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L'interrogazione

Le «20 question Time» discusse oggi in consiglio provinciale.

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​Il «question time» ha aperto i lavori del Consiglio provinciale convocato oggi e domani in aula dal presidente Dorigatti.

Interrogazioni a risposta immediata che hanno visto protagonista la sanità e l’immigrazione. 

Ecco la sintesi delle interrogazioni dei consiglieri e delle risposte della Giunta.

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Lorenzo Ossana (Patt) – Piante ornamentali per la rotonda in località “Rupe” – Il consigliere del Patt chiede alla Giunta se non si ritenga di abbellire, con piante ornamentali e di basso fusto, l’uscita nord della galleria “Rupe” a Mezzolombardo. “Biglietto da visita” delle valli del Noce e dell’Altipiano Fai – Paganella.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha detto che l’abbellimento va fatto, ma c’è una consuetudine che la Pat mantiene la rete mentre gli abbellimenti passano attraverso i comuni, che hanno strutture adibite all’abbellimento, o le Comunità di valle. Quindi, l’obiettivo è condiviso, ma la Pat potrà solo attivarsi per promuovere un accordo per questo intervento.

Claudio Civettini (Civica Trentina) – Guardia medica in Tesino perché è stata soppressa? – Il consigliere della Civica chiede alla Giunta di conoscere in base a quali numeri la guardia medica in Tesino è stata soppressa. E se la scelta abbia tenuto conto dei rischi ai quali sono sottoposti i residenti, come nel caso di un cittadino diabetico salvato per due volte dai medici della guardia medica del Tesino.

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La risposta. L’assessore Zeni ha affermato che le cosiddette guardie mediche, in realtà medici di continuità assistenziali, sono chiamati a fare interventi, appunto, di continuità assistenziale al posto dei medici di base e non d’urgenza. Quest’ultima spetta al 118. Il sistema è cambiato, ha continuato Zeni, rispetto ad un tempo: oggi c’è la rete del 118 quindi la funzione della guardia medica è cambiata. Anche partendo dalla presunta crisi ipoglicemia, citata da Civettini, i medici ribadiscono che la scelta migliore è l’intervento del 118 sotto la supervisione dei medici. Si sconsiglia il trasporto da parte di privati e la guardia medica in casi di crisi grave non potrebbe assistere un paziente. La media dei dati di Pieve Tesino degli interventi della guardia medica del Tesino nel 2013 ogni 12 ore si sono fatte 3,3 visite; nel 24, 2 nel 2015, 2. Nel periodo 2 novembre – 16 gennaio, quindi dopo la ristrutturazione del servizio, gli accessi al pronto soccorso di Borgo sono stati 2124 a fronte dei 2114 dello stesso periodo dell’anno precedente. Quindi non c’è alcun affollamento del Ps. Infine, Zeni ha detto che su 780 utenti, tra novembre e gennaio, della sede guardia medica di Borgo, 34 sono del Tesino e quindi., ha concluso, non c’è alcun affollamento della struttura.

La replica. Il consigliere ha detto che la risposta è stata da “professorino”. E nel caso di emergenza, contrariamente a quanto affermato da Zeni, come quella vissuta dal cittadino l’intervento deve essere immediato. E l’intervento del 118 in Tesino, ha ricordato, non può essere immediato.

Alessio Manica (PD) – Viabilità a Rovereto Il tavolo di lavoro a che punto è? – Il consigliere chiede alla Giunta di sapere quale sia lo stato dell’arte del tavolo di lavoro tra il Comune di Rovereto e la Pat per interventi per la mobilità, tra i quali la riapertura di Calliano e l’A22 gratis tra Rovereto sud e Trento Nord. Manica chiede anche quale sia il coinvolgimento della Comunità di valle.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha risposto affermando che è al lavoro un gruppo tecnico Comune – Pat che ha il compito di stabilire le concause delle difficoltà del traffico e individuare le soluzioni. Incontri tra le giunte su questo documento tecnico non sono ancora stati fatti. E’ stato presentato alla Comunità di valle, ma le scelte politiche, ha concluso Gilmozzi, ci saranno quando il documento tecnico verrà tradotto in volontà politica.

La replica. Manica ha preso atto che il tavolo non è chiuso ma si è nella fase di valutazione di alcuni scenari. Serve però, ha raccomandato, un confronto delle amministrazioni per evitare che le proposte sulla viabilità in Vallagarina si “schiantino” come è accaduto nel passato.

Mario Tonina (UpT) Cosa si intende fare per contenere i cinghiali? – Il consigliere dell’UpT chiede quali interventi si intendono adottare per il contenimento delle popolazioni di cinghiale nel Basso Sarca e nel comune di Nago – Torbole e se si intenda creare una nuova area di controllo per le zone nelle quali è accertata la presenza di ibridi tra cinghiali e suini domestici.

La risposta. Dallapiccola ha risposto che i cinghiali gli ibridi nella zona ci sono e a questi ultimi si è estesa la gestione riservata ai cinghiali. Il comitato faunistico, ha ricordato,si occupa di questo problema e l’amministrazione provinciale sta affrontando complessivamente questi problemi e nel prossimo comitato si affronterà la questione specifica presentata da Tonina.

La replica. Questo ricordato dall’assessore, ha detto Tonina, dev’essere un impegno forte. Le popolazioni di cinghiali e suidi devono essere contenute, ha ricordato, anche con l’intervento dei cacciatori. Le zone intervento vanno estese al Baldo e alle zone dove si è riscontrata la presenza di ibridi.

Walter Viola (Progetto Trentino) – Nuova distorsione del calcolo Icef La giunta interviene? – Il consigliere segnala un’ennesima distorsione del sistema Icef. Il caso di due anziani coniugi, uno dei quali accolto in una Rsa, perché bisognoso di cure che non possono essere garantite dall’assistenza domiciliare, la cui retta assorbe completamente la pensione e l’indennità di accompagnamento. Al tempo stesso l’altro coniuge si trova nella necessità di accedere alle cure domiciliari, ma non si può giovare degli aiuti pubblici perché la valutazione Icef viene fatta in base alle somme dei redditi. La legge non prevede le detrazioni delle spese per l’Rsa e si crea quindi una distorsione evidente. Per questo Viola chiede alla Giunta se intenda intervenire riconoscendo la detrazione, almeno in parte, della quota della Rsa per il calcolo Icef.

La risposta. Zeni ha risposto che la proposta del consigliere è già prevista dalla disciplina introdotta dalla Giunta in dicembre col nuovo disciplinare. Quindi, le detrazioni delle spese per l’assistenza socio assistenziale sono già previste. Perciò il caso riportato potrebbe essere un errore di calcolo o antecedente alla nuova disciplina. Comunque, ha detto Zeni, le segnalazioni di eventuali errori vanno bene per migliorare l’Icef.

La replica. Il caso è recentissimo, ma ha ricordato che l’Icef è la conseguenza di un sistema fiscale che non funziona. Oggi è evidente che c’è bisogno di equilibrio per non penalizzare il patrimonio. Una riflessione generale sull’applicazione dell’Icef, in particolar modo per ciò che riguarda il risparmio, ha insistito Viola, va comunque fatta.

Chiara Avanzo (Patt) – Guardia medica del Tesino scelta da rivedere – La consigliera del Patt, ricordando un grave fatto accaduto nei giorni scorsi, chiede alla Giunta di sapere se, dopo la chiusura della guardia medica del Tesino, ci sia stato un reale sovraffollamento del pronto soccorso del San Lorenzo di Borgo messo in evidenza dai medici di guardia notturna. Infine, Chiara Avanzo chiede alla Giunta se, di fronte ai fatti accaduti, all’analisi dei numeri, non ritenga di riconsiderare le scelte per la guardia medica del Tesino che hanno un peso anche sul calo delle presenze turistiche.

La risposta. Zeni ha risposto affermando che l’impostazione è quella di valutare il nuovo assetto delle guardie mediche. Ma, ha aggiunto, servono valutazioni supportate da dati. E l’assessore ha ribadito, riportando i dati forniti nella risposta a Civettini, che per la guardia medica e il pronto soccorso di Borgo non si evidenziano un sovraffollamenti. Zeni ha ribadito che i casi gravi, come quelli citati nell’interrogazione, vanno trattati dal 118 e non dai medici di continuità assistenziale che svolgono le funzioni dei medici di famiglia.

La replica. La consigliera ha detto che le funzioni della guardia medica sono chiare, ma il caso accaduto in Tesino ha destato perplessità, e sulla stampa sono usciti dati sul territorio che sembrano essere a facole della scelta della riforma, però, d’altra parte, i medici hanno sollevato dubbi. Quindi, ha chiesto Chiara Avanzo, dove sta la verità: nei numeri pubblicati o nella voce di operatori e amministratori che lamentano problemi?

Giacomo Bezzi (Forza Italia) – Quali sono i dati più recenti sulle tossicodipendenze? – Il consigliere di Forza Italia chiede alla Giunta di conoscere i dati più recenti relativi all’incidenza delle tossicodipendenze tra i minorenni nella nostra provincia e se il fenomeno viene rilevato nelle scuole.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto che il Sert divide i pazienti giovani in due categorie: i tossicodipendenti e i consumatori problematici. Cinquanta ragazzi sono stati seguiti dal Sert in seguito alle segnalazioni del Commissariato del Governo e la cannabis è risultata essere la sostanza più usata; mentre l’ eroina rimane la sostanza più usata per le dipendenze. L’età di esordio del consumo di stupefacenti va dagli undici ai 17 anni. Sempre più frequenti i casi di intossicazione causati dalle nuove droghe. Sostante dannose spesso acquistate sul mercato online. Nuove sostanze, ha aggiunto Zeni, che non sono immediatamente identificabili. Il Sert, ha ricordato infine, lavora con scuole e comunità per progetti di educazione, informazione e prevenzione.

La replica. Bezzi ha replicando affermando che sulle scale dei gruppi consiglieri ci sono spessissimo tossicodipendenti che si drogano. Il consigliere, in generale, sulla tossicodipendenze tra i minorenni ha raccomandato una maggiore attenzione. Il Presidente Dorigatti ha replicato affermando che il Consiglio ha già adottato misure di controllo.

Filippo Degasperi (5 Stelle) – Parto indolore le partorienti sono discriminate – Il consigliere, partendo dai dati sulla parto analgesia, in base ai quali a Cles, lo scorso anno, si sono avuti 133 parti indolori su 570; 28 su 2875 a Trento; solo 1 su 1217 a Rovereto, chiede alla Giunta di non ritiene che sussistano iniquità e discriminazioni tra le partorienti.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto affermando che l’ analgesia epidurale ha bisogno di un servizio complesso. A Trento graverà su anestesia e quindi il servizio dev’essere esteso con gradualità. L’obiettivo dell’assessorato, ha aggiunto, rimane quello di assicurare l’accesso ai servizi sanitari in equità e sicurezza. A regime, entro il 2017 il parto indolore sarà garantito al Santa Chiara e nel 2018 negli altri ospedali. L’anestesia epidurale, ha detto ancora Zeni, è un servizio complesso che richiede una competenza specifica e un lavoro di team tra medici, infermiere ostetriche.

La replica. Il consigliere ha detto che senza dubbio la tecnica è complessa e il mandato dell’assessorato c’è. Ma nel 2011 si dicevano le stesse cose e i risultati non si sono ancora visti. Gli anestesisti non c’erano nel 2011 e non ci sono oggi. E ora, dopo anni, si dice che si farà nel 2017 a Trento e a Rovereto 2018. Non si capisce, infine, quali studi si debbano fare ancora, visto che di questo argomento si parla da più di sei anni. Tutta la gente pagata per organizzare la sanità, ha concluso Degasperi, cos’ha fatto in questi anni?

Massimo Fasanelli (Misto) – Alimenti avariati quanti i controlli dell’Azienda sanitaria? – Partendo dalla notizia del maxisequestro di alimenti avariati o mal conservati, effettuato dai Nas in un supermercato etnico di Rovereto, il consigliere chiede se l’Apss svolga accertamenti nei supermercati e nei locali pubblici; quali sono i numeri di questi controlli e se non si ritenga di potenziarli; la tipologia delle infrazioni.

La risposta. Zeni ha affermato che l’Azienda sanitaria ha il compito per legge di fare i controlli. Il numero dei supermercati in Trentino sono 1650 e 5438 i ristoranti. I controlli dell’Apss sono stati 932 sui supermercati e 1451 su locali. I casi di non conformità delle norme sono stati 25 per i supermercati e 31 per quanto riguarda i locali.

La replica. Soddisfatto della risposta il consigliere. Ma la guardia, ha detto, va tenuta alta soprattutto per i negozi etnici che applicano prezzi talmente bassi da porre dubbi sul rispetto delle norme. Esercizi commerciali che rischiano di fare una concorrenza sleale a quelli che rispettano la legge.

Pietro De Godenz (UpT) – Tempi certi per anastesia a Cavalese – Il consigliere Pietro De Godenz chiede all’assessore alla sanità tempi certi per il completamento dell’unità di anestesia dell’ospedale di Fiemme per garantire la copertura del servizio sulle 24 ore, anche in riferimento al servizio di ortopedia riconosciuto come eccellente.

La risposta. Zeni ha risposto affermando che i concorsi hanno fornito un numero sufficiente di anestesisti, ma i vincoli contrattuali prevedono il preavviso alle aziende di provenienza e quindi i tempi si sono dilatati. Comunque, per Cavalese è stata pubblicata la graduatoria di anestesia e assunto il dottor Temperini che arriverà il primo febbraio. Il quadro degli anestesisti è questo: il dottor Aurini a Arco che ha preso servizio dal 16 gennaio, il dottor Visentini a Borgo il 17 gennaio, il dottor Temperini, come detto, dal primo febbraio a Cavalese, il dottor Coverno sarà a Tione dal 27 febbraio. Quindi, la reperibilità notturna degli anestesisti, ha concluso l’assessore, sarà presto operativa.

La replica. Soddisfatto il consigliere, anche se ha ricordato che il servizio sarebbe dovuto riprendere a dicembre.

Violetta Plotegher (PD) – Quando si farà la struttura di via Lavisotto? – La consigliera del Pd chiede alla Giunta di conoscere la tempistica della realizzazione della struttura per l’accoglienza di padri separati e in stato di disagio abitativo di via Lavisotto. Struttura, ricorda Violetta Plotegher, attesa da anni.

La risposta. Nella sua risposta l’assessore Zeni ha comunicato che il Servizio opere civili sta proseguendo con la progettazione della struttura mentre Apot è impegnata a predisporre un accordo sulla gestione da sottoporre al Comune di Trento. E ha segnalato infine che il progetto esecutivo sarà pronto entro la primavera 2017 e che i lavori inizieranno entro l’autunno di quest’anno.

La replica. Plotegher ha ringraziato l’assessore ed evidenziato che strutture come questa rispondendo al disagio abitativo hanno anche una valenza importante in termini di prevenzione sanitaria.

Donata Borgonovo Re (Pd) – Quali passi avanti per il parco agricolo di Mattarello? – La consigliera del Pd chiede alla Giunta se sia stato costituito il tavolo di lavoro Provincia – Comune di Trento e se siano stati completati gli adempimenti per la realizzazione nell’area tra Trento e Mattarello, in un primo tempo destinata a cittadella militare, di un parco agricolo. Parco, aggiunge la consigliera, che potrebbe rappresentare un polmone verde per la città.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha ricordato che oggi c’è un piano regolatore che su quell’area prevede le caserme. Si sa però che le caserme non si faranno più e occorre quindi procedere alla richiesta rivolta ai proprietari per verificare se intendono tornare in possesso dell’area. Questa è una procedura da espletare obbligatoriamente. L’auspicio è che il Comune di Trento, con cui la Provincia si sta confrontando, decida cosa fare di quest’area viste le diverse ipotesi, sollecitazioni e sensibilità emerse al riguardo. L’idea dell’area agricola deve confrontarsi con le altre soprattutto ma sarà il Comune a decidere attraverso il piano regolatore che non compete alla Provincia.

La replica. Borgonovo Re ha motivato la propria insoddisfazione per la risposta in quanto la sua richiesta concerneva piuttosto i contatti presi con i proprietari, per avere notizia di quanti sono stati sentiti dagli uffici e quanti hanno risposto. Altro è invece, ha aggiunto la consigliera, il tema del tavolo di lavoro Provincia-Comune, che deve delineare quale destinazione dare all’area.

Claudio Cia (Misto) – Quali prospettive per la discarica di Sardagna? – Il consigliere chiede alla Giunta di sapere secondo quali dati scientifici si è giustificato il conferimento di rifiuti inerti e speciali come stabilizzanti di un eventuale versante franoso e come sia conciliabile con l’attività di trattamento e stoccaggio dei rifiuti speciali. Infine, il consigliere chiede quali garanzie saranno date su recupero ambientale del sito.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha assicurato che il sito è costantemente monitorato per valutare il movimento franoso, giudicato “lievissimo”. E che la situazione è pienamente sotto controllo. Ha poi ricordato che l’ideale, secondo i geologi, è riempire il buco che era stato scavato e che ha causato il movimento. In sostanza riempiendo il buco la frana non scende. Gli uffici della Provincia hanno accertato che non è indispensabile intervenire, ma utile. Quanto alle domande presentate, occorre attendere che sia completata la Valutazione di impatto ambientale. In ogni caso per il Comune di Trento i materiali che potranno essere conferii non saranno rifiuti ma inerti di una certa categoria.

La replica. Cia ha osservato che “forse andrebbero considerate le preoccupazioni della popolazione di Sardagna, non informata del problema del movimento franoso”, all’origine del quale vi è stato il deposito di “materiali destinati a rimanere lì sine die”.

Rodolfo Borga (Civica Trentina) Perché più soldi per i richiedenti asilo? – Il consigliere chiede perché le risorse finanziarie per i richiedenti asilo siano aumentate da 12,8 milioni a 19,5 milioni di euro. Borga chiede se questo aumento sia determinato dalla previsione di un aumento della presenza dei richiedenti asilo sul territorio provinciale.

La risposta. L’assessore Zeni ha ricordato che sulla base dell’intesa stipulata dallo Stato con le Province autonome, gli oneri per la percentuale di richiedenti asilo assegnata a nostri territori non provengono dal bilancio provinciale. E ha chiarito che “l’incremento degli stanziamenti previsti è di tipo prudenziale, visto l’aumento della spesa verificatosi negli ultimi anni”. In sostanza la Provincia ha “messo le mani avanti”, ha spiegato Zeni. Se poi l’incremento non vi sarà, le risorse non saranno spese.

La replica. Borga si è dichiarato soddisfatto della risposta ma non del contenuto riguardante il previsto incremento della spesa che corrisponde a quello dei richiedenti asilo rispetto al passato. Il consigliere ha osservato che “senza una programmazione che guardi al di là dell’anno prossimo, un problema come questo non sarà mai risolto”. E ha lamentato la bocciatura, ad opera della maggioranza, delle proposte concrete per fronteggiare la questione avanzate da Civica Trentina. Per Borga occorrerebbe il coraggio di dire alla gente che se le cose non cambiano, la prospettiva sarà di un aumento considerevole sia della presenza di queste persone sia dei problemi legati alla gestione del fenomeno.

Gianfranco Zanon (PT) – Guardia medica in val di Non: troppe disparità – Il consigliere chiede alla Giunta in base a quali criteri sia stato diviso, nel territorio della valle di Non, il servizio di guardia medica. Tenuto conto che tra gli abitanti dei vari comuni si sono create evidenti disparità per ciò che riguarda le distanze. Il consigliere chiede infine, se la Giunta intenda rivedere questa scelta.

La risposta. L’assessore Zeni ha ricordato che la localizzazione del servizio di continuità assistenziale garantito dalla Guardia medica risponde a criteri legati alla popolazione, al numero delle prestazioni erogate e delle distanze, ma non sostituisce affatto il 118 di Trentino Emergenza. Un conto – ha proseguito – sono le visite domiciliari, mentre altra cosa sono le visite ambulatoriali. I criteri individuati per le sedi rispondono all’esigenza che la Guardia medica si rechi dagli assistiti a domicilio, mentre i cittadini possono rivolgersi dove vogliono. La riorganizzazione del servizio, ha concluso Zeni, è stata condivisa con gli amministratori della Val di Non.

La replica. Per Zanon con questa riorganizzazione i problemi rimangono. Vero che ciascuno può decidere liberamente dove andare, ma resta il fatto che i cittadini di alcuni Comuni chiamano la Guardia medica devono attendere mezz’ora anziché 5 minuti. Dunque almeno l’informazione ai cittadini andrebbe data correttamente.

Walter Kaswalder (Patt) – Quali malattie riscontrate tra i profughi? – Il consigliere del Patt chiede alla Giunta di sapere se tra i 1456 richiedenti asilo ospitati in Trentino siano stati riscontrati casi di malattie come la scabbia, Aids, meningite, salmonellosi. Kaswalder chiede inoltre se ci siano stati casi accertati, quali siano i sistemi di profilassi e la situazione sanitaria oggi.

La risposta. L’assessore Zeni ha rassicurato sulla salute dei migranti ospitati nel Trentino e che fruiscono di un’assistenza sanitaria adeguata. Nel corso del 2016 i medici da cui sono stati visitati hanno segnalato un solo caso di malattia trasmissibile: tubercolosi polmonare. Zeni ha aggiunto che la maggior parte delle patologie rilevati nei soggetti migranti approdati nel nostro Paese non sono trasmissibili, ma derivanti da traumi e da stress.

La replica. Kaswalder si è dichiarato soddisfatto della risposta.

Maurizio Fugatti (Lega Nord) – Nelle società si rispettano le norme sulle incompatibilità? – Il consigliere chiede se le norme del codice di comportamento e relative all’incompatibilità del personale della Provincia, siano applicati anche alle società quali Hit, e in precedenza Trento Rise, e se la Giunta sia a conoscenza di dirigenti di queste società che non hanno rispettato e non rispettano queste norme.

La risposta. Il presidente Rossi ha ricordato che con delibera del 18 luglio 2014 la Giunta ha adottato un codice di comportamento valido anche per le società collegate. La disciplina sull’incompatibilità vale quindi anche per gli incarichi esterni assegnati da questi enti oltre che per i dipendenti provinciali, quando le attività svolte all’esterno siano abituali, professionali e in contrasto con il servizio. In costanza di svolgimento dell’incarico vietato parte la diffida e poi la decadenza dall’attività. Quanto a Trento Rise, oggi in liquidazione, trattandosi di società di diritto privato essa non era assoggettata a queste regole. Tuttavia dal 1° febbraio 2016 Trento Rise si era dotata di un codice etico di comportamento riguardante anche la sulla trasparenza e la correttezza degli incarichi, analogo a quello introdotto dalla Provincia. Norme, ha concluso il presidente, valide anche per la società denominata “Hit”.

La replica. Fugatti ha precisato che la ratio dell’interrogazione nasce dal dubbio suscitato da incarichi assegnati da società come Hit e Trento Rise, che possono avere avuto e avere oggi ruoli all’interno di altre società private attive in settori molto simili. Per Fugatti in passato vi sono stati casi di incompatibilità in società come Trento Rise, che pur private hanno percepito finanziamenti pubblici, e questo sarebbe molto grave. L’auspicio è che in futuro casi come questi non si verifichino più grazie alle norme provinciali richiamate da Rossi.

Nerio Giovanazzi (AT) – Vallo – Tomo c’è un pericolo incombente? – Il consigliere chiede se sia stata considerata la possibilità di intervenire per la messa in sicurezza evitando soluzioni impattanti come il cosiddetto Vallo – Tomo di Mori e se la conseguente dichiarazione di somma urgenza per la realizzazione dei lavori, sia stata dettata da un pericolo incombente, e se quindi per motivi di sicurezza si debba procedere allo sgombero delle abitazioni interessate.

La risposta. L’assessore Mellarini ha ricordato che la Provincia aveva valutato interventi alternativi alla soluzione del “Vallo Tomo”, concludendo però che non davano sufficienti garanzia. Quanto alla dichiarazione di somma urgenza, l’assessore ha segnalato che erano state predisposte dal Sindaco anche procedure di evacuazione temporanee da adottare durante i lavori per la rimozione del blocco roccioso fino al superamento del problema.

La replica. Giovanazzi ha ribadito che a suo avviso si potevano adottare soluzioni diverse dal Vallo tomo consultando tecnici presenti nel nostro territorio.

Gianpiero Passamani (UpT) – Agricoltura, quando la liquidazione dei contributi? – Il consigliere chiede alla Giunta e all’assessore all’agricoltura di conoscere tempi certi entro i quali verranno liquidati ai contadini i contributi previsti dal Piano di sviluppo rurale e quelli previsti da specifiche norme provinciali. Passamani chiede, inoltre, se la Provincia stia pensando a mettere in campo strumenti straordinari per la ristrutturazione del debito delle aziende.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha ricordato che sono stati erogati entro Natale 25 milioni di euro, pari al 25% delle risorse previste sul 2015. A questi si è aggiunta l’erogazione di altri 9 milioni di euro relativi al 2016, per un totale di 34 milioni di euro. Le sollecitazioni di Passamani provengono da chi non ha ricevuto quel che gli spettava o perché aveva presentato domande relative a superfici difformi da quelle in possesso della Provincia, a causa di controlli Agea. “Con la Provincia di Bolzano – ha proseguito Dallapiccola – avevamo concordato l’esternalizzazione del servizio e abbiamo ragionato sui modelli del Veneto e del Tirolo, risultati efficienti ma troppo onerosi per i pagamenti. In ogni caso – ha concluso l’assessore – entro fine anno individueremo un nuovo modo di assolvere a questo compito, da attivare nel 2018”.

La replica. Passamani si è dichiarato insoddisfatto della prima parte della risposta, perché riguardo ai pagamenti l’assessore aveva promesso uno schema chiaro e completo che invece non ha poi fornito.

Manuela Bottamedi (Misto) – Formazione turistica Alto Garda dimenticato per quali ragioni? – Per la qualità dell’offerta turistica la consigliera, preso atto dell’avvio di un percorso biennale Aft di “Tecnico dei servizi della filiera turistica ricettiva” a Tesero, chiede alla Giunta a che punto sia la programmazione, annunciata dall’assessore, per la realizzazione di un percorso Aft nell’Alto Garda e Ledro e chiede di conoscere i motivi per i quali la zona a più alta vocazione turistica del Trentino sia stata di nuovo dimenticata dalla Pat.

La risposta. Il presidente Rossi ha precisato che con la delibera del 19 agosto 2016 ha approvato il piano di aggiornamento della formazione professionale prevedendo anche l’avvio dei corsi di specializzazione turistico-alberghiera e dell’alta formazione tecnica a Varone. Il presidente ha aggiunto che a partire da quest’anno l’alta formazione richiesta da Bottamedi avverrà ad anni alterni prima a Tesero, dove è già iniziata, e poi Varone. Per rossi “evidentemente si deve procedere per gradi e definendo priorità senza che per questo chi arriva in un secondo tempo non deve sentirsi sottovalutato”.

La replica. Bottamedi, esprimendo “gioia” per l’avvio dell’alta formazione turistica a Tesero Fiemme, ha sottolineato di non voller affatto voluto parlare di guerra tra valli ma dell’esigenza di attuare scelte coraggiose. A suo avviso, anziché prevedere l’alternanza dell’alta formazione tra valli – un anno il percorso viene attivato a Tesero e l’anno dopo a Varone – sarebbe stato più opportuno distinguere le iniziative in ragione delle diverse esigenze specifiche dell’offerta turistica nelle due zone. L’alternanza – ha osservato Bottamedi – non è lungimirante e appare penalizzante per il territorio dell’Alto Garda dove una formazione tecnica di alto livello è necessaria perché un territorio che “fa quantità” assicuri anche il mantenimento di un’alta qualità.

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