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Italia ed estero

Le inquietanti parole dell’Iman Lorenzini: «gli Islamici sono qui per bonificare e rieducare gli italiani»

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Ha destato molta impressione e sgomento fra numerosi cittadini italiani la lite fra il giornalista Filippo Facci e l’iman Sharif Lorenzini (presidente delle comunità islamiche italiane) alla trasmissione «Dalla Vostra Parte» condotta da Maurizio Delpietro. (è possibile vedere qui lo scontro a partire dal minuto 0.31.30)

Dopo gli attentati di matrice islamica che hanno colpito l’Europa si è arroventato il dibattito sui temi dell’integrazione e della sicurezza. Non solo nelle piazze, ma anche in tv. Nell’ultima puntata del programma si è consumato un serrato diverbio tra il giornalista Filippo Facci e l’imam Sharif Lorenzini che avrà fatto cadere dalle sedie moti italiani.

Su Rete4, nel talk show condotto pro tempore da Maurizio Belpietro, sono volate critiche sferzanti, a seguito delle quali il musulmano ha risposto con espressioni che qualcuno in trasmissione ha giudicato persino allarmanti e inquietanti.

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Filippo Facci aveva iniziato con un attacco diretto all’imam senza mezze parole. “Io credo che ci sia una incompatibilità di fondo per cui fondamentalmente, a parte delle eccezioni, – aveva accusato Facci – gli italiani non vogliono gli islamici in Italia perché sono culture incompatibili, perché gli islamici non sono democratici, perché gli islamici perseguono tutti una teocrazia, anche se sono brave, ottime e buone persone come l’ospite con cui condividiamo questa trasmissione. Quindi la vera domanda la pongo io all’imam: ma che ci fate qua? Ma perché non ve ne andate? Che cosa volete in Italia?

Sharif Lorenzini fino a quel punto della trasmissione aveva mantenuto la calma, anche dopo essere stato incalzato da un altro ospite, Marcato, della Lega nord. Ma poi non è più resistito e ha replicato con eguale veemenza, rivolgendosi all’interlocutore così:

“Io sono più italiano di lei, vada lei via! Questa è casa mia e io qui porto avanti l’Italia e la purifico dalle persone come lei, che non meritano neanche di essere chiamate italiane. Lei è pieno di odio, di razzismo, arroganza, nonché di ignoranza. Lei deve essere rieducato! Io sono qui in Italia per bonificare e rieducare. Lei non ha imparato niente dalla Costituzione italiana. Lei deve imparare l’educazione“.

All’udire la reazione dell’imam, il conduttore Belpietro ha chiosato: “rieducato però è una brutta parola…“. E Facci, a sua volta: “vorrei sapere come contate di insegnarmela l’educazione“. A sollevare perplessità sulle considerazioni del musulmano, però, non sono stati solo i due giornalisti. Anche se dopo le violentissime parole dell’Iman sulla trasmissione è calato il gelo ed il silenzio. 

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Sul finire della trasmissione, anche il leghista Roberto Marcato è tornato sullo scontro verbale avvenuto poco prima: “Io non vorrei che passasse sotto silenzio quello che ha detto il rappresentante della comunità islamica. In un periodo in cui la gente si fa saltare per aria, questo fenomeno ha detto che lui è qui per bonificare l’Italia e purificarla da gente come Facci. Attenzione…“

Potete vedere il duro scontro e le inquietanti parole  dell’iman nel video sotto a partire dal minuto 0.31.30 cliccando qui

 

 

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6 Comments

6 Comments

  1. Ivan

    1 agosto 2016 at 7:03

    Quindi, bonificare significa togliere eliminare le cose brutte, intendono eliminare con bombe e stragi? Poi tu vieni a casa mia e tu stai alla mie regole altrimenti torni a casa tua.

  2. ANTERO

    2 agosto 2016 at 10:18

    Il 17 marzo 1937 il DUCE sbarca a Tobruk in Libia dall’incrociatore Pola e inaugura la via Balbia, che attraversa tutta la costa libica. Si fermerà quattro giorni.
    Il 20 marzo alle porte di Tripoli, nell’oasi di Bugara, il DUCE appare a cavallo dalla sommità di una duna; è accolto dal triplice grido di guerra dei combattenti musulmani, si erge sulle staffe del cavallo, alza al cielo la spada con l’elsa in oro massiccio che il capo del contingente berbero, Iusuf Kerbisc, gli ha appena consegnato e si proclama “Protettore dell’Islam”. Intorno echeggiano le salve di cannone; dietro di lui è schierata una colonna di 2.600 cavalieri, con i quali entrerà a Tripoli. Più tardi, da un podio situato in Piazza Castello, nel cuore di Tripoli, Mussolini alza nuovamente la spada, costruita con l’elsa in oro massiccio, verso il cielo e, dopo avere promesso di “tenerla con sé fra i ricordi più cari come simbolo di forza e di giustizia”, dichiara solennemente che l’Italia fascista intende assicurare alle popolazioni musulmane della Libia e dell’Etiopia “pace, giustizia, benessere e rispetto delle leggi del profeta”.
    L’anno dopo, il 28 ottobre 1938, nel sedicesimo anniversario della marcia su Roma, fu inaugurato nella piazza di Tripoli un monumento in onore di Mussolini con un basamento in travertino che recitava:
    “A Benito Mussolini pacificatore delle genti, redentore della terra di Libia, le popolazioni memori e fiere dove fiammeggiò la Spada dell’Islam consacrano nel segno del Littorio una fedeltà che sfida il destino.”

  3. Caio Terzo Numidio

    6 agosto 2016 at 9:56

    E di Giulio Cesare, hai notizie?

  4. Carlo Martello

    7 agosto 2016 at 12:11

    FUORI GLI ARABI DALL’ITALIA, NOI NON SIAMO FRANCESI…NOI DIFENDEREMO LE NOSTRE RADICI CRISTIANE CON LA LUPARA!
    NO ISLAM, NO MOSCHEE

  5. Carmine

    7 agosto 2016 at 15:38

    E ve ne siete accorti adesso? Sono organizzati e ci vedono come decaduti e decadenti. Ridono di come vanno in giro vestite le ragazze e di come nessuno riesca a spiegarli perchè festeggia il Natale e cosa significa.
    Sarebbe ora di rimettersi in riga, perchè sto andamento sbandato che c’è in giro sta favorendo la loro ideologia di riordinare le cose.

  6. Carlo De Liddo

    10 agosto 2016 at 14:13

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Italia ed estero

Morte Kobe Bryant: strani rumori dal motore del suo elicottero privato

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l campione della Nba Kobe Bryant è rimasto vittima di un incidente di elicottero in California, nella contea di Los Angeles dove è morta anche una delle sue figlie.

Bryant era in compagnia di altre tre persone, oltre al pilota.

Nessuno è sopravvissuto allo schianto del veivolo che ha preso fuoco al momento dell’impatto.

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Sembra che quella mattina le condizioni meteo non fossero ottimali per alzarsi in volo.

Kurtz Deetz, uno dei piloti che volava spesso con l’ex giocatore, non pensa che vi sia stato un guasto tecnico, quanto piuttosto che l’incidente sia da imputare alle cattive condizioni meteo.

L’elicottero era un Sikorsky S-7 bi-turbina del 1991, un modello molto diffuso anche in ambito governativo e militare.

Stando a quanto riportano alcuni testimoni, poco prima dello schianto si sentivano suoni strani, rumori forse provenienti da uno dei motori. Sono in corso le indagini.

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La dinamica dell’incidente è ancora da accertare: su questa faranno luce gli esperti dell’Ntsb, l’ente americano che indaga sugli incidenti nel trasporto. 

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Italia ed estero

È morto Kobe Bryant la leggenda del basket americano

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È morto Kobe Bryant. Il grandissimo campione di basket si trovava a bordo del suo elicottero personale quando è avvenuto un incidente.

Il mezzo, che contava anche altre quattro persone a bordo, si è schiantato per cause ancora da accertare.

L’incidente aereo ha avuto luogo in California, insieme a lui è deceduta anche una delle sue figlie, una sua amica, suo padre e il pilota.

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La figlia Gigi (Gianna) stava andando a giocare alla Mamba Sports Academy.

La figlia aveva ereditato l’amore per il basket, a 13 anni era un gran talento, da papà orgoglioso la spronava, non si perdeva una sua partita.

Intorno alle 10 del mattino, ora locale, le 19 italiane, il velivolo avrebbe preso fuoco e sarebbe precipitato a Calabasas (città nella contea di Los Angeles), rendendo inutili i primi soccorsi

Le cause dell’incidente sono ancora ignote e la polizia sta al momento lavorando proprio per capire la natura dell’incidente.

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Per Kobe Bryant era un abitudine quella di spostarsi con il suo elicottero privato (un Sikorsky S-76), e lo usava spesso anche quando era ancora in attività e doveva trasferirsi dalla sua residenza di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles.

Il campione aveva studiato in Italia dai 6 fino ai 13 anni seguendo il padre che aveva giocata nella massima divisione di Basket.

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Italia ed estero

Virus Misterioso Cina: bilancio sale a 58 morti, le autorità ammettono: «situazione grave»

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C’è una prima vittima a Shanghai e una delle maggiori piazze finanziarie mondiali trema per il possibile contagio con 40 casi accertati.

Dopo Pechino, Tianjin, Xi’an e la provincia di Shandong hanno proclamato lo stop dei mezzi pubblici a lunga percorrenza. In questo momento sono circa 60 milioni le persone tenute in quarantena che non possono muoversi. Le strade sono semi deserte

Chiude Disneyland Hong Kong, gli americani avviano l’evacuazione dei propri connazionali, la Peugeot quella del proprio staff.

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Intanto un malato è sotto osservazione a Toronto, in Canada.

Il presidente Xi Jinping ha ammesso che la situazione è ‘grave’ e l’epidemia del coronavirus ‘accelera’. Ma assicura: ‘Ce la faremo’.

Il bilancio sale intanto a 58 vittime con 2.000 infetti. È l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità, salito a poche ore dall’ultimo bollettino.

Nelle ultime 24 ore, sono morte altre diciassette persone e almeno 688 nuovi casi sono stati confermati, secondo la Commissione nazionale per la Salute. Dei nuovi decessi, 13 si sono verificati nella provincia di Hubei, quella di Wuhan, al centro dell’epidemia. oltre 400 persone sarebbero inoltre in condizioni critiche

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La situazione è sempre più drammatica mentre sembra ormai accertato che il virus sia sfuggito al controllo da un laboratorio dove si stavano sperimentando armi chimiche.

Due le ipotesi: che il virus sia uscito dal laboratorio attraverso le prese d’aria dell’impianto di condizionamento oppure che qualcuno all’interno non abbia preso le necessarie precauzioni trasferendolo inavvertitamente all’esterno.

Ma arrivano anche altre nefaste notizie.

Sul noto sito medicalfact.it, citando The Lancet una delle riviste scientifiche più prestigiose viene spiegato che l’infezione può essere diffusa da persone che non hanno alcun sintomo e non hanno febbre.

Segno di un virus che colpisce “a volto coperto“, che si conosce molto poco ma che di sicuro ha una velocità diffusione che forse le organizzazioni sanitarie hanno finora sottostimato.

Lo studio pubblicato da The Lancet ha ricostruito la storia della trasmissione del virus 2019 n-CoV all’interno di un piccolo gruppo di sei individui (cinque dei quali della stessa famiglia) e indica come i tempi di incubazione possano variare da individuo a individuo, evidenziando il caso del bambino di dieci anni portatore del virus pur non mostrando alcun sintomo.

L’articolo rileva inoltre che rari casi casi di trasmissione asintomatica erano stati segnalati anche nella Sars, l’infezione da coronavirus emersa nel 2002-2003 e che nel caso del virus 2019 n-CoV potrebbero essere “una possibile fonte di trasmissione dell’epidemia”. Per questo, rilevano gli autori della ricerca, “sarebbero necessarie ulteriori ricerche sui casi asintomatici” ed “è cruciale isolare i pazienti, tracciare e mettere in quarantena i contatti prima possibile”.

 

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