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Trento

Arriva la conferma. La provincia di Trento è commissariata. Delsa: «Rossi dimettiti»

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Arriva una bufera senza precedenti sulla scuola Trentina, nonostante le molte assicurazioni del governatore Ugo Rossi, smentite completamente e clamorosamente oggi in conferenza stampa dal segretario del sindacato Delsa Mauro Pericolo con tanto di documenti che fanno riflettere sull’operato dell’assessore alla scuola Rossi. 

“Il commissariamento è solo un’ipotesi eventuale (..) non c’è stata alcuna scorrettezza da parte dell’amministrazione provinciale visto che è stata seguita una procedura collaudata”.

Rispondeva così Ugo Rossi con un comunicato stampa,  lo scorso 29 novembre, dopo che il Sindacato Delsa aveva invocato il commissariamento dei  “suoi uffici scolastici, denunciando gravi irregolarità durante la ri-assegnazione delle cattedre ai docenti che avevano ricorso al Consiglio di Stato ottenendo l’inserimento con riserva nelle graduatorie per titoli trentine della scuola primaria .

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I fatti avvenuti in seguito però, smentiscono il governatore Rossi e le sue rassicurazioni. Tutto ciò è racchiuso in un documento dove viene confermato che la provincia autonoma di Trento è formalmente commissariata.

Mauro Pericolo – segretario del sindacato Delsa – non ha lesinato critiche anche feroci ad Ugo Rossi inviandolo più volte a dimettersi insieme a tutti i dirigenti a suo dire colpevoli del commissariamento definito dallo stesso segretario «scandaloso».

Senza mezzi termini ha parlato anche di comportamenti arroganti  senza precedenti e mancanza di trasparenza assoluta. Il segretario di Delsa ha comunque precisato che, la scuola lunedì ricomincerà regolarmente, i docenti insegneranno e gli alunni impareranno.

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E questo anche dopo il 23 febbraio. «La questione, ora, – sottolinea Pericolo – è diventata totalmente politica: tutto è partito dal ricorso degli ormai «famosi» 164 insegnanti ricorrenti, ma adesso il polverone non riguarda solamente loro, ma tutto il mondo dell’istruzione trentina».

Ma Pericolo ha parlato anche di uso dell’autonomia solo per il potere e non per la comunità e incompetenza da parte di chi «indice un  nuovo concorso sapendo di essere commissariato». Mauro Pericolo ha criticato anche i sindacati «tradizionali» parlando di connivenza e appiattimento verso e con la provincia, «mi chiedo come i sindacati, l’allusione pur non nominandoli mai è per la triplice, possano sapere in anticipo quello che farà la provincia mentre noi lo veniamo a sapere solo dai giornali»

Ma torniamo alla vicenda riassunta anche in conferenza stampa da Mauro Pericolo e la sua collaboratrice Giulia Galletti. (nella foto)

Dopo aver valutato le osservazioni presentate dal Sindacato sulle contestatissime convocazioni di novembre nelle quali si sarebbero verificate irregolarità durante le assegnazioni degli incarichi, nonché aver analizzato la documentazione presentata dalla stessa Provincia sulla presunta attuazione delle ordinanze, il commissario ad acta Dott.ssa Daniela Beltrame, ha deciso di presentarsi eccome presso il Dipartimento della conoscenza trentino e lo ha fatto, per la precisione, il 12 dicembre scorso informando il dipartimento del suo arrivo tramite PEC.

Nominata dalla VI sez. del Consiglio di Stato direttamente dagli Uff. scolastici regionali del Veneto per sovrintendere alla corretta ottemperanza delle ordinanze emesse dal Consiglio di Stato in favore dei maestri rappresentati da Delsa, la Beltrame nella sua stringata quanto perentoria comunicazione alla Pat, diceva che si sarebbe insediata insieme ad un suo stretto collaboratore, dalle ore 10.00 del giorno 12 dicembre richiedendo espressamente che gli uffici scolastici trentini e determinati suoi dipendenti fossero formalmente “ a disposizione dello Scrivente Commissario ad acta per tutto il tempo necessario alle attività che dovranno essere svolte come Organo Ausiliario del Consiglio di Stato”.

Presentatasi in via Gilli, al fine di sollevare formalmente dalla competenza sulla questione la dirigente generale del dipartimento dott.ssa Livia Ferrario, il commissario però è stato trattenuto in attesa dell’arrivo dell’avvocato della provincia Pedrazzoli il quale, contestando presunte mancanze di documentazione, lo poneva nella condizione di non poter utilmente insediarsi negli uffici per espletare il suo mandato.

Immediata la reazione della Beltrame, che ha subito stilato un’ approfondita relazione, indirizzata al Presidente della VI sez. del Consiglio di Stato, nella quale senza mezzi termini denuncia:

“lo scrivente Commissario ad Acta ha rilevato un’oggettiva mancanza di trasparenza, tale da rendere impossibile la valutazione dell’avvenuta o non avvenuta esecuzione corretta e completa all’Ordinanza n.3377/2016. ( ..) lo scrivente fa presente che la documentazione depositata dalla Provincia è assolutamente lacunosa, parziale, incongruente e inidonea a rivelare lo stato dell’attuazione dell’Ordinanza cautelare. Pertanto ci si permette di suggerire a codesto collegio di ordinare un’adeguata attività istruttoria da parte dell’Amministrazione intimata”

Dal Consiglio di Stato la risposta non ha tardato ad arrivare. E’ stato lo stesso Presidente della VI a rispondere convocando formalmente per il prossimo 23 febbraio una Camera di Consiglio a porte chiuse nell’ambito della quale l’avvocatura della Provincia di Trento, nonché le controparti, saranno sentite per valutare il da farsi.

Molti gli scenari che potrebbero profilarsi ora. Dalla prosecuzione del commissariamento, questa volta sotto l’egida dello stesso Prefetto, fino a quello dell’invio del fascicolo alla Procura della Repubblica per individuare responsabilità personali sulla vicenda nonché valutare i danni arrecati ai ricorrenti dal protrarsi della vicenda.

“Vi è la concreta possibilità di dover risarcire economicamente ben 164 docenti  per i danni professionali e morali perpetrati su di loro – commenta Mauro Pericolo  – ci sarà poi da stabilire chi dovrà rispondere personalmente per il danno causato all’erario  dall’intera vicenda (tra questi anche l’assessore all’istruzione Ugo Rossi) visto che un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti è già pronto per essere depositato con il resoconto dettagliato dell’operato dell’amministrazione dal 5 agosto al 28 novembre 2016,  data in cui  le convocazioni che avrebbero dovuto essere “riparatorie” nei confronti dei nostri ricorrenti, si sono trasformate nella ennesima occasione di offesa alla loro intelligenza e dignità professionale” .

Cattedre “occultate” – denunciava il sindacato –  su un maxischermo che non riportava in modo trasparente tutti gli incarichi disponibili e docenti che ignari rinunciavano convinti che non vi fosse nulla di realmente appetibile da scegliere, mentre invece gli incarichi più vantaggiosi ricomparivano all’avvicinarsi al bancone dei non ricorrenti. Tutto documentato e pronto per essere depositato agli organi competenti a valutarne le diverse rilevanze.

“Il rifiuto di sottoporsi alla lente di ingrandimento del commissariamento è la più acclarata dimostrazione di una gestione personalistica, supponente e arrogante di questa amministrazione, con profili quasi anarchici”- questo il commento di Mauro Pericolo sulla vicenda – “Insistendo nell’adottare procedure imbrogliate e ombrate per vanificare il diritto dei ricorrenti, hanno finito per indispettire anche chi quella ordinanza l’ha emessa: niente meno che i giudici di Palazzo Spada, che ora vorranno davvero vederci chiaro e finalmente dare concreta ed effettiva esecuzione all’ordinanza emessa già i primi di agosto.

Dal canto nostro, auspicando che finalmente una figura terza ed imparziale possa gestire la questione e che certi Dirigenti vengano finalmente allontanati dal Dipartimento all’istruzione,  un’ unica e corale richiesta: GIUSTIZIA e dunque dimissioni di chi si è reso responsabile .

In primis, dell’assessore Ugo Rossi e poi di tutto lo staff che a sua volta è corresponsabile di questa vicenda. Questo davvero sarebbe il minimo, per ridare certezza di trasparenza ,competenza ed obbiettività nella gestione della cosa pubblica ai cittadini, che sono costretti ancora una volta ad uscire dai confini provinciali per vedersi riconosciuti i loro diritti. Questa vicenda ha disegnato il profilo di una autonomia che è diventa strumento di potere politico per pochi e non più garanzia di progresso e di crescita per i cittadini”. 

LA VICENDA – Lo scorso novembre con un provvedimento esecutivo, il Consiglio di Stato aveva dato un ultimatum di 30 giorni all’ ufficio scolastico provinciale trentino, guidato dalla dott.ssa Livia Ferrario, responsabile di non aver dato seguito alla ordinanza cautelare n. 3377 del 5 agosto 2016, con cui i giudici di palazzo Spada avevano disposto l’inserimento con riserva nella nuova fascia della Graduatoria per Titoli trentina (GPT), dei 164 docenti rappresentati dal sindacato DELSA in possesso di regolare abilitazione per l’insegnamento nella scuola primaria.

Il provvedimento esecutivo, si era reso necessario poiché la Pa.t., nonostante l’ ordinanza cautelare del 5 agosto, aveva proceduto comunque alle nomine secondo la vecchia graduatoria, riservata ai soli laureati, senza aggiornarla con i nomi dei ricorrenti e di fatto escludendoli dalle convocazioni del 30 agosto per gli incarichi annuali.

Nel provvedimento i giudici di Palazzo Spada intimavano alla Provincia Autonoma di Trento, di rifare completamente tutte le nomine altrimenti sarebbe intervenuto in via sostitutiva il sovrintendente dell’ufficio scolastico regionale di Verona Daniela Beltrame in veste di COMMISSARIO AD ACTA sollevando dagli incarichi i dirigenti dell’ufficio scolastico trentino, per poi dar dovuto seguito a quanto stabilito.

29 NOVEMBRE/ LE CONVOCAZIONI – Il 29 novembre si tengono allora le convocazioni “riparatorie” con cui si sarebbe dovuto rimediare al pasticcio provocato, ma a poco più di un’ora dall’inizio delle procedure il sindacato DELSA ne aveva chiesto l’annullamento per palesi irregolarità durante le assegnazioni degli incarichi. Al centro della questione i maxischermi che proiettavano in aula un prospetto delle cattedre suddivise tra “libere” e “occupate” che aveva – a detta del sindacato – indotto in errore tutti i docenti. Molti incarichi che avrebbero infatti dovuto comparire come disponibili risultavano inspiegabilmente occupati, ragion per cui i ricorrenti non li prendevano nemmeno in considerazione al momento della scelta.

Di fronte alla volontà dell’amministrazione di portare ugualmente a termine la procedura di assegnazione, i legali del sindacato si erano quindi immediatamente attivati per richiedere l’intervento del commissario ad acta Daniela Beltrami, già nominata dal Consiglio di Stato per sovrintendere alla corretta applicazione dell’ordinanza.

12 DICEMBRE / IL COMMISSARIAMENTO – Dopo aver esaminato le osservazioni/segnalazioni del sindacato nonché la documentazione fornita dalla Provincia autonoma di Trento a riprova della esecuzione delle ordinanze, il 12 dicembre si verifica puntuale l’arrivo della commissaria in Via Gilli e la richiesta di mettere a disposizione tutta la documentazione nonché gli uffici e il personale coinvolto, per gli accertamenti del caso.

Ma la Provincia non si arrende e manda a ricevere la Commissaria l’avvocatura provinciale, che sulla base di alcune contestazioni formali inerenti una presunta mancanza di documentazione, impediscono l’insediamento della Beltrami presso il Dipartimento.

LA RELAZIONE AL CONSIGLIO DI STATO E LA CONVOCAZIONE per il prossimo 23 febbraio – A seguito di una dettagliata relazione stilata dalla commissaria alla attenzione del Presidente della IV sezione di Palazzo Spada, nella quale si segnala “un’oggettiva mancanza di trasparenza, (…))documentazione depositata dalla Provincia assolutamente lacunosa, parziale, incongruente e inidonea” nonché si suggerisce “a codesto collegio di ordinare un’adeguata attività istruttoria da parte dell’Amministrazione intimata”, il Presidente della VI sez. del Consiglio di Stato convoca per il prossimo 23 febbraio 2017 una audizione a porte chiuse alla presenza delle parti, nella quale si valuterà come procedere a seguito di quanto avvenuto.

qui il documento con l’avviso del commissariamento della provincia autonoma di Trento

qui la comunicazione di sospensione dell’attività del commissario ad acta – signed

Qui la relazione del commissario 

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