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Lo sport in provincia

Aquila in picchiata, settima sconfitta a Sassari. Jefferson si fa male

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Settima sconfitta stagionale della Dolomiti Energia Trentino che cade anche al PalSerradimigni di Sassari col punteggio di 69-66.Le sconfitte di Trento iniziano ad assomigliarsi sinistramente tra di loro. Eccellente primo quarto, pessima seconda metà di partita. 27 punti nei primi 10 minuti e 25 negli ultimi 20. Una partita che sembrava abbastanza agevole fino all’intervallo è diventata un disastro al rientro dagli spogliatoi.

Ancora una valanga di palle perse (24), pochi punti segnati e tiri liberi sbagliati nei momenti delicati (in particolare da Hogue).Quando Buscaglia si affida alle difese a zona la squadra bianconera tende a subire sempre canestro da fuori. L’unica statistica positiva sono i rimbalzi.

A dispetto dei 9 punti e 7 rimbalzi Hogue perde 6 palloni, Baldi Rossi 5, Flaccadori 4, Lighty 3. Craft gioca una discreta partita con 12 punti, 5 rimbalzi, 2 recuperi e 2 assist. Baldi Rossi e Lighty 10 punti, 9 di Flaccadori, 8 Beto.

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Sassari vince con un gran secondo tempo. Sul tabellino 19 di Lacey e 18 di Bell. Anche i sardi non tirano particolarmente bene da tre e fanno peggio ai liberi ma evitano di buttare così tanti palloni come ha fatto Trento.

Difficile dire cosa manchi alla formazione trentina. A volte sembra ci siano limiti tecnici ma la squadra di Buscaglia sembra più vittima di alcuni tarli mentali. Se le cose girano bene l’Aquila non sembra una cattiva squadra ma a volte è vittima di lunghi black-out.

Anche oggi il centro Johndre Jefferson è partito dalla panchina ed ha giocato soltanto 3 minuti, tanti quanti Lechtaler, segnando due punti. Per uno scontro fortuito il giocatore è stato costretto ad uscire con il ginocchio sinistro dolorante. Il pivot era stato un grande protagonista della prima parte di stagione ed ora è quasi sparito dai radar.

Prossimo impegno della Dolomiti Energia sarà domenica 19 al PalaTrento contro Varese in quella che sarà una sfida per la coda della classifica.

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MAURIZIO BUSCAGLIA (Coach DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Sono molto dispiaciuto per questa sconfitta, è difficile commentare o fare delle analisi in un momento simile. Dopo aver giocato un ottimo primo tempo, in cui abbiamo difeso bene, ci siamo mossi bene in attacco e abbiamo tirato bene sia da tre punti che dalla lunetta, ci siamo disuniti. Negli spogliatoi ho ripetuto molto ai ragazzi che sarebbe stato importante tornare in campo con l’atteggiamento di inizio gara, stando attenti alla reazione di Sassari, e invece, quasi per psicologia inversa, abbiamo fatto il contrario. Se però la squadra non ha saputo ritrovato il passo, e nel terzo quarto non siamo mai riusciti a invertire l’inerzia dell’incontro che stava andando dalla loro parte, dovrò riflettere anch’io e capire cosa posso dare ai ragazzi in questi momenti per aiutarli. Lasciando perdere gli ultimi sei minuti della gara, in cui due squadre molto tese, sotto pressione per il bisogno di fare risultato, si sono espresse giocando una partita più emozionale che tecnica, dovremo riflettere davvero molto sugli altri 14 minuti della seconda metà gara, analizzando bene dettagli e gerarchie. Cosa significa questa gara per la classifica? Non sono mai stato tipo che parla di obiettivi o fa grandi proclami, men che meno penso sia il caso di farlo ora. Adesso è solo il momento di lavorare e pensare a vincere la prossima”. 

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Lo sport in provincia

Europei di salvamento: Helene Giovanelli conquista 3 ori, 1 bronzo e un record del mondo giovanile

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Grande bottino per Helene Giovanelli della «Amici Nuoto Riva» alla sua prima esperienza in azzurro ai campionati europei giovanili di nuoto per salvamento a Riccione, che fa ritorno a casa con 3 medaglie d’oro e una di bronzo in staffetta e un record del mondo giovanile.

Tre volte campionessa europea: inizia il primo giorno in piscina (sabato 21 settembre) con Helene già in evidenza al mattino con il nuovo record del mondo giovanile nella staffetta 4×50 ostacoli in 1.52.85 (Fiori, Giovanelli, Pasquino V, Pasquino F) oltre a qualificarsi con il secondo tempo per la finale dei 200 ostacoli. Nel pomeriggio arriva il primo titolo europeo nella 4×50 ostacoli, oltre al 4° posto nei 200 ostacoli.

Secondo giorno in piscina (22 settembre) Helene nei 50 manichino si qualifica per la finale con il sesto tempo (37.21) dopo essere stata riammessa a seguito di una squalifica tolta grazie alla prova video, mentre nelle staffette 4×25 manichino e 4×50 mista l’Italia si qualifica per entrambe le finali con il primo tempo. Nel pomeriggio arrivano altre due medaglie con l’oro nella 4×50 mista in 1.42.12 (Giovanelli, Paquino V, Pasquino F, Cappai) e il bronzo nella 4×25 manichino in 1.26.13 (Pasquino V, Fiori, Giovanelli, Pasquino F). Nella finale dei 50 manichino Helene conferma il sesto posto con 36.76.

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Trasferimento in spiaggia per il terzo giorno (23 settembre) Helene con la staffetta 4×90 sprint sulla spiaggia grazie al secondo posto ottenuto nella propria batteria conquista l’accesso alla finale A, dove l’Italia si qualificherà al 7° posto (Pasquino V, Tortello, Pasquino F, Giovanelli).

Quarta ed ultima giornata in mare (24 settembre) Helene prende parte alla staffetta torpedo in acque libere che al mattino vince la propria batteria, grande conferma al pomeriggio con la conquista della medaglia d’oro da parte dell’Italia (Pasquino F, Cappai, Giovanelli, Fiori).

Nella classifica generale per nazioni (piscina + mare), dopo il terzo posto dello scorso anno in Irlanda, l’Italia sul gradino più alto del podio con 897 punti davanti a Germania (830) e Francia (817).

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Lo sport in provincia

Buon compleanno Jannik Sinner

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Oggi Jannik Sinner compie 18 anni, ma festeggia con un palmares di successi sportivi praticamente unico tra i suoi coetanei.

Battezzato” sportivamente con lo sci, Sinner si trova però decisamente più a suo agio col tennis dove inizia un percorso di crescita tecnica decisamente particolare: nessun torneo Junior, ma un lavoro di costruzione tecnica e fisica.

Sinner quando arriva alla ribalta delle cronache, lo fa praticamente da sconosciuto; ma è già numero 135 del ranking mondiale.

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Il suo compleanno, Sinner lo festeggia negli Stati Uniti in attesa di giocare le qualificazioni per gli Us Open.

Ma Jannik Sinner non l’unico “ Millenial” che sta contribuendo al ricambio generazione dello sport non solo italiano.

Con lui anche Benedetta Pilato quattordici anni, ma già medaglia d’argento nei mondiali nei 50 rana per lei un’ipotesi accattivante.

Se la sua attività agonistica di livello durasse come quella della Pellegrini nuovamente iridata a 31 anni, potrebbe partecipare al minimo a 5 Olimpiadi: dal 2020 al 2036! Davvero non male.

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Nel ciclismo abbiamo un diciannovenne, Remco Evenpoel; un classe 2000 che una volta che ha deciso di pedalare a livello agonistico, è entrato nel gruppo degli imprendibili.

In Spagna ha vinto la “ Clasica di San Sebastian” con lo stesso stile perentorio che ricorda un altro ciclista belga: Eddy Merckx.

Certo tutti talenti da confermare, ma l’inizio dell’avventura è davvero promettente.

L’essere campioni in età giovanile è già successo a molti: Pelè lo fu a 16 anni, poi Nadia Comaneci e Jennifer Capriati, senza tralasciare Rivera, Mazzola e Mancini per citare solo alcuni di una lunga lista.

Quando si emerge a questi livelli, arriva anche la fase più difficile: quella della conferma.

Non è facile restare umili e concentrati, sotto i riflettori, ma Jannik Sinner sta dimostrando notevole maturità indipendentemente dall’essere molto giovane.

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Lo sport in provincia

Maronato trionfa su Manica nella Coppa “Città della Pace”

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Alessandro Maronato trionfando in finale su Marco Manica conquista l’edizione 2019 della Coppa “Città della Pace” andata in scena martedì sera sui campi da tennis della Baldresca a Rovereto.

Il tradizionale appuntamento estivo organizzato dal Tennis Club C10, ha visto darsi battaglia gli atleti protagonisti del positivo campionato di serie D1 disputato dal club.

I due gironi preliminari hanno promosso alla fase finale ad eliminazione diretta Alessandro Maronato, Gianluca Caputo, Franco Rizzi e Marco Manica.

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Nella prima semifinale Maronato prevaleva abbastanza agevolmente su Caputo per 4-1 4-0, mentre nella parte bassa del tabellone Manica e Rizzi davano vita ad un incontro spettacolare in cui Manica si imponeva solamente al tie-break della terza frazione di gioco.

Dopo aver vinto il primo set per 4-3 e perso il secondo per 4-0, Manica riusciva a contenere Rizzi nel finale aggiudicandosi il tie-break per 8-6. La finale, dopo un avvio equilibrato, evidenziava tutto il valore di Maronato, che nonostante le buone soluzioni di gioco di Manica, si imponeva col punteggio di 4-1 4-0, bissando il successo dello scorso.

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