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Voce - Giudicarie

Temperature record nella «Frost Hollow di Avalina»: registrati -35,9°gradi il 16 gennaio

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Nell’ambito del progetto di monitoraggio sperimentale dei siti freddi (una collaborazione che vede l’Associazione Meteo Triveneto insieme ad enti quali Meteotrentino, il CNR/Isac, il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino) da alcuni anni viene monitorato il sito freddo di Avalina, posto a quota 1964 metri nel Comune di Sella Giudicarie (Roncone –Trento).

Gli appassionati di Meteo Triveneto sono saliti nella giornata del 18 gennaio per scaricare i dati delle temperature rilevate dal “datalogger” posizionato agli inizi di novembre 2016, per verificare i valori raggiunti durante le ultime settimane in occasione di giornate molto fredde.

La temperatura più bassa è stata raggiunta il giorno 15 gennaio 2017 alle ore 23.49 con -35,9°C.

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Stiamo parlando di un prato dove le mucche della vicina malga Avalina pascolano liberamente durante i mesi di luglio, agosto e settembre, ma perché fa così freddo lì?

«Questi siti freddi (in inglese “frost hollow” ) – spiega Gianpaolo Rizzonelli – hanno dei particolari “microclimi”, in determinate condizioni di cielo sereno, suolo innevato (la neve amplifica il fenomeno), scarsa umidità ed assenza di vento, diventano delle fabbriche naturali di freddo».

«Per rendere l’idea del sito di Avalina, – continua Rizzonelli –  si tratta di un grande prato, con una leggera depressione al centro di soli 8 metri (per capirci non è un “buco” bensì una semplice conca, un avvallamento), la grande potenzialità di Avalina è data dall’ottimo “sky view factor”, che si potrebbe tradurre con il termine “porzione di cielo visibile”, il sito infatti ha la possibilità di cedere calore verso la libera atmosfera, non essendoci nelle proprie vicinanze cime molto elevate (la più vicina è il Dosso dei Morti) o boschi, che potrebbero ostacolare il raffreddamento dell’aria. Va detto infine che le “colline/prati” posti intorno al sito fungono da recipiente per l’aria fredda che si accumula sul fondo del prato, che a tutti gli effetti diventa un vero e proprio “lago di aria fredda”.»

Per ulteriori informazioni e spiegazioni scientifiche è stato predisposto un report liberamente consultabile a questo indirizzo

Meteo Triveneto insieme agli altri Enti partecipanti al progetto monitora una quarantina di siti posti a quote comprese tra i 35 metri in Friuli Venezia Giulia ed i 2634 metri di siti posti in Trentino sulle Pale di San Martino.

Per quanto riguarda il sito di Avalina, i dati sono piuttosto “sorprendenti” anche in estate e in autunno come si evince dalle seguenti tabelle:.

Mese del 2016/2017

Minima più bassa

Luglio

-8,1°C

Agosto

-7,2°C

Settembre

-9,9°C

Ottobre

-20,7°C

Novembre

-24,10°C

Dicembre

-22,50°C

Gennaio

-35,9°C

Questi i totali di giorni con minime negative per mese:

Mese del 2016

Giorni complessivi con minime negative

Luglio

11

Agosto

9

Settembre

27

Ottobre

27

Novembre

25

Dicembre

31

Possiamo tranquillamente dire che ad Avalina, quando il cielo è sereno e non c’è vento, che sia inverno, primavera, estate o autunno, la minima (in genere all’alba) la temperatura è quasi sempre sotto lo zero.

Nel corso del 2016 la minima ad Avalina si è fermata a -34,6°C, rilevati il 19/01 alle 06.08. (il record per il sito è il -35,9°C registrato nei giorni scorsi che batte i -35,8°C, registrati nel 2013).

Interessanti sono anche le escursioni termiche che si rilevano ad Avalina, sia in termini di repentine diminuzioni che aumenti di temperatura.

I record del sito, sono rispettivamente

Massimo aumento di temperatura in 15 minuti

+19,0°C

Massimo aumento di temperatura in 60 minuti

+23,9°C

Massima diminuzione di temperatura in 15 minuti

-9,9°C

Massima diminuzione di temperatura in 60 minuti

-18,2°C

Massima escursione termica giornaliera (differenza tra la minima e la massima)

+31,8°C

Le foto invernali ed estive della Malga di Avalina a Roncone nelle val Giudicarie

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Spettacolo

A Londra l’anteprima di «Sharp Families»

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Anteprima inglese per “Sharp Families“, il documentario del regista Patrick Grassi, sostenuto dalla Trentino Film Commission, che racconta l’epopea delle famiglie dei “moleti“, che dalla Val Rendena portarono l’arte di affilare le lame praticamente in tutto il mondo ed in modo particolare a Londra e in Inghilterra

Sharp Families sarà la proiezione d’apertura della rassegna 2018 di CinemaItaliaUK, che si terrà martedì 16 gennaio nello storico cinema londinese Regent Street Cinema.

Il film è stato selezionato dall’associazione che ogni anno sceglie dodici tra i migliori film e documentari italiani che circuitano nel panorama internazionale e ne ospita i talenti per presentarli al pubblico inglese.

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CinemaItaliaUK da anni si distingue nella penisola britannica grazie al lavoro di diffusione di opere italiane in una rassegna cinematografica di alto livello che ha visto nomi come Maria Sole Tognazzi, Paola Cortellesi e Checco Zalone.

Cornice d’eccezione per l’evento sarà la sala storica del Regent Street Cinema nel cuore del West End londinese a pochi passi da Oxford Circus, dove nel 1896 i fratelli Lumiere presentarono, dopo la prima di Parigi, lo spettacolo del Cinematografo ad un pubblico pagante, dando vita al cinema in Inghilterra.

Alla proiezione saranno presenti tutti i protagonisti del film insieme ai molti arrotini trentini che operano a Londra, ai loro clienti e agli immigrati italiani di lunga data. Ospite d’eccezione il Console italiano a Londra, a testimoniare il valore con cui gli arrotini hanno contribuito all’affermarsi della comunità italiana all’interno del mondo lavorativo inglese.

Nel corso della serata verrà presentato anche il libro, “On the edge of emigration. The Journey of Italian knife-sharpeners”, in cui il regista amplia la prospettiva delle sue ricerche e racconta il fenomeno migratorio degli arrotini dall’Inghilterra fino all’America e Canada.Trailer ‘Sharp Families’:

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Lo sport in provincia

Hirscher conquista Campiglio con una prodezza “alla Tomba”

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Quattro atleti in sette centesimi di secondo, emozioni incredibili, diciassettemila spettatori spalmati lungo il Canalone Miramonti e il vincitore che tutti aspettavano: Marcel Hirscher con la seconda affermazione in carriera a Campiglio ribadisce che è lui il re dei pali stretti quest’anno, secondo slalom vinto su tre disputati in stagione, leader di Coppa del Mondo assoluto, 49 vittorie in Coppa (di cui 22 in slalom), il migliore quest’anno e sicuramente uno dei migliori di sempre.

Può sentirsi onorato il giovane elvetico Luca Aerni per il secondo posto alle spalle di un mostro simile. Un po’ meno il norvegese Henrik Kristoffersen, cercava la terza vittoria consecutiva a Campiglio ed invece si ritrova con un terzo posto. Quarto un altro svizzero, Daniel Yule, a soli sette centesimi dal vincitore: mai un distacco tanto ridotto si era verificato fra i primi 4 di uno slalom di Coppa del Mondo. Giù di tono e giù dal podio, una volta ancora, la squadra italiana, Manfred Moelgg settimo e Stefano Gross nono oggettivamente non invogliano all’ottimismo per le Olimpiadi coreane, ma tant’è.

Tutto come da copione, dunque? Niente affatto perché la vittoria di Hirscher è il trionfo dell’imperfezione, di una prodezza degna del miglior Alberto Tomba, il campione a cui questa edizione n. 64 della 3Tre era dedicata nel trentesimo anniversario della sua prima vittoria sul Canalone Miramonti. L’austriaco infatti, chiusa in testa la prima manche ha rischiato di rovinare tutto nella seconda con due vistosi errori di traiettoria che sembravano potessero indurlo alla resa.

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È stato incredibile – ha raccontato Marcel – uno svarione incomprensibile. In quel momento mi sono chiesto: cosa faccio ora?”. La risposta sta nell’ordine d’arrivo, Hirscher si è tuffato a caccia dell’impossibile, sicuro di aver ancora energie sufficienti ed un vantaggio da gestire, pur minimo. Così l’impossibile di colpo è diventato realtà.

Dopo l’infortunio, ho ritrovato ancora più amore e passione per questo sport. Non dico che l’infortunio mi abbia fatto bene, ma c’è anche un lato positivo. Questa vittoria è un bellissimo regalo di Natale. Grazie a tutti e buone feste, vado a casa”, ha aggiunto.

Solo Tomba era capace di cose simili, e questo rende emblematica la foto sul podio con Albertone a fianco di Hirscher, le leggende dello sci di oggi e di ieri che si incontrano. La sintesi ideale di una 3Tre da ricordare, con la neve giusta che ha reso la pista un perfetto palcoscenico per una sfida stellare sul filo dei centesimi.

Nulla ha potuto, questa volta, il grande rivale Kristoffersen: “In questo momento battere Marcel è veramente difficile. In slalom sento che mi manca qualcosina, probabilmente anche per via del tanto lavoro che ho messo in cantiere quest’estate sul gigante. Ma l’obiettivo di lungo periodo è diventare più forte a tutto tondo.

Unico rammarico, il pallido risultato degli italiani: aspettando nuovi Tomba, rimane il fascino di un evento magnifico, un film da oscar per gli amanti dello sci.

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Voce - Giudicarie

Piantagione di Marijuana nelle Giudicarie: Arrestati due uomini del posto.

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Due uomini residenti nelle Giudicarie sono stati arrestati dai carabinieri di Tione per detenzione di droga ai fini di spaccio.

Il primo è stato fermato ad un controllo stradale: nella sua auto i carabinieri hanno trovato sotto il sedile posteriore un involucro contenente due etti di marijuana. Il fermato, 46 anni di Tione, accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti, ha dichiarato di aver acquistato la sostanza da un cinquantenne delle Giudicarie per la somma pattuita di 800 euro della quale aveva anticipato 200 euro.

I militari si sono quindi recati a casa dell’uomo trovando 483 grammi di marijuana, 156 grammi di hashish, 17 piante essiccate di cannabis e 13 mazzi essiccati. Oltre alla sostanza stupefacente, nell’abitazione i carabinieri hanno trovato contanti per 240 euro. Il pm di turno della Procura di Trento ha quindi disposto la detenzione domiciliare di entrambi gli arrestati, in attesa del rito direttissimo per la convalida dell’arresto.

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