatiche, considerate a tutt’oggi malattie solo legate all’età»queste le parole pronunciate da Lucia Facchinelli durante la presentazione della nuova sezione  

L’attività del primo anno della sezione intitolata ad Alice Magnani va alla grande e vede il coinvolgimento di numerose realtà e di tantissimi volontari, amici e conoscenti di Alice. I genitori sempre su delega di ATMAR organizzano eventi, gazebi, raccolte fondi e presenziano anche a trasmissioni televisive dove incassano fra il resto anche i complimenti della presidente Marchionne.

Nel primo anno di attività la raccolta fondi supera i 20 mila euro. Ad ora però questi soldi pare siano serviti solo per finanziare un master tenuto dalla dottoressa Floretta pediatra dell’ospedale santa Chiara effettuato a Padova, presso la clinica universitaria, per un totale costi di 3.000 euro.

«Qualsiasi decisione per nuove iniziative o raccolte fondi veniva comunicata alla Facchinelli che poi ci dava il nullosta – sottolinea il papà di Alice – mai nessuno di noi si è presentato come membro del direttivo, ma solo come volontari».

La precisazione di Dino Magnani è importante, e lo si capirà scorrendo le ultime righe di questo racconto.

Arriviamo al 21 maggio 2016, quando si comincia a consumare una rottura che porterà alla cancellazione del nome di Alice Magnani dal progetto ATMAR grazie ad una decisione incomprensibile della Facchinelli.

Ai genitori di Alice viene proposto dall’importante e conosciuto film maker Massimo Gabbani di usare come testimonial il nome di Alice Magnani per un documentario sulle malattie reumatiche che sarà girato in Africa e in italia, un lavoro significativo appoggiato anche dal Muse di Trento.

Il progetto prevedeva un costo di 25 mila euro, già in parte finanziato e che avrebbe dovuto coinvolgere molte associazioni ed enti istituzionali, quasi la provincia autonoma di Trento, le comunità di valle, alcuni sindaci, la federazione delle cooperative il Bim del noce e le casse rurali della val di Non.  Nel progetto ATMAR non avrebbe dovuto tirare fuori un euro, ma essere solo l’associazione di riferimento per la raccolta fondi che in parte era stata già effettuata.

Dapprima la presidente Facchinelli e il direttivo sono entusiasti del progetto e ne garantiscono l’appoggio organizzativo totale attraverso anche alcune e-mail, e ci crediamo, visto che ATMAR può raccogliere solo benefici da questa opera cinematografica senza sborsare nulla.

Poi però comincia un tira e molla per mesi. Alla fine la presidente Facchinelli senza nessuna plausibile spiegazione decide di far marcia indietro, con la comprensibile delusione dei genitori di Alice e non solo.

A questo punto molti volontari e amici di Alice chiedono a Dino Magnani dove finiscano i soldi raccolti con le iniziative organizzate sul territorio. «Io stesso, sempre più perplesso dal comportamento della Facchinelli, insieme ad alcuni genitori abbiamo cominciato a voler andare fino in fondo per capire dove finivano i soldi raccolti per sezione pediatrica e che tipo di progetti fossero pianificati»

La risposta della Facchinelli in concreto è: «I soldi raccolti in nome di Alice decidiamo noi come gestirli», smentendo quindi l’accordo iniziale. Ma la frittata si completa quando i pompieri di Taio decidono di realizzare un calendario il cui ricavato va in favore della neo nata sezione pediatrica.

A questo punto la stessa Lucia Facchinelli fa di tutto per ostacolare la cosa e nessuno riesce a capirne i motivi.  A questo proposito esistono alcune email con botta e risposta da parte del  capo dei vigili del fuoco di Taio che in modo signorile spiega alla presidente di ATMAR, come il volontariato e la beneficenza non debbano avere per forza un nome e cognome ma solo il cuore ed una grande disponibilità d’animo.  Cosa che dal racconto del padre di Alice pare cosa sconosciuta nella presidente.

Un’email, quella scritta dal capo dei vigili del fuoco di Taio che merita di essere pubblicata per intero e che dimostra l’equilibrio, la sensibilità e il senso di grande concretezza, valori che distinguono da sempre tutto il corpo dei vigili del fuoco.

«Leggo con un certo stupore la sua e-mail – scrive il capo dei vigili del fuoco di Taio alla presidente Facchinelli – perché ne a me ne ai miei colleghi risultano chiamate perse o e-mail non risposte, piuttosto risulta un tempo assai lungo per avere la risposta di .. omissis…., cosa che ha posticipato il lavoro e quindi leggermente i tempi di consegna. Ma, cara presidente Facchinelli, la invito a superare certe cose e a pensare che noi vigili del fuoco abbiamo fatto una proposta per dare un segno di vicinanza ad Alice come in passato lo abbiamo fatto per tanti nostri concittadini. Sicuramente la nostra organizzazione è migliorabile ma si poteva anche non fare niente, e questo era certamente peggio. L’iniziativa è un volontariato, con il limite che chi dedica lo fa incastrando il tempo nella famiglia e nel soccorso…. Ma da pompieri spegniamo la polemica che ci pare di cogliere: se vorrà farci visita, anche in serata inoltrata per rispettare gli altri impegni, noi saremo felici e sono certo che sia lei che noi al termine avremo soddisfazione di aver aiutato la comunità a ricordare che qualcuno meno fortunato di noi ha bisogno di ATMAR e dei vigili del fuoco, e il modesto contributo che ci divideremo sarà una goccia del mare, ma pur sempre qualcosa….»

L’email però non sortisce l’effetto voluto, infatti della Presidente Facchinelli e di ATMAR non vi è traccia nella serata di presentazione del calendario il cui ricavato ricordiamo è andato alla stessa associazione.

Il nostro quotidiano ha seguito Alice Magnani e le sue imprese sportive mentre era viva e lottava con la sua malattia, lo abbiamo fatto quando il destino ce l’ha portata via. Mai, ripetiamo mai avremmo pensato che si arrivasse a tanto.

La decisione di ATMAR comunicata al padre con una fredda e-mail i cui contenuti – secondo Dino Magnani – non corrispondono al vero riporta: «Le ripetute uscite sui quotidiani locali organizzate in maniera arbitraria, – scrive la presidente Facchinelli – senza mai concordare nulla  con la sottoscritta che rappresenta l’associazione e per la quale risponde in prima persona, dicendo cose non sempre attendibili, ha contribuito a far degenerare il necessario e imprescindibile rapporto fiduciario che unisce i volontari impegnati in Atmar. Ciò premesso, non ravvisando alcuna possibilità di recuperare un rapporto di civile confronto, il Direttivo ha deciso a larga maggioranza (io mi sono astenuta nella votazione) che a far data dal 1° gennaio 2017 la sezione pediatrica nata in seno ad Atmar non riporterà più il nome “Alice Magnani” che verrà automaticamente tolto da tutto il materiale informativo istituzionale. Contestualmente sei diffidato dal porre in essere qualsivoglia iniziativa individuale o in collaborazione con qualsiasi altro ente, istituzione di ogni natura e grado a nome e per conto di Atmar sul territorio provinciale e nazionale. Rammaricandomi dell’ evolversi della situazione e dell’esito a cui siamo giunti, colgo l’occasione per augurarti di ritrovare presto la serenità necessaria per affrontare il futuro».

«Un condensato di assurdità e falsità da far rabbrividire  – afferma Dino Magnani – ma che è importante per capire con chi ho avuto a che fare in questo periodo, una serie di affermazione che gridano vendetta.» 

Nella replica il padre di Alice scrive, «Se anche fosse le colpe dei padri devono ricadere sui figli»? «In molte circostanze, con te presente, – aggiunge poi – ho pubblicamente solamente ringraziato il Direttivo Atmar per aver voluto dedicare la neonata Sezione Pediatrica ad Alice. L’ho fatto anche alcune altre volte in privato. Mai e poi mai mi sono arrogato il fatto di parlare o rappresentare Atmar. Se ora, il Direttivo non ritiene più che Alice sia degna di rappresentare la Sezione Pediatrica, io da iscritto non posso far altro che prenderne atto, ovviamente con molto dispiacere. Di una cosa credo puoi essere in sintonia con me; dal 21 di maggio del 2015 ad oggi, Alice non ha mai  compiuto errori o fatto alcuna azione censurabile a nessuno!» 

Ma come spesso la presidente Lucia Facchinelli in questo periodo ha fatto, ancora una volta predica bene ma razzola molto male, infatti ATMAR fino a 2 giorni fa ha utilizzato ancora il nome di Alice per la raccolta fondi. Ma non solo, pare che la sezione pediatrica sia stata definitivamente chiusa, sul sito web infatti non vi sono ormai più tracce. E quindi ora che la sezione non esiste più dove andranno gli oltre 20 mila euro raccolti in nome di Alice?

Ma ATMAR continua a utilizzare il nome di Alice  Magnani sul proprio profilo di facebook, cosa poco corretta dopo quanto successo. (la fotografia è stata cancellata subito dopo la pubblicazione di questo articolo)

«Nella vita vale la pensa di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere, questo diceva sempre Alice».

Vogliamo pensare quindi che la lotta continui, insieme, e mano nella mano, con delle persone che credono nel dono dell’amore e nei valori della solidarietà.

 

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