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Trento

Centro Bruno, la Provincia chiede altri 119 mila euro di risarcimento

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Il Centro Bruno è da anni il centro sociale più conosciuto a Trento, che accoglie spesso e volentieri iniziative, progetti e concerti rivolti ai giovani della città.Fino al 2013, aveva sede in un edificio abbandonato vicino alla stazione ferroviaria, ma, dopo lo sgombero e il suo successivo abbattimento, il centro sociale si è spostato in zona Piedicastello.

L’ex occupazione dell’immobile dell’ex Dogana, iniziata nel 2007, sembra essere proprio la causa della rabbia da parte della Provincia.

Attraverso una delibera di Giunta per una richiesta d risarcimento danni, è stato puntato il dito contro i rappresentanti, attuali e passati, del Cso Bruno. Federico Zappini, Fabiano Malesardi, Stefano Bleggi, Maria Vittoria Cicinelli, Milo Tamanini e Donatello Baldo si trovano quindi a fare i conti con il tribunale.

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L’accusa poggia sul danno patrimoniale che sarebbe stato causato dall’attività del centro sociale nell’edificio e che avrebbe gravato il bilancio delle casse pubbliche. In totale, la Provincia chiede come risarcimento 119 mila euro. La richiesta è stata seguita da un rifiuto da parte dei legali e dai rappresentanti del Cso Bruno.

Quella del Centro Bruno è una storia infinita, fatta di occupazioni di suolo e bene pubblico, di leggi mai applicate, di spese mai pagate, che i cittadini di Trento si sono trovati gioco forza sul «groppone»

Da ricordare che per riappropriarsi dell’edificio “ex Dogana” occupato abusivamente dal “Centro sociale Bruno”  dal 2007 al 2013, la PAT, o chi per essa, ha ceduto una palazzina in comodato gratuito sita a Piedicastello dopo mesi di confronto con i residenti del rione assolutamente contrari all’insediamento.

Non vanno poi dimenticati i 467 mila euro di debito  presentato dalla Provincia sempre agli stessi responsabili del Centro sociale Bruno per l’occupazione abusiva dell’ex Dogana e che allo scrivente non risultano essere mai stati restituiti nonostante i termini di pagamento siano già scaduti da tempo.

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Ad alcuni rappresentanti del Bruno dopo lo sgombero infatti era arrivato il conto da pagare, e piuttosto salato, circa 90 mila euro a testa, che però non sono stati mai pagati.

La richiesta risale a luglio del 2014 ed è stata firmata dal dirigente Gianfranco Brigadoi. Nella lettera, a supporto della richiesta, è stata citata la sentenza 310/09 dove veniva dal tribunale riconosciuta «l’abusiva occupazione dell’immobile».

Il saldo del debito doveva essere effettuato entro la fine di Febbraio 2015, con la possibilità di rateazioni fino a 72 mensilità. Nel conto erano inserite tutte le spese derivanti da utenze usate dai frequentatori del Bruno e naturalmente mai pagate e sostenute sempre da «mamma» provincia. Ad oggi pare però che nelle casse della provincia non sembra entrato nemmeno un euro.

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Trento

Fuori controllo: poliziotti aggrediti con calci e pugni in via al Desert. Arrestato 22 della Guinea

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Non si fermano i controlli disposti dal Questore che nel week end appena trascorso hanno portato all’arresto di 2 stranieri e alla identificazione di oltre 50 persone.

Le attività dirette al contrasto degli episodi di illegalità diffusa, con particolare riferimento a quelle zone del centro cittadino oggetto di fenomeni di irregolarità, sono state attuate dalla Squadra Mobile, dalla Squadra Volante, dalla Squadra Polizia Amministrativa e dal Reparto Prevenzione Crimine di Milano, finalizzate non solo alla cattura degli autori dei reati ma anche al controllo di tutte quelle situazioni che potrebbero sfociare, qualora non contrastate, in comportamenti devianti.

Venerdì 17, la Squadra Mobile e il personale della Polizia Amministrativa della Questura hanno arrestato, all’interno di un bar di via Cavour, un cittadino algerino di 35 anni, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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L’uomo nell’occasione è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di hashish.

Sabato 18 verso le ore 01.20, la Squadra Volante ha arrestato un cittadino della Guinea del 1998, per violenza, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

L’uomo che stava disturbando altri avventori all’esterno di un locale di via al Desert, si scagliava, con calci e pugni, contro il personale della Volante, intervenuti per rasserenare la situazione.

Lo straniero, senza alcun motivo apparente, colpiva con due pugni al volto un Agente, provocando poi la distorsione del polso all’altro collega intervenuto.

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Entrambi i poliziotti riportavano lesioni guaribili in 5 giorni.

Vista l’aggressività del giovane gli Agenti, con non poco fatica, grazie anche all’uso dello spray urticante, riuscivano a bloccarlo ed ad arrestarlo per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

“Il controllo del territorio e le conseguenti attività di prevenzione, commenta il Vice Questore Salvatore Ascione,(foto) rappresentano il punto di partenza per tutte le azioni di contrasto delle attività criminali. L’arresto della Squadra Mobile e della Polizia Amministrativa nonché quello della Squadra Volante, confermano, non solo l’importanza del lavoro svolto, ma come siano strategiche le azioni di contrasto contro lo spaccio di stupefacenti, volute dal Questore Garramone, nei luoghi in cui maggiormente si avverte la preoccupazione dell’opinione pubblica, al fine di aumentare il senso di sicurezza dei cittadini”.

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Trento

Mamma e figlia rapinate in via Fersina

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Si trovavano nei pressi del Palazzetto dello sport in via Fersina quando sono state avvicinate da due soggetti con il volto coperto e rapinate.

E’ successo a mamma e figlia che la sera di domenica stavano raggiungendo a piedi il parcheggio, quando sono state minacciate dai malviventi con un coltello.

Le due malcapitate hanno dovuto consegnare un portafoglio con dentro 80 euro, dopodiché le due persone si sono date alla fuga.

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Sulla vicenda indagano i carabinieri.

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Trento

Ieri l’assemblea annuale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento

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Molti i temi affrontati ieri all’assemblea annuale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento, che ha visto presso le Cantine Ferrari a Ravina, ben 123 scuole rappresentate su 134.

Il presidente Giuliano Baldessari ha dedicato la sua relazione a “Qualificare l’investimento per l’Infanzia. 70 anni da capitalizzare”: “Il primo riferimento va all’anniversario della nostra associazione. Un anno significativo il 2020 che si apre col desiderio di immaginare ancora una volta il futuro e di rilanciare prospettive di ricerca e di innovazione.  Con lo sguardo al 19, 20 e 21 novembre prossimi – date nelle quali prenderanno vita le iniziative specifiche legate ai settanta anni di istituzione della Federazione – molte le storie, i percorsi, le domande, le sfide, i progetti da condividere per continuare a curare attenzione, cultura, progettualità nelle politiche per l’infanzia in alleanza con le famiglie e le comunità”.

All’avvio dei lavori l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti ha portato il proprio saluto ai partecipanti, riprendendo i temi espressi da don Marco Saiani che nella Messa di apertura aveva fatto riferimento alle condizioni storiche che hanno portato più di un secolo e mezzo fa alla nascita delle scuole dell’infanzia equiparate e successivamente all’istituzione della Federazione, richiamando il contesto di unità di visione della vita e di disponibilità a collaborare per trovare insieme soluzioni.

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L’assessore Bisesti, evidenziando come sia fondamentale rifarsi a quei valori di solidarietà, ha ricordato come tali valori, pur riletti alla luce dei tanti cambiamenti intervenuti nel corso degli anni, siano la base per affrontare le sfide importanti che ci attendono.

Fra presenti anche gli assessori regionali Giorgio Leonardi e Claudio Cia, nonché l’assessore alla partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei del Comune di Trento Chiara Maule.

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