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Io la penso così…

L’alleanza PD -UPT – PATT non reggerà. – di Andrea Merler

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In questi giorni la politica trentina si sta interrogando sul futuro.

Fino ad ora abbiamo prevalentemente assistito alla proposta di carrierismo individuale con qualche timida apertura verso il rinnovamento della coalizione di centrosinistra-autonomista.

A me pare che bisognerebbe osare di più. Le grandi sfide politiche si vincono solo con l’innovazione a tutti i livelli.

Il primo è quello politico. La riproposizione dello schema classico PD-UPT-PATT non sembra essere più in grado di reggere.

Serve un nuovo modo di interpretare la politica e la soluzione non può che essere quella del leaderismo collettivo, della condivisione di obiettivi e programmi di governo, di rinsaldare i rapporti logorati dai continuo distinguo. Qualcuno ha lanciato l’ipotesi di una nuova stagione dell’Ulivo.

Io mi trovo in accordo con questa visione, bisognerà però trovare la formula più adatta, un contenitore politico più alto, una macrostruttura che sia in grado di avere anche un collegamento nazionale. Non possiamo più pensare di chiuderci dentro le mura dell’autonomia speciale, ma pensare di rilanciare l’azione di governo facendo una sana autocritica e cominciando con una narrazione reale dei fatti perché far finta di non vedere le difficoltà del tessuto economico trentino potrebbe costare molto caro.

Il rinnovamento della coalizione passa anche attraverso la sincera apertura alle nuove generazioni. I processi di cambiamento necessitano di nuovi protagonisti, più adatti allo spirito riformistico, meno legati all’esistente o inclini a garantirsi lo status quo.

Il secondo è quello programmatico. Ormai sono anni che sentiamo parlare del rilancio dell’economia, dei problemi del lavoro e del welfare. L’innovazione tecnologica, i processi di automazione industriale possono portare da un lato a nuove emorragie di lavoratori poco scolarizzati e dall’altro essere occasioni per chi invece ha investito sulla propria formazione professionale. Non si può pensare di fermare il progresso tecnologico, elemento cardine di cambiamento del sistema economico delle imprese, bisogna semmai favorirne l’avvento con politiche di incentivazione basate però su seri progetti di investimento a medio – lungo termine.

Nessun lavoratore deve però essere lasciato solo. E’ questa la sfida politica e il Trentino ha solide basi per ovviare agli eventuali scossoni in termini occupazionali. La formazione scolastica ed extrascolastica, la riqualificazione del personale e direi anche il ruolo della cooperazione possono essere fattori determinanti in questi momenti di crisi.

Il welfare sociale è un altro determinante essenziale delle azioni politiche.

Abbiamo notato che la territorializzazione delle strutture sanitarie non incontra i favori dei professionisti sanitari. Bisogna prima capirne le ragioni, ma non si può pensare di delegare le eventuali carenze organizzative al livello operativo.

Ormai la responsabilità da contatto, quella individuale dei medici e del personale sanitario è una preoccupazione diffusa. Spetta alla politica garantire strutture adeguate e governance dei processi organizzativi calibrata alla specifica realtà di un territorio di montagna. Non credo basti incentivare il singolo, bisogna pensare di investire nelle strutture territoriali oppure si deve avere il coraggio di fare scelte di campo diverse perché la sicurezza degli operatori e dei pazienti non può certamente essere derogata.

Spero che il futuro della coalizione che ha governato in questi anni il Trentino ci riservi la capacità di innovazione, consenta di avere una visione prospettica per riprendere il giusto cammino e di concentrarsi sul fare più che sull’apparire.

Andrea Merler – Cantiere Civico Democratico e membro Parlamentino provinciale UPT

Foto di Paolo Ronc 

Io la penso così…

Il PATT e la paura di non farcela – di Lorenzo Rizzoli

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nella foto il segretario del PATT Marchiodi

Spett.Le Direttore,

la scelta di Patt e di Italia Viva di accordarsi direttamente con il candidato sindaco Ianeselli, candidato del centrosinistra, senza sedersi al tavolo della coalizione va, a mio modo di vedere, contro quello che dovrebbe essere il comportamento politico da tenere e, cioè, quello di cercare il dialogo non con una persona soltanto (candidato sindaco), bensì con altre forze politiche, al fine di trovare una certa coesione di gruppo.

Invece, accordarsi direttamente e solamente con il candidato sindaco, significa non riconoscersi nella coalizione che lo supporta e, aggiungo, aver paura di non fare alcun risultato andando in un’altra direzione.

Dal punto di vista politico non condivido, dunque, questo comportamento.

Se una forza politica si definisce moderata, di centro, ecc ecc che senso ha che rimanga in coalizione con forze politiche poste agli estremi (lega e Fratelli d’Italia da un lalvoro e PD  e Futura dall’altra?

Una progetto, un ragionamento “di centro” che si coalizza da una parte piuttosto che dall’altra perde la sua natura centrista.

Patt e di Italia Viva posso pensare si di essere forze centriste, ma, coalizzandosi con le altre forze politiche a sostegno del candidato sindaco della coalizione di centrosinistra rientrano, di fatto nella coalizione di centrosinistra.

Quindi ritengo inutile voler sempre sottolineare di non far parte di una coalizione quando l’elettore, di fronte alla scheda elettorale, troverà il Patt e di Italia Viva insieme a tutti i partiti della coalizione di centrosinistra.

L’Upt ha, da sempre, evidenziato di voler far parte della coalizione del centro sinistra e, coerentemente con il suo ragionamento, ne fa parte.

Quindi ritengo che se una forza politica non si considera facente parte di una coalizione sarebbe più coerente portasse avanti la propria proposta politica non in quella coalizione (in quanto non crede nella coalizione e non si ritiene parte di essa) ma in un polo alternativo; e se non si ha il coraggio di fare questa mossa è per paura, forse, di non farcela e, quindi, la strada più comoda è quella di sedersi a casa altrui portando avanti però le proprie idee.

Lorenzo Rizzoli

Potete inviare le vostre lettere da inserire nella rubrica «io la penso così» a: redazione@lavocedeltrentino.it

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Io la penso così…

Facoltà di medicina: la proposta di un lettore per un polo universitario

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Il progetto di apertura della Facoltà di Medicina a Trento stimola l’immaginazione dei nostri lettori. (altro…)

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Io la penso così…

La buona sanità trentina: «Grazie per come avete curato mio figlio»

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Egregio Direttore,

scrivo  questa lettera che Vi prego di pubblicare per intero.

Martedì 14 gennaio mio figlio di 19 anni ha avuto un incidente a Marilleva sullo snowboard.

È stato immediatamente soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. Aveva battuto la testa ed aveva un piccolo ma significativo versamento di sangue.

Scrivo perché voglio pubblicamente ringraziare tutto il personale medico e non.

Voglio ringraziare con particolare affetto e profonda stima la dottoressa Linda Novarese che con grande professionalità e umanità ha seguito quasi 24 ore al giorno ognuno dei “suoi” ammalati e quindi anche mio figlio Benjamin che non si aspettava certo di passare la settimana bianca della sua scuola al reparto OBI del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara ed era quindi anche molto avvilito.

Tutto è finito bene e siamo tornati a casa con la certezza di essere stati curati in una eccellente struttura pubblica.

Grazie ancora.

Marina Masiero – Ancona 

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

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