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Italia ed estero

Liberia, in arrivo i nuovi migranti del riscaldamento climatico.

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Sopravvissuta all’ebola e alla guerra civile, la bidonville di West Point, in Morovia, è sul punto di scomparire a causa degli effetti del cambiamento climatico.

Questo piccolo centro della Liberia è infatti teatro di un preoccupante disastro ambientale che potrà, nel corso degli anni, radere letteralmente al suolo la più grande bidonville della regione.

Situato in Africa occidentale, questo quartiere estremamente povero ha portato i suoi abitanti ad affrontare una nuova minaccia.

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Non si tratta più di sostentamento, di mancanza di viveri e di igiene. Ora si parla della forza inesorabile delle acque che stanno, giorno dopo giorno, divorando strade ed abitazioni.

Il villaggio, composta da capanne, baracche e tendopoli, ospita tra le 75 000 e le 90 000 persone. Lontane dal significato moderno di civilizzazione, queste sistemazioni sembrano divenire l’emblema della povertà: nessun mezzo di scarico, scarsità di acqua potabile ed insufficiente presenza di elettricità. È proprio contro queste genti si sta scagliando un’altra, un’ennesima sfortuna, alla quale non esiste rimedio alcuno.

I fenomeni naturali sono particolarmente temibili a causa della loro invincibilità e della loro irrazionale violenza. L’avanzamento delle acque dell’oceano Atlantico è infatti iniziato già nel 2014, senza far presagire miglioramenti. Gli studi hanno messo in luce che il riscaldamento climatico ha portato allo scioglimento dei ghiacciai che, di conseguenza, ha drasticamente aumentato il livello degli oceani. Secondo le autorità locali, fino al mese di aprile circa 4 000 abitanti sono stati costretti a lasciare le loro dimore per mettersi in salvo dagli allagamenti.

Sampson J. Nyan, prefetto di West Point, ha dichiarato che la situazione è attualmente in peggioramento. Circa 3 000 abitanti sono tuttora in gravo pericolo e molti di più rischiano di perire per via del tenore di vita che la povertà costringe loro ad intraprendere. La somma prevista per ricostruire le case e per garantire un alloggio agli sfollati si aggira intorno al milione e mezzo di dollari, di certo troppo alta per il budget della Liberia.

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Un rapporto della Banca Mondiale pubblicato nel 2013 ha mostrato che un aumento di 2 gradi del clima farebbe salire di 70 cm il livello dei mari nel 2080. Mentre un aumento di 4 gradi farebbe salire le acque di un metro nel 2090. West Point non sarebbe dunque l’unico paese a venire inghiottito dalla marea degli oceani. Per non parlare dei drammi provocati dalla diffusione via acqua di malattie e di epidemie mortali per il genere umano.

“L’acqua arriva nelle nostre case in qualsiasi ora del giorno – racconta un’abitante della zona – Nel bel mezzo della notte ci è già capitato di dover raccogliere i nostri beni e di correre al riparo. Viviamo nella paura e nella consapevolezza che tutti i nostri averi andranno un giorno persi e che saremo costretti ad abbandonare i nostri vicini, le nostre dimore, le nostre abitudini.”

Le genti più povere sono inoltre colpite da un altro effetto del cambiamento climatico: quello che lacera l’agricoltura, loro principale mezzo di sostentamento. Oltre a danneggiare le aree di coltura, questa condizione comporta un aumento dei prezzi degli alimenti, che incrementa sempre di più il livello di povertà e di malessere.

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Italia ed estero

Vipiteno, la violenza dei Krampus sulla folla – Il Video

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Non è stata propriamente una passeggiata di salute una delle tante sfilate dei Krampus che in questo periodo dell’anno si tengono in Alto Adige.

Le immagini che vediamo sono riferite a Vipiteno.

Una manifestazione tradizionale che successivamente sembra essersi trasformata però in una sorta di raid punitivo finito con il pestaggio di passanti ed extracomunitari.

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Ora si verificherà se il video è riferito proprio alla sfilata del 5 dicembre 2019, iniziata alle 18 per le vie del centro di Vipiteno.

In ogni caso la contemporaneità dell’accaduto non è ciò che interessa maggiormente. Le immagini contenute in questo video sono destinate comunque a fare discutere.

Il tutto rientra nella tradizione o si tratta di un caso in cui una certa aggressività sociale potrebbe avere preso il sopravvento? La parola resta ai più esperti di noi e voi.

Di certo se si trattasse di una manifestazione di folklore apparirebbe quanto meno piuttosto violenta. A sostegno di questa tesi ci sono anche le parole di chi riprende il video, che appare sorpreso e sgomento davanti ad una simile violenza.

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È stata registrata solo l’ultima parte del “pestaggio”, quindi non siamo in grado di dire con certezza il perché sia cominciata e se si siano verificate provocazioni e qualcos’altro nei confronti dei Krampus.

Certo è che, la reazione è molto violenta.

Secondo alcuni fonti non ufficiali e non confermate dagli interessati, pare però che gli spettatori a bordo strada abbiano provocato i Krampus tentando di togliere la maschera ad alcuni di loro.

La cosa è vietata, perché tutti i Krampus ormai da antica tradizione, non possono mostrarsi in pubblico.

I diavoli mascherati si sono avventati con un’inconsueta aggressività sulla folla, colpendo a casaccio con calci e pugni e, come si vede dal video, spesso accanendosi anche in due su un solo individuo.

 

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Italia ed estero

Svelato il mistero: dietro le Sardine ci sono De Benedetti e gli Agnelli

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Mattia Santori 31 anni, il fondatore delle sardine bolognesi che hanno lanciato il guanto di sfida a Matteo Salvini in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, scrive per Energia, una rivista trimestrale di divulgazione scientifica curata dalla società di ricerca Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche, (RIE) fondata dall’ex ministro Alberto Clò e dall’ex premier Romano Prodi.

È sufficiente farsi un giro sul sito della rivista Energia per trovare il nome di Mattia Santori nella redazione.

Attenzione: è una rivista che ha per direttore l’ex ministro Alberto Clò, l’uomo che, nel 1978, ospitò la famigerata seduta spiritica del “piattino” per ritrovare Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse.

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Quella sera nella residenza di campagna di Clò, c’era anche Romano Prodi.

L’ex premier è cofondatore, con Clò, di cui risulta garante insieme a Sabino Cassese, ex giudice costituzionale.

Clo’ è tutt’oggi membro del CdA della GeDi, società editrice di De Benedetti e degli Agnelli.

Ricordiamo che GeDi è il maggior gruppo editoriale in Italia e controlla tra i tanti quotidiani e canali radio: Repubblica, La Stampa, SecoloXIX, Huffpost, L’espresso.

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Ecco svelato il trucco della grande risonanza mediatica. Diciamolo chiaramente: le sardine sono spinte dalle due famiglie più ricche e potenti d’Italia: De Benedetti e Agnelli.

Sul sito Rie – Ricerche industriali ed energetiche, che fa capo a una società privata operante nel settore dell’energia, di Mattia Santori si legge quanto segue: “Analista di politiche energetiche e infrastrutturali. Si occupa di osservare le evidenze economico-scientifiche in chiave di sostenibilità ambientale e sociale“.

È questo uno dei primi identikit del fondatore del movimento anti-populista delle ‘Sardine‘, che nel 2019 ha infiammato il dibattito politico a suon di manifestazioni e opposizione alla ‘retorica dell’odio’ che molti intravedono nella politica di Salvini e della Lega.

Dalla biografia di Santori emerge che è nato nel 1987 a Bologna, città dove vive e dove ha intrapreso una brillante carriera universitaria che lo ha visto laurearsi in Economia e Diritto.

Della vita privata di Mattia Santori non si hanno particolari informazioni, e i social, come il suo profilo Facebook, non aiutano a tracciare un nitido ritratto dei suoi sentimenti.

Non sappiamo se sia fidanzato oppure single, e tutto ciò che è emerso sul suo conto riguarda prevalentemente il suo impegno come ambientalista e leader delle Sardine…

Scorrendo nelle pagine di cenni biografici online, si scopre che Santori è anche un insegnante di atletica, basket e frisbee per bimbi e studenti universitari.

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Italia ed estero

Legge di bilancio: si cuce una crepa se ne apre un’altra, tensioni nella maggioranza

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Mentre le tensioni sul mes si stanno lentamente scongelando, provocando un beneficio istantaneo all’interno del Governo grazie alla notizia che è arrivata nella notte dallEurogruppo della dilazione della firma del trattato, per quanto riguarda la legge di bilancio sembrava essere tutto avviato verso una posizione comune ma un’improvvisa scossa da parte dei renziani sta facendo di nuovo barcollare la maggioranza.

Maggioranza senza tregua, dopo aver cucito la crepa della prescrizione se ne aprono altre che mettono a rischio la manovra di bilancio. Gli attacchi renziani riguardano i temi di: plstic tax, sugar tax e auto aziendali,è Italia Viva ad attaccare ed abrogare quelle tassazioni. A rincarare la dose ci pensa Renzi sui social “quelle tasse funzionano solo per i populisti ma sono un autogoal per le aziende del settore”

Il Premier Conte, reagisce e prova a minimizzare le parole di Renzi “Siamo in dirittura di arrivo, ci sono tanti emendamenti perchè ci sono tante sensibilità” e ribadisce che si impegneranno per rendere la manovra sostenibile e utile per gli italiani.

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Già nella mattinata di ieri sulla plastic tax e sulle auto aziendali si erano registrati attimi di forte tensione nella maggioranza, con Italia viva che abbandonava i lavori della commissione di bilancio al Senato con la conseguente decisione di un vertice.

Lungo vertice, concluso nella tarda serata di ieri con una maggioranza che ancora non ha trovato la quadra definitiva sulla manovra e tornerà ad incontrarsi nella giornata di oggi. Nessuna tregua nel governo e da oggi in commissione inizia la battaglia vera con il voto sugli emendamenti .

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