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Italia ed estero

Il ricordo di Ennio De Giorgi, l’eroe dimenticato

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In questi giorni, a Pisa, viene ricordata la figura di Ennio De Giorgi, uno dei massimi matematici del Novecento, scomparso vent’anni fa, nel 1996.

Il suo nome è ignoto al grande pubblico, soprattutto perchè non ebbe la fortuna di vedersi riconosciuto, alla sua epoca, il merito di aver risolto il XIX problema di Hilbert prima di John Nash, il celebre protagonista del film A Beautiful Mind.

Per questo qualcuno ha definito De Giorgi il “Genio Ignorato“, e Nash il “Genio Star”. Ma bisogna riconoscere che proprio Nash, che quanto a brama di onori non era secondo a nessuno, ebbe più volte occasione di tributare al ben più modesto De Giorgi il merito di averlo preceduto. In particolare, ricevendo nel 1994 il Premio Nobel per l’economia, pur per altri meriti, Nash ebbe a citare pubblicamente il matematico italiano, dichiarando: “Ha raggiunto la vetta prima di me”.

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Diversi in tutto, Nash e De Giorgi sono oggi uniti da un teorema che prende il loro nome: il Teorema di De Giorgi-Nash. In particolare, per quanto riguarda la città di Trento, occorre ricordare un fatto: De Giorgi amava molto la nostra città e le nostre montagne, e in un’occasione ebbe modo proprio di sedersi, come relatore, allo stesso tavolo con John Nash. Qui il video di questo storico evento.

Docente per quarant’anni alla Normale di Pisa, vincitore del prestigiosissimo Premio Wolf, laureato honoris causa in filosofia, De Giorgi fornisce contributi fondamentali nel campo delle equazioni, delle derivate parziali, nella teoria geometrica della misura, nel calcolo delle variazioni, senza trascurare i fondamenti della matematica e della logica.

È uomo ammirato da colleghi e allievi per la sua immensa competenza di matematico e per la sua umanità.

Alla fine degli anni Cinquanta le Università americane se lo contendono. Lo vorrebbe soprattutto l’Institute for advanced studies di Princeton (quello di Einstein, Godel, von Neumann, Nash, Bombieri). Ma De Giorgi non vuole lasciare Pisa. I soldi, del resto, non gli interessano: spesso ne regala in quantità a chi gli chiede aiuto […] nel 1974, insieme ad altri colleghi francesi e italiani, De Giorgi lotta per la liberazione del matematico ucraino Leonid Pljusc, internato in un manicomio di stato e torturato. De Giorgi riesce ad ottenere una lettera di sostegno a Pljusc da parte di Massimo D’Alema, allora assessore nel comune di Pisa.

L’8 gennaio 1976 Pljusc viene finalmente liberato, e ripara in Francia.

Ma De Giorgi non si ferma: continua a battersi per i detenuti politici, che in quegli anni sono spesso scienziati dell’Urss, come il fisico Jurij Orlov, il biologo Sergej Kovalëv e il fisico nucleare Andrej Sacharov, padre della bomba H, poi «pentito» e divenuto un dissidente.

Oltre che all’interno di Amnesty international, De Giorgi opera anche in Christian solidarity international; per anni, dal 1966 al 1973, si reca per un mese volontario in Africa, ad Asmara, ancora una volta insieme a Giovanni Prodi, con cui condivide opere di carità e a cui affida, talora, dei soldi, per la carità: «Tu sai a chi darli».

Nel 1983 De Giorgi si batte per i desaparecidos in Argentina; nello stesso anno è invitato alla conferenza plenaria all’Icm (Congresso Internazionale dei matematici) di Varsavia. Sono gli anni in cui il sindacato cattolico Solidarnosc mette in crisi il comunismo del generale Wojciech Jaruzelski.

De Giorgi esprime la sua ammirazione per la Polonia e, pur in un paese ufficialmente ateo, dichiara pubblicamente che la sete di conoscenza umana è «segno di un desiderio segreto di vedere qualche raggio della gloria di Dio».

Nel 1988 De Giorgi prende le difese del popolo curdo, colpito dalle armi chimiche del dittatore iracheno Saddam Hussein. Nel 1990 lancia un appello a difesa del popolo libanese, vittima dell’esercito siriano. In occasione dello scoppio della guerra del Golfo, nel 1990-1991, ricorda che “l’esercito dell’Iraq è stato istruito dai consiglieri militari sovietici e armato dall’Unione Sovietica e dai paesi occidentali”.

Nel 1994 De Giorgi cerca di sollevare un po’ di attenzione verso il Sudan, dove cattolici e animisti del sud del paese vengono sterminati dai musulmani del nord. Qualche anno dopo, nel 1996, difende Robert Hussein, condannato a morte e colpito da fatwa, in Kwait, per essersi convertito al cristianesimo […]

Quanto alla matematica e alla scienza, De Giorgi ci ha lasciato molti pensieri profondi. Uno su tutti: “La scienza interroga il mondo, cerca le risposte. Ma nessuna scienza potrà mai svelare il senso ultimo dell’esistenza. L’abisso è nero, è profondo. Come Socrate, come Salomone, possiamo solo ammettere di sapere di non sapere. Ma ecco che dall’oscuro giunge insperato un raggio di speranza: la consapevolezza della nostra ignoranza è il presupposto di una visione più profonda, per una conoscenza vera. E la conoscenza vera non è nella scienza. Cieca è la scienza perchè non sa il suo scopo. L’unica vera conoscenza è in Dio. L’unica vera conoscenza è nella Sapienza immensa che era con Dio, quando Dio creò il mondo“.

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Sulla Rai, Vladimir Luxuria insegna ai bimbi di 10 anni come si diventa transessuali

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Rai 3 ne inventa un’altra delle sue e lancia sulla cattedra di una scuola di bambini dai 9 ai 12 anni nientemeno che Vladimir Luxuria per fare, udite udite, lezioni di transgenderismo.

Il programma si chiama «Alla Lavagna» e il «docente» Luxuria risponde alle domande di una classe composta da bambini spiegando la sua scoperta di essere omosessuale: “Era un maschio ed è voluta diventare femmina”, sintetizza una bimba interrogata dagli autori del programma.

Vladimir, dopo aver spiegato che il suo nome d’arte è da riferirsi al fatto che lei è “lussureggiante, una persona che ama la vita in tutti i tempi”, spiega anche: “Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un’immagine dentro di me che era diversa da quello che ero. Per un periodo – ha proseguito – ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, a miei compagni di classe e sono diventata quello che sono”.

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Il tutto, viene ricordato a dei bimbi dai 9 ai 12 anni.

Poi una bimba gli chiede quando ha sentito per la prima volta che il suo corpo non le piaceva:Quando mi guardavo allo specchio e aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Una tragedia – enfatizza -. Quella peluria non mi piaceva, me la toglievo con le pinzette. Ho capito che non si diventa così, si nasce così”, ha snocciolato la sua teoria, per poi aggiungere che “mi piacevano i maschi”.

Una lezione trasmessa alle 22.20: prevista in prima serata era stata poi spostata, con tanto di lamentele di Luxuria.

Una trasmissione pagata da tutti i contribuenti italiani obbligati a versare il canone nella bolletta della luce elettrica, che in caso di morosità viene tagliata senza appello. Come si suol dire: Evviva l’Italia 

Secondo Pro Vita e Generazione Famiglie la scelta della Rai è ben precisa e cioè è quella di “indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso. Si vergogni e anche la Rai”.

E ancora: “È scandaloso che si sia usata una metafora ornitologica sull’ “uccello che si libera della sua gabbia” davanti a innocenti orecchie come quelle dei bimbi, facendo accettare di fatto la propaganda gender anche ai minori” hanno accusato i due presidenti. Si è trattato di uno show non adatto ai minori e per di più sulla Tv di Stato di cui siamo obbligati a pagare il canone. Bene ha fatto il senatore Simone Pillon a chiedere un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai” hanno proseguito indignati Brandi e Coghe.

“CI appelliamo affinchè il nuovo Presidente della Rai, Marcello Foa, ascolti le famiglie e non le lobby LGBTI e intervenga contro questi lavaggi del cervello a minori indifesi i cui diritti fondamentali all’infanzia e alla protezione dell’innocenza vengono continuamente calpestati”terminano Tony Brandi e Coghe. 

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I 100 migranti sul barcone in avaria sono stati riportati in Libia

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In 100, tra cui venti donne e dodici bambini, sono rimasti in balia del mare per ore e solo durante la notte hanno ricevuto soccorsi da un cargo inviato dalla Libia.

Il barcone in avaria ha atteso gli aiuti a poche miglia al largo delle coste libiche.

Sono state ore di angoscia che sono terminate con l’invio dei soccorsi: in serata un mercantile, dirottato sul posto dalla guardia costiera libica, ha raggiunto la carretta e salvato i migranti riportandoli in Libia.

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Tutto si è svolto secondo le convenzioni internazionali fa sapere il ministro Toninelli

Durante la mattinata di ieri Alarm Phone, il sistema di allerta telefonico utilizzato per segnalare imbarcazioni in difficoltà, ha ricevuto la segnalazione del natante in avaria al largo di Misurata.

Ora per ora, minuto per minuto, ha raccontato via tweet il dramma delle 100 persone stipate nell’imbarcazione facendo il resoconto delle innumerevoli segnalazioni effettuate a Roma, La Valletta e Tripoli, quest’ultima indicata da tutti come autorità competente a coordinare i soccorsi.

A bordo del barcone i naufraghi hanno trascorso ore drammatiche: “Stiamo congelando, la situazione è disperata, aiutateci. Abbiamo paura di morire“, dicevano mentre imbarcavano acqua.

Altri 47, salvati sabato da un gommone che stava per affondare, sono sulla Sea Watch, sempre al largo della Libia, in attesa di conoscere quale sarà il loro destino.

“Nessuno ci dà informazioni, non sappiano cosa fare, quale sarà il porto dove attraccare – dicono dall’equipaggio -. Chiediamo istruzioni e restiamo in attesa. Siamo stati rimandati ai libici che però non rispondono. Non c’è modo di parlare con loro”.

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Patenti false e matrimoni combinati per garantire agli extracomunitari di rimanere in Italia. 16 arresti

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Patenti false e, all’occorrenza, anche matrimoni combinati per garantire a cittadini extracomunitari i ‘titoli” per rimanere in Italia.

Un affare da decine di migliaia di euro quello individuato alla Spezia dai comando provinciale della Guardia di Finanza in collaborazione con gli agenti della polizia municipale.

L’operazione ha portato allo smantellamento di un’associazione a delinquere, composta da cittadini italiani e extracomunitari e dislocata tra La Spezia e Napoli, finalizzata alla realizzazione e vendita di documenti falsi e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sul territorio spezzino.

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Nei guai sono finite sedici persone, di cui 4 italiani, 8 di origine dominicana, 2 egiziani, un romeno e un moldavo, le quali si dedicavano sistematicamente alla produzione e commercializzazione di documenti contraffatti.

L’indagine ha preso le mosse da alcuni controlli su strada effettuati dalla Municipale spezzina, che hanno intercettato e sequestrato alcune patenti risultate poi false.

Le verifiche delle fiamme gialle hanno permesso di individuare all’interno di alcune abitazioni di Napoli il centro di produzione delle patenti false che venivano poi commercializzate al prezzo di 2 mila euro nel Nord Italia, in particolare a Spezia, Parma e Cremona.

Nel corso delle indagini è emerso anche che l’organizzazione si proponeva per organizzare matrimoni combinati tra uomini extracomunitari e donne italiane al solo fine di procurare i titoli per rimanere in Italia dietro il pagamento di una somma di 7 mila euro di cui 4 mila sarebbero stati destinati alla ‘sposa” e 3 mila sarebbero stati spartiti tra intermediari e “testimoni” di nozze.

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