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L'interrogazione

La provincia paga il ritiro pre campionato al Pisa che sta fallendo.

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È notizia di questi giorni che il Pisa Calcio rischi seriamente di non partecipare al campionato di serie B, tanto che la partita d’esordio del campionato che vedeva la squadra toscana opposta alla Ternana è stata rinviata a data da destinarsi.

Ciò è dovuto ad una serie di vicissitudini societarie che vedono i vertici di detta società calcistica coinvolti in procedimenti penali di assoluta gravità almeno dal 2013.

Dal 16 al 27 luglio il Pisa Calcio ha effettuato il ritiro precampionato nel Comune trentino di Storo. A quanto è dato a sapere la presenza del club calcistico sarebbe infatti stata promossa grazie alla “sinergia” fra Consorzio Turistico Valle del Chiese, l’amministrazione comunale di Storo e il Bim del Chiese.

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Pare inoltre che questi soggetti, uniti a Trentino Marketing abbiano finanziato la permanenza del Pisa Calcio in quel di Storo tramite generosi contributi pubblici.

In proposito il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha presentato un’interrogazione per approfondire la questione che a prima vista rientrerebbe in una gestione dei soldi pubblici non oculata.

«Ci chiediamo come sia stato possibile scegliere e finanziare il ritiro del Pisa Calcio, – scrive nella premessa dell’interrogazione Degasperi – visto e considerato che le vicende giudiziarie e le cattive acque nelle quali versava il club erano ben note da tempo».

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Degasperi chiede anche che genere di ritorno ci si poteva attendere dall’aver abbinato il marchio del Trentino ad una società che versava e versa in siffatte difficoltà? Chi ha avallato questa scelta? Davvero non c’è nessun tipo di controllo sulle società che si decide di portare a soggiornare in Trentino a spese dei cittadini? Si realizza almeno una valutazione costi/benefici prima di effettuare questi “investimenti” o si preferisce dire di sì a prescindere e poi vedere come va?

Queste sono le domande che il consigliere del movimento cinque stelle ha posto nell’interrogazione presentata al Consiglio Provinciale.

«Speriamo vivamente che le risposte possano fugare l’idea che ci siamo fatti di un’impressionante faciloneria nel finanziare i ritiri calcistici con denaro pubblico senza preoccupazione alcuna per i reali ritorni di queste operazioni anche quando la cronaca consiglierebbe un minimo di prudenza» – conclude la nota del consigliere

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