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Trento

Referendum, M5s: «con la Carta di Udine il Trentino è stato svenduto al governo Renzi»

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«Le autonomie speciali non hanno nulla da temere dalla riforma costituzionale, anzi: è una grande occasione per aggiornare i loro statuti ai mutamenti economici e sociali nel frattempo intervenuti» – aveva detto pochi secondi dopo la firma del patto di Udine fra le autonomia italiane il governatore Ugo Rossi. 

Filippo Degasperi consigliere provinciale del movimento cinque stelle non la pensa invece così, «La “Carta di Udine”, – spiega – sottoscritta dal presidente della Provincia Ugo Rossi, rappresenta la capitolazione di fronte alla volontà del governo Renzi di stravolgere la nostra Costituzione. E il convegno “Riforma Costituzionale e Autonomie speciali” che si è tenuto a Udine non è stato altro che un indegno manifesto per il SI al prossimo referendum del 4 dicembre, pagato con risorse pubbliche.

Abbiamo dovuto attendere qualche giorno per capire come siano andate effettivamente le cose in quel di Udine. Perplessi fin dall’inizio per le modalità organizzative di questa inizitiva, durante il convegno si è di fatto assistito al trionfo delle posizioni a favore della “schiforma” Renzi-Boschi-Verdini, senza che vi fosse alcuna possibilità di contraddittorio. Un modo scandaloso di interpretare il ruolo istituzionale e imparziale che dovrebbe essere sempre garantito da un ente pubblico».

Per Degasperi il prodotto del convegno, la tanto sbandierata “Carta di Udine”, se da un lato riporta una enunciazione scolastica dei principi su cui si fondano le autonomie speciali, dall’altro rappresenta una resa incondizionata al governo centrale.

«Di certo la mancata sottoscrizione da parte del ministro Costa, – aggiunge l’esponente del M5s – noto alle cronache politiche per aver presentato la proposta di legge costituzionale intitolata “Soppressione dello status giuridico di regione a statuto speciale e di provincia autonoma” lascia intendere il peso in termini di tutela effettiva. Una “Carta” che nemmeno è stata condivisa da tutte le autonomie. Chi tra queste ultime non ha firmato ha voluto forse mantenere un briciolo di dignità? In cambio di un flebile impegno circa la necessità di disciplinare meglio i procedimenti deliberativi delle commissioni paritetiche, si legge chiaramente che “era ed è necessario portare a completamento e piena approvazione, con la collaborazione dei diversi sistemi istituzionali e con il decisivo apporto dei cittadini, attraverso il voto al referendum confermativo, la recente legge costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario e la riforma del Titolo V della Costituzione».

«Ecco,  – aggiunge infine Degasperi – il presidente della Provincia autonoma di Trento, presidente – in teoria – di tutti i trentini, ha già deciso il futuro della nostra autonomia senza attendere il pronunciamento dei cittadini chiamati ad esprimersi il prossimo 4 dicembre. Dopo il Trattato di Campoformido, quando venne ceduta la Repubblica di Venezia all’Austria, oggi, nel 2016, abbiamo la “Carta di Udine”».

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