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La Sfera e lo Spillo

Chievo-Milan (1-3), rossoneri al secondo posto

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Una frazione di Verona è l’emisfero provinciale del calcio italiano, il volto umile, terra nostrana di sacrifici, capacità e passione.

E’ la fertile regione dell’architetto e urbanista Michele Sanmicheli del 1400, dell’ingegnere Zeno Enrico Bernardi che brevetta, nel 1882, il primo motore a scoppio funzionante a benzina e dello scrittore Emilio Salgari.

L’Associazione Calcio Chievo Verona milita per decenni nelle categorie dilettantistiche regionali. Approda nell’olimpo della serie A sul finire della stagione 2000-2001.

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Il tecnico in riva al fiume Adige è il trentino Rolando Maran, pratico e virtuoso, esperto e navigato.

L’ATMOSFERA – La serata meteo, sotto l’Arco dei Gavi, è gradevole, lo sky leggermente coperto e la temperatura misurata è di quindici gradi centigradi.

Domenica 16 ottobre ore 20.45 va in scena allo stadio Marcantonio Bentegodi l’incontro tra AC ChievoVerona e AC Milan, il match sotto gli archi di Piazza dei Signori nel giorno in cui si festeggia Sant’Edvige, religiosa e Duchessa di Slesia e Polonia.

LE FORMAZIONI E L’ARBITRO – Lo staff di Veronello sceglie il modulo 4-3-1-2 con Sorrentino in porta. Il reparto arretrato è confezionato da Cacciatore, Dainelli, Gamberini e Gobbi. In mediana, la diga composta da Radovanovic, Izco e Castro. Il settore avanzato è formato dal tandem Inglese e Floro Flores supportato da Birsa.

Il fischietto dell’incontro è affidato al quarantatreenne fiorentino, Gianluca Rocchi. Scopriamo in archivio che l’arbitro toscano esercita la professione di agente di commercio.

Sul green, gli assistenti del “rappresentante” sono Preti e Paganessi. Il quarto uomo è Schenone. I giudici di linea sono Giacomelli e Abisso.

La guida tecnica di Milanello schiera il modulo 4-3-3 con il confermato Donnarumma a protezione della rete. La difesa è allineata con Abate, Paletta, Romagnoli e De Sciglio; a centrocampo il muro del Diavolo disposto con Kucka, Locatelli e Bonaventura; in attacco, il tridente con Suso, Lapadula e Niang.

I NUMERI – E’ il match numero 29 in serie A tra la Squadra della diga e i Casciavit; 2 sono i successi dei gialloblù, 20 quelli dei rossoneri, 6 sono i pareggi.

L’ultimo successo esterno dei milanesi (0-1) si registra alla trentesima giornata del campionato 2012-2013 con la rete di Montolivo (M).

Delle due vittorie dei Clivensi (2-1) ricordiamo quella del 3 dicembre 2005; al vantaggio di Kaladze (M) rispondono Pellisier (C) e Tirabocchi (C).

Nove sono le reti realizzate e sei (terza miglior difesa con la Viola) quelle subite dai padroni di casa. Dodici sono quelle all’attivo e dieci quelle al passivo per la squadra del tecnico di Pomigliano d’Arco.

Le due compagini si presentano, rispettivamente al quinto e al sesto posto appaiati a 13 punti.

Il percorso del tecnico trentino è caratterizzato da quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte; analogamente per gli undici meneghini, sono quattro gli incontri vincenti, un pareggio e due disfatte.

LA CRONACA – La sfida tra i Clivensi e il Diavolo termina con la vittoria dei rossoneri (1-3).

Il Milan ottiene il quinto risultato utile consecutivo (4 vittorie e 1 pareggio) dopo la sconfitta casalinga del 11 settembre contro l’Udinese.

I Casciavit primeggiano nel fraseggio, nel possesso palla e nelle conclusioni balistiche. Montella imposta un impianto tattico guardingo ed attento, il ritmo lento e compassato delineano l’atteggiamento prudente.

La squadra di Maran è più aggressiva e fallosa svettando nei contrasti di gioco.

I padroni di casa organizzati e veloci cominciano a presidiano la metà campo rossonera.

Sul finire del primo tempo Lapadula in pressing su Radovanovic aziona Juraj Kucka che sfodera un mancino che trafigge Sorrentino (al minuto 45).

Dopo la ricreazione e il tè caldo, M’Baye Niang assistito da Bonaventura infila la difesa gonfiando il sacco gialloblù (al minuto 46).

Valter Birsa (l’ex di turno) accorcia le distanze con una punizione magistrale (al minuto 76).

Sui titoli di coda è l’autorete di Dario Dainelli che devia il tiro di Bacca a sancire il definitivo score (al minuto 90+4).

Sono annotati sul taccuino dei cattivi, Dainelli, Locatelli, Paletta, Meggiorini e Cacciatore, sanzionati dall’arbitro con il cartellino giallo.

I PUNTI Ventuno sono le reti realizzate nell’ottava giornata di serie A. Due, sono le vittorie tra le mura amiche (Juventus, Sassuolo), tre i successi esterni (Roma, Cagliari, Milan), quattro sono i pareggi (Pescara-Sampdoria, Fiorentina-Atalanta, Lazio-Bologna, Genoa-Empoli).

Dopo 720 minuti la classifica è la seguente: Juventus (21 punti) – Roma, Milan (16 punti) –Napoli, Lazio (14 punti)- Chievo, Cagliari (13 punti) – Genoa, Sassuolo (12 punti) – Inter, Torino, Bologna (11 punti) – Atalanta (10 punti) – Fiorentina (9 punti) – Sampdoria (8 punti) – Pescara, Udinese (7 punti) – Palermo (6 punti) -Empoli (5 punti) – Crotone (1 punto).

(*Genoa e Fiorentina una partita in meno)

IL TABELLINO IN PILLOLE –

Inter-Cagliari (1-2) -55’ Joao Mario (I), 71’ Melchiorri (C), 85’ autogol di Handanovic (C)-

Lazio-Bologna (1-1) -10’ Helander (B), 90+7’ rigore Immobile (L)-

Sassuolo-Crotone (2-1) -2’ Falcinelli (C), 83’ Sensi (S), 86’ Iemmello (S)-

Juventus-Udinese (2-1) -30’ Jankto (U), 43’ rigore e 51’ Dybala (J)-

Pescara-Sampdoria (1-1) -12’ autogol di Campagnaro (P), 23’ Campagnaro (S)-

Napoli-Roma (1-3) -43’ e 54’ Dzeko (R), 58’ Koulibaly (N), 85’ Salah (R)-

Finiscono a reti bianche Fiorentina-Atalanta (0-0) e Genoa-Empoli (0-0)

IL POST – Per chiudere il turno si attende il posticipo di oggi tra Palermo e Torino (ore 20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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La Sfera e lo Spillo

L’ultimo saluto a Gigi Radice: uomo tenace, tecnico pioniere e romantico

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Gigi Radice raggiunge l’apice della carriera professionale con la vittoria del Tricolore con il Torino (1975-1976), il primo e unico scudetto conquistato dai granata dopo la strage di Superga.

Il brianzolo è un tecnico, per certi versi, rivoluzionario. Accantona il concetto italico del catenaccio e contropiede e imita il Grande Ajax.

E’ impressionato dall’Olanda nel Mondiale del 1974. Modella il suo Torino alla nuova filosofia caratterizzata da pressing a tutto campo.

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Anticipa con lucidità, almeno di un decennio, i concetti primordiali, poi espressi compiutamente dal mago di Fusignano Arrigo Sacchi.

Quel Torino umile, ma virtuoso, sostenuto da agonismo e spirito innovativo è un modello per il calcio nazionale.

Ricordiamo gli uomini fedeli a Radice, protagonisti dell’impresa: la saracinesca Castellini, il mediano Zaccarelli, Claudio e Patrizio Sala, il fosforo di Eraldo Pecci e la forza fisica della coppia d’attacco formata da Graziani e Pulici.

A Monza, in qualità di coach, inizia e chiude la carriera con le 2 promozioni in serie B (1966-1967 e 1996-1997), è  l’ultimo atto di romanticismo di un galantuomo.

In seguito, lotta come un combattente contro la malattia confessata dal figlio Ruggero nel 2015.

Alessandro Scanziani, ex giocatore di Inter e Sampdoria, lo ricorda così: “Nella mia carriera non ho avuto la fortuna di essere allenato da lui. In quegli anni si parlava bene dei suoi metodi di lavoro. Con il Torino è stato certamente un precursore”.

Non è retorica, ma Gigi Radice rappresenta l’uomo d’altri tempi. Nato a Cesano Maderno (provincia di Monza Brianza) il 15 Gennaio del 1935.

In gioventù, muove i primi passi nel Milan (ruolo di terzino sinistro), veste inoltre le casacche di Triestina e Padova. Con la maglia dei rossoneri vince 3 scudetti (a cavallo degli anni cinquanta e sessanta) e 1 Coppa dei Campioni (nel 1963), la prima conquistata da un club italiano.

Come riporta la testata online Monza-News, “i funerali si svolgeranno lunedì 10 dicembre (alle ore 15.00) presso la Residenza San Pietro a Monza”.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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Sorteggio qualificazioni Euro 2020: il girone dell’Italia

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Alle ore 12.00 al Convention Centre di Dublino, in Irlanda, si è svolto il sorteggio dei gironi di qualificazione a Euro 2020.

La Nazionale allenata da Roberto Mancini è stata collocata in prima fascia.

Il torneo (51 partite) si svolgerà attraverso tutto il continente (non vi sarà nessuna sede fissa) in 12 città. A Roma si giocherà la gara inaugurale il 12 Giugno 2020.

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La finale, invece, andrà in scena il 12 Luglio 2020 nel tempio di Wembley a Londra.

Ecco in dettaglio i gironi:

GIRONE A: Inghilterra, Repubblica Ceca, Bulgaria, Montenegro, Kosovo

GIRONE B: Portogallo, Ucraina, Serbia, Lituania, Lussemburgo

GIRONE C: Olanda, Germania, Irlanda del Nord, Estonia, Bielorussia

GIRONE D: Svizzera, Danimarca, Irlanda, Georgia, Gibilterra

GIRONE E: Croazia, Galles, Slovacchia, Ungheria, Azerbaigian

GIRONE F: Spagna, Svezia, Norvegia, Romania, Isole Far Oer, Malta

GIRONE G: Croazia, Austria, Israele, Slovenia, Macedonia, Lettonia

GIRONE H: Francia, Islanda, Turchia, Albania, Moldavia, Andorra

GIRONE I: Belgio, Russia, Scozia, Cipro, Kazakistan, San Marino

GIRONE J: Italia, Bosnia ed Erzegovina, Finlandia, Grecia, Armenia, Liechtenstein

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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I 13 volti del Monza di Galliani e Berlusconi

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L’inizio è in salita, ma la città ringrazia Adriano Galliani e Silvio Berlusconi per il “sogno romantico”.

Sebbene la tifoseria non dimentica il lavoro rigoroso svolto dalla precedente gestione capitanata dall’attuale presidente Nicola Colombo, è galvanizzata dalle nuove e rinnovate ambizioni.

Il cammino è partito sotto le buone stelle: 3 vittorie nei primi 3 incontri disputati. Paradossalmente, l’insediamento del nuovo board destabilizza la truppa sul green.

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Il cambio societario, avvenuto con una trattativa lampo, a stagione in corso e mercato chiuso, alimenta perplessità e stupore.

In attesa di Gennaio, le operazioni di calciomercato possibili e consentite sono quelle con giocatori svincolati.

L’avvicendamento nella stanza dei bottoni, invece di conferire sicurezza e tranquillità, appare una zavorra psicologica.

Una squadra di provincia, costruita con oculatezza per insediare i posti nobili della classifica, ma non per vincere in carrozza il girone, finisce sulle prime pagine dei quotidiani nazionali.

Il peso sembra eccessivo, un fardello incombente; l’ambiente perde serenità e misura.

Si celebra la prima sconfitta (seppur ridotti in 10 uomini) a Ravenna in seguito 2 pareggi sfortunati a San Benedetto del Tronto e Triestina, tra le mura amiche.

S’inserisce nell’organico un giocatore d’indubbio valore per la categoria: Simone Iocolano.

La trasferta di Vicenza è il vero campanello d’allarme. Nel catino del Menti i Bagaj sono schiacciati nel gioco e nel temperamento.

I 90 minuti contro il Teramo costano la panchina a mister Zaffaroni. Biancorossi ridotti ancora una volta in 10 uomini e match gettato alle ortiche senza ardore e personalità.

Si decide, suscitando talune perplessità, il cambio della cloche esonerando Marco Zaffaroni.

Il tecnico, ex giocatore del Monza (2004-2008), riporta i biancorossi nel professionismo (dalla serie D), vince uno scudetto Dilettanti (2016-2017), 4° posto (dietro a Livorno, Robur Siena, Pisa) e accesso alla fase dei playoff (2017-2018). Zaffaroni è forse un uomo poco mediatico, ma serio e decisamente preparato.

La squadra sviluppa un gioco compassato e bloccato, fatto di possesso palla, serrando con astuzia i reparti, misurando l’equilibrio, sfruttando l’estro di D’Errico.

Si accantona frettolosamente un progetto biennale rodato e si sceglie il cambiamento, dimenticando, come spesso succede, la riconoscenza e la gratitudine.

Il tecnico predestinato (sin da Settembre) è Cristian Brocchi. Seguita la trafila alla corte di Milanello (Allievi e Primavera), approda alla Prima squadra, poi Brescia (serie B) e assistente di Fabio Capello allo Jangsu Suning.

La filosofia dell’ex milanista è diversa dal suo predecessore: predilige una squadra più muscolare, veloce nelle ripartenze sfruttando le corsie laterali.

La prima vittoria di Brocchi si gioca a Fano, poi le scoppole che ridimensionano, con Ternana e Pordenone, nel mezzo, il pareggio di Pesaro.

Ancora un colpo di scena: si cambia il portiere. Arriva lo svincolato Enrico Guarna; prepara i bagagli Luca Liverani.

Infine, il pareggio casalingo (ancora in 10 uomini) contro l’Imolese che rischia di mettersi in carniere l’intera posta in palio al Brianteo.

I titoli di coda per Zaffaroni sono già scritti e paga un tributo eccessivo. Brocchi può ancora giocare le sue carte, sostenuto e puntellato dalla proprietà.

A gennaio riapre il mercato, ma le squadre si costruiscono in primavera.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

 

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