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Trento

Oltre 3 milioni di Italiani soffrono di bipolarismo: sintomi, comportamenti e cura

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L’età tipica d’esordio del disturbo bipolare è tra i 20 e i 30 anni, ma può insorgere a tutte le età; non c’è differenza tra uomo e donna anche se le donne hanno più episodi depressivi che maniacali.

In Italia a soffrirne sarebbe il 5,5% della popolazione generale.(fonte medici Italia).

Stando a queste cifre in Italia vivrebbero all’incirca oltre 3 milioni di persone affette da disturbi dello spettro bipolare. E quasi la metà si stima non siano a conoscenza di essere affette da questa patologia.

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Dietro l’osservazione di comportamenti definiti patologici, dietro una diagnosi, c’è sempre un mondo che deve essere conosciuto e compreso nel profondo, proprio per trovare soluzioni il più efficaci possibile sia per la persona che soffre direttamente sia per la rete familiare. Ma alla fine che cosa ci può essere dietro le quinte del Disturbo Bipolare?

Ma che cosa è il Disturbo Bipolare?

Leggendo manuali psicologici e psichiatrici emerge, in sintesi, che tale disturbo, recentemente, è stato separato dai disturbi depressivi e posto come ponte tra lo spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici e i disturbi depressivi.

Si può parlare di Disturbo bipolare I come la versione moderna del disturbo maniaco-depressivo classico: nello specifico la magior parte degli individui che presentano episodi maniacali hanno anche episodi depressivi.

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Nell’episodio maniacale vi è un periodo definito di umore persistentemente elevato, irritabilità, aumento anomalo dell’energia, senso di grandiosità, diminuito bisogno di sonno, maggiore spinta a parlare, successione molto veloce delle idee e distraibilità, agitazione psicomotoria, e grande difficoltà a portare a termine progetti.

Possono comparire comportamenti quali: acquisti incontrollati, atteggiamenti sessuali sconvenienti o investimenti finanziari avventati. Tutto appare possibile e fattibile, può insorgere una sensazione di ingiustizia subita e quindi grande irritabilità, rabbia e intolleranza.

In questa fase possono comparire sensazioni di essere perseguitati, controllati fino a raggiungere il delirio.

L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del funzionamento sociale e lavorativo o da richiedere l’ospedalizzazione per manifestazioni lesive contro sè o o altre persone. L’episodio non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (sostanza d’abuso o farmacologica) o ad altra condizione medica.

Nell’episodio depressivo maggiore l’umore è depresso con perdita del’interesse e piacere. Chi ne soffre si può sentire come triste, vuoto, disperato ed esprimersi anche sotto forma di lunghe lamentele. Vi può essere uno sbalzo del peso corporeo con aumento o diminuzione dell’appetito, disturbi del sonno, agitazioni o rallentamenti psicomotorie, faticabilità e mancanza di energia, sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi.

Ridotta capacità di pensare o concentrarsi o indecisione, pensieri ricorrenti di morte. I sintomi causano disagio e compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Tali sintomi possono insorgere per una perdita significativa (lutto, tracollo finanziario, perdite derivanti da un disastro naturale, una grave patologia ecc).

Nel Disturbo bipolare II vi è depressione maggiore ed episodi ipomaniacali , la cui gravità non compromette il funzionamento sociale e lavorativo.

Nel Disturbo ciclotimico si verificano numerosi episodi maniacali e numerosi periodi con sintomi depressivi che non soddisfano i criteri di depressione maggiore.

Alcune ricerche dicono che una persona su cento può soffrire di disturbo bipolare, di solito il primo episodio del disturbo si sviluppa nella tarda adolescenza o nella prima età adulta, anche se nei bambini può manifestarsi a volte con l’incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali.

Le possibili cause sono di natura biologica, ma anche sociale e l’insorgenza dei sintomi può avvenire in seguito ad episodi con alta rilevanza emotiva nella vita dell’individuo.

Il sistema neuroendocrino è fondamentale nella regolazione dell’umore, infatti numerosi dati suggeriscono un’elevata incidenza di depressione in pazienti affetti da ipotiroidismo, da un lato, e un’associazione tra ipertiroidismo e sintomi sia depressivi sia maniacali, dall’altro.

La correzione del difetto metabolico primario spesso coincide con un miglioramento della sintomatologia affettiva. Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli progressi nella ricerca sulle anomalie neuroendocrine presenti nel disturbo bipolare, ma il significato clinico di queste anomalie non è ancora del tutto chiaro.

Alcuni interessanti studi utilizzano la risonanza magnetica nucleare (RMN) per dimostrare che i pazienti con disturbo bipolare presentano ipofisi di volume significativamente ridotto rispetto ai controlli sani, mentre questa stessa differenza non si rileva tra i pazienti con depressione unipolare e i controlli sani.

Ma ecco che parlando di Diritti Umani e nello specifico di diritti violati all’interno della rete familiare, non posso non considerare la persona che, per prima mi ha suggerito, senza volere, la strada verso la ricerca e lo studio della sofferenza psicologica come conseguenza della violazione del rispetto umano.

Sto parlando di un uomo che quando l’ho conosciuto parlava lentamente, un uomo grosso non molto alto, con due occhi grandi e chiari che mi sono sembrati sempre buoni e forse ingenui.

Ma la sua storia parla invece di un uomo violento con diversi trattamenti sanitari obbligatori.

La diagnosi è di Disturbo Bipolare. Leggendo e rileggendo i documenti non capivo i motivi delle sue aggressioni. Vi era un’ottima descrizione dei sintomi, anche una buona anamnesi con l’accenno alla rottura di un fidanzamento, un divorzio e l’attuale matrimonio con la nascita di una bambina.

Quante persone rompono i rapporti sentimentali ma non subiscono TSO e per di più, se fosse stato il rapporto con le donne il problema, Marco (nome di fantasia) sarebbe stato violento con le proprie mogli. Invece no. Era violento con uomini.

Qualcosa non tornava; Marco non aveva ancora raccontato tutta la sua storia. Provo a chiedere di più della sua famiglia e, dopo molte resistenze, scopro che l’uomo dagli occhi grandi apparteneva ad una famiglia benestante e proprietaria di terreni e allevamenti di bestiame.

Dopo la morte dell’amato nonno che gli aveva insegnato lavorare anche se era solo un ragazzo, un parente acquisito, molto più vecchio di lui, fa in modo di ereditare tutte le proprietà.

Marco era rimasto senza il nonno, senza soldi e senza lavoro. Il parente lontano aveva abusato della fiducia dei familiari e quindi dello stesso Marco per appropriarsi di tutto o quasi.

I sintomi dell’uomo con gli occhi grandi erano una sensazione di ingiustizia subita e quindi grande irritabilità, rabbia e intolleranza. La strategia per far star bene Marco non era e non sarà mai quindi quella di renderlo il più calmo possibile, ma di aiutarlo invece a svelare la truffa di cui è stato vittima quando era ancora troppo giovane ed eventualmente se questo non è possibile, sostenerlo nel trovare strategie efficaci di realizzazione lavorativa.

Con Comprensione e Rispetto anche se Contraria ad ogni forma di violenza 

D.ssa Marica Malagutti –  Psicoterapeuta – Psicodramma Psicoanalisi -Psicologa Forense – Specializzazione in Diritti Umani Cooperazione allo Sviluppo

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Trento

Progettone: intesa vicina, il 25 novembre assemblea con i lavoratori per la valutazione della trattativa

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Il confronto tra la Provincia, la Federazione Trentina della Cooperazione e le Organizzazioni Sindacali di Categoria è proseguito in maniera serrata, e ormai arrivano segnali positivi per una intesa tra le parti a breve.

A distanza di tre anni dal precedente rinnovo infatti, le condizioni del mercato del lavoro sono sensibilmente migliorate: ciò ha permesso la rinegoziazione del contratto secondo nuove logiche che tengono conto anche del potere d’acquisto delle retribuzioni nel quadro delle risorse pubbliche stanziate, con l’impegno a valorizzare ulteriormente le politiche attive del lavoro.

Il contratto collettivo verrà rivisto in maniera significativa adeguando le retribuzioni con nuovi minimi a seconda dell’anzianità di settore acquisita, prevedendo il ripristino della 14ª mensilità e dell’indennità di presenza.

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Novità sostanziali dovrebbero arrivare anche sul versante normativo.

L’appuntamento con i lavoratori del settore è fissato per il prossimo lunedì 25 Novembre: nel corso di un’assemblea generale convocata presso il complesso Erickson a Trento Nord, sarà illustrato lo stato della trattativa.

In caso di approvazione, nel giro di pochi giorni si potrà arrivare alla firma dell’intesa.

 

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Trento

Il TAR respinge il ricorso di Carollo. Il 23 di novembre al via regolarmente i mercatini di Natale

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Stamattina il Tar di Trento ha respinto la richiesta di sospensiva sui mercatini di Natale depositata da Agostino Carollo.

Il giudizio verteva sulla presentazione da parte di Carollo della richiesta dell’occupazione del suolo pubblico di piazza Fiera e piazza Battisti.

Secondo il Dj roveretano infatti sarebbe stata presentata prima di quella dell’APT. 

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Non si conoscono ancora le motivazioni per questa decisione.

Ma il primo risultato concreto è che i Mercatini si potranno aprire regolarmente il giorno 23 novembre e che saranno organizzati dall’Apt per conto del Comune.

La presentazione del ricorso era stata divisa in due parti.

La prima sulla sulla possibile presentazione della domanda per l’occupazione del suolo pubblico respinta.

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Il 14 dicembre 2019, il Tar si occuperà della seconda parte del ricorso che riguarda l’affidamento dell’organizzazione dei mercatini di Natale da parte del Comune all’APT. 

Per il momento quindi si registra solo la sollevazione di un gran polverone per nulla. I Mercatini di Natale partiranno regolarmente il 23 novembre e saranno quindi organizzati sempre dall’APT. Per Carollo piove sul bagnato, infatti il Tar ha deciso che dovrà pagare tutte le spese legali del processo e quelle sostenute dal comune di Trento. 

«Il ricorso relativo al mercatino natalizio di Trento è stato trattato per la fase cautelare nell’odierna camera di consiglio. All’esito, è stata respinta con ordinanza la richiesta di sospendere l’esecuzione degli atti impugnati (sostanzialmente, il diniego di occupazione suolo pubblico richiesta dalla società Everness). Tale ordinanza, che chiude la fase cautelare ma non l’intero giudizio è, come prescrive la legge, motivata in ordine al “fumus” di fondatezza del ricorso e quindi dà atto dei motivi per i quali il Collegio ha ritenuto non sussistente una prognosi favorevole all’accoglimento del ricorso. Deve ancora essere decisa la domanda di sospensione dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico rilasciata all’Azienda di Promozione Turistica, impugnata con separato atto di motivi aggiunti dalla società ricorrente, la cui trattazione non è stata oggi possibile per motivi strettamente processuali, legati al rispetto del contraddittorio. Il ricorso, compresi i motivi aggiunti, sarà deciso nel merito in una prossima pubblica udienza, all’esito della quale sarà pubblicata la relativa sentenza.»Scrive Roberta Vigotti Presidente del TRGA di Trento

Nella sua memoria difensiva, l’Amministrazione comunale ha evidenziato la non ammissibilità del ricorso innanzitutto in via preliminare, per la sua tardività: infatti la Everness ha impugnato il diniego all’istanza di occupazione delle piazze Fiera e Battisti ben oltre i termini di legge. La presentazione di una seconda domanda di occupazione si configura infatti come meramente strumentale, visto che in assenza di tempestiva impugnazione il primo provvedimento di diniego era diventato definitivo.

Nel merito, l’Amministrazione comunale ha ribadito la legittimità della richiesta di occupazione di suolo pubblico dell’Apt, richiesta per la quale nessun regolamento prevede l’utilizzo del cosiddetto “modulo unico”, messo a disposizione solo per facilitare i cittadini.

Sospirone di sollievo insomma per il comune di Trento che aggiunge il fatto che Apt aveva presentato domanda di occupazione del suolo pubblico prima della Everness e che comunque il criterio cronologico di presentazione delle domande non può mai, evidentemente, essere quello dirimente, visto che la valutazione tiene conto di altri aspetti.

A queste motivazioni, la memoria difensiva aggiunge altri due elementi: il Comune, a differenza di quanto sostiene la Everness, non ha mai affidato incarichi per l’organizzazione del Mercatino di Natale di Trento, il cui marchio registrato è stato acquisito dall’Apt da Trento Fiere. Infine, si sottolinea l’interesse pubblico della manifestazione, il cui mancato svolgimento costituirebbe un danno economico e d’immagine incalcolabile.

«Alla luce di tutti queste argomentazioni, nella memoria difensiva del Comune si ritiene del tutto infondata anche la richiesta di danni avanzata dalla Everness. Si tratterebbe infatti di danni puramente ipotetici, autoinferti dallo stesso ricorrente. «Quello sul Mercatino di Natale è stato un contenzioso che ha penalizzato la città e la sua immagine. L’auspicio è che, accantonata la controversia, tutti i soggetti coinvolti si mettano al lavoro in un clima di condivisione, per il bene di Trento e di tutto il Trentino»Dichiara ancora il comune di Trento 

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Trento

Secondo appuntamento formativo di IPRASE rivolto agli insegnanti

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Proseguono gli appuntamenti formativi per l’anno scolastico in corso organizzati da IPRASE, rivolti ai docenti neo assunti e ai docenti con passaggio in ruolo relativo all’anno scolastico 2019/2020.

L’incontro di ieri, ha sperimentato con successo, la possibilità per ben sei sedi scolastiche di collegarsi al seminario via streaming, permettendo così agli insegnanti di ottimizzare l’utilizzo del tempo e delle distanze.

Temi dell’appuntamento odierno: l’Obiettivo 4-Istruzione di qualità dell’Agenda ONU 2030 e la promozione di pratiche per favorire una scuola equa e inclusiva per tutti e per ciascuno. Sono intervenuti Stefano Molina della Fondazione Giovanni Agnelli di Torino e Dario Ianes dell’Università di Bolzano.

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Presso la sede di IPRASE a Rovereto ha avuto luogo oggi il secondo incontro dell’anno di formazione per i neo docenti immessi in ruolo, nei tre ordini di scuola. Oltre ai 71 presenti a Rovereto sono stati ben 328 i docenti che hanno potuto seguire l’incontro via streaming dalle sei sedi scolastiche individuate sul territorio provinciale – Trento, Tione, Riva del Garda, Borgo Valsugana, Cavalese e Cles – collegate con l’Aula Magna della sede di IPRASE.

Durante l’iniziativa di formazione è intervenuto Stefano Molina, dirigente di ricerca della Fondazione Giovanni Agnelli di Torino, che ha affrontato il tema dei cambiamenti in atto nei sistemi educativi nel mondo e ha spiegato in che modo viene declinato in Italia il “Goal 4 – Istruzione di qualità” dell’Agenda 2030, che auspica un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuove le opportunità di apprendimento durante il corso della vita. Il relatore ha poi descritto come si stanno affrontando le sfide che il concetto di competenza, delineato dall’Agenda 2030, pone al mondo scolastico.

A seguire è intervenuto Dario Ianes, docente ordinario di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università di Bolzano, che ha indicato quanto sia importante la promozione di pratiche per favorire una scuola equa e inclusiva per ciascuno.

“L’inclusione, – ha affermato Ianes – non riguarda solo gli alunni con bisogni educativi speciali, ma la giustizia sociale e i diritti umani di ogni alunno, valori da mettere in pratica attraverso la riduzione del processo di marginalizzazione e la promozione di un’ampia pluralità di opportunità di apprendimento”.

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Al termine di ogni intervento i docenti sono intervenuti interagendo con i relatori anche via streaming.

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