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Trento

Monte Bondone, necessario mettere delle insegne per la promozione

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Lui si chiama chiama Carlo Garbini ed è un’imprenditore nel turismo da sempre. Ha gestito con la sua famiglia una struttura ricettiva sul Monte Bondone e una a Riva del Garda.

Ora ha deciso anche di aderire al nuovo movimento «Agire per il Trentino», in qualità di esperto turistico, per questo lancia un’idea per cercare di identificare maggiormente il Monte Bondone, ormai in emorragia per quanto riguarda le presenze. Certo non sarà la soluzione del problema, ma certo è un piccolo inizio.

Negli ultimi 15 anni ha fatto il Direttore d’Albergo sul Monte Bondone seguendo lo start-up dell’Hotel Alpine Mugon, dell’ Hotel Norge  e del Dolomiti Chalet. Poi ho lavorato per un anno assieme alla famiglia Barbieri alla conduzione dell’Hotel Montana e dello Chalet Caminetto.

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Dal 2013 al 2015 è stato anche Turism Product Manager presso Graffiti 2000 di Arco ed ora, oltre a gestire la struttura di Riva del Garda, si occupa di consulenze alberghiere e strategie di marketing.

Garbini approfondisce ancora una volta l’annoso problema del monte Bondone, detto il monte di Trento e scopre una cosa che probabilmente ai più è sfuggita.

«Girando spesso per il Trentino ho notato un particolare che, probabilmente, a molti è passato inosservato. Il Monte Bondone, nonostante i cospicui investimenti pubblici e privati, ad oggi è carente di identità anche nella promozione più elementare». «In tutte le località, anche molto piccole e con pochissima vocazione turistica, – osserva Garbini – sono presenti delle tabelle in legno (simili a delle bacheche con un piccolo tettuccio) molto pittoresche e tipiche che danno il “benvenuto” nella località e magari alcune informazioni essenziali.
Alle pendici del Monte Bondone invece…nulla…il deserto».

Secondo Garbini il fatto è’ inspiegabile soprattutto in considerazione del fatto che sulla SS45bis, ad esempio, passa praticamente mezza Europa tutte le estati con destinazione per il Garda.

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Stando così le cose tutto questo traffico ignora l’esistenza del Monte Bondone. «E’ un errore non sfruttare questa occasione di pubblicità e di marketing soprattutto avendo un costo di investimento irrisorio in proporzione alla effettiva resa e visibilità» – continua Garbini che poi individua anche le due posizioni dove si potrebbero istallare le bacheche, « In direzione Riva del Garda, al bivio per Sopramonte e in direzione Trento, presso l’abitato di Dro, al bivio».

«Circa 5 anni fa, – conclude l’imprenditore – quando lavoravo come Direttore presso il Dolomiti Chalet a Vason, avevo fatto presente questo fatto all’APT di Trento e condivisa tale osservazione con gli operatori della montagna ma da allora nulla è cambiato. Un peccato soprattutto perché sono stati persi anni di promozione massiccia che avrebbe sicuramente portato delle ricadute su tutto il territorio del Monte Bondone».

Garbini riporta alcune foto che testimoniano quanto poco basterebbe per promuovere il nostro territorio. Altre foto indicano i luoghi dove si potrebbero posizionare le insegne/bacheche per promuovere il Monte Bondone

 

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Trento

Tensione in centro storico, africano dà in escandescenza

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Momenti di grande tensione nel tardo pomeriggio in centro storico di Trento all’incrocio tra via Diaz e via Oss Mazzurana. Un nord africano improvvisamente ha cominciato a dare in escandescenza senza nessun motivo urlando e minacciando i passanti.

Sul posto sono intervenute due pattuglie della Polizia di Stato con sei agenti (foto) che hanno sorvegliato senza mai intervenire il soggetto che dopo aver urlato per circa un ‘ora si è calmato da solo.

Pare che il giovane – secondo alcuni testimoni – sia lo stesso che ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti si è calato i pantaloni in piazza Duomo durante uno spettacolo durante le feste natalizie. 

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Trento

Arrestato 44 enne marocchino per furto e molestie

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I Carabinieri della Compagnia di Trento hanno tratto in arresto un 44 enne magrebino resosi responsabile di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

Intorno alle 22.30 di ieri, infatti, l’autoradio del radiomobile di Trento interveniva in via della Cervara, presso la comunità “sentiero”, perché una persona stava disturbando insistentemente al citofono.

Nel mentre si avvicinava al civico esatto, la pattuglia intravedeva un uomo che cercava di nascondersi alla vista dei militari.

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Fermato, nel tentativo di controllarlo ed identificarlo, opponeva però resistenza ai Militari spintonandoli.

Dopo alcuni tentativi i carabinieri, con non poche difficoltà riuscivano a bloccarlo.

Nel perquisirlo, il magrebino veniva trovato in possesso anche di una tastiera di un videocitofono, che risultava essere asportata poco prima dalla sede della comunità che aveva richiesto l’intervento al 112, come peraltro lui stesso ammetteva.

Ultimate le operazioni di rito, il marocchino è stato trattenuto presso la camera di sicurezza del Provinciale Carabinieri di via Barbacovi a disposizione dell’A.G., in attesa della direttissima, celebrata nella mattinata odierna (convalidato l’arresto e trattenuto in carcere come misura cautelare).

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Trento

Divieti per gli autotrasportatori in Tirolo: incontro in Provincia

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Portare la questione a Bruxelles e a Roma al fine di ottenere chiarezza sulla legittimità dei divieti di trasporto di un elevato numero, ampliato dal primo gennaio scorso, di categorie merceologiche sui Tir attraverso l’Austria.

E’ la richiesta che il mondo dell’autotrasporto trentino ha sottoposto al presidente Maurizio Fugatti nel corso di un incontro che si è tenuto in Provincia.

Erano presenti Lucio Sandri, presidente degli autotrasportatori trentini, l’amministratore delegato di Autobrennero SpA, Diego Cattoni, il dirigente del servizio Trasporti pubblici della Provincia, Roberto Andreatta e la consigliere provinciale Vanessa Masè, che ha portato recentemente la questione all’attenzione del Consiglio.

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Il presidente Fugatti si è detto sensibile alla questione e ha annunciato che scriverà al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli per chiedere il suo interessamento.

Anche Autostrada del Brennero ha confermato la sua grande attenzione al tema e nell’incontro si è parlato di posti attrezzati di verifica sui mezzi in ingresso in A22, al fine di monitorare sia i livelli di inquinamento, sia i profili di sicurezza dei mezzi che transitano lungo il suo percorso.

L’occasione è risultata utile per affrontare il tema dell’intermodalità che vede impegnata anche l’amministrazione provinciale, nella consapevolezza da parte di tutti che si tratta di un processo di grandissima portata che richiede investimenti, tempo e snellimento delle procedure.

In chiusura si è parlato infine di patenti. E’ già stato avviato un sostegno alle spese da parte della Provincia e la misura sarà ampliata prevedendo incentivi a chi intenda abilitarsi alla professione anche qualora si tratti di soggetti già occupati.

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