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Trento

Il web Trentino si ribella: «immigrazione, adesso basta!»

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Dopo la drammatica e vile aggressione di Mario Aiello, lo sfortunato finanziere che sta lottando fra la vita e la morte all’ospedale di santa Chiara, pestato a sangue da due stranieri, arrestati nella notte dai carabinieri di Borgo Valsugana il Web si ribella.

È la protesta di migliaia di frequentatori dei social quella andata in scena oggi. Quanto successo l’altra notte è stato come l’esplosione di un tappo compresso da molto, anzi, da troppo tempo.

Come detto sono migliaia i commenti del popolo del web, sui social, all’articolo dell’arresto del magrebino e del polacco, ambedue pregiudicati ma liberi di circolare liberamente e uccidere.  Una reazione stavolta molto più violenta del solito, di migliaia di persone,(l’articolo ad ora ha superato i 25 mila click in sole 8 ore con oltre 4.000 commenti solo su facebook e oltre 5mila «mi piace») il cui disagio sta superando i limiti della sopportazione.

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Molti i commenti che chiedono l’espulsione immediata di tutti gli immigrati, tanti quelli che inneggiano alla rivolta, «svegliamoci, adesso basta», questo lo slogan più usato da più radicali. Ma anche chi solitamente è più moderato da segni di insofferenza verso una politica inerme che è sempre più lontana dalla gente.

Trento – ormai è chiaro ai più – non è più la città «verde» e tranquilla di un tempo, oggi i cittadini devono guardarsi le spalle, ed il pericolo è letale e pericoloso di chi non ha nulla da perdere, di chi sotto l’effetto di alcool e droga ammazza, minaccia, ruba, aggredisce in modo arrogante e presuntuoso. «Ma quanti potenziali altri assassini oggi circolano liberamente nella nostra regione?» – ecco quello che chiede Marina in un suo post riferendosi al terribile pestaggio dei due immigrati.

E l’asticella dell’odio si alza, specie quando a rischiare sono i nostri figli, le nostre famiglie, le nostre fidanzate o come nel caso dell’altro giorno un militare. Ma c’è chi lancia anche delle idee, come per esempio chiudere immediatamente le frontiere, dichiarare lo stato di emergenza ed espellere tutti quelli che non hanno diritto di asilo che ricordiamo secondo il ministero dell’interno italiano sono il 94%. 

«Siamo un popolo di pecore e codardi – attacca un lettore su facebook – ora dobbiamo dire basta a questo attacco alla nostra libertà e sicurezza». Gli fa eco un altro utente, «è questa l’accoglienza trentina?»

Via poi alla richiesta esagerata della pena di morte e molti i richiami alla presidente della camera Boldrini da sempre schierata per l’accoglienza indiscriminata di tutti. Tutti ritengono responsabili PATT e PD per quanto sta succedendo a Trento. La cronaca purtroppo parla di furti, aggressioni, spaccio di droga, borseggi, scippi, risse ed ora anche tentativo di omicidio ogni giorno.

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Per Trento davvero una situazione nuova, che forse per questo è stata presa sottogamba dal sindaco Andreatta ritenuto dai più inadeguato per prendere in mano una situazione che ormai è completamente fuori controllo.

Come fuori controllo per i più è la gestione dell’immigrazione che è il primo motivo della degradante situazione trentina. Gli echi delle stragi di Dacca e Nizza ora sembrano più vicini all’Italia. La verità è che ora anche Trento comincia ad avere paura, anche Trento chiede decisioni immediate per salvaguardare – giusto ricordarlo – chi questa regione l’ha costruita con il sudore, il dolore, il lavoro e le tasse pagate all’autonomia.

Ma a parte il terrorismo, che per Trento è un problema secondario, è l’accoglienza indiscriminata che fa paura e che continuerà con l’arrivo di circa 1000 richiedenti asilo fra poche settimane, ma poi ne arriveranno altri, e altri ancora e poi ancora, ancora e nuovamente ancora. Fino a quando? ecco l’altra domanda del popolo del Web

L’afflusso continuo dei migranti, sta creando un clima esplosivo in molte città italiane e porta a tragedie dove le vittime sono persone normali, oneste, colpevoli solo di essere andati a passare una serata in qualche locale con la fidanzata, o in vacanza con i propri bambini.

Il Trentino, oggi, ha superato il sottile filo della silenziosa sopportazione ed è passato dall’insofferenza all’avversione. Il «popolo» pecora è stufo, ed ora grazie all’eco dei social network si ribella, vuole far sapere come la pensa, si ribella perché come scritto in molti post «non ne possiamo più», già, perché ora ad essere sotto attacco è la nostra libertà, le nostre abitudini, la nostra sicurezza, quella sicurezza che il popolo trentino dava per scontato, almeno fino a qualche mese fa.

Il Trentino non ci sta più, non ci sta a cambiare le proprie abitudini, tradizioni e storia in nome dell’accoglienza selvaggia mascherata dal rispetto per i diritti civili. È al diritto di vivere tranquillo e sereno di noi cittadini trentini a chi ci pensa? sbotta Francesca ancora sui social

«I trentini nelle urne si ricorderanno di chi non ha tenuto in considerazione la volontà del proprio popolo» – concludiamo con quanto scritto da Paolo su Facebook. Questa sarebbe la vera rivoluzione del popolo «pecora» che improvvisamente si sveglia «Leone» e diventa autorevole e in grado di decidere con la propria testa e non con quella di qualche segretario di partito.

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