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La Voce della FAI CISL

FAI Cisl: Sanifonds, una grande opportunità per i lavoratori del Progettone

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Nelle scorse settimane, tanto si è detto a proposito della ” questione Sanifonds ” in relazione al contratto applicato al cosiddetto “Progettone“, fino all’esortazione da parte dell’USB ai lavoratori coinvolti, di dare immediata disdetta dall’adesione al fondo, ma per capire meglio la questione, abbiamo chiesto una breve intervista a Fulvio Bastiani della FAI-Cisl.

Buon giorno Signor Bastiani, ci può spiegare perché i lavoratori del Progettone non dovrebbero disdire subito l’adesione a Sanifonds?

E’ presto detto: perché in realtà non hanno mai aderito in modo automatico a Sanifonds.”

Come non hanno mai aderito? Non è forse vero che l’adesione, come sostengono i sindacati di base, è inclusa nel contratto del Progettone?

Certo! Infatti siamo sicuri che dopo le spiegazioni che saranno fornite nel corso di appositi incontri che organizzeremo nelle prossime settimane, i lavoratori del Progettone, aderiranno in modo massiccio! Nel contratto però si legge chiaramente, per chi ovviamente ha il tempo, la voglia e la capacità di leggere che le parti firmatarie avrebbero deciso insieme le modalità di adesione.

Nel corso delle assemblee organizzate nei mesi scorsi, per votare l’accordo di rinnovo, ( approvato con ampio consenso ), avevamo chiaramente anticipato la nostra assolutà volontà di prevedere una adesione “esplicita”, questo vuol dire che i lavoratori del Progettone che intendano aderire a Sanifonds, lo faranno solo ed esclusivamente dopo loro precisa e manifesta richiesta.

Questo aspetto va rimarcato perchè non è la prima volta che i rappresentanti dei sindacati di base accampano meriti che non hanno.”

Quindi chiedere ai lavoratori di disdire l’adesione a Sanifonds, se non hanno volontariamente aderito, è inutile?

Esatto, vede, alle volte mi chiedo quante di queste polemiche sono dettate dalla volontà di proteggere e supportare il lavoratore, (ricordo che la quota destinata al fondo Sanifonds, 128 euro annui non è versata dal lavoratore, ma interamente dal datore di lavoro, quindi è solo un bonus che non incide assolutamente sulla busta paga), e quanto invece siano crociate contro i mulini a vento, imprese sensazionalistiche per guadagnarsi qualche riga sui giornali, forse per motivi diversi da quelli legati agli interessi di un sindacalista e più vicini a quelli di un politico.

Può spiegarsi meglio?

Ultimamente vedo troppo spesso grandi critiche, posizioni contrapposte e frasi fin troppo violente, ma come in questo caso, quello della disdetta dal fondo Sanifonds, sembra che siano più delle trovate pubblicitarie, delle polemiche fatte ad arte per una forma di protagonismo, con un più o meno evidente scopo politico.

Personalmente ho sempre pensato e forse anche per questo la Federazione che mi onoro di rappresentare, continua a crescere in termini di adesioni, che il mondo della politica e quello dei sindacati sono e devono rimanere separati. Certo non sempre sono contrapposti, ma gli unici contatti che ho io con il mondo politico, sono quelli con i rappresentanti che trovo ai tavoli delle trattative, di certo non sono mai stato candidato per qualche partito, mentre chi si inventa queste polemiche a tutti i costi non può dire altrettanto.

Quando succedono cose come questa di cui mi avete giustamente chiesto spiegazioni, si capisce che non c’è la volontà di lavorare per i lavoratori, ma solo per se stessi, per la propria immagine di “paladino”, dimostrando di non essere nemmeno in grado di leggere correttamente un contratto, prima di parlare, oppure di averlo letto, ma di ignorare la realtà a favore del sensazionalismo a proprio uso e consumo, non di certo a favore dei lavoratori, che diventano uno strumento per altri scopi, più riconducibili a quelli di un politico e meno a quelli di un sindacalista.

Tanto è vero che solo una minoranza dei lavoratori si è fatta abbindolare da questo provetti demagoghi , mentre altri hanno preferito riunirsi in un Coordinamento.

Entrambi questi soggetti però non partecipando al Tavolo Tecnico di Confronto (istituito proprio in questa tornata contrattuale dalle parti firmatarie) non sono in possesso degli elementi necessari per capire a fondo l’applicazione delle novità e incorrono in delle topiche clamorose.”

Crede che i lavoratori abbiano capito il vero senso della questione?

Quelli che hanno partecipato alle assemblee in cui abbiamo spiegato come funziona il contratto, non solo il fondo integrativo, sicuramente hanno capito, quelli a cui hanno detto di non partecipare, di boicottare le assemblee, sicuramente non hanno potuto sentire le spiegazioni, discutere confrontarsi con noi e forse sono anche più facilmente influenzabili da certe idee strampalate.

Ringraziando Fulvio Bastiani per la disponibilità e la cortesia, ci chiediamo in effetti, se essendo l’adesione a questo fondo integrativo non automatica, ma valida solo dopo esplicita richiesta, perché si chiede ai lavoratori di disdettare un beneficio contrattuale, oltretutto gratuito, al quale non hanno ancora aderito?

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