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Trento

Assegno regionale al nucleo familiare: via libera alla sperimentazione dei buoni di servizio

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Erogare una parte dell’assegno regionale al nucleo familiare nella forma di buoni servizio, così da sperimentare un nuovo modello di incentivazione all’utilizzo di beni e servizi pubblici qualificati per i bisogni delle famiglie.

E’ quanto prevede un protocollo d’intesa sulle politiche di sostegno alle famiglie con figli, firmato oggi dal vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi e dai i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti.

L’obiettivo principale è quello di supportare la condizione economica e sociale delle famiglie con figli attraverso interventi di natura generativa e servizi sempre più qualificati, in grado, da una parte di sostenere la partecipazione attiva al mercato del lavoro dei membri dei nuclei familiari e dall’altra di favorire il pieno e armonico sviluppo di bambini e ragazzi fin dalla prima infanzia. “D’intesa con i sindacati – ha spiegato Olivi – lavoriamo per costruire un welfare più moderno e avanzato, capace di andare oltre la mera erogazione di denaro e di incentivare le famiglie ad avvalersi dei servizi pubblici.

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Riusciamo così a perseguire alcuni obiettivi di interesse generale, subordinando l’utilizzo del sussidio pubblico a consumi socialmente responsabili, come quello di fornire ai ragazzi un sano regime alimentare e occasioni di maggiore socializzazione e quello di ridurre il trasporto privato”

Le risorse disponibili, confermate, ammontano a 34 milioni all’anno ed interessano circa 28 mila famiglie. “Ci troviamo a firmare un accordo – hanno detto i tre segretari confederali – che conferma a tutto tondo l’impegno della Provincia verso le famiglie con figli senza che vi sia una riduzione delle risorse messe a disposizione”: Il nuovo sistema, che sarà introdotto in via sperimentale a partire dal 1° gennaio 2017, prevede che l’importo mensile dell’assegno regionale venga scomposto in due quote: la “quota libera”, che continuerà ad essere erogata in forma monetaria, senza alcun vincolo di destinazione e una quota, pari al 30%, che sarà erogata in forma monetaria una volta verificato che il genitore/beneficiario dell’assegno regionale abbia consumato/acquistato per i propri figli alcuni servizi, in una prima fase, relativi all’ambito scolastico, come mensa e trasporto pubblico alunni, in una fase successiva estesi a servizi di tipo formativo, educativo, sportivo, sanitario o di conciliazione.

Saranno esclusi dalla sperimentazione i nuclei familiari con figli disabili e quelli esclusivamente con figli in età prescolare o esonerati dall’obbligo scolastico, nonché i nuclei in cui sono presenti contestualmente figli di età inferiore e superiore all’obbligo scolastico.

Il protocollo prevede, inoltre, che saranno puntualmente monitorati gli effetti della sperimentazione sulla spesa complessiva per l’assegno regionale al nucleo familiare, garantendo che ogni risorsa non trasferita alle famiglie in virtù del nuovo meccanismo di condizionalità sia reinvestita in analoghe politiche di sostegno al reddito delle famiglie.

Saranno anche adottate, tempestivamente, opportune forme di comunicazione sulle novità previste dalla sperimentazione ai nuclei familiari beneficiari e saranno concordati eventuali correttivi finalizzati a migliorarne il grado di equità grazie all’analisi dei dati raccolti nel corso dei primi mesi di attuazione.

Contestualmente alla sperimentazione, sarà attivato un tavolo di confronto tra Provincia autonoma di Trento, APAPI e CGIL CISL UIL del Trentino sul complesso dei sostegni al reddito delle famiglie con figli, per definire un’articolazione delle misure che non penalizzino le famiglie con massimo uno o due figli e per armonizzare i regimi tariffari dei servizi educativi alla prima infanzia tra asilo nido, tagesmutter e scuole per l’infanzia

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Trento

Ieri la festa di addio per il console onorario di Romania Maurizio Passerotti

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La Comunità romena del Trentino Alto Adige ha salutato ieri pomeriggio con una festa che si è tenuta nella sua residenza di Cadine, Maurizio Passerotti Console Onorario della Romania per la regione che volontariamente non ha rinnovato il mandato.

Passerotti è stato il riferimento per tutta la comunità per 11 anni, quelli più difficili.

Un periodo nel quale i romeni dovevano vincere l’innata diffidenza dei Trentini, trovare un posto di lavoro con quale mandare i soldi alle famiglie rimaste a casa, ma anche risolvere le tante piccole problematiche quotidiane.

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Passerotti è andato al di la della carica istituzionale, diventando un padre per tanti romeni che gli si sono rivolti per le più disparate richieste.

Il Console ascoltava, rassicurava e poi dava il via a quell’azione che quasi sempre risolveva il problema.

A 11 anni di distanza la realtà è cambiata del tutto.

I romeni sono imprenditori, proprietari di case, lavorano e sono integrati e forse è anche giusto che alla figura paterna di Passerotti, se ne sostituisca una che sia meno coinvolta nella realtà quotidiana.

Rifiutando il rinnovo del mandato consolare, Passerotti ha chiuso un ciclo e ieri nel parco della sua residenza è stato salutato con la malinconia e la tristezza che i romeni sanno combattere facendo festa.

Si è mangiato, ballato consapevoli che Passerotti non sarà più il punto di riferimento col quale la comunità romena è cresciuta.

Ma perché ha lasciato?Ho 75 anni ed avrei concluso questo terzo mandato a 80, troppi. Poi ci sono dei motivi famigliari, ma non per ultimo il fatto che 6 mesi fa ci ha lasciato “Gigi” Giuriato che era la mia spalla operativa. Un amico della Romania sempre disponibile a darmi una mano. Sento la sua mancanza e quando sono andato sulla sua tomba a sei mesi dalla morte, gli ho detto: “Gigi mi hai costretto ha non fare più il Console, senza di te sarebbe tutto più difficile”.

Nulla si sa nulla sul suo successore, quello che è certo è che fino al 7 ottobre Maurizio Passerotti resterà in carica.

A mandato scaduto invierà il dossier del candidato al Corpo Diplomatico del governo romeno e da quel momento inizierà la pratica della nomina del nuovo console. “ La revedere Maurizio”, è stato il saluto che ieri pomeriggio è partito dal cuore di tutti i romeni del Trentino Aldo Adige.

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Trento

Tasse nuovo governo: in arrivo la nuova «eco stangata»

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Ancora una volta il destino degli italiani è affidato ad un governo totalmente distante dalla realtà quotidiana che vive il suo popolo.

L’ultimo esempio? La prospettata “Eco stangata”.

Si partirebbe da un ulteriore (micro) tassa applicata sui biglietti arei, compensata da una detassazione del 10% dei viaggi in treno.

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Ma questi ministri rosso gialli hanno la minima idea delle condizioni nelle quali sono ridotte le nostre ferrovie e dei tempi di percorrenza sia ferroviari che stradali di un’ipotetica tratta Verona – Roma?

La seconda poi parrebbe una battuta.

Rottamare gli Euro 4 con un bonus da spendere obbligatoriamente in abbonamenti dell’autobus.

Ora chi viaggia con un mezzo Euro 4, lo fa certo non per vezzo, ma per mancanza degli euro necessari per acquistare una macchina più recente.

Ora cosa se ne fa ”il poveretto” di 2 mila euro di bonus rottamazione corrispondente ad un credito d’imposta utilizzabile nel quinquennio successivo in abbonamenti di trasporto pubblico locale.

Bene senza andare in altre zone d’Italia, rimaniamo in Trentino per vedere se è possibile far collimare orari di lavoro con quelli degli autobus sulla linea Aldeno – Trento.

Un esempio, ma quante altre corse sono calcolate sul rientro a casa di ipotetici lavoratori e non sul percorso inverso?

Che dire poi dell’eliminazione degli incentivi che indirettamente finanziano i combustibili fossili?

La prima conseguenza sarebbe l’equiparazione del costo del diesel a quello della benzina verde anch’essa inquinante.

Sfugge evidentemente che il trasporto merci avviene ancora per quasi la sua totalità su gomma, in considerazione dell’inadeguatezza delle linee ferroviarie.

E che nell’ambito del trasporto persone a sbaragliare la concorrenza è il vecchio pullman che si è ripreso il mercato con tariffe competitive, mezzi puliti e puntualità del servizio.

Allora di che aumenti vogliamo parlare?

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Trento

È Allarme fuochi nei parchi urbani di Trento

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“Nel tardo pomeriggio ero nei pressi del campetto dell‘oratorio di Povo quando vedo una fiammata e due ragazzi che scappano… hanno dato fuoco a dei giornali usando delle piccole candele (quelle della chiesa o del cimitero?) e hanno acceso questo fuoco su un tavolo di legno posto tra la canonica e l’ex scuola elementare… per fortuna che sono intervenuta prontamente aiutata dai miei figli e con gli annaffiatoi del cimitero lo abbiamo spento sul nascere, ma i legni del tavolo già dopo un minuto stavano per cominciare a bruciare”.

E’ la denuncia di una signora (non l’unica purtroppo) che ieri si trovava nei pressi dell’oratorio di Povo che conferma come ormai sia allarme fuochi nei parchi urbani della città.

Una cattiva abitudine, oltretutto vietata e sanzionabile, ma che evidentemente viene vista da qualcuno come una sfida alla comunità.

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Fino a quando non succederà qualcosa di grave, accentuato dalla generalizzata mancanza di grandi quantità di acqua nei nostri giardini pubblici.

Le foto allegate testimoniano la situazione dei Giardini Massimiliano I° d’Asburgo di Lung’Adige Braille dove dopo il barbecue serale, del quale abbiamo parlato in un precedente articolo, i falò vengono accesi direttamente sul prato sotto gli alberi, dove sono state vandalizzate anche due panche pic nic.

Infine abbiamo già scritto del parco di Cognola, quello che si trova sotto la chiesa dove anche in questo caso, alcuni giovani hanno preso l’abitudine di riunirsi attorno al fuoco.

Situazioni a rischio, vietate e sanzionabili che però sono tollerate dall’amministrazione comunale.

Infatti il sindaco cosa fa? Anche in questo caso nulla, ma se succede qualcosa di grave la responsabilità di chi è?

Parco di Cognola

Parco Braille Cristo re

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