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Trento

Centrodestra: prove d’intesa anche in Trentino

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Matteo Salvini continua ad esprimere la sua volontà di andare alla urne al più presto, anche se ancora non si sa quale sarà la legge elettorale adottata: «leader e programma vanno scelti dai cittadini. Se si vota a giugno c’è il tempo di farlo ad aprile se si vota prima faremo in altro modo però un passaggio popolare, un ok degli italiani è necessario» dice con esplicito riferimento anche a Silvio Berlusconi che per molti è visto come il fautore delle grandi coalizioni che si prospettano dopo le elezioni.

Proprio da quest’ultimo infatti dipenderebbero le sorti del centrodestra unito, sempre secondo Salvini che senza mezze misure dice: «se il centrodestra sarà o meno unito dipende da Berlusconi che ogni tanto dice una cosa e ogni tanto ne dice un’altra. Noi non cambiamo idea».

Critiche al leader di Forza Italia arrivano anche da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia che ritiene le dichiarazioni di Berlusconi contraddittorie, infatti dichiara: «il leader di Forza Italia dice “votiamo subito” ma aggiunge che serve un accordo sulla legge elettorale. Le due cose sono incompatibili.

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Bisogna essere seri. Se ci fosse stata la possibilità di un accordo, la legge elettorale l’avremmo già fatta. Invece così non è. E con la scusa di dover fare la legge si vuole mandare avanti la legislatura e tenere in piedi un governo non solo non votato ma in contrapposizione con l’esito referendario».

Tra Berlusconi che preferisce attendere la scadenza naturale della legislatura e altri esponenti di centrodestra come la Meloni e Salvini che “vanno di fretta”, la situazione sembra tutt’altro che unita, del resto se il sistema proporzionale dell’ Italicum dovesse andare in porto i leader dovrebbero accettare una convivenza forzata in una lista unica che gli garantirebbe una maggiore probabilità di ottenere i risultati sperati.

Le dispute tra i leader del centrodestra non finiscono certo qui, infatti anche le primarie fortemente volute dagli stessi, sono invece rifiutate da Silvio Berlusconi. Come si metteranno d’accordo viste le opinioni così divergenti? Staremo a vedere.

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Nel mentre proprio in questo mese il centrodestra si arricchisce di un nuovo partito frutto della fusione di Azione Nazionale di Gianni Alemanno e La Destra di Francesco Storace che mira palesemente alla nascita di un polo con Fratelli d’Italia, la Lega di Salvini e Direzione Italia di Fitto.

Viste le premesse è chiaro che gli esponenti dei partiti di centrodestra dovranno trovare una soluzione che soddisfi anche Berlusconi, il quale alla luce dei fatti sembra essere l’unico bastian contrario in merito alle primarie del centrodestra e alle elezioni anticipate che invece sembrano accomunare gli altri esponenti.

L’idea della grande coalizione è quindi molto sentita nel centrodestra a livello nazionale e viene da chiederci come si orienteranno i loro “colleghi” del Trentino. Anche nella nostra regione il centrodestra mira ad una grande intesa tra i partiti di quest’area politica?

Per il centro destra esiste anche la variabile Kaswalder, che potrebbe spostare numerosi consensi. Se l’ormai l’ex autonomista dirigerà la barra verso i partiti di centrodestra potrebbe anche diventare il candidato governatore dell’alleanza e porre le basi per una battaglia fino all’ultimo voto per il nuovo governo del Trentino.

In questi ultimi tempi la questione “coalizione” in Trentino è molto sentita anche dalla sinistra e si manifesta anche a colpi di tweet roventi tra l’ex segretaria dell’Upt Donatella Conzatti e il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi e l’ex sindaco Alberto Pacher.

Nelle intenzioni di questi ultimi ci sarebbe infatti la volontà di dare una nuova impronta alla coalizione, secondo lo stampo di quello che un tempo era l’Ulivo. Secca la risposta della Conzatti : “Qualcuno dica a questi signori privi di fantasia e di aderenza con la realtà che l’Ulivo è materia di 20 anni fa, come loro”.Né pare tuttavia che l’Upt abbia chiaro quale alternativa adottare in merito.

Il segretario, Tiziano Mellarini, si dice disposto a una possibile apertura di dialogo con il Partito Democratico, dopo tuttavia aver confermato in passato il secco rifiuto a una possibile federazione con il Pd.

Né dichiara apertamente quale futuro augura alla sinistra autonomista, limitandosi a proporre una “scuola di formazione politica di coalizione”, in grado di formare adeguatamente la classe dirigente di domani.

Un’impresa ambiziosa, che deve necessariamente trovare l’appoggio delle forze politiche di maggioranza. La proposta del “Nuovo Ulivo” invece è già bocciata: poco attuale, nelle parole dello stesso Mellarini.

Il modello proposto da Prodi sembrerebbe infatti poco attinente alla società di oggi, che ha notoriamente sperimentato il totale scollamento tra i cittadini e la vita politica. C’è bisogno di “ temi e progetti” per avvicinare le persone alla politica, e il vecchio modello dell’Ulivo ormai non può soddisfare le attuali esigenze. “Il che non significa non sperimentare strade innovative – dichiara il segretario. – Il mio partito lo sta facendo, anche con una dose di autocritica. Oggi la forma partito non basta più, le persone oggi non disattente alla politica ma vanno coinvolte sui temi e i progetti. Oggi l’interlocutore non sono più gli iscritti. Questa è una necessità urgente”.

Le strade innovative di cui parla Mellarini potrebbero anche includere una federazione con il Pd, prima esclusa e poi rivalutata: “Dobbiamo aprire il campo, ai tanti mondi che non siamo più in grado di intercettare”.

E continua: “Bisogna avere il coraggio anche di mettere in discussione gli assetti attuali. Il bene finale da perseguire non è quello delle singole forze politiche, ma del Trentino. Per tornare ad essere laboratorio dobbiamo aprirci”.

Con queste parole il segretario dell’Upt fuga ogni dubbio circa la paura di perdere le rendite di posizione: la parole d’ordine è “dialogo”. E per realizzarlo bisogna innanzitutto rinunciare alle aspirazioni individuali. “Il nostro limite è l’incapacità di capire che oggi bisogna mettere da parte le aspirazioni personali”, dichiara.

Uno dei primi problemi da affrontare, secondo Mellarini, sarà la scelta della nuova leadership: “Entro l’estate il tema va affrontato. Sta nell’intelligenza di chi fa parte della coalizione individuare se c’è una persona più adatta a guidare un nuovo processo, o se dare un segnale che ci mettiamo in discussione su tutto: trovare un professionista, un imprenditore, un docente universitario, un manager.

Io confermo la massima stima e fiducia nel presidente Rossi, anche per come ha gestito momenti difficili della coalizione. Ma la scelta non può essere eccessivamente procrastinata”.

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