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Trento

Aggiornato il piano per la formazione professionale

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E’ positivo il parere della V Commissione permanente del Consiglio provinciale sui due schemi di deliberazione con cui la Giunta Rossi si appresta a varare l’aggiornamento del Programma triennale 2015-2018 della formazione professionale e ad adottare gli obiettivi generali per l’apprendistato.

Con 3 astensioni dei commissari di minoranza Civettini, Simoni e Viola, i due provvedimenti sono stati appunto approvati dalla Commissione presieduta da Lucia Maestri, al termine dell’illustrazione che ne ha fatto il presidente della Provincia, Ugo Rossi.

Formazione professionale –  La delibera individua le aree territoriali in cui sviluppare i Poli specialistici di filiera, cui agganciare i corsi per accedere all’esame di Stato e i percorsi dell’alta formazione professionale.

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La dirigente Livia Ferrario ha spiegato che si apre la strada al Polo roveretano della meccatronica. San Michele sarà la “capitale” del Polo dell’agricoltura e dell’agroalimentare; Villazzano del Polo delle costruzioni e dell’edilizia sostenibile; Trento di quello per grafica, comunicazione e design; infine alberghiero e benessere sono stati pensati con distinti poli nelle aree più vocate al turismo in Trentino, quindi a Levico, a Tesero, a Varone di Riva e a Tione.

Ci sono nuovi percorsi di qualifica prossimi a partire e c’è la novità dei corsi serali estesi anche alle materie meccanica ed elettrica (a Villazzano e a Rovereto).

Vengono inoltre rivisti e ampliati i percorsi dell’alta formazione, che andranno a pieno regime dal 2017 e “produrranno” nuove figure di “tecnici superiori”, con sbocchi occupazionali spesso molto interessanti.

L’obiettivo – ha indicato il presidente Rossi – è valorizzare questo settore dell’istruzione, riconoscere le vocazioni territoriali e mettere sempre più le scuole trentine sulla lunghezza d’onda (variabile) delle imprese.

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Apprendistato formativo – La seconda delibera approvata ieri riguarda questa forma contrattuale, che dentro la nuova cornice normativa del Jobs Act è diventata particolarmente interessante per le imprese, poiché tutta la quota di ore trascorse dallo studente in aula – e non sul lavoro – non è più un onere a carico del datore privato. L’apprendistato formativo consente allo studente di essere assunto e di conseguire un titolo di studio in tutti i livelli del sistema d’istruzione. La delibera giuntale adotta appunto gli obiettivi generali e fissa gli standard formativi.

Gli interventi in Commissione –  La presidente Lucia Maestri ha evidenziato la difficoltà delle aziende di reperire sul mercato del lavoro figure altamente specializzate in matematica e fisica; e ha chiesto lumi su Agenzia del lavoro e sugli attuali limiti di efficacia nell’aprire porte ai giovani sul mondo delle aziende.

Claudio Civettini (Civica Trentina) ha voluto rassicurazioni sul fatto che gli incentivi all’apprendistato non producano l’effetto distorto di riempire gli spazi creati nelle aziende da licenziamenti su larga scala. Walter Viola ha elogiato il percorso della formazione professionale, “che non è più la cenerentola del sistema”, e ha chiesto chiarimenti sugli istituti che daranno vita ai poli dell’alberghiero e del benessere.

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Trento

Lavoratori accoglienza: il mistero dei 18 disoccupati irreperibili

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Dal botta e risposta numerico tra l’assesssore Spinelli ed i sindacati sul numero degli ex lavoratori del comparto dell’accoglienza che hanno trovato una seconda occupazione, emerge un dato perlomeno curioso.

Secondo i sindacati dei 98 lavoratori disoccupati, 18 risulterebbero irreperibili.

Ma come, erano titolari di contratti a tempo indeterminato e piuttosto che rispondere alle chiamate dell’Agenzia del Lavoro (lo hanno fatto in 33 dei quali 14 hanno legittimamente rifiutato la proposta di lavoro) in 18 hanno chiuso baracca e burattini e si sono dati alla macchia?

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Ma chi erano e in particolar modo perché hanno preso questa decisione?

Per i sindacati quei 98 neo disoccupati sono tutti giovani professionisti qualificati ed allora perché scappare?

Com’è possibile che le potenti banche dati in uso agli uffici pubblici non riescano a rintracciarli, anche se residenti fuori città. C’è molto che non torna.

Il primo sospetto è che potessero avere qualcosa da nascondere, ma cosa?

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Avanziamo delle ipotesi: è possibile che il “giro” dei lavoratori dell’accoglienza possa essere stato in parte virtuale e che quindi non avrebbe potuto superato un controllo amministrativo?

Di ipotesi fantasiose se ne possono fare molte, ma sarebbe bello che qualcuno spiegasse chi sono i 18 lavoratori irreperibili.

La disoccupazione è sempre comunque un dramma, però nel caso del comparto dell’accoglienza, la responsabilità è di chi ha creato un carrozzone che stava in piedi solo con i finanziamenti pubblici e che non ha prodotto nessun reddito o risorsa per la comunità.

Un carrozzone assemblato su quella che era dichiarata come un’emergenza umanitaria e come tale, temporanea.

In questo caso una parte dei sindacati e i politici di centro sinistra dovrebbero solo fare autocritica.

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Trento

Chiusi i presidi periferici della polizia municipale al Magnete e in san Martino

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La Polizia Municipale ha chiuso i presidi periferici del Magnate e di San Martino.

Il Comune ha inoltre chiesto il parere favorevole al consiglio di circoscrizione Centro Storico – Piedicastello per chiudere la sala civica del Magnete che ha risposto in modo negativo.

Azioni totalmente opposte alla richiesta di sicurezza e legalità dei cittadini.

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I due presidi della Polizia Municipale erano da tempo inattivi dopo che erano partiti con due vigili e passati poi in seguito ad uno solo.

I residenti del Magnete ricordano con particolare nostalgia solamente di una vigilessa attiva sul territorio, ma talmente attiva da essere stata trasferita.

Il problema è che se c’è chi segnala delle criticità, su queste poi bisogna poi intervenire: è proprio questo quello che l’amministrazione comunale di centro sinistra non ha mai voluto fare.

Il Magnete è un quartiere estremamente a rischio, dove il crimine è per la maggioranza extra comunitario e quindi è meglio non correre il rischio di vedere o sentire.

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La giustificazione ufficiale è che la necessità dei presidi è venuta meno con i vigili o carabinieri di quartiere ed anche con i vigili ciclisti.

La sala civica del Magnete è sotto utilizzata, ma alla pari di tante altre sale comunali sparse sul territorio.

Se l’amministrazione comunale volesse parlare di redditività, dovrebbe chiuderle quasi tutte.

Ed allora perché solo quella del Magnete?

E’ di certo strana questa volontà di disimpegno dell’amministrazione dalla periferia che sarebbe invece la parte della città che avrebbe più bisogno di sostegno.

Ovvio che il parere negativo espresso dal consiglio circoscrizionale non è vincolante per il Comune, ma forse adesso sarà più difficile togliere una possibilità di espressione e aggregazione per il quartiere del Magnete.

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Trento

Dramma sul Lagorai, muore Marco Guadagnini 69 enne di Trento

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Marco Guadagnini di 69 anni, mentre era in compagnia di 2 amici, è scivolato sull’erba umida precipitando per quasi 200 metri a valle dalla Cima Ziolera.

I due amici che erano con lui hanno confermato quanto successo.

Un incidente mortale del tutto simile era successo già due anni fa quando un 65 enne di Bassano del Grappa, era precipitato per 150 metri in un canalone.

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I soccorsi si sono mossi subito, il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero, il quale ha portato sul luogo dell’incidente l’equipe medica e, in una seconda rotazione, due operatori della Stazione Bassa Valsugana.

Per l’uomo purtroppo non c’era ormai nulla da fare, troppo gravi i traumi riportati.

Il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Una volta ottenuto il nulla osta delle autorità, la salma è stata recuperata e portata alla camera mortuaria di Borgo Valsugana.

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Residente a Trento e da 5 anni in pensione Marco Guadagnini aveva passato una vita lavorando con revisore per la Federazione della Cooperazione ed era un grande appassionato di sport e di escursioni in montagna.

Era componente del direttivo della sezione del Trentino Alto Adige dell’Aiac, l’Associazione italiana allenatori calcio e allenatore dei «Primi passi» del Mezzocorona Calcio.

Per lui il calcio era da sempre la sua grande passione.

Proprio nel tardo pomeriggio di ieri di ritorno dall’escursione sul Lagorai avrebbe dovuto partecipare all’allenamento dei piccoli nella piana Rotaliana che però lo hanno atteso invano sul campo di calcio.

 L’ex revisore della casse rurali trentine lascia la moglie sposata a giugno dell’anno scorso, Patrizia, che lavora all’Inps, e un figlio avuto dalla prima moglie.

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