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La Sfera e lo Spillo

Rimonta Inter, Juve in vetta, aspettando il derby d’Italia

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L’armata di Frank de Boer approda, nella città dannunziana, con l’intento di superare il debutto incerto e decadente.

Il rollino di marcia degli ambiziosi meneghini, dopo un’estate trafelata, è caratterizzato da una disfatta e un passo falso. Nelle due giornate finite in archivio, i Bauscia di Milano segnano un solo goal e ne subiscono tre.

Il difficile compito dello stratega olandese è di ricomporre il puzzle delle scatole cinesi, il rapporto societario e l’ardua sfida sul terreno di gioco.

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La sconfitta in riva all’Adige e il pareggio alla Scala del Calcio alimentano critiche severe dopo il cambio di guardia in Corso Vittorio Emanuele II.

L’impianto sportivo progettato dall’architetto Luigi Piccinato, inaugurato nel 1955, è vestito a festa, tinteggiato e brioso.

L’ATMOSFERA – Domenica 11 settembre ore 20.45 si gioca allo stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia l’incontro tra Delfino Pescara 1936 e FC Internazionale Milano, il posticipo serale della terza giornata.

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La notte, all’ombra della Cattedrale di San Cetteo, è gradevole, il cielo è parzialmente nuvoloso e la temperatura misurata è di ventidue gradi centigradi.

L’ARBITRO E LE FORMAZIONI – Il fischietto dell’incontro è affidato al quarantaquattrenne Antonio Damato, di Barletta.

L’uomo pugliese esercita la professione di avvocato. Sul green gli assistenti del “legale” sono Posado e Lo Cicero. Il quarto uomo è De Pinto, i giudici di linea sono Rizzoli e Celi.

Lo staff abruzzese disegna il modulo 4-3-2-1 con Bizzarri in porta. Il segmento basso è allineato da Zampano, Gyomber, Campagnaro e Biraghi. Il centrocampo si dispone con Cristante, Brugman e Memushaj. In attacco la coppia, Benali e Verre, supporta l’unica punta Caprari.

La guida tecnica della Pinetina sceglie il modulo 4-2-3-1 con lo sloveno Handanovic tra i pali. Il pacchetto difensivo è organizzato con D’Ambrosio, Miranda, Murillo e Santon. Davanti alla linea, il tandem è composto da Joao Mario e Medel. Il puntello Icardi è sostenuto da Candreva, Banega e Perisic.

I NUMERI – E’ la partita numero 7 tra i Delfini e la Beneamata in terra d’Abruzzo: sono quattro i successi dei nerazzurri, una vittoria dei biancazzurri, un solo pareggio.

Il successo, nel torneo di Serie A, del Pescara risale al 16 aprile 1978.

La squadra allenata da Giancarlo Cadé supera gli undici di Bersellini (2-1) con le reti di Grop e l’autorete di Bini. Il goal della bandiera porta la firma di Alessandro Altobelli.

LA CRONACA – La sfida tra Delfino Pescara 1936 e FC Internazionale Milano termina con la vittoria dei nerazzurri (1-2).

Frank de Boer festeggia la prima vittoria in campionato dopo una gara in altalena.

Nei 20 minuti, i nerazzurri blindano i biancazzurri nella propria metà campo. La Beneamata è padrona del gioco, limita le ripartenze e preme i padroni di casa sulla trequarti.

Il centrocampo è aggressivo, il baricentro alto manifesta la personalità d’intento. I Bauscia giocano con intensità, dopo il recupero palla sfruttano la corsia mancina, poco cinica sotto misura.

La distanza tra i reparti è una lacuna ancora da colmare e la compattezza di organico è in fase sperimentale.

Gli undici di mister Oddo iniziano con prudenza, si abbassano sulla linea e crescono con il passare dei minuti.

Caprari sguscia a Murillo e crossa per Verre che colpisce il montante dello sloveno (al minuto 42).

Dopo la ricreazione e il tè caldo, il ritmo rallenta e il match ritrova l’equilibrio.

L’ingresso sul rettangolo di Bahebeck (al posto di Benali) cambia l’inerzia degli eventi (al minuto 57).

Il tempo di annotare il cambio che Zampano s’invola sulla destra, innesca Jean-Christophe Bahebeck che trafigge Handanovic (al minuto 63).

Il tecnico di Hoorn perde la pazienza e cambia contemporaneamente tre pedine. Nell’arena scendono Palacio, Eder e Jovetic al posto di Medel, Candreva e Perisic (al minuto 75).

Il traversone è di Banega e Mauro Icardi infila Bizzarri (al minuto 77).

Memushaj e compagni perdono la bussola, mostrano ingenuità senza riuscire a gestire il prezioso vantaggio e cadono sui titoli di coda.

Il suggerimento è del prezioso Banega, Aquilani (subentrato a Verre) devia di testa, la sfera giunge a Mauro Icardi che infila la palla nel sacco (al minuto 90+1).

Finiscono sul taccuino dei cattivi, Gyomber e Joao Mario sanzionati dall’arbitro con il cartellino giallo.

I PUNTI Ventiquattro sono le reti realizzate nella terza giornata di serie A. Quattro, sono le vittorie tra le mura amiche (Juventus, Roma, Bologna e Atalanta), tre successi esterni (Napoli, Udinese e Inter), un pareggio (Chievo-Lazio).

Dopo 270 minuti la classifica è la seguente: Juventus (9 punti)- Napoli, Roma (7 punti) – Genoa, Udinese, Bologna, Sampdoria (6 punti) – Chievo, Pescara, Lazio, Inter (4 punti) – Fiorentina, Torino, Atalanta, Milan, Sassuolo (3 punti) – Cagliari, Palermo (1 punto) – Crotone, Empoli (0 punti).

(*Genoa, Fiorentina, Empoli e Crotone una partita in meno)

IL TABELLINO IN PILLOLE –

Roma-Sampdoria (3-2) -8’ Salah (R), 18’ Muriel (S), 41’ Quagliarella (S), 61’ Dzeko (R), 90+3’ rigore Totti (R)-

Milan-Udinese (0-1) -88’ Perica (U)-

Chievo-Lazio (1-1) -51’ Gamberini (C), 54’ de Vrij (L)-

Atalanta-Torino (2-1) -54’ Falque (T), 56’ Masiello (A), 82’ rigore Kessié (A)-

Genoa-Fiorentina (0-0) –rinviata per maltempo dopo 28 minuti di gioco-

Bologna-Cagliari (2-1) -23’ Verdi (B), 74’ Di Francesco (B), 83’ Bruno Alves (C)-

Palermo-Napoli (0-3) -47’ Hamsik (N), 51’ e 65’ Callejon (N)-

Juventus-Sassuolo (3-1) -5’ Higuain (J), 10’ Higuain (J), 27’ Pjanic (J), 33’ Antei (S)-

IL POST – Per chiudere il turno si attende il posticipo di oggi tra Empoli e Crotone (20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

 

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