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Italia ed estero

Chi è Anis Amri, il sospettato della strage di Berlino arrivato a Lampedusa su un barcone

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Anis Amri, il principale sospettato per l’attentato di lunedì a Berlino che ha fatto 12 vittime, fra cui una giovane ragazza Italiana, è ancora ricercato dalla polizia tedesca ed è definito un soggetto pericolosissimo e armato.

La polizia ha emesso un mandato di arresto europeo e sulla sua testa è stata messa una taglia di 100 mila euro che verrà liquidata a chi sarà in grado di fornire informazioni che aiutino la polizia ad arrestarlo.

Emergono anche aspetti inquietanti sulla personalità di Anis Amri, che era già indagato da diverse agenzie di sicurezza tedesche perché sospettato di preparare «un grave atto di violenza contro lo stato». L’uomo, prima di arrivare in Germania, ha passato quattro anni in carcere in Italia per avere partecipato ad una violenta rivolta nel centro di accoglienza dei migranti a Lampedusa. Era arrivato con i barconi a Lampedusa nel 2011 fornendo subito un’identità falsa, aveva detto infatti di essere minorenne, cosa poi smentita.

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Durante la protesta l’uomo fu tra i responsabili dell’incendio che devastò il centro di accoglienza, per questo scontò all’Ucciardone di Palermo i 4 anni di carcere. Nel 2015 Amri fu rilasciato con leggero anticipo rispetto alla pena prevista. Fu emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione, ma Amri non tornò mai in Tunisia (il governo tunisino rifiutò il suo ritorno).

Sembra che fu in quel momento che Amri si trasferì in Germania, dove nel luglio dello stesso anno si registrò per la prima volta come richiedente asilo. Le autorità tedesche hanno insistito sul fatto che Amri per il momento sia solo “un sospettato” e non il responsabile dell’attentato di lunedì.

Amri era anche stato inserito nella “no fly list” degli Stati Uniti, la lista stilata dal governo che impedisce alle persone che ne fanno parte di imbarcarsi su un aereo commerciale in entrata o uscita da un aeroporto statunitense.

Il tunisino aveva legami con il circolo salafita di Ahmad Abdelazziz, conosciuto anche come Abu Walaa, un predicatore di origine irachena arrestato nella città tedesca di Hildesheim a novembre con l’accusa di essere vicino allo Stato Islamico.

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Anis Amri è arrivato in Germania nel 2015 e dopo avere vissuto brevemente nello stato della Renania Settentrionale-Vestfalia, lo scorso febbraio si è trasferito a Berlino. A giugno la sua richiesta di asilo in Germania era stata rifiutata, ma Amri non era stato rimpatriato perché sprovvisto di un documento di identità.

Il sospetto attentatore aveva poi fatto perdere le sue tracce lo scorso novembre e di lui non si era più saputo niente fino a che un suo documento d’identità è stato ritrovato sul camion usato per l’attentato di lunedì. Il mandato di arresto europeo diffuso dalla polizia tedesca lo definisce “armato e pericoloso”: lo descrive come un uomo di altezza e peso nella norma, capelli neri e occhi marroni.

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Vipiteno, la violenza dei Krampus sulla folla e gli extracomunitari – Il Video

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Non è stata propriamente una passeggiata di salute una delle tante sfilate dei Krampus che in questo periodo dell’anno si tengono in Alto Adige.

Le immagini che vediamo sono riferite a Vipiteno.

Una manifestazione tradizionale che successivamente sembra essersi trasformata però in una sorta di raid punitivo finito con il pestaggio di passanti ed extracomunitari.

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Ora si verificherà se il video è riferito proprio alla sfilata del 5 dicembre 2019, iniziata alle 18 per le vie del centro di Vipiteno.

In ogni caso la contemporaneità dell’accaduto non è ciò che interessa maggiormente. Le immagini contenute in questo video sono destinate comunque a fare discutere.

Il tutto rientra nella tradizione o si tratta di un caso in cui una certa aggressività sociale potrebbe avere preso il sopravvento? La parola resta ai più esperti di noi e voi.

È stata registrata solo l’ultima parte del pestaggio, quindi non siamo in grado di dire con certezza il perché sia cominciata e se si siano verificate provocazioni e qualcos’altro nei confronti dei Krampus.

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Certo è che, la reazione è molto violenta.

Secondo alcuni fonti non ufficiali pare però che gli immigrati a bordo strada abbiano provocato i Krampus tentando di togliere la maschera ad alcuni di loro.

La cosa è vietata, perché tutti i Krampus ormai da antica tradizione, non possono mostrarsi in pubblico.

I diavoli mascherati si sono avventati con un’inconsueta aggressività sulla folla, colpendo a casaccio con calci e pugni e, come si vede dal video, spesso accanendosi anche in due su un solo individuo.

Nel video appare molto chiaro che gli obiettivi sono soprattutto immigrati africani.

 

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Italia ed estero

Svelato il mistero: dietro le Sardine ci sono De Benedetti e gli Agnelli

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Mattia Santori 31 anni, il fondatore delle sardine bolognesi che hanno lanciato il guanto di sfida a Matteo Salvini in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, scrive per Energia, una rivista trimestrale di divulgazione scientifica curata dalla società di ricerca Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche, (RIE) fondata dall’ex ministro Alberto Clò e dall’ex premier Romano Prodi.

È sufficiente farsi un giro sul sito della rivista Energia per trovare il nome di Mattia Santori nella redazione.

Attenzione: è una rivista che ha per direttore l’ex ministro Alberto Clò, l’uomo che, nel 1978, ospitò la famigerata seduta spiritica del “piattino” per ritrovare Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse.

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Quella sera nella residenza di campagna di Clò, c’era anche Romano Prodi.

L’ex premier è cofondatore, con Clò, di cui risulta garante insieme a Sabino Cassese, ex giudice costituzionale.

Clo’ è tutt’oggi membro del CdA della GeDi, società editrice di De Benedetti e degli Agnelli.

Ricordiamo che GeDi è il maggior gruppo editoriale in Italia e controlla tra i tanti quotidiani e canali radio: Repubblica, La Stampa, SecoloXIX, Huffpost, L’espresso.

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Ecco svelato il trucco della grande risonanza mediatica. Diciamolo chiaramente: le sardine sono spinte dalle due famiglie più ricche e potenti d’Italia: De Benedetti e Agnelli.

Sul sito Rie – Ricerche industriali ed energetiche, che fa capo a una società privata operante nel settore dell’energia, di Mattia Santori si legge quanto segue: “Analista di politiche energetiche e infrastrutturali. Si occupa di osservare le evidenze economico-scientifiche in chiave di sostenibilità ambientale e sociale“.

È questo uno dei primi identikit del fondatore del movimento anti-populista delle ‘Sardine‘, che nel 2019 ha infiammato il dibattito politico a suon di manifestazioni e opposizione alla ‘retorica dell’odio’ che molti intravedono nella politica di Salvini e della Lega.

Dalla biografia di Santori emerge che è nato nel 1987 a Bologna, città dove vive e dove ha intrapreso una brillante carriera universitaria che lo ha visto laurearsi in Economia e Diritto.

Della vita privata di Mattia Santori non si hanno particolari informazioni, e i social, come il suo profilo Facebook, non aiutano a tracciare un nitido ritratto dei suoi sentimenti.

Non sappiamo se sia fidanzato oppure single, e tutto ciò che è emerso sul suo conto riguarda prevalentemente il suo impegno come ambientalista e leader delle Sardine…

Scorrendo nelle pagine di cenni biografici online, si scopre che Santori è anche un insegnante di atletica, basket e frisbee per bimbi e studenti universitari.

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Italia ed estero

Legge di bilancio: si cuce una crepa se ne apre un’altra, tensioni nella maggioranza

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Mentre le tensioni sul mes si stanno lentamente scongelando, provocando un beneficio istantaneo all’interno del Governo grazie alla notizia che è arrivata nella notte dallEurogruppo della dilazione della firma del trattato, per quanto riguarda la legge di bilancio sembrava essere tutto avviato verso una posizione comune ma un’improvvisa scossa da parte dei renziani sta facendo di nuovo barcollare la maggioranza.

Maggioranza senza tregua, dopo aver cucito la crepa della prescrizione se ne aprono altre che mettono a rischio la manovra di bilancio. Gli attacchi renziani riguardano i temi di: plstic tax, sugar tax e auto aziendali,è Italia Viva ad attaccare ed abrogare quelle tassazioni. A rincarare la dose ci pensa Renzi sui social “quelle tasse funzionano solo per i populisti ma sono un autogoal per le aziende del settore”

Il Premier Conte, reagisce e prova a minimizzare le parole di Renzi “Siamo in dirittura di arrivo, ci sono tanti emendamenti perchè ci sono tante sensibilità” e ribadisce che si impegneranno per rendere la manovra sostenibile e utile per gli italiani.

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Già nella mattinata di ieri sulla plastic tax e sulle auto aziendali si erano registrati attimi di forte tensione nella maggioranza, con Italia viva che abbandonava i lavori della commissione di bilancio al Senato con la conseguente decisione di un vertice.

Lungo vertice, concluso nella tarda serata di ieri con una maggioranza che ancora non ha trovato la quadra definitiva sulla manovra e tornerà ad incontrarsi nella giornata di oggi. Nessuna tregua nel governo e da oggi in commissione inizia la battaglia vera con il voto sugli emendamenti .

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