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Trento

Ultimo giorno di sondaggi: il NO avanti di 8 punti, Renzi trema.

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Dopo il «tempo della Brexit» e il «tempo di Trump» c’è il «tempo del referendum».

A partire da oggi non si potranno più pubblicare sondaggi, il che significa che il Referendum sulla Riforma Costituzionale è alle porte. Il NO è avanti di 8 punti, differenza che è aumentata a dismisura nell’ultimo periodo.

Alcuni test fatti dall’istituto di Nicola Piepoli indicano una conoscenza corretta della riforma in un italiano su tre.

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Non meno di due italiani su tre, tuttavia, voteranno di pancia, quasi che il referendum fosse pro o contro l’attuale presidente del Consiglio Renzi

Interessante l’analisi su quanti andranno a votare, pare infatti che la popolazione che entrerà nelle urne sarà ben superiore al 50%, quindi potremmo arrivare a 30 milioni di voti validi Nel sondaggio di Tiepoli, il trend mostrato dagli intervistati è stabile per il No in misura che sembra essere solo marginalmente discutibile. Cosa dice infatti il trend su 12 rilevazioni in 7 mesi? Che il Sì aveva cominciato alla grande a maggio per essere doppiato dal No a metà luglio. Dopo questo mese non c’è stata praticamente storia: una continua maggioranza di No. A questo punto si aggiungono altri paradossi: il primo è dato dagli indecisi che di solito tendono a schierarsi su posizioni positive mentre in questo caso aggiungono marginalmente acqua al mulino del No. Ma ancora più paradossali i perché di questa probabile vittoria del No. L’opinione pubblica infatti vede nella vittoria del presidente Usa, Donald Trump, un fattore rafforzativo della vittoria del No.

A questo si aggiunge un secondo fattore disgregativo che è il Sì di Denis Verdini, interpretato dall’opinione pubblica come un «amico del giaguaro Trump». Il Sì di Verdini infatti aumenterebbe la possibilità, secondo gli intervistati, di scissione del Pd.

Il vero pericolo quindi è una scissione del Pd, con una maggioranza intorno a Renzi e una minoranza intorno a D’Alema: situazione che porterebbe il Pd su quote inferiori alle attuali e non sufficienti, nel corso dei prossimi anni, a fargli governare il Paese. [adrotate group="20"]
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