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Trento

Referendum, Claudia Povoli: «Se vince il SI il governo Renzi farà carta straccia della nostra autonomia»

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«I sostenitori del SI alla riforma Renzi la propongono come modernitazzatrice ed innovatrice, in realtà si tratta solo di una bufala pazzesca. Il procedimento legislativo non si abbrevia, la riduzione della spesa è un’altra balla incredibile, infatti il risparmio sarà solo di 50 milioni, anche perché tutto l’apparato del personale del senato rimarrà intatto.» – esordisce così Claudio Taverna il presidente del «comitato per la buona costituzione: no alla riforma Renzi» che Lunedì sera ha incontrato insieme ad una delegazione composta da Giorgio Manuali e Gabriella Maffioletti la vicepresidente di «Squadra Italia», Claudia Povoli, emissario di Michaela Biancofiore fondatrice del comitato del NO alla riforma Renzi ed esponente di Foza Italia.

«Il 90% delle nostre leggi sono emanazioni delle norme delle direttive europee,- ha aggiunto ancora Taverna –  immaginate quindi quanta sovranità abbiamo ceduto all’Europa, questa riforma alla fine diminuisce la rappresentanza politica e diminuisce il potere del popolo sovrano, e accentra tutto nelle mani di un solo partito». 

Taverna nella sua introduzione ha criticato molto Papa Francesco e la chiesa Italiana in generale colpevole di far passare messaggi sbagliati alla popolazione. «Non possiamo aiutare tutto il mondo ma solo chi ne ha davvero bisogno» – ha concluso Taverna

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Claudia Povoli (nella foto) ha riassunto il lavoro che il suo comitato sta facendo sul territorio per sensibilizzare la comunità sui rischi di questa riforma che ormai nessuno vuole. «Squadra Italia» attraverso molti gazebi e volantinaggi si sta impegnando in tutta la regione per spiegare le ragioni del NO a questa riforma.

«È una sfida politica al governo Renzi, – afferma Claudia Povoli – ma da parte dei cittadini sento sempre una maggiore preoccupazione per una possibile deriva democratica»

La vice presidente di «Squadra Italia» si è soffermata anche sulla scheda elettorale, «quattro punti mal indicati che traggono in inganno l’elettore. Il senato non viene abolito, ma diventerà un senato eletto dai politici e non dai cittadini che perderanno così la propria sovranità. I senatori saranno in carica solo fino alla fine del mandato nella propria regione, immaginate quindi la confusione».

«Perché invece non hanno dimezzato gli stipendi dei parlamentari e dimezzato quelli della camera?»si chiede poi Claudia Povoli 

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Secondo Povoli questa riforma è a libera interpretazione e contiene troppi balzelli e articoli, ed è stata realizzata nella piena confusione legislativa e solo per confondere i cittadini. «La riforma è fortemente centralista, e quindi un dannosa per la nostra autonoma, con una clausola di salvaguardia debolissima che spazzerà via le autonomie speciali».

Povoli, ha ricordato anche come sia Renzi che la Boschi si siano sempre schierati contro le autonomie speciali e questo dovrebbe far riflettere molto i cittadini trentini e poi ha approfondito la clausola di supremazia che cita testualmente «viene introdotta una clausola di supremazia, che consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell’interesse nazionale», che di fatto regala allo stato il completo potere sulle regioni.

«Il governo farà carta straccia della nostra autonomia grazie a questa clausola» termina Claudia Povoli

Giorgio Manuali ha parlato del taglio fortemente politico che ha voluto dare Renzi a questa proposta costituzionale, personalizzandola fino all’esasperazione.

Ma poi anche lui si è soffermato sui pericoli che corre la nostra autonomia in caso di vittoria dei SI, «La nostra autonomia corre un serio pericolo,  – spiega Manuali – immaginate che se non viene modificato lo statuto di autonomia i nostri consiglieri non possono essere eletti senatori, quindi il Trentino non sarebbe rappresentato a livello nazionale, infatti lo statuto di autonomia vieta la duplicazione degli incarichi politici, ma pare che i nostri politici abbiano ignorato questo aspetto»

«Questa riforma costituzionale è un obbrobrio, – conclude poi Manuali – ma quello che è davvero importante è che il governo Renzi venga mandato a casa, che si nomini un premier a tempo per cambiare la legge elettorale e che finalmente si vada al voto, un diritto che ricordo è sospeso da 4 anni».  

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gabriella Maffioletti che ritiene questa riforma molto accentratrice, «ma dal Pd questo dobbiamo attenderci, anche se questa proposta di riforma è stata costruita da una minoranza politica di un partito e va contro tutto e tutti».

Tutti i partecipanti all’incontro sono stati concordi nel dare per favorita la vittoria del NO. Per i possibili nuovi scenari politici invece i pareri sono diversi. Per Claudia Povoli la vittoria del NO non cambierà nulla e Renzi non si dimetterà. Di diverso avviso invece gli altri che vedono nella vittoria dei NO l’inizio di un vero terremoto politico.

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