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Trento

La scopa del cittadino. «Ripulire» una città si può, ecco come.

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Alla luce dei brillanti risultati della Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato, che ha dato una spallata di quelle che fanno male alla cupola dello spaccio di Cristo Re e nel resto della Regione, occorre essere realisti e considerare che per quanti ne metti i gattabuia tanti altri prenderanno il loro posto.

La città sembra si sia risvegliata da un elettroshock, come tutta questa droga da noi? (NdR – leggere «il coraggio delle merde»)

Sì, la vengono a prendere anche da Milano tra un po’, perché qui girano soldi e c’è un sistema istituzionale letargico.

Ora vanno fatte alcune considerazioni per quanto riguarda il contesto in cui si muovono questi nostri “concittadini” per la quasi totalità extracomunitari, che sono dediti alla delinquenza a prescindere, senza scusanti di indigenza o altro.

Sono bene inseriti nella società, hanno famiglie estese, (oltre a moglie e figli si portano infatti dai loro paesi d’origine mamme, padri, zii, cugini e quant’altro) hanno un lavoro, in genere modesto, ma lavorano, e sono i più esperti fruitori di ogni benché minimo servizio agevolato offerto dalle istituzioni.

Ottengono case dall’ITEA e dalla Curia a prezzo irrisorio, magari raccontandola su a qualche prete, ottengono servizi sanitari gratuiti dalla Azienda Locale, dentista compreso, e tutti i possibili e immaginabili buoni servizio e assistenziali che si possono grattare dalle tasche dei cittadini onesti i quali, pagando le tasse, di fatto poi li riversano in tasca loro.

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Questi nostri «concittadini», accolti a braccia aperte dai loro paesi, omettono ovviamente di dire nelle loro richieste che, spacciando alla grande, il loro reddito è pari o superiore a quello di un manager, e questo reddito viene per intero dalle tasche sempre di quei concittadini, onesti, che magari hanno un figlio che si droga, oppure che lavorando duramente ma con la scimmia addosso (come in gergo si chiama la tossicodipendenza) parte dello stipendio lo spendono per la droga, o che i proventi dei furti ai nostri danni vengono spesi per la droga.

Ebbene, questi soldi vanno quasi per intero in Albania, Kossovo o Tunisia o altri paesi che sappiamo, a creare un tesoretto che si tramuterà in appartamenti, negozi e altro, quando non utilizzato per acquistare ulteriori partite di droga dirette sulla nostra piazza.

Ci sono dei quartieri interi, in Albania, Kossovo e Bosnia, con ville da sogno di proprietà di delinquenti dediti a spaccio, furti e rapine in Italia e in genere in Europa, e persino ville di clan dediti a mendicare fuori dalle più importanti chiese delle capitali europee.

Una vita dorata si direbbe, accompagnata spesso da vetture di lusso che un normale lavoratore con il loro reddito mai si potrà permettere, e queste macchine i più furbi le lasciano nei loro paesi d’origine, per quando andranno a fare le ferie atteggiandosi da boss sulle loro fuoriserie, prendendo per il culo gli italiani per quanto sono fessi a permettere tutto questo.

Altri ci accompagnano i figli a scuola tra lo stupore degli altri genitori. Cosa possiamo fare? E’ presto detto.

A parte dotarsi di una Polizia Municipale con dirette competenze anche per questi reati, per esempio dotata di cani antidroga, per esempio inflessibile con tutto il lordume che questa gente è abituata a fare nelle nostre vie e piazze fregandosene altamente delle inesistenti contravvenzioni che non verranno mai comminate, per esempio formata ad intervenire anche sui reati cosiddetti minori, come il via vai di biciclette palesemente rubate che sfrecciano con i galoppini per il centro e dove anche un bambino sa che dentro la canna, in bocca o sotto il cappellino portano dosi consistenti di droga, sarebbe auspicabile un controllo a tappeto sulle condizioni di vita di queste persone.

Non è plausibile che un manovale stagionale di vent’anni sfrecci con una Mercedes seminuova che un funzionario si sogna, e poi viva nella solita casa ITEA in subaffitto o che egli stesso subaffitta ad altri.

Non è possibile che negli stessi parcheggi delle case ITEA vi sia un parco macchine da fare invidia al salone di Torino. Non è plausibile che vengano erogati sussidi senza il minimo controllo a persone che hanno precedenti e se ne fregano dei precetti imposti perché tanto nessuno li controlla, si cambino i parametri di erogazione, si facciano controlli più efficaci, e se vi è timori di minacce ritorsioni o altro si facciano con un vigile a fianco, armato.

La legge consente di effettuare perquisizioni anche solo in presenza di una sospetta attività di spaccio in un determinato luogo privato. Ebbene si facciano queste perquisizioni, perché i cittadini le segnalano queste attività, sempre e dovunque, ma spesso si sentono dire che non si può fare nulla.

E’ vero, al giorno d’oggi prima di condannare qualcuno per traffico di sostanze stupefacenti occorre il lavoro intere squadre di agenti dedite a sacrificarsi senza sosta, mesi o anni, per riuscire a dimostrare con dovizia quasi ossessivo-compulsiva che questi in effetti spacciano, altrimenti è considerato un innocente scambio di droga tra tossici, anche se nessuno ci crede tranne il codice che essendo cartaceo non pensa ma viene interpretato.

Ma questo “innocente” scambio si può interrompere di continuo, e l’interruzione e il sequestro della sostanza danno comunque fastidio, e molto, allo spacciatore e al consumatore, che vengono comunque segnalati e tenuti d’occhio. Quindi? Quindi bisogna dare risposta ai cittadini che chiedono aiuto. Sempre e comunque.

Ci segnalano che nel tunnel a fianco al punto SNAI di via Fratelli Fontana avviene di tutto, spaccio, cessione di droga a minori, e nei condomini antistanti un via vai di piccolo spaccio costante, che avviene sotto gli occhi di tutti.

Ci viene riportato da cittadini esasperati e impauriti che nonostante le continue richieste di aiuto alle istituzioni, nulla è stato fatto, se non qualche controllo generico, qualche identificazione e via, tutto torna come prima.

Una sistematica applicazione di controlli a tappeto costanti, anche con più telecamere possibili, con segnalazioni che non si fermino all’identificazione della pattuglia operante ma a varie istituzioni che approfondiscano sul serio la questione, a partire dagli assistenti sociali, alla Guardia di Finanza, all’ITEA, al Commissariato e ai datori di lavoro, potrebbe essere una via efficace, ma ci vuole anche un Sindaco efficace, e delle Istituzioni che ci credano.

Le leggi restrittive sulla guida in stato di ebbrezza hanno avuto successo, ora con pochi bicchieri al compleanno della suocera e magari in grado perfettamente di guidare si rischia di più che a essere sorpresi a spacciare.

Allora ci si chiede perché non si applichi, in attesa di una auspicabile legalizzazione totale della droga che sia in mano allo Stato, con tutto l’enorme incremento di PIL e l’abbattimento del consumo (dimostrato) che questo comporta, lo stesso metro di misura anche nei confronti dei consumatori.

La Polizia abbiamo visto che per il cittadino c’è sempre e così i Carabinieri, ma hanno le mani legate in assenza di collaborazione e di una efficace sinergia con le Istituzioni locali.

E per contro nelle recenti grosse operazioni antidroga della Polizia Giudiziaria Winnek e KuJe la collaborazione dei cittadini è stata determinante per la riuscita delle indagini e per la messa in sicurezza di oltre 50 pericolosi soggetti.

In attesa di tutto questo chiediamo ai concittadini onesti di continuare nelle segnalazioni senza sosta, vedere cosa succede, quali siano le risposte, memorizzarle e ricordarsene la prossima volta che andranno a votare. E’ un bel modo per dare la scopa in testa a chi, strapagato, non prende decisioni.

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