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Trento

La Provincia ha finito i soldi, Fugatti: «Rossi non potrà più pagare i dipendenti e i fornitori»

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I soldi sono finiti, Piazza Dante a secco, non ci sono le risorse per pagare fornitori e dipendenti.

Maurizio Fugatti, consigliere provinciale della Lega Nord attraverso un comunicato lo conferma spiegando che la notizia sarebbe arrivata dallo stesso presidente Ugo Rossi, durante una seduta della prima commissione legislativa, su precisa domanda.

«L’anno scorso per pagare le spese dei mesi di ottobre, novembre e dicembre la Giunta Provinciale ricorse ad un’anticipazione di risorse effettuata da Cassa del Trentino per 149.000.000 – dichiara Fugatti in una nota – . Quest’anno, per questioni legate al rispetto del patto di stabilità, questa operazione non sarà più possibile e la Provincia sarà costretta a trovare le risorse con altre modalità. Questi fatti sono stati confermati dal presidente, Ugo Rossi, durante la seduta della prima Commissione Legislativa, svoltasi oggi, in risposta ad una nostra precisa domanda. In pratica Rossi ha ammesso che a settembre non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti e i fornitori e che la Provincia sta predisponendo un piano per fare fronte a questo stato di crisi».

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Nella giornata di ieri Ugo Rossi ha illustrato nel pomeriggio alla Prima Commissione i due disegni di legge da lui proposti per l’approvazione del Rendiconto generale della Provincia relativo al 2015, e in ordine all’assestamento del bilancio di previsione della Pat riguardante gli esercizi finanziari 2016-2018.

Rossi ha sintetizzato anche il Documento di economia e finanza provinciale 2016 (Defp), di cui per la prima volta la Giunta ha dovuto dotarsi nel rispetto delle norme sull’armonizzazione della nostra contabilità a quello dello Stato.

Rossi ha sottolineato che il ddl risponde a un’esigenza di «pulizia» del bilancio per verificarne la coerenza rispetto agli impegni di spesa assunti dalla Provincia in rapporto agli obiettivi prefissati. Per questo esaminando 66.000 voci di spesa del bilancio è stato possibile individuare nelle pieghe delle previsioni risorse eccedenti da rimettere rapidamente in circolo, soprattutto a sostegno dello sviluppo economico del Trentino. Particolarmente importante per la Provincia sono, secondo il presidente, i 47,7 milioni di euro ottenuti dallo Stato a sostegno del progetto banda larga.

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La manovra di assestamento, ha poi spiegato il segretario generale della Giunta Paolo Nicoletti, utilizza 213 milioni di euro di risorse che si sono rese disponibili per la programmazione grazie a maggiori entrate e ad economie di spesa sul bilancio della Provincia e con le risorse elargite dallo stato per il progetto banda larga.

Maggiori risorse disponibili finalizzate con l’assestamento al potenziamento del progetto banda larga (90,2 milioni di euro di cui 9 da investire nel 2015 e 14,6 autorizzati nel biennio 2019-2020), interventi sul sistema economico per 47,2 milioni di euro (l’implementazione tramite Trentino Sviluppo sia del piano di investimenti per l’infrastrutturazione del territorio a favore del turismo e dell’industria, sia delle risorse per favorire la nuova imprenditorialità, più un incremento delle risorse per la promozione turistica e la commercializzazione dei prodotti trentini), il raddoppio con un milione di euro delle risorse per il progetto «condomini verdi» (per la riduzione dei consumi energetici e il rilancio dell’edilizia attraverso contributi per spese di check up energetico degli edifici, progettazione dei lavori e abbattimento degli interessi sui mutui contratti con le banche convenzionate per finanziare gli interventi di riqualificazione, e tutto ciò in aggiunta ai benefici fiscali derivanti dalle detrazioni del 65% previste dallo Stato), il finanziamento con 30,4 milioni di euro di nuovi investimenti pubblici e il sostegno degli investimenti privati anche con finalità sociali nel campo dell’edilizia abitativa, l’incremento di 9 milioni di euro per il rinnovo dei contratti riguardanti 4 comparti pubblici, la finalizzazione del fondo per «rientro dei vitalizi» di 6,6 milioni di euro a progetti di sostegno alla famiglia e a favore dell’occupazione.

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Il presidente Rossi ha poi risposto ad alcune domande poste da Rodolfo Borga (Civica Trentina) in merito ai debiti che i Comuni avrebbero accumulato nei confronti della Provincia che ha estinto i mutui delle municipalità con le banche. «La legge – ha chiarito Rossi – ha consentito alla Provincia di utilizzare la propria cassa per sostituirsi alle banche ed estinguere il debito dei Comuni». Per la Provincia, ha proseguito il presidente, è preferibile utilizzare le risorse di cassa residue, ferme in virtù del pareggio di bilancio, per ridurre l’importo del debito dei Comuni, piuttosto che veder «scomparire» gli avanzi di amministrazione nel mare magnum di un fondo nazionale.

Altrettanto importante è l’obiettivo di ridurre il debito attraverso una sua rinegoziazione a condizioni più favorevoli sia per i Comuni che per le società della Pat.

Borga ha anche osservato che rispetto alla presunta incapacità dei Comuni segnalata da Rossi, di spendere 50-60 milioni di euro, forse il problema è imputabile alla lentezza con cui la Provincia esamina le pratiche accumulando ritardi che penalizzano le municipalità. «Io non ho detto che la colpa è dei Comuni», ha incalzato il presidente.

Alla domanda di Maurizio Fugatti  sulle anticipazioni di cassa tramite Cassa del Trentino per provvedere a pagamenti da parte della Provincia, il presidente ha ricordato che «nel 2012 abbiamo utilizzato questo sistema sulla base di una norma del 2009 mai impugnata da nessuno e rispetto alla quale i giudizi di parifica della Corte dei conti non avevano eccepito nulla. C’era quindi fiducia in merito all’utilizzabilità di questa procedura. A fine 2014 e in previsione del 2015 la Giunta aveva incontrato su questo tema sia la Procura che la Corte dei conti. Ora nella sua istruttoria la Corte dei conti ha precisato che questa modalità di intervento non era del tutto corretta ai fini del Patto di stabilità. Per questo abbiamo deciso di non prevedere anticipazioni di cassa nel 2016. In ogni caso siamo tranquilli fino al settembre prossimo. A quel punto, se emergeranno criticità rivedremo le priorità per l’utilizzo del budget della Pat. Non vi sarà comunque – ha escluso Rossi – alcun blocco dei pagamenti, ma solo una ridefinizione di priorità. Stiamo anche lavorando in chiave politica per cercare di allentare il Patto di stabilità nel 2017».

Fugatti ha replicato che «di fronte all’emergere di criticità che potranno emergere, come ha avvertito Rossi, in settembre o ottobre, si porrà un problema perché non potremo più ricorrere a Cassa del Trentino». Il presidente ha rassicurato il consigliere ricordando che la Provincia disporrebbe in questo caso di un budget per intervenire.

Infine Borga ha chiesto ragione del mancato pagamento dei contributi per gli sfalci a favore delle aziende agricole, messe in difficoltà da questa inadempienza. Nicoletti ha risposto che vi sono problemi informatici oggettivi per il cambio del gestore. «Ora stiamo rafforzando l’organizzazione dell’agenzia per i pagamenti agli operatori agricoli in modo da snellire i pagamenti, e confidiamo di soddisfare al 100% le attesse già la prossima settimana».

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