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Trento

Abuso di psicofarmaci nei minori, una piaga per le nostre scuole

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Negli ultimi anni, per via dell’introduzione nelle scuole di pratiche al quanto discutibili sostenute da psicologi e psichiatri, si è assistito ad enorme aumento di prescrizioni di psicofarmaci nei bambini delle scuole elementari.

A dare il via a questa escalation di prescrizioni e di cure invasive è stata a quanto pare la legge 170/2010 che ha ufficialmente riconosciuto i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Tra i DSA c’è anche la dislessia, un disturbo molto comune in età scolare.

Inutile dire che il trattamento farmacologico indiscriminato è una pratica deleteria per gli adulti, ma ancor di più per i bambini e che quando questi ultimi presentano DSA il trattamento che andrebbe favorito è quello del sostegno da parte di insegnati con competenze specifiche.

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Quindi tutto questo ricorso facile agli psicofarmaci non può che farci sorgere un dubbio: che c’è sotto? Chi ci guadagna?

Partiamo dal presupposto che i dati su cui si basano le tali considerazioni sono a dir poco allarmanti, non stiamo parlando di qualche caso sporadico, ma di vere e proprie stime “epidemiche”. Merano ad esempio è considerata «la città con più bambini psichiatrizzati». Alcune stime dicono che il consumo di psicofarmaci in questa città è ben 4 volte superiore alla media nazionale. Potete leggere qui un articolo del CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani).

Analizzando le ricerche fatte sul territorio, come quella per risposta all’interrogazione n. 129 del 27 gennaio 2014 il dato allarmante è proprio quello riguardante i bambini interessati dalla legge 170/2010 e dalla legge provinciale del 19 ottobre 2011 n. 14/2011 “Interventi a favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento“.

Il che ci fa comprendere che probabilmente queste leggi hanno dato il via libera a medici senza scrupoli e a case farmaceutiche altrettanto spregiudicate di far aumentare a dismisura i propri interessi. Altrimenti come si spiegherebbe l’aumento del 300% – ribadiamolo: 300% – dell’uso di psicofarmaci proprio in quella fascia di età interessata dalle succitate leggi?

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Lo stesso Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare ha evidenziato i punti oscuri della legge 170/2010 e con esso tantissimi psicologi, pedagogisti ed educatori. La vivacità, la difficoltà nella lettura e la scrittura non si risolvono con l’utilizzo di farmaci, ma con un programma didattico personalizzato e mirato.

Non è possibile che un bambino dopo aver svolto un test venga categorizzato come affetto da DSA e che ciò significhi di fatto che debba sottoporsi a trattamenti farmacologici. I bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento vanno supportati e aiutati, ma nel modo giusto. Prima di tutto vanno sensibilizzate le famiglie stesse e il corpo insegnati.

Fino a quando ci sarà ignoranza su questa problematica, troppi “signori” potranno fare i loro comodi. Mentre con un’adeguata preparazione, una completa coscienza di cosa siano i Disturbi Specifici dell’Apprendimento in età scolare, genitori e insegnati potranno finalmente avere un quadro completo della situazione che gli permetterà di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato quando si ha a che fare con bambini che presentano queste difficoltà dell’apprendimento.

I farmaci sono per i casi estremi. Il supporto alle famiglie, gli educatori specializzati insieme ad un programma didattico mirato sono la risposta giusta al problema.

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Trento

Politiche culturali e giovanili: si lavora ad un accordo fra Trento e Bolzano

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Collaborare al fine di migliorare l’offerta e la ricaduta sui rispettivi territori dei progetti culturali e di quelli che intendono promuovere l’autonomia dei giovani e accrescere la loro responsabilità civile.

Questo l’intento di una convenzione, a cui si sta lavorando, che le Province autonome di Trento e Bolzano sottoscriveranno in materia culturale e di politiche giovanili. Per definirne gli ambiti e i contenuti mercoledì si è tenuta a Trento, presso il palazzo della Provincia, una riunione tecnica, alla presenza, assieme ai dirigenti dei settori coinvolti, degli assessori provinciali competenti di Trentino e Alto Adige, Mirko Bisesti e Giuliano Vettorato.

“Lavorare nell’ottica regionale – sottolinea l’assessore Bisesti – è uno degli obiettivi del nostro programma. Si conferma, con questa iniziativa, la possibilità di realizzare una maggiore sinergia a livello regionale, anche partendo dalla cultura e dai giovani, sia per favorire proprio la percezione di essere in una dimensione regionale che per accrescere il dialogo. Il lavoro da fare è molto ed è interessante partire dai giovani”.

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La sottoscrizione della convenzione è motivata dall’esigenza di continuare e rafforzare una collaborazione già intrapresa in passato con risultati positivi. Prevederà specifici ambiti operativi in cui le rispettive strutture amministrative lavoreranno congiuntamente.

In ambito culturale i temi oggetto della convenzione riguarderanno la formazione regionale degli operatori culturali, le residenze teatrali, la diffusione su base regionale di spettacoli teatrali in lingua italiana e le industrie culturali creative.

Tra le politiche giovanili saranno oggetto della convenzione “Piattaforma Generazioni”, che si pone l’obiettivo di promuovere progettazioni e formazione, in particolare nei territori più lontani e periferici, in modo da agevolare la realizzazione dell’autonomia giovanile, anche in materia di lavoro, e “Piattaforma regionale sulla memoria attiva”, che intende promuovere fra i giovani il tema della memoria, come occasione di riflessione sul passato per aumentare la consapevolezza del presente.

Di quest’ultima piattaforma faranno parte progetti come “Promemoria Auschwitz_ EU” ,“Ultima fermata Srebrenica” e “Campi della legalità”.

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I primi due affrontano lo sterminio dei campi di concentramento ed il genocidio avvenuto a seguito delle guerre dei Balcani degli anni novanta mentre il terzo si occupa del fenomeno mafioso.

 

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Trento

«Rail Action Day»: 400 persone controllate ed identificate dalla Polfer

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1 arrestato, circa 400 persone identificate, di cui 80 con precedenti di vario genere, oltre 200 bagagli controllati e 5 persone denunciate.

Controllati 225 treni in transito e 29 treni merci, sia presso il Quadrante Europa di Verona che il valico del Brennero: sono questi i risultati dei controlli straordinari disposti nelle stazioni più importanti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per Verona ed il Trentino Alto Adige, con lo scopo di mantenere costantemente alto il livello di attenzione sugli scali ferroviari, punti nevralgici della mobilità di milioni di persone ogni giorno, in linea con quanto indicato dal Servizio Polizia Ferroviaria del Ministero dell’Interno.

Il Compartimento di Polizia Ferroviaria di Verona ha organizzato dalle 7 di mattina del 13 novembre alle 7 del 14, un servizio denominato “Rail Action Day”, durante il quale, oltre alle quotidiane misure di vigilanza, sono state affiancate misure straordinarie di controllo a tutela dei viaggiatori.

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Nel corso del servizio straordinario, i poliziotti di Verona Porta Nuova, hanno arrestato così arrestato un cittadino moldavo, di 29 anni, che da un controllo in banca dati è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso in data 24.03.2017 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona per espiare 4 anni e 9 giorni di reclusione e pagare € 840 di multa.

L’arrestato è stato così associato alla locale Casa Circondariale a disposizione della competente A.G. .

Le pattuglie dei poliziotti hanno presidiato i punti ritenuti più critici e le aree di maggiore affollamento, estendendo i controlli anche ai depositi bagagli, monitorando costantemente il flusso dei viaggiatori in arrivo e partenza dallo scalo ferroviario, effettuando controlli a campione nei confronti delle persone e dei bagagli al seguito.

Il servizio è stato svolto durante l’intero arco della giornata, con il concorso di 2 unità cinofile della Questura di Padova alla stazione di Verona Porta Nuova e di 3 unità cinofile della Guardia di Finanza presso le stazioni di Bolzano, Trento e Vicenza.

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Durante il controllo sono state impiegate in stazione e nelle zone immediatamente limitrofe, una novantina poliziotti in uniforme oltre agli agenti in abiti civili a Verona.

A Verona, oltre all’arrestato, sono stati denunciati 2 cittadini egiziani, deferiti all’A.G. perché non in possesso di documenti di riconoscimento e sanzionati ai sensi del Regolamento di Polizia ferroviaria; inoltre un cittadino italiano è stato segnalato all’Autorità Amministrativa per possesso di 5,2 grammi di hashish

A Vicenza, nei portici della stazione è stato controllato e denunciato un cittadino italiano inottemperante al divieto di accesso nelle aree urbane ed un altro giovane italiano è stato sottoposto al c.d. daspo urbano.

A Bolzano infine, sono stati denunciati due cittadini marocchini privi di documenti risultati poi inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

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Trento

Trento, violenze per 18 anni sulla moglie. 57 enne tunisino allontanato dalla famiglia

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La Squadra Mobile della Questura di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito una misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare a carico di un tunisino di 57 anni. 

La Procura della Repubblica di Trento, che ha delegato la Squadra mobile per le indagini, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di un cittadino tunisino di 57 anni, autore di ripetute azioni violente nei confronti della moglie, anche in presenza dei figli all’epoca dei fatti minorenni.

Dalle audizioni della vittima nonché di altri testimoni è emerso che fin dal 2001 l’uomo si è reso protagonista di comportamenti violenti nei confronti della moglie, schiaffeggiandola e picchiandola al termine di liti familiari, dovute soprattutto all’ abuso di sostanze alcoliche da parte dell’uomo.

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In un’occasione, nel corso di una lite con la coniuge, è arrivato perfino a rompere un dito alla donna.

In un’altra circostanza l’ha schiaffeggiata costringendola a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale Santa Chiara.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto il 13 ottobre, data in cui il cittadino extracomunitario, in evidente stato di ubriachezza, rientrando a casa ha iniziato una lite con la donna, che ha rimproverato al marito di spendere soldi per giocare alle slot machine, spintonandola e tentando di colpirla con uno schiaffo, andato a vuoto nei confronti della moglie ma non della figlia, frappostasi per impedire al padre di far male alla madre.

Nel corso della lite l’uomo non ha risparmiato alla donna anche minacce di morte.

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Esasperata da questa situazione la vittima si è presentata presso la Questura di Trento denunciando quanto patito anche nel passato, indicando anche i possibili testimoni, tra cui i figli della coppia, che hanno confermato la profonda sofferenza, fisica e psicologica, in cui è stata costretta a vivere la madre, a causa delle violenze, fisiche e psicologiche, infertele dal marito, tali da richiedere che l’Autorità giudiziaria emettesse un provvedimento di allontanamento dall’abitazione.

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