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Trento

«I vitalizi non sono pensioni»: per la Cassazione competente è il Tribunale di Trento

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La Cassazione (Sezioni Unite) ha stabilito, dunque, che la competenza a decidere sui ricorsi contro la “riforma” della riforma dei vitalizi sarà il “giudice ordinario” come correttamente avevano fatto gli ex consiglieri regionali che si erano rivolti al Tribunale di Trento.

E’ opportuno, comunque, ricordare, che furono proprio gli ex consiglieri regionali a chiedere alla Cassazione di pronunciarsi sulla competenza del giudice per “vincere” – come ieri ha scritto in una nota l’Associazione degli ex consiglieri regionali ed ex parlamentari nazionale ed europei di cui avevamo dato notizia – la “tattica ostruzionistica” del consiglio regionale e della Regione che invece avevano sostenuto pregiudizialmente che il giudice naturale fosse la Corte dei Conti.

L’ordinanza – (puoi leggerla qui) – ha ribadito, ancora una volta, sulla base della consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, che i consiglieri regionali sono “funzionari onorari” della P.A e non dipendenti pubblici, cosi ché le loro indennità non sono stipendi e i loro assegni vitalizi non sono pensioni.

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Sulla stessa linea si era pronunciato il pubblico ministero nella sua requisitoria. Ecco quindi – in estrema sintesi – le ragioni che stanno alla base dell’ordinanza della Suprema Corte che ha deciso di attribuire la competenza al Tribunale di Trento.

Ci si chiede, allora, come sia possibile che avvocati esperti (e lautamente pagati) come il prof. Falcon e il prof. Corvaja, difensori e consulenti del consiglio regionale e della Regione Trentino Alto Adige, abbiano sposato e sostenuto tesi contrarie e nettamente “minoritarie” da risultare “sonoramente” battute? Forse, a qualche consigliere regionale verrà la “curiosità” di sapere le ragioni di una tattica risultata, alla luce dei fatti, perdente.

A questo punto, i giudici trentini potranno entrare nel merito delle cause, salvo che non decidano di accogliere l’altra pregiudiziale, questa volta, sollevata dagli ex consiglieri, sulla legittimità costituzionale della l.r.4/2014, rinviando la legge all’esame della Corte Costituzionale.

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Trento

Furti Mattarello, individuate e fermate un gruppo di ragazzine con meno di 14 anni

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C’è un pochino di sconcerto nell’apprendere che ieri mattina a Mattarello sono state bloccate dalle forze dell’ordine un gruppo di ragazzine di età inferiore a 14 anni protagoniste di alcuni furti in paese.

L’allarme furti era stato lanciato nei giorni scorsi sui social, anche se purtroppo Mattarello negli ultimi mesi è stata presa di mira da ladri e malviventi.

Le ragazzine sono entrate in alcune abitazioni fra via San Vincenzo e via della Cooperazione con l’abilità dei ladri professionisti.

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Non appena i residenti hanno scoperto i furti, è stato immediatamente allertato il 112.

Dopo una ricerca nei dintorni di Mattarello, le forze dell’ordine hanno individuato queste ragazzine, una delle quale ha cercato anche di fuggire inutilmente salendo su un autobus.

Le ragazzine, avendo meno di 14 anni, non sono imputabili.

Secondo il codice penale infatti i ragazzi di età inferiore a 14 anni non sono perseguibili penalmente in quanto sussiste ancora un’incapacità di intendere e di volere.

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Le ragazzine sono state quindi mandate in un centro d’accoglienza in attesa che vengano identificati i genitori.

Secondo le forze dell’ordine è molto probabile che sul posto sia stata anche presente un’altra persona, con ogni probabilità adulta, con lo scopo di coordinare i loro movimenti.

Per le organizzazioni criminali l’uso di minori di 14  anni può essere molto redditizio: non attirano l’attenzione e non sono perseguibili penalmente.

Sono comunque in corso le indagini per individuare i mandanti e gli organizzatori della baby gang.

Il fenomeno delle baby gang è ormai esteso a livello nazionale, con una triste gamma di vittime, dagli anziani, alle donne ma anche ai coetanei dei protagonisti.

Già nei primi mesi del 2018, si registravano numerosi casi legati alla delinquenza minorile di gruppo.

Nel febbraio 2018 i minori in carico ai servizi sociali erano 20.313 sensibilmente cresciuti nel dicembre dello stesso anno.

Nel medesimo lasso di tempo, i reati commessi da minorenni sono cresciuti da 40.669 a 54.962, e tra febbraio e dicembre 2018 la percentuale di minori in carico ai servizi sociali è aumentata del 40,4%, mentre il numero di reati commessi del 35,1%

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Trento

Domani alle 17.00 l’inaugurazione di «Natale a Mattarello»

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Ieri presso il rione di san Martino domani  a Mattarello.

È una tradizione che ritorna più forte di prima e che unisce le comunità sotto il presepe e l’albero di Natale da sempre valori di pace e fratellanza.

“Natale a Mattarello” sarà inaugurato domani alle 17 nella “piazza del Nadal” con la partecipazione del coro del circolo San Vigilio e del Corpo Bandistico di Mattarello.

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A seguire l’accensione delle luci di Natale e per concludere polenta concia per tutti.

Poi saranno giorni di festa fino a domenica 5 gennaio.

Sarà coinvolto anche il cinema parrocchiale sede oltre che della proiezione di otto film, di dibattiti e incontri.

Presenti tutte le associazioni di Mattarello con propri stand che venderanno oggettistica e fiori sia per autofinanziamento che per raccogliere fondi per opere umanitarie.

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Ci saranno tra gli altri le stelle di natale dei Vigili del Fuoco Volontari, il circolo Santi Anzoi con la “ festa dei lustri di matrimonio con buffet”.

Mercoledì 11 dicembre in collaborazione col Gruppo Alpini, la Copag e la circoscrizione, la sala polivalente ospiterà il pranzo comunitario a partire da mezzogiorno ed al pomeriggio ci sarà l’esibizione del coro “ Terre di Mezzo”.

Nell’Aula Magna delle scuole elementari, le prime classe presenteranno “ Progetto Natale”.

Venerdì 13 la locale sezione dell’Avis, proporrà un concerto di musica jazz col “ Marina Zampa Quartet” ed il sabato 14 sarà Natale dei Bambini organizzato da Mamme Insieme e la Filodrammatica Arca di Noè.

Poi ci saranno ancora concerti, venerdì 20 dicembre “ Ballando sotto le stelle”.

Questi sono alcuni dei tanti appuntamenti presenti nel cartellone di “ Natale a Mattarello” che anche quest’anno si presenta con un’edizione originale e caratterizzata dal coinvolgimento di tutte le associazioni, ma anche di tutti i residenti.

Non solo una festa di paese, ma anche un’occasione per tutta la frazione e la città di Trento per trascorrere delle serate diverse.

Non mancheranno i presepi.

Il più originale è quello allestito sulla fontana dal locale “ Gruppo Amici del Presepio”.

Del 5 gennaio, giornata conclusiva del “ Natale a Mattarello”, saranno protagoniste le Befane in tutte le interpretazioni ed il Corpo Bandistico col “ Concertino della Befana”.

clicca sotto per vedere il programma completo

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Trento

Il centro di protonterapia di Trento arriva a quota mille pazienti

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Il Centro di Protonterapia di Trento ha tagliato il traguardo dei mille pazienti trattati nei primi 5 anni di attività.

Un risultato che è frutto di un percorso iniziato alla fine del 2014, con il primo paziente adulto, e proseguito l’anno successivo con il primo caso pediatrico in Italia trattato con i protoni.

Il Centro di Trento è una struttura unica in Italia dal punto di vista tecnologico e uno tra gli oltre 80 centri di protonterapia nel mondo, concentrati soprattutto negli USA, in Europa, in Giappone e in Cina.

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La protonterapia è una particolare forma di radioterapia oncologica che utilizza particelle dotate di massa e carica, i protoni, al posto dei raggi X (fotoni) adottati nella radioterapia tradizionale.

I protoni rilasciano la loro energia nei tessuti irradiati in modo caratteristico: la dose viene depositata quasi interamente e con estrema precisione nello spazio di pochi millimetri. Questa proprietà consente di somministrare dosi elevate di radiazioni al tumore, risparmiando i tessuti sani in prossimità della lesione.

Il trattamento è particolarmente indicato nei casi clinici più complessi, che includono tumori vicini a organi e strutture sensibili, in regioni anatomiche complesse, tumori pediatrici o resistenti alla radioterapia convenzionale, anche in combinazione con la chemioterapia, quale trattamento post chirurgico. La protonterapia viene erogata nell’ambito delle cure previste dal Sistema sanitario nazionale ed è inclusa tra le patologie previste dai Lea (livelli essenziali di assistenza). Trento è l’unico Centro di protonterapia afferente ad un’azienda sanitaria pubblica a livello europeo.

Nel Centro di Trento vengono trattati tumori cerebrali e della base cranica, tumori della testa e del collo, sarcomi, tumori gastrointestinali, della colonna vertebrale e del sacro, i linfomi e i tumori solidi pediatrici. Il ritrattamento di tumori già irradiati con radioterapia convenzionale costituisce un ambito di particolare complessità e rappresenta una risorsa terapeutica eccellente per i pazienti.

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A partire dal 2017, Trento è il primo Centro in Europa e secondo al mondo ad aver sviluppato e implementato trattamenti di radiochirurgia con protoni per trattare tumori localizzati in parti dell’encefalo non operabili chirurgicamente.

Le cure sono erogate in regime di day hospital e durano, mediamente, cinque o sei settimane: un periodo di tempo lungo, durante il quale i pazienti possono contare sulla presenza e sul sostegno di una rete di enti e associazioni di volontariato, che offrono supporto e assistenza durante il trattamento.

Attualmente, il Centro di Trento è l’unico in Italia ad essere dotato di gantry e della tecnologia PBS (pencil beam scanning) per l’erogazione del fascio di protoni, che consente di irradiare il tumore con altissima precisione risparmiando i tessuti sani.

Una terapia che, oggi, non può essere definita sperimentale: la sua origine risale al secondo dopoguerra. Gli stadi dello sviluppo sono stati lenti anche a causa della complessità delle strumentazioni tecnologiche necessarie e le prime strutture non sorsero in ambito ospedaliero ma bensì all’interno di laboratori di fisica nucleare, nei quali erano disponibili le apparecchiature necessarie ad accelerare e indirizzare sul bersaglio i protoni.

È a partire dagli anni novanta, inizialmente negli Stati Uniti e successivamente in Europa e in Asia, che hanno iniziato ad operare i primi centri clinici di protonterapia.

Il cuore del Centro è costituito dal ciclotrone, un’apparecchiatura che consente di accelerare i protoni fino a raggiungere il 60% della velocità della luce, ovvero la velocità necessaria per penetrare i tessuti biologici e raggiungere la sede del tumore. Il fascio di protoni viene poi trasportato nelle due sale di trattamento, entrambe dotate di gantry, una struttura rotante a 360° intorno al paziente che permette di garantire il posizionamento più idoneo del paziente.

Nel Centro di Trento le attività cliniche sono affiancate alla ricerca scientifica a rilevanza nazionale e internazionale svolta in ambito clinico, preclinico e radiobiologico. L’attività di ricerca è svolta in una sala sperimentale dotata di linea fissa per il rilascio del fascio di protoni che viene utilizzata anche per progetti di ricerca e sviluppo in ambito aerospaziale, di fisica di base e dei materiali.

Le attività di ricerca sono gestite dal Trento Institute for fundamental physics and applications  (Tifpa), centro nazionale dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) nato grazie alla collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), l’Università degli studi di Trento (Unitn) e la Fondazione Bruno Kessler (Fbk).

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