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Trento

Avere paura o soffrire d’ansia? – Il Disturbo d’ansia di separazione

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Questo è il primo di diversi articoli in cui verranno approfonditi i disturbi d’ansia che comprendono differenti sintomatologie.

Prima di occuparci del primo disturbo d’ansia che è quello di separazione, è importante capire la differenza tra la paura e l’ansia.

La Paura è la risposta emotiva comprendente reazioni fisiologiche conseguenti alla percezione di una minaccia reale e imminente.

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Abbiamo paura ad esempio se c’è una persona che ci aggredisce o quando percepiamo una forte scossa di terremoto.

Essa è associata a picchi di attivazione fisiologica ed automatica legati alla lotta o alla fuga, quindi alla difesa della persona stessa e/o delle persone care.

L‘ansia, invece, è l’anticipazione di una minaccia futura: la situazione pericolosa non avviene realmente in quel determinato momento, quindi il fisico ha una reazione legata alla tensione muscolare e vigilanza e a comportamenti di evitamento.

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I disturbi d’ansia si differenziano per la tipologia d’oggetti o situazioni che provocano appunto l’ansia o comportamenti d’evitamento e per l’ideazione cognitiva associata. si verificano più frequentemente nelle femmine che nei maschi in un rapporto 2 a 1.

In questo articolo parleremo in modo più specifico dell‘ansia di separazione, che si manifesta con un’ansia eccessiva al momento di lasciare la propria casa o di separarsi da persone a cui è particolarmente attaccati.

Questo disturbo può avere notevoli conseguenze negative nella vita di tutti i giorni, negli ambiti scolatici, lavorativi, sociali, familiari con alterazioni emotive e fisiche.

L’esordio di tale disturbo è spesso nell‘infanzia e più raro nell’età adolescenziale e adulta. È un disturbo ereditabile al 73%. Con una correlazione all’uso di sostanze fino ad arrivare purtroppo, in alcuni casi al suicidio.

A causa di incidenti che possono capitare alle figure di attaccamento e agli eventi che possono portare alla separazione e/o alla perdita delle persone care, ci possono essere sintomi come incubi o alterazioni fisiche di disagio. Nonostante i disturbi si sviluppino spesso durante l’età infantile, possono essere espressi anche in età adulta. Vi può essere paura che accada alle persone affettivamente vicine qualcosa di brutto come malattie, incidenti o addirittura morte. Paura o rifiuto di uscire di casa per andare a scuola o al lavoro per la paura di lasciare le persone amate.

Paura di stare da soli in casa o altrove senza le persone importanti. Paura di dormire senza le figure di attaccamento e di conseguenza il verificarsi di incubi che implicano temi di separazione. Nei bambini vi può essere la presenza di sintomi fisici come mal di testa, vomito, mal di stomaco, nausea ecc, mentre negli adolescenti e adulti vi possono essere problemi cardiovascolari, vertigini, palpitazioni e sensazioni di svenimento.

I bambini quando vengono separati da casa e dalle figure di riferimento possono mostrare ritiro sociale, apatia, tristezza o difficoltà a concentrarsi nella scuola, nel gioco e poi nel lavoro. Nei bambini tale disturbo può portare al rifiuto della scuola e di conseguenza al rifiuto sociale. I bambini possono provare rabbia e agire aggressività verso le persone che causano la separazione.

A seconda dell’età gli individui possono aver paura degli animali, dei mostri, del buio, dei rapinatori, degli incidenti, dei viaggi aerei.

Nell’età adulta tale disturbo può condizionare determinati momenti della vita come traslochi o il lavoro e la famiglia a causa di un eccessivo bisogno di controllo su colleghi, partners e figli.

Dopo queste note teoriche è importante riflettere sull’importanza di salvaguardare i bambini dall’insorgenza di questo disturbo che può avere forti conseguenze nei futuri adulti sia in ambito affettivo-familiare che come abbiamo visto in quello lavorativo. È importante osservare i bambini che hanno difficoltà nell’addormentamento o risveglio notturno o con disturbi sopra descritti perché potrebbero soffrire d’ansia e non vivere appieno la loro realtà e sviluppare in modo consono le loro capacità.

È fondamentale anche sapere che la deprivazione o carenza di cure materne è stata indicata come un quadro di ritardo evolutivo composito, in quanto relativo a tutti gli aspetti dello sviluppo fisico e psicologico e che colpisce soggetti che nell’infanzia non hanno ricevuto cure adeguate. I bambini privati dell’opportunità di instaurare una relazione di attaccamento possono sviluppare un carattere anaffettivo.

Ecco che per finire, come sempre, viene presentata una breve storia vera che in questo caso riguarda un ragazzo che oggi ha 15 anni e che è stato osservato da quando aveva appena 8 anni e mezzo. Questo giovane che chiameremo Luca è stato messo in casa famiglia per gravi problemi dei suoi genitori.

Il bambino all’età di 9 anni scappa diverse volte per tornare a casa dal suo papà e dalla sua mamma. Non vi è stata quindi molto probabilmente una adeguata elaborazione della separazione dalle figure di attaccamento. Nonostante il buon lavoro degli insegnanti e degli educatori il rendimento scolastico e relazionale non migliora tanto che è stato somministrato un test d’intelligenza che tuttavia non ha messo in evidenza alcun ritardo o disturbo cognitivo.

Luca cresce, diventa adolescente e s’innamora di una coetanea e questo amore diventa motivo di sofferenza: vuole stare sempre con lei, non va a scuola dopo il minimo litigio perchè va a cercare la sua fidanzatina per far pace, per avere il controllo della situazione. Luca è giovane pieno d’energia che non riesce ad utilizzare e a canalizzare nella scuola, nello sport, con gli amici e in un innamoramento sano, ma ricco invece di prese e di abbandoni.

Nonostante siano state utilizzate tutte le strategie possibili per una buona crescita del ragazzo, l’ansia di separazione è stata talmente forte da compromettere il buon funzionamento della personalità portando Luca anche all’uso di sostanze e a fughe scolastiche e dalla stessa comunità.

L’allontanamento delle figure di attaccamento, anche se a volte sembra sia la cosa migliore, può creare in realtà gravi danni che, se non analizzati ed elaborati in modo consono, possono precludere l’equilibrio del futuro adulto.

In questo articolo è stata analizzata l’ansia di separazione nell’infanzia, nel prossimo questo stesso sintomo sarà analizzato nell’ambito della violenza domestica e di genere.

A cura della  D.ssa Marica Malagutti – Psicoterapeuta – Psicodramma Psicoanalisi – Psicologa Forense – Specializzazione in Diritti Umani Cooperazione allo Sviluppo

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