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Immigrazione. Magdi Allam ad Arco: «un auto invasione finanziata con i nostri soldi»

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La serata in compagnia di Magdi Cristiano Allam, si è conclusa con un incitamento, da parte dei relatori, a superare la paura nell’ esprimersi senza compromessi contro questa prepotente invasione islamica, cercando di opporsi ad essa con tutte le proprie forze.

Dall’alto della sua profonda conoscenza del mondo islamico, il giornalista ha spiegato con chiarezza gli aspetti violenti della religione di Maometto, la dottrina omicida del Corano e la considerazione a dir poco scarsa della dignità delle donne.

La conferenza è stata organizzata dall’Associazione Riva Destra di Trento e da Forza Nuova Trentino. Al riguardo durante la serata è stata espressa la chiara posizione del partito nazionalista di Roberto Fiore sui temi immigrazione e Islam: “siamo per rendere illegale – sostiene Numa De Masi – la proliferazione di moschee in Italia e la religione islamica; inoltre da sempre contrari all’immigrazione selvaggia, specie di popoli etnicamente e culturalmente, lontani dalla nostra società”. 

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La situazione tracciata nelle due ore della conferenza è alla fine risultata drammatica e molto preoccupante. 350 milioni di giovani musulmani sotto i 30 anni, forti, decisi e pronti ad avere il sopravvento senza alcuna paura, mettendo anche in gioco la propria vita, su poco più di 80 milioni di giovani europei privi ormai di valori e che pensano di difendere il proprio territorio e i propri valori etici e culturali con le bandiere della pace e i lumini profumati appoggiati sui davanzali delle proprie case.

Magdi Allam ha parlato apertamente di terzo conflitto mondiale, che «se le cose non cambieranno sarà lungo e sanguinoso» – ha precisato

«È una guerra scatenata da un terrorismo islamico che attua letteralmente e integralmente ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto. È una guerra scatenata da un terrorismo islamico autoctono e endogeno, sono terroristi islamici europei che colpiscono all’interno stesso dell’Europa”. Jihadisti arrivati in Europa come immigrati o nati e cresciuti nei territorio dell’Unione».

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L’ex europarlamentare ha criticato anche ferocemente parte della stampa Italiana colpevole di nascondere la verità «È ora di riscattarci – ha tuonato – cominciamo ad acquisire e a diffondere informazione corretta. Cominciamo a contrastare una cultura e una classe politica che favoriscono l’islamizzazione, la proliferazione delle moschee al cui interno si pratica il lavaggio di cervello che trasforma i fedeli in terroristi, l’auto-invasione di clandestini che sono in stragrande maggioranza giovani musulmani, che accrescono l’islamizzazione demografica e l’infiltrazione del terrorismo islamico in Europa» 

Allam cerca una soluzione all’invasione del terrorismo. Alla dillagazione di un’idea di paura e terrore che anche a Dacca  dopo Bruxelles e Parigi, ha strappato la vita a persone innocenti. «La nostra missione è fortificarci dentro per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. Il nostro dovere è garantire ai nostri figli e ai nostri nipoti una casa comune dove sia preservato il loro inalienabile diritto alla vita, alla dignità e alla libertà. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!»

Allam ha puntualizzato che è necessario distinguere fra i diritti umani internazionali e i diritti dei cittadini italiani che pagano le tasse e hanno contribuito a costruire la libertà, la democrazia e il benessere del nostro paese. Ma non solo, ha citato anche alcuni passaggi del Corano dove viene scritto chiaramente che gli infedeli ( che sono gli occidentali) devono essere sottomessi, torturati, massacrati e privati di tutto.

Uno spaccato drammatico di quello che non è più possibile catalogare come Islam Moderato, «l’Islam moderato non esiste – ha dicharato ancora Allam – esistono il cuore e la mente delle persone, ma se un musulmano crede nel profeta Maometto allora ne diventa complice e per l’occidente diventa un soggetto pericolosissimo».

«In questa guerra – ha continuato Magdi Allam – manca una linea di demarcazione precisa tra alleato e nemico. Chi ha compiuto gli attentati a Parigi possedeva la cittadinanza europea! Parigi ci insegna che siamo in presenza di un terrorismo fondato sulla paura. Non potendoci affrontare frontalmente, perché la loro forza militare è limitata, ritengono di vincere la guerra senza combattere, semplicemente mostrando teste mozzate per impaurirci».

Non ha dubbi Magdi Allam, per 56 anni islamico, poi convertitosi al cattolicesimo, che vive sotto scorta dal 2003 ed è stato condannato a morte dall’Islam: «Per loro siamo tutti indistintamente dei nemici che vanno eliminati a prescindere da ciò che facciamo, ma solo per ciò che siamo. Bombardamenti, colonialismo, crociate non c’entrano nulla»

Abbiamo una missione da compiere – ha proseguito Magdi Allam – salvaguardare i nostri diritti a casa nostra, garantire le leggi laiche dello stato, i valori, la sacralità della vita, la dignità tra uomo e donna. La notte di capodanno nelle città nord europee è stato un atto di guerra, un ordine impartito agli islamici di aggressione sessuale di massa. Le donne sono considerate inferiori. La schiavitù è legittimata dal Corano e l’Isis l’ha riesumata. Vi sono bordelli dove ragazzine siriane di 9 anni sono costrette a prostituirsi. Maometto sposò la sua prediletta quando aveva 6 anni e consumò il matrimonio quando compì 9 anni. Quindi per i teologi dell’Islam è ammesso il rapporto sessuale con bambine di 9 anni».

Il Corano prevede che bisogna uccidere in tre casi: omicidio, adulterio e per apostasia, quindi chi rinnega l’Islam. E quando sono messi con le spalle al muro sono tutti uguali, moderati e non.

Allam ha sottolineato quindi tutte le debolezze dell’Italia nei confronti dell’Islam: ingenuità, ignoranza, pavidità, oltre agli interessi come il business del petrolio, armi, ricostruzione e collusione ideologica.

240mila clandestini prevalentemente islamici di cui non sappiamo nulla sono nel territorio italiano, mentre gli altri stati europei chiudono le frontiere. «Solo uno stato irresponsabile può permettere questo, solo una persona dei 60milioni di italiani non si è accorta di questo; il Ministro Alfano».

«Aiutare il prossimo». Questo è un grande valore del nostro popolo, Ma secondo Magdi Allam il prossimo non sono quelli che sbarcano a Lampedusa, ma sono i 7,4 milioni, di italiani poveri, di cui oltre 4 milioni in povertà assoluta tale da non potersi garantire il cibo quotidiano, gli anziani che non si sa come riescono a sopravvivere con 500 euro al mese, i nostri giovani disoccupati

«E noi spendiamo 45 miliardi l’anno per l’accoglienza, sapendo che solo il 5% dei migranti sarà loro riconosciuta la qualifica di rifugiato, tutti gli altri sono clandestini» cala il gelo e si sente un forte bruscio in sala fra i presenti dopo questa riflessione di Allam.

Altro aspetto su cui si è soffermato lo scrittore è quello delle Forze dell’ordine alle quali  ha detto «serve assicurare gli adeguati finanziamenti. L’età media delle nostre Forze dell’ordine è di 45 anni con uno stipendio medio di 1.350 euro al mese quando invece paghiamo per i clandestini minorenni 1.400 euro al mese, ovvero soldi che vengono dati all’associazione che se ne occupa. Anche questa è una follia. Il Governo italiano si sta comportando come chi non ha a cuore il proprio popolo».

La sala particolarmente attenta sbotta anche quando Allam parla di responsabilità del governo in quella che ormai possiamo definire una vera invasione, un esodo senza fine, «Siamo l’unico paese al mondo che finanzia questa invasione, il nostro governo porta qui gli immigrati, li mantiene, gli incentiva a fare figli erogando denaro contante e li difende, siamo l’unico paese al mondo che ha legalizzato la clandestinità, che permette ai terroristi dell’ISIS di sbarcare sulle  nostre coste».

Ma come risolvere la situazione? Secondo Magdi Allam sono tre le cose da fare velocemente; dichiarare lo stato di emergenza, chiudere le frontiere e ritrovare l’identità culturale e storica del nostro popolo.

Lo scossone deve arrivare dal basso – secondo Allam – i cittadini devono ribellarsi prima di essere colonizzati spiritualmente e demograficamente. Il giornalista ha poi chiuso la serata citando una frase tanto cara al giudice Borsellino, «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola». Prima dell’applauso finale fra tutti è sceso nuovamente il gelo.

Le forze dell’ordine hanno garantito il normale svolgimento della conferenza, alla fine della quale, numerose persone hanno chiesto informazioni e contatti ai relatori e acquistato tutte le copie del libro “Islam siamo in guerra”.

Va detto che la conferenza di ieri sera è arrivata a poche ore di distanza dalle dure parole di condanna pronunciate dal giornalista Enrico Mentana (leggi sotto il suo post) nei confronti dell’Islam moderato e di chi non ha condannato la strage di Dacca.

Parole durissime quelle di Mentana che devono far riflettere e che sono in perfetta sintonia con quelle espresse all’inizio di serata da Numa De Masi che ha invitato a  non avere paura di far emergere le proprie paure e i propri disagi di fronte a quello che ormai viene considerato il più grande esodo che la storia contemporanea ricordi.

mentana

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