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Trento

Scintille fra Olivi e Forrer a Malga Zonta «solo passerella per politici di parte»

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Non sono mancate le clamorose sorprese durante le tradizionali celebrazioni di Malga Zonta, sopra Folgaria, per ricordare i 17 partigiani uccisi dai nazifascisti nell’agosto del 1944 dopo un rastrellamento.

Quando ha preso la parola Il sindaco di Folgaria Walter Forrer (centrodestra), alla sua prima presenza alla commemorazione, ha attaccato la «ricostruzione storica dei fatti» e «l’uso strumentale delle cerimonie» che si sono tenute negli ultimi anni «spesso senza mai coinvolgere la comunità di Folgaria»

Forrer ha dichiarato anche che «va riletta più attentamente da parte degli storici la dinamica dell’eccidio» e che «ci sono ancora molte zone d’ombra nella ricostruzione dei fatti».

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Poi Forrer ha incalzato l’assessore Alessandro Olivi dicendo, «questa celebrazione, è diventata solo una passerella per politici di parte che la usano a fini strumentali e ne danno una lettura ideologica».

La reazione di Olivi non è tardata, «La verità storica è stata accertata – ha replicato il  vicegovernatore – e Malga Zonta ha confermato che c’era chi stava dalla parte giusta e chi da quella sbagliata, e su questo non c’è molto aggiungere».

Olivi poi ha ricordato a Forrer il suo rifiuto di accoglienza degli immigrati pregandolo di agire con solidarietà e concretezza per aiutare i profughi presenti sul territorio trentino.

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A dar man forte al sindaco di Folgaria nel tardo pomeriggio è intervenuto anche il consigliere Lorenzo Baratter che sul suo profilo di Twitter ha scritto, «Walter Forrer ha ragione: basta con l’uso politico e la strumentalizzazione della storia».

Per il resto una giornata all’insegna dei discorsi e delle celebrazioni per il 72° anniversario dell’eccidio di malga Zonta, 14 partigiani e 3 malgari uccisi dai nazifascisti il 12 agosto del 1944 a passo Coe, al confine fra Trentino e Veneto.

Una cerimonia non solo per commemorare ma anche per riflettere sulle lacerazioni del presente.

Sul valore del lavoro, ad esempio, come ricordato dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, richiamando la scelta dei costituenti di mettere “la parola ‘lavoro‘, accanto a Repubblica“, una scelta non scontata, che marca la differenza fra la nostra Carta costituzionale e le altre, e che ha inaugurato un grande patto politico fra le culture democratiche, che va sottoscritto e valorizzato anche oggi.

“Il significato è chiaro: non c’e libertà ed uguaglianza se non si mette a centro il lavoro. Che è quello che stiamo cercando di fare in Trentino”, ha sottolineato Olivi.

Nel suo intervento inoltre, come spiegato all’inizio, un richiamo ad un’altra grande emergenza con cui l’Europa, e il Trentino con essa, si sta confrontando, quella dell’accoglienza dei richiedenti asilo. “Vediamo se possiamo trovare il modo di accogliere, anche qui, su questi altipiani, quei ragazzi che stanno fuggendo da guerra e fame”, ha detto, rivolgendosi al sindaco di Folgaria Walter Forrer.

Tanti ospiti anche quest’anno, dunque, a malga Zonta, dal Trentino, dal Veneto e anche da numerose altre regioni italiane dove la resistenza ha scritto parti importanti della storia civile e morale delle comunità. Presenti a passo Coe i Comuni decorati, il Picchetto d’Onore e la banda cittadina di Cornedo Vicentino, i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, a partire dalla Provincia di Vicenza e dalla Provincia autonoma di Trento, l’Anpi e le associazioni combattentistiche, ma anche tanti cittadini,  venuti a rendere omaggio, a riflettere, a fare memoria storica di quegli eventi dell’agosto del 1944, quando i tedeschi scatenarono un’offensiva in tutte le Prealpi per “bonificare” il territorio dalla presenza dei partigiani, in vista della prossima ritirata del grosso dell’esercito dal resto d’Italia.

I caduti di malga Zonta, catturati e subito fucilati dopo una battaglia durata più di tre ore, furono tra le vittime di quella tragica stagione. Una stagione, ha ricordato l’Anpi, da cui però sono nate l’Italia e l’Europa che conosciamo.

Oggi nuovi problemi scuotono il Vecchio Continente fino alle fondamenta: crisi economica, migrazioni, il dilagare del terrorismo fondamentalista e del razzismo. La risposta non può essere data da nuovi confini e nuovi muri ma dal rispetto della legge e degli ideali della Costituzione, quegli ideali di giustizia, uguaglianza e solidarietà, che hanno spinto 70 anni or sono i popoli e le nazioni a voltare pagina.

In apertura i discorsi dei sindaci di Folgaria e Schio Walter Forrer e Valter Orsi, seguiti dagli interventi del vicepresidente Olivi, del direttore della Fondazione museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi e di Gianna Fracassi, della segreteria nazionale della Cgil, che ha tenuto l’orazione ufficiale, rimarcando il particolare segnale che quest’anno l’organizzazione ha voluto lanciare verso il mondo del lavoro.

Qualche spunto per la discussione è arrivato dall’intervento del sindaco Forrer, che ha sottolineato la necessità come ricordato all’inizio dell’articolo di promuovere una corretta ricostruzione storica degli eventi (ricordando ad esempio anche coloro che scamparono al massacro), di là da ogni strumentalizzazione politica.

Anche il sindaco di Schio, nel suo intervento, contestato da una minoranza del pubblico, ma difeso dal rappresentante dell’Anpi, ha sottolineato l’importanza della presenza delle istituzioni alla cerimonia, al di là di ogni coloritura politica, per ricordare le ferite che la guerra ha lasciato su questi territori e onorare i valori della Carta costituzionale.

Olivi ha ricordato come “possiamo fare qualsiasi ulteriore ricerca storica, oltre le tante già realizzate, ma resta il fatto che qui c’era chi stava da una parte, quella della libertà e della democrazia, e chi stava dall’altra”. Riprendendo il tema del lavoro, Olivi ha detto che “non si può costruire unità fra i popoli, in Europa, se non si mette al centro questo fattore cruciale,  se non creeremo un comune mercato del lavoro, comuni politiche, comuni ‘intrastrutture’ al servizio del lavoro. C’e un grande dibattito oggi sul fatto che si debba o meno riformare la Costituzione – ha aggiunto – Prima di scegliere, riflettiamo sul fatto che abbiamo il dovere di attuare gli articoli già scritti. Il Trentino lo sta facendo, puntando sulle politiche del lavoro per costruire una società più giusta”.

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