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Arte e Cultura

«Musica! Notazioni di Arte Contemporanea», fino al 10 settembre a Folgaria.

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Nello splendido scenario dell’ex fienile di Maso Spilzi, esempio unico ed originale di insediamento alpestre, residenza signorile e complesso fortificato, e in occasione del 40ennale di rifondazione della Banda Folk di Folgaria, realtà molto presente e attiva sul territorio, il Comune di Folgaria accoglie le opere di 27 Artisti che operano nel contemporaneo, chiamandoli a dare una loro personale lettura del complesso, ma affascinante e sempiterno rapporto tra Arti Visive e Musica.

La mostra si è proposta di dare spazio dapprima agli Artisti che operano a stretto contatto col territorio, sia in maniera stanziale, che in maniera sporadica (e legata, cioè, al ciclo della presenza turistica), per poi allargarsi alle testimonianze di rilievo nazionale e internazionale, all’interno di un singolare rapporto di rimpalli e reciproca, nonché proficua amplificazione .

Partita sommessamente dal piccolo centro periferico, «Musica! Notazioni di arte contemporanea» ha avuto l’ardire di indurre rinomati professionisti delle arti visive a cimentarsi con la produzione di opere ad hoc, chiedendo direttamente a loro “di fornirci un ragguaglio di questa lotta con il potenzialmente indescrivibile: il tentativo, cioè, di registrare per poi dare in pasto agli occhi, ciò che è di per sé appannaggio di un altro organo di senso: dell’udito” (dal catalogo in mostra).
Guido Airoldi, Silvia Argiolas, Matteo Boato, Arduino Cantàfora, Edgar Caracristi,  Luciano Civettini, Luca Coser, Mirco Dalprà, Ottorino De Lucchi, Fulvio De Pellegrin,  Paolo Dolzan, Antonella Gandini, Heiner Gschwendt, Ivan Maggi, Stefano Maraner, Renzo Margonari, Michela Martello, Vera Mercer, Enrico Mitrovich, Dario Molinaro, Emilio Patalocchi, Günter Pusch, Riccardo Resta, Tobia Ravà, Nadia Schönsberg, Annamaria Targher, Willy Verginer

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eventi

ADMO Trentino a Moena, una serata di sensibilizzazione sulla donazione di midollo osseo con la testimonial Caterina Ganz

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Lunedì 14 ottobre alle 20.30, l’associazione donatori di midollo osseo dà appuntamento nella Sala Consiliare in Piaz de Sotegrava per parlare della donazione di midollo osseo come ultima speranza di vita

ADMO Trentino arriva in Val di Fassa con una serata di sensibilizzazione sulla donazione di midollo osseo a Moena, lunedì 14 ottobre alle 20.30, nella Sala Consiliare in Piaz de Sotegrava.

La responsabile della comunicazione di ADMO Trentino Monica Fantini spiegherà come un gesto semplice può diventare speranza di vita per un malato di leucemia o altre malattie del sangue in attesa di trapianto.

Il suo intervento sarà accompagnato da diverse testimonianze legate alla donazione e trapianto di midollo osseo. Alessia Zadra racconterà la sua esperienza di mamma e di come sua figlia è guarita grazie al trapianto a pochi mesi di vita, mentre Luana Pauletto farà rivivere attraverso le sue parole la sua personale rinascita e il suo percorso attraverso la malattia del figlio. Stefano Grassi, donatore effettivo, condividerà con il pubblico il racconto della sua donazione.

Parteciperà alla serata la testimonial ADMO Caterina Ganz, campionessa di sci di fondo, che parlerà dell’importanza di essere testimonial della donazione di midollo osseo e di come è diventata lei stessa aspirante donatrice e speranza di vita.

Dal 1992, ADMO Trentino sensibilizza i giovani sulla donazione di midollo osseo come ultima speranza di vita per un malato di leucemia o di altre malattie oncoematologiche: un impegno importante che ha permesso all’associazione di superare la quota di 9.600 iscritti.

 

ADMO non si occupa solo di sensibilizzazione. Le analisi genetiche indispensabili per l’iscrizione di un donatore nel registro nazionale, tipizzazioni, possono essere eseguite esclusivamente da laboratori certificati ad alta risoluzione con un aumento notevole di costi per l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. ADMO, da molti anni, ha scelto di sostenere economicamente l’Apss e, in particolare, il laboratorio di tipizzazione dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, unico in provincia.

Nel 2018, grazie alle campagne di raccolta fondi, ADMO Trentino è riuscita a devolvere 45.000 euro al Laboratorio Hla e Servizio di Immunologia e Trasfusionale di Trento: 20.000 euro per una borsa di studio ad un biologo che si occupa della tipizzazione dei donatori ed è di supporto allo staff medico, e altri 20.000 per l’acquisto di kit di tipizzazione, l’attrezzatura medica necessaria ad incrementare il numero annuo dei tipizzati, diminuendo la lunga lista di attesa di giovani, iscritti ad ADMO Trentino ma non ancora tipizzati. Un ulteriore contributo di 5.000 euro è stato versato per l’acquisto di frigoriferi termostatici per la conservazione del sangue.

ADMO, inoltre, sostiene l‘Azienda Sanitaria mettendo a disposizione la sua segreteria per effettuare le chiamate agli aspiranti donatori, così da fissare un appuntamento per la tipizzazione in base alle disponibilità comunicate dall’Apss.

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Arte e Cultura

Entro le 12 di oggi ci si può iscrivere alla visita guidata alla Trento sotterranea

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Oggi pomeriggio a partire dalle 15,30 è possibile partecipare ad una visita guidata della città sotterranea.

Il centro storico di Trento conserva nel sottosuolo le tracce di Tridentum, la città fondata dai romani nel primo secolo a.C. e definita “splendidum municipium” dall’imperatore Claudio.

Per saperne di più e per scoprire i luoghi più significativi in compagnia di un archeologo è possibile partecipare al ciclo di visite guidate “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, un itinerario archeologico nel cuore di Trento, dal S.A.S.S. alla Basilica Paleocristiana, sito recentemente arricchito da video con ricostruzioni 3D, postazioni multimediali e visori per la realtà virtuale immersiva.

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La quota di partecipazione è di 4 euro incluso l’ingresso ai siti archeologici. Ritrovo ore 15.30 presso il S.A.S.S. Partecipazione previa prenotazione allo 0461 230171 entro le ore 12 di oggi.

L’itinerario è a cura dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e del Museo Diocesano Tridentino.

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Arte e Cultura

Domenica l’inaugurazione del Museo Nazionale Storico degli Alpini sul Doss Trent. La fotogallery della ristrutturazione

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Nei frenetici giorni dell’Adunata la posa della prima pietra.

Poi, il progetto si bloccò per via dei ritrovamenti archeologici riaffiorati durante gli scavi sul Doss Trento, la “montagna della memoria”.

Domenica 13 ottobre, però, dopo lunghi mesi di lavoro, la struttura del Museo Nazionale Storico degli Alpini verrà inaugurata.

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Una corsa contro il tempo. Ma, come recita la scritta impressa sulla parete rocciosa, presa anche a motto dell’indimenticabile Adunata nazionale di Trento 2018, “Per gli alpini non esiste l’impossibile”.

Il museo – spiega il presidente della Sezione Ana di Trento Maurizio Pinamonti – aprirà ufficialmente al pubblico in primavera, per dare tempo alle ultime rifiniture e a tutti gli allestimenti, ma per noi era importante inaugurarlo in questa giornata: il 12 ottobre del 1872 vennero fondate le truppe alpine. Noi aspetteremo il giorno dopo visto che è una domenica: un tassello importante non solo per la nostra associazione ma per tutta la città. Qui tutto parla di storia”.

Una data, e un avvenimento, che rimarranno sicuramente negli annali dell’Ana. 

E che questo fine settimana richiameranno a Trento il Consiglio direttivo nazionale al gran completo: venerdì sera si riunirà il Consiglio di presidenza; sabato l’intero direttivo per una seduta d’eccezione. Il giorno seguente, infatti, si salirà sul Doss Trento per l’inaugurazione del rinnovato Museo Nazionale Storico degli Alpini.

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Un progetto ambizioso – frutto di una significativa sinergia tra Associazione Nazionale Alpini, Difesa, Comune e Provincia di Trento ed Associazione Amici del Museo – che consegna di fatto alla grande famiglia alpina e a tutta la città uno spazio espositivo quadruplicato.

Dove la struttura originale, mantenuta nelle sue linee antiche, incontra la modernità di nuovi spazi luminosi realizzati con ampie vetrate.

E dove, nel giro di qualche mese, verranno esposti i reperti e i cimeli più rilevanti della collezione del Museo in un coinvolgente itinerario, con installazione anche interattive e multimediali, che coprirà idealmente la storia delle truppe alpine.

Non solo. Parte dell’ala nord del nuovo complesso sarà riservata ai recenti ritrovamenti archeologici. «La storia della città inizia su questo dosso, non dimentichiamocelo. Ci auguriamo, quindi, che la sua piena valorizzazione possa ripartire proprio dal nuovo Museo nazionale degli Alpini, che va inserito all’interno della rete provinciale dei musei», è l’auspicio del vicepresidente vicario della Sezione di Trento Paolo Frizzi.

Un Museo che guarda all’ambiente, con soluzioni a basso impatto energetico, e al km0, con materiali e ditte locali e una sfilza di volontari che si sono alternati, in questi mesi, per dare manforte alle ditte incaricate e al 2° Genio Guastatori Alpini. Enorme, in questo senso, lo sforzo messo in campo dai volontari dell’Ana, oltre un centinaio e arrivati da tutt’Italia, che del tutto gratuitamente si sono occupati dei lavori non strutturali: cartongesso, piastrelle, pitture ed esterni.

Sono arrivati a darci una mano dalle Sezioni dell’Aquila, Acqui Terme, Bergamo, Brescia, Monte Suello, Bassano, Como, Pavia, Vallecamonica, Verona, oltre ai nostri alpini trentini – racconta il vicepresidente dell’Ana di Trento Renzo Merler che ha coordinato i volontari assieme a Dino Cagol e Bruno Franceschini -. A tutti loro va il nostro ringraziamento per averci aiutato a rendere il Museo più bello e più grande: è anche grazie a loro che siamo riusciti a realizzare la struttura in tempi eccezionali”.

Un percorso museale all’avanguardia, merito di un grande sforzo congiunto, che domenica verrà presentato per la prima volta alla comunità: alle 9.30 è in programma l’ammassamento al Mausoleo di Battisti, con la deposizione di una corona e l’onore a tutti i caduti. Poi sfilamento fino al Museo e taglio del nastro. Oltre ai vertici provinciali dell’Ana, del governo locale e il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, saranno presenti il presidente nazionale Sebastiano Favero, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, Direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa. È stato invitato anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Il costo dell’opera sfiora i 2 milioni di euro.

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 13 OTTOBRE

Dalle 8.30 sarà attivo il servizio navetta dal piazzale Zuffo

ore 9.30 Ammassamento davanti al Mausoleo di Battisti sulla sommità del Doss Trento

ore 10.00 Inizio cerimonia: Alzabandiera

a seguire

– Onore ai Caduti con deposizione corona nel Mausoleo di Battisti

– Predisposizione sfilamento ed inizio sfilamento in direzione Museo

– Discorsi ufficiali

– Benedizione e taglio del nastro

– Visita guidata in gruppi alla struttura

– Buffet allestito nelle sale del Museo

BREVE STORIA DEL MUSEO    – Il Museo Nazionale Storico degli Alpini, inaugurato nel 1958 in occasione della 31ª Adunata nazionale svoltasi proprio a Trento, mantiene vive e tramanda le tradizioni e le gesta degli Alpini, rappresentando un riferimento di alta valenza storico – culturale che, una volta terminate le attività di riqualificazione, andrà ad arricchire la rete storico – artistica trentina della quale entrerà a far parte. Il cantiere era stato inaugurato in occasione dell’Adunata nazionale di Trento nel maggio 2018 in forza del Protocollo d’Intesa sottoscritto da Associazione Nazionale Alpini, Esercito, Comune e Provincia. I lavori di riqualificazione ed ampliamento vennero però sospesi dopo poco in seguito al ritrovamento di una necropoli longobarda. A gennaio di quest’anno, avuto il via libera delle autorità, l’attività è ripresa: a marzo sono state completate le fondamenta, in luglio il tetto, gli impianti e gli esterni, mentre gli allestimenti saranno portati a termine nei prossimi mesi.

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