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Trento

Nuovo scontro Delsa – Rossi sul concorso PAT under 32: «illegittimo discriminare sulla base dell’età»

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Nuovo attacco del sindacato Delsa nei confronti del governatore Ugo Rossi.

Questa volta la questione riguarda la scelta della giunta Rossi di indire nel 2017 una selezione concorsuale per funzionari pubblici rigorosamente sotto i 32 anni di età. 

L’apposizione di un limite di età (nello specifico si parla di soli 32 anni)  nell’ambito di una  procedura concorsuale volta alla ricerca di personale da impiegare nella pubblica amministrazione «è senza mezzi termini illegittima, illogica e discriminatoria» tuona Mauro Pericolo segretario del sindacato Delsa.

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Il segretario ricorda infatti che secondo l’art. 3, comma sesto, della legge 15 maggio 1997, n. 127 “la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età…” ). Numerosissime sono anche, a tal proposito, le sentenze emesse dal Consiglio di stato, dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea.

«Forse l’amministrazione Rossi ignora, – continua Pericolo – o ritiene di poter disapplicare l’art. 3 della COSTITUZIONE, l’ art. 14 CEDU ( convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo), nonché  il divieto di discriminazione per età contenuto nelle direttive 2000/43/CE  e 2000/78/CE?»

Il segretario di Delsa, carta alla mano ancora una volta ha ragione. Infatti, prendendo atto che l‘articolo 3 deve essere rispettato in modo imperativo anche sul territorio trentino, con due sole eccezioni: per i concorsi nelle forze dell’ordine per evidenti ragioni  “connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione”.

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«A questo punto – aggiunge ancora ironicamente Mauro Pericolo –  o il governatore sta pensando di “militarizzare” il sistema pubblico trentino o, più verosimilmente, questa giunta con evidente arroganza, opera pensando di avere tra le mani una sorta di “stato nello stato”, completamente avulso dal contesto legislativo nazionale ed europeo che, lo si ricorda per qualche distratto amministratore, è ancora uno stato di diritto fortunatamente».

E ancora: «Eppure questa “geniale” trovata proposta del presidente Ugo Rossi,  punta proprio, allo “svecchiamento” della macchina amministrativa provinciale ed è stata al centro di una decisione assunta nell’ultima riunione di  Giunta di quest’anno. Ma cosa dovrebbero dire i centinaia di potenziali candidati che seppur perfettamente rispondenti ai profili richiesti in virtù dei loro percorsi di laurea, si vedono ora negata la possibilità di concorrere ad un posto in PAT per supposto limite di età? Ciò naturalmente, dopo aver atteso invano per anni che la stessa Provincia indicesse una procedura di selezione! Può davvero un trentaquattrenne o un quarantacinquenne essere ritenuto troppo “vecchio” per spendere la propria professionalità nelle stanze della PAT? Tutto ciò assomiglia davvero ad una presa in giro, di cattivo gusto si intende».

Il Sindacato Delsa annuncia – attraverso un comunicato –  che intende contestare tale limite di selezione poiché anti costituzionale e avulso dalle norme costituzionali, dalle direttive europee e dalle leggi nazionali applicative delle medesime. «Lo faremo in concomitanza della nascita per il 2017 di una nuova branca del nostra Organizzazione: DELSA CONS che mira a tutelare i consumatori e in generale tutti i cittadini direttamente e indirettamente interessati al rispetto dei trattati dell’ U.E., a cui tutti, Rossi compreso, devono sottostare».

Per il governatore Rossi una nuova gatta da pelare, ma da tenere in seria considerazione visto i precedenti con il sindacato Delsa che hanno costretto il governatore a tornare velocemente sui suoi passi.

Il sindacato DELSA, aveva patrocinato la causa di 200 maestri contro la Provincia Autonoma di Trento per essersi visti scavalcare in graduatoria, dopo 15 anni di lavoro, da più di 200 colleghi abilitatisi con la laurea in SFP, molti dei quali con esperienza minima di lavoro.

Il consiglio di Stato confermò le ragioni di Delsa condannando la provincia autonoma di Trento a non procedere ulteriormente con le assegnazioni degli incarichi facendo riferimento ad una graduatoria (quella di quarta fascia) illegittima poiché istituita sulla base di regolamento provinciale errato nella parte in cui non consentiva l’inserimento degli abilitati con diploma magistrale ante 2002.

Dopo la sentenza del consiglio di Stato il governatore non avrebbe dato seguito alla sentenza, per questo arrivò anche la richiesta di commissariamento e due esposti a riguardo. 

All’orizzonte si profila quindi un nuovo braccio di ferro Delsa – Rossi, e visti i precedenti ,per il governatore sarebbe meglio «tirare» di fioretto anzichè di sciabola.

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