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Voce - Giudicarie

Agire, ‘parti’ per strada nelle Giudicarie. Castellini: «Un’ indecenza, Zeni si dimetta!»

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Dopo gli ultimi tagli alla sanità la situazione nelle Valli Giudicarie sta peggiorando in maniera indecente! Di pochi giorni fa è la notizia di una ragazza di Borgo Chiese che ha partorito in mezzo alla strada, fra le gallerie di Trento, durante il trasferimento dall’ospedale di Tione tramite ambulanza.

Faticando questa volta a tralasciare tutte le giravolte che ha dovuto subire questa ragazza (dovuta all’evidente disorganizzazione comunicativa e sistematica dei nostri ospedali, che abbiamo denunciato qualche giorno fa portando all’attenzione dei cittadini un caso di malasanità avvenuto a Porte di Rendena), ci chiediamo fino a che punto le cittadine delle Valli Giudicarie dovranno essere costrette a partorire in mezzo alla strada senza alcuna minima considerazione da parte del mondo politico, specialmente di quello “femminista”.

Infatti non è la prima volta che avviene un episodio del genere: nel 2016 ci sono stati dei parti e rischi di parti per strada nelle nostre Valli (a Darè, Ponte Arche eBaitoni) e la settimana scorsa un’altra ragazza a Storo ha rischiato di partorire al di fuori di una struttura ospedaliera adeguata (questa volta, per fortuna, era stata allestita una sala parto straordinaria in una caserma dei pompieri).

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Ci incuriosisce poi come vengono conclusi i vari comunicati con espressioni del tipo: “…per fortuna è andato tutto bene”, “fortunatamente la mamma e il piccolo stanno bene”,… forse aspetteremo che succeda una tragedia per capire che la chiusura del punto nascita di Tione e il mancato investimento nella sanità sono state scelte demenziali?

Noi ovviamente pensiamo che sia così e rinnoviamo la richiesta di dimissioni dell’Assessore alla salute e alle politiche sociali Luca Zeni per aver non aver saputo tutelare quella che una volta era la sanità d’eccellenza.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i nostri volontari per il grande impegno che stanno mettendo in una situazione come questa, fuori da ogni schema.

Grazia Castellini
Vice coordinatore di AGIRE per le Valli Giudicarie

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Spettacolo

A Londra l’anteprima di «Sharp Families»

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Anteprima inglese per “Sharp Families“, il documentario del regista Patrick Grassi, sostenuto dalla Trentino Film Commission, che racconta l’epopea delle famiglie dei “moleti“, che dalla Val Rendena portarono l’arte di affilare le lame praticamente in tutto il mondo ed in modo particolare a Londra e in Inghilterra

Sharp Families sarà la proiezione d’apertura della rassegna 2018 di CinemaItaliaUK, che si terrà martedì 16 gennaio nello storico cinema londinese Regent Street Cinema.

Il film è stato selezionato dall’associazione che ogni anno sceglie dodici tra i migliori film e documentari italiani che circuitano nel panorama internazionale e ne ospita i talenti per presentarli al pubblico inglese.

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CinemaItaliaUK da anni si distingue nella penisola britannica grazie al lavoro di diffusione di opere italiane in una rassegna cinematografica di alto livello che ha visto nomi come Maria Sole Tognazzi, Paola Cortellesi e Checco Zalone.

Cornice d’eccezione per l’evento sarà la sala storica del Regent Street Cinema nel cuore del West End londinese a pochi passi da Oxford Circus, dove nel 1896 i fratelli Lumiere presentarono, dopo la prima di Parigi, lo spettacolo del Cinematografo ad un pubblico pagante, dando vita al cinema in Inghilterra.

Alla proiezione saranno presenti tutti i protagonisti del film insieme ai molti arrotini trentini che operano a Londra, ai loro clienti e agli immigrati italiani di lunga data. Ospite d’eccezione il Console italiano a Londra, a testimoniare il valore con cui gli arrotini hanno contribuito all’affermarsi della comunità italiana all’interno del mondo lavorativo inglese.

Nel corso della serata verrà presentato anche il libro, “On the edge of emigration. The Journey of Italian knife-sharpeners”, in cui il regista amplia la prospettiva delle sue ricerche e racconta il fenomeno migratorio degli arrotini dall’Inghilterra fino all’America e Canada.Trailer ‘Sharp Families’:

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Lo sport in provincia

Hirscher conquista Campiglio con una prodezza “alla Tomba”

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Quattro atleti in sette centesimi di secondo, emozioni incredibili, diciassettemila spettatori spalmati lungo il Canalone Miramonti e il vincitore che tutti aspettavano: Marcel Hirscher con la seconda affermazione in carriera a Campiglio ribadisce che è lui il re dei pali stretti quest’anno, secondo slalom vinto su tre disputati in stagione, leader di Coppa del Mondo assoluto, 49 vittorie in Coppa (di cui 22 in slalom), il migliore quest’anno e sicuramente uno dei migliori di sempre.

Può sentirsi onorato il giovane elvetico Luca Aerni per il secondo posto alle spalle di un mostro simile. Un po’ meno il norvegese Henrik Kristoffersen, cercava la terza vittoria consecutiva a Campiglio ed invece si ritrova con un terzo posto. Quarto un altro svizzero, Daniel Yule, a soli sette centesimi dal vincitore: mai un distacco tanto ridotto si era verificato fra i primi 4 di uno slalom di Coppa del Mondo. Giù di tono e giù dal podio, una volta ancora, la squadra italiana, Manfred Moelgg settimo e Stefano Gross nono oggettivamente non invogliano all’ottimismo per le Olimpiadi coreane, ma tant’è.

Tutto come da copione, dunque? Niente affatto perché la vittoria di Hirscher è il trionfo dell’imperfezione, di una prodezza degna del miglior Alberto Tomba, il campione a cui questa edizione n. 64 della 3Tre era dedicata nel trentesimo anniversario della sua prima vittoria sul Canalone Miramonti. L’austriaco infatti, chiusa in testa la prima manche ha rischiato di rovinare tutto nella seconda con due vistosi errori di traiettoria che sembravano potessero indurlo alla resa.

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È stato incredibile – ha raccontato Marcel – uno svarione incomprensibile. In quel momento mi sono chiesto: cosa faccio ora?”. La risposta sta nell’ordine d’arrivo, Hirscher si è tuffato a caccia dell’impossibile, sicuro di aver ancora energie sufficienti ed un vantaggio da gestire, pur minimo. Così l’impossibile di colpo è diventato realtà.

Dopo l’infortunio, ho ritrovato ancora più amore e passione per questo sport. Non dico che l’infortunio mi abbia fatto bene, ma c’è anche un lato positivo. Questa vittoria è un bellissimo regalo di Natale. Grazie a tutti e buone feste, vado a casa”, ha aggiunto.

Solo Tomba era capace di cose simili, e questo rende emblematica la foto sul podio con Albertone a fianco di Hirscher, le leggende dello sci di oggi e di ieri che si incontrano. La sintesi ideale di una 3Tre da ricordare, con la neve giusta che ha reso la pista un perfetto palcoscenico per una sfida stellare sul filo dei centesimi.

Nulla ha potuto, questa volta, il grande rivale Kristoffersen: “In questo momento battere Marcel è veramente difficile. In slalom sento che mi manca qualcosina, probabilmente anche per via del tanto lavoro che ho messo in cantiere quest’estate sul gigante. Ma l’obiettivo di lungo periodo è diventare più forte a tutto tondo.

Unico rammarico, il pallido risultato degli italiani: aspettando nuovi Tomba, rimane il fascino di un evento magnifico, un film da oscar per gli amanti dello sci.

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Voce - Giudicarie

Piantagione di Marijuana nelle Giudicarie: Arrestati due uomini del posto.

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Due uomini residenti nelle Giudicarie sono stati arrestati dai carabinieri di Tione per detenzione di droga ai fini di spaccio.

Il primo è stato fermato ad un controllo stradale: nella sua auto i carabinieri hanno trovato sotto il sedile posteriore un involucro contenente due etti di marijuana. Il fermato, 46 anni di Tione, accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti, ha dichiarato di aver acquistato la sostanza da un cinquantenne delle Giudicarie per la somma pattuita di 800 euro della quale aveva anticipato 200 euro.

I militari si sono quindi recati a casa dell’uomo trovando 483 grammi di marijuana, 156 grammi di hashish, 17 piante essiccate di cannabis e 13 mazzi essiccati. Oltre alla sostanza stupefacente, nell’abitazione i carabinieri hanno trovato contanti per 240 euro. Il pm di turno della Procura di Trento ha quindi disposto la detenzione domiciliare di entrambi gli arrestati, in attesa del rito direttissimo per la convalida dell’arresto.

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