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Italia ed estero

Stati Uniti e Russia divisi a Losanna e per la Siria ancora nessuna pace

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Si sono conclusi con un nulla di fatto i colloqui a Losanna tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sulla situazione in Siria.

A sole tre settimane dal fallimento del cessate il fuoco, una nuova grande delusione per chi spera in un intervento rapido e concreto in territorio siriano, dilaniato da una guerra di cui non si intravvede la fine.

L’incontro tra Kerry e Lavrov ha coinvolto anche esponenti di altri Paesi dell’area mediorientale tra i quali spiccano Turchia e Iran per il ruolo chiave che svolgono nella guerra in Siria e non solo.

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L’obiettivo del vertice di Losanna era proprio quello di coinvolgere anche da un punto di vista decisionale, i Paesi della regione che potrebbero aderire ad un eventuale cessate il fuoco e contribuire ad una svolta politica del conflitto siriano.

Nonostante le dichiarazioni ottimiste post-incontro dei due principali attori dei colloqui, la realtà è che nulla è stato deciso e nessuna nuova proposta concreta è stata avanzata.

Il ministro russo Lavrov ha parlato di “idee interessanti”, mentre Kerry ha definito i colloqui “produttivi”. Ma nessun passo avanti è stato fatto e questa mattina Damasco e tutta la Siria si sono risvegliate nuovamente al suon delle bombe.

Le forze militari siriane, sostenute dalla Russia, sono impegnate soprattutto nella zona di Aleppo dove si concentra il maggior numero di ribelli.

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E gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro le azioni del governo siriano proprio in quell’area che andrebbero in realtà a colpire ospedali, civili e le missioni umanitarie.

A sua volta il governo di Assad e la Russia accusano gli Stati Uniti di bombardare indiscriminatamente tutto il territorio siriano senza considerare che molto spesso sotto le bombe ci siano anche soldati siriani impegnati nella lotta allo Stato islamico.

Gli scontri verbali si sono concretizzati anche in vere e proprio minacce di azione. Soltanto poche ore fa la Cancelliera tedesca Angela Merkel, ha annunciato di voler comminare alla Russia concrete sanzioni per il suo appoggio al presidente siriano Assad.

Tuttavia, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha smentito categoricamente che l’Unione Europea intraprenderà il cammino delle sanzioni contro la Russia. Non sono state escluse però sanzioni contro il governo siriano.

Ma di certo quella delle sanzioni non è la soluzione al problema siriano.

I bombardamenti continuano incessanti nonostante l’annuncio da parte del governo russo di aver interrotto i raid aerei nella zona di Aleppo, l’area più colpita del territorio siriano.

Il cessate il fuoco su Aleppo dovrebbe consentire l’arrivo degli aiuti umanitari e dei soccorsi che hanno incontrato grandissime difficoltà a causa del fuoco incrociato tra forze legittime e i militanti dello Stato islamico.

Ma in Siria si continua a morire e le vittime civili sono sempre più numerose. Non si intravede neppure l’ombra di una possibile pace.

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Italia ed estero

Questa nonnina usa lo stesso albero di Natale dal 1937

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La storia ha dell’incredibile. Una signora inglese utilizza da ben 82 anni lo stesso albero di Natale.

Un alberello molto piccolo per la verità, acquistato nel 1937, che ha accompagnato le feste di Natale nella casa di famiglia della donna, superando tanti avvenimenti importanti, tra cui una guerra mondiale.

La nonnina, che non vuole separarsi da questo ricordo, si chiama Wilma Jayne Gravenor e vive a Taunton, tra Inghilterra e Galles.

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La storia è stata raccontata dalla nipote ventenne Caitlin, che ha detto di come la nonna fosse affezionata a quest’addobbo e di averlo sempre visto, immancabilmente ogni Natale, esposto in casa.

Ogni anno la nipote aiuta la nonna a decorarlo: un momento estremamente bello per entrambe.

L’alberello le ricorda l’infanzia e tutte le festività trascorse insieme ai suoi cari che non ci sono più.

Come la nonna, anche Caitlin gradisce questo addobbo che è diventato parte integrante della sua vita. E’ fatto di piume d’oca dipinte di verde (si usava così all’epoca) e conta anche delle palline originali.

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C’è da scommettere che quest’ultimo durerà ancora a lungo, dato che non sembra dare segni di cedimento e ha già superato tanti traslochi e tanta polvere.

La vicenda è diventata di dominio pubblico grazie ai media inglesi che hanno trovato la storia della nonnina interessante e molto dolce.

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Italia ed estero

Mes: “ Decidete voi se sta mentendo Conte o Gualtieri”, ennesima puntata Conte – Salvini

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Vero e proprio scontro  , ieri tra il presidente Conte e i due leader dell’opposizione: alla Camera la Meloni al Senato Salvini.

Parole taglienti da una parte e dall’altra, si discuteva del Mes, il fondo salva stati e con le comunicazioni del presidente del consiglio è stata l’ennesima sfida tra i due ex alleati, Conte e Salvini.

“Siamo al cospetto di un’accusa gravissima” inizia così il discorso di Conte che ha riferito ieri in Parlamento come promesso, accusato dalla Lega e Fratelli d’Italia di alto tradimento e di mentire sul mes, il fondo salva stati e peggio di averlo firmato di nascosto di notte.

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Dopo aver minacciato querele e deciso di anticipare l’informativa, Giuseppe Conte va all’attacco: alla Camera prima, al Senato poi per quasi un’ora ad intervento. In un aula molto tesa e con i banchi della maggioranza molto poco affollati, il Presidente del Consiglio comincia con parole taglienti “Se fossero vere le accuse dovrei solo dimettermi ma sono false e denotano poca cultura istituzionale e mancanza di rispetto per le istituzioni” .

Segue poi una meticolosa ricostruzione delle molte volte in cui il Governo precedente si è occupato del meccanismo di stabilità, parole sia rivolte alla Lega ex alleata che, ai Cinque Stelle con Di Maio seduto silenzioso accanto al Presidente del Consiglio.

Il mes è un’assicurazione per i Paesi dell’unione contro il rischio di contagio in una logica di mutuo soccorso “ affonda Conte, “abbiamo ottenuto importanti miglioramenti nell’interesse italiano” dice. Conte però non chiarisce come il Ministro dell’economia Gualtieri che il testo è inemendabile, spetterà proprio a Gualtieri infatti provare a trattare ancora nell’Eurogruppo del 4 dicembre e magari ad ottenere uno slittamento.

Ovviamente i due leader dell’opposizione uniscono le forze con un doppio attacco frontale: Salvini prende il microfono al Senato e la Meloni alla Camera. Il leader della Lega ha ribattuto al premier Conte accusandolo di alzare il tiro: “ Oggi Conte mente quando dice che la questione è ancora aperta, decidete voi se sta mentendo Conte o Gualtieri”. Questo trattato porta rischi enormi per il paese. Ma Salvini è consapevole che il Mes può diventare una vera bomba per il Governo e fa notare a Conte che sui banchi della maggioranza mancano Parlamentari, rivolgendosi chiaramente ai 5 stelle.

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La sostanza è che solo il PD è favorevole alla firma del trattato, mentre i Cinque Stelle son per un rinvio: una maggioranza per questo quasi minacciata.
Per ora la firma è fissata al consiglio europeo del 13, prima Conte sarà di nuovo in Parlamento dove si voterà 11 dicembre.

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Italia ed estero

Il killer di Londra era stato condannato per terrorismo a 16 anni ma era in libertà vigilata

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Tutto il mondo è paese e la gran Bretagna a quanto pare non fa eccezione.

Il giorno dopo il ritorno dell’incubo terrorismo nel cuore di Londra, nel Regno Unito monta infatti la polemica: Usman Khan, il 28enne che, armato di coltello e con indosso un finto giubbotto esplosivo, ha ucciso due persone sul London Bridge, ferendone altre otto era in libertà vigilata.

Residente nello Staffordshire, in Inghilterra, ma di origini pachistane, avrebbe dovuto scontare una pena di 16 anni – e un minimo di 8 effettivi – secondo una condanna inflittagli nel 2012 per aver fatto parte di un gruppetto ispirato ad al Qaeda che progettava un attentato contro la Borsa di Londra.

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Ma era stato rimesso in libertà condizionata nel dicembre 2018, dopo neppure 7 anni, tanto da poter partecipare ieri a una conferenza sulla riabilitazione dei detenuti nella sala in cui ha scatenato l’attacco, poi proseguito sul ponte.

Il premier Boris Johnson stanotte ha invocato il rispetto della certezza della pena per i reati gravi, mentre l’ex capo dell’antiterrorismo britannica, Chris Phillips, ha accusato il sistema giudiziario di «giocare alla roulette russa» con la sicurezza dei cittadini.

Laburisti ed esponenti di altri partiti dell’opposizione hanno criticato il governo conservatore per avere tagliato negli ultimi anni decine di migliaia di posti nelle forze di sicurezza.

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