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La Sfera e lo Spillo

Fuori con onore, amarezza e orgoglio

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Gli Azzurri giocano con il lutto al braccio per commemorare le vittime italiane nella strage di Dacca in Bangladesh. ll passato può essere un fardello, tracce indelebili negli schedari arrugginiti ma anche stimolo e tormento per gli atleti valorosi.

L’Italia non dimentica la dignità di Sandro Pertini. Il partigiano è con le mani al cielo nel parterre vip del Santiago Bernabeu di quasi 34 anni fa, quella notte stellata, l’11 luglio 1982. La sfida, la fierezza dell’Atzeca in Messico il 17 giugno del 1970, è giocata con i muscoli e i nervi sino all’ultimo respiro.

Sono temerari e audaci nel battere i padroni di casa il 4 luglio del 2006, a dispetto del pronostico, oltre il lume e la ragione. Nella semifinale di Varsavia a Euro 2012 Mario Balotelli stende i bianchi (1-2) con la doppietta dal sapore di autentica riscossa.

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Sono quattro sfide, dieci giocatori entrati nella leggenda, un’apoteosi degli eroi: Roberto Boninsegna, Tarcisio Burgnich, Luigi Riva detto Gigi, Gianni Rivera, Paolo Rossi, Marco Tardelli, Alessandro Altobelli, Fabio Grosso, Alessandro Del Piero e Mario Balotelli, in scrupoloso ordine d’apparizione.

La rivalità sportiva non conosce intervalli, la contesa calcistica rappresenta la metafora, un pezzo di glorioso vissuto, di emozioni forti, lacrime e gioie.

L’ATMOSFERA – Sabato 2 luglio ore 21.00 si celebra allo “Nouveau Stade” la disputa tra Germania e Italia, il big match dei quarti di Euro2016, nel giorno in cui si ricorda Sant’Ottone di Bamberga, Vescovo medievale.

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La serata meteo in riva al fiume Garonna è gradevole, il cielo leggermente coperto dopo una giornata parzialmente soleggiata, la temperatura misurata è di ventuno gradi centigradi.

LE FORMAZIONI E L’ARBITRO – La guida tecnica di Coverciano schiera il modulo 3-5-2 con capitan Buffon tra i pali. L’architrave difensivo è costituito da Barzagli, Bonucci e Chiellini. Sugli esterni scorrono le frecce: Florenzi e De Sciglio. Nel reparto nevralgico del campo si colloca Parolo con Sturaro e Giaccherini. Davanti, la coppia assemblata dal puntello Pellè e dal veloce Eder.

L’arbitro dell’incontro è il quarantenne ungherese, Viktor Kassai.

Sul “vert” gli assistenti dell’agente di viaggio sono i connazionali Gyorgy Ring e Vencel Toth. I giudici di linea sono Tamas Bognar e Dam Farkas. Il quarto uomo è il polacco Szymon Marciniak.

Il fischietto di Tatabánya dirige gli azzurri lo scorso 17 giugno in occasione della sfida di Tolosa contro la Svezia (1-0) di Zlatan Ibrahimović.

Lo staff tedesco sceglie il modulo 3-2-4-1 con Neuer tra i pali. Il pacchetto arretrato è allineato con Howedes, Boateng, Hummels. Kimmich e Hector coprono le catene esterne. Davanti alla roccaforte si dispone la coppia formata da Khedira e Kroos. Il tandem, Müller e Ozil, sostiene la linea di fuoco con Gomez.

I NUMERI – Per gli amanti delle statistiche, si son giocati 30 incontri tra la Germania e la Nazionale italiana. Gli Azzurri possono vantare 14 vittorie, 7 sono i successi dei panzer, 9 i pareggi.

Nelle gare ufficiali, escludendo le amichevoli, l’Italia raccoglie 4 vittorie e 4 pareggi. Joachim Löw è Il tecnico dei bianchi, nato a Schönau im Schwarzwald, un piccolo comune a sud-ovest della Foresta Nera, il 3 febbraio 1960.

Il debutto sulla panca “Die Nationalelf” avviene il 16 agosto del 2006 dopo un biennio all’ombra di Jürgen Klinsmann.

LA CRONACA – L’incontro tra Germania e Italia termina con la vittoria dei bianchi (7-6) dcr.

Il Ct di Lecce imposta una gara accorta, un’idea di calcio nel solco della tradizione italica con alcune varianti, senza marcature specifiche o dedicate sui veloci e rapidi avanti, nessuna gabbia sui costruttori di gioco.

La tattica imposta dalla cloche è di limitare, con l’organizzazione tra i reparti, la pericolosa ripartenza teutonica tagliando, i rifornimenti dalle retrovie.

La mediana azzurra deve rinunciare a De Rossi e Candreva (infortunati) e Thiago Motta (squalificato). Privi del playmaker davanti alla linea gli undici di Antonio Conte partono con il piede giusto senza timori reverenziali; il baricentro è basso e la difesa limita con ordine e linearità la costruzione delle azioni.

Giaccherini e Sturaro esibiscono cuore e sofferenza, tamponano gli spazi nel mezzo mentre Florenzi e De Sciglio raccordano con sacrificio i movimenti e le spinte propulsive.

I Campioni del mondo in carica menano la danza, dominano per larghi tratti l’incontro. Qualità di palleggio stretto e superiorità tecnica sono i tratti distintivi della prestazione di Gomez e compagni.

Il possesso di palla pende dalla sponda di Joachim Löw che non capitalizza la sterile supremazia territoriale. La squadra del cuore affonda nell’area di Neuer, salvato dalla buona sorte.

Dopo la ricreazione e il tè caldo, il copione del match non cambia.

Gli italiani sono ben organizzati e diligenti. Ripiegano la fase difensiva sotto la linea centrale, senza la capacità di ripartire con brio, senza scorribande offensive.

Hector servito da Gomez innesca in piena area di rigore Mesut Özil che non perdona (al minuto 65).

Con la complicità di Boateng l’incontro ritrova l’equilibrio. Il fallo di mano all’interno dello scrigno difensivo è ingenuo quanto vistoso.

L’arbitro ungherese concede il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Leonardo Bonucci che trafigge Neuer (al minuto 78).

Novanta minuti dolorosi e combattuti, è una battaglia senza vincitori e vinti. La sfida si allunga con i tempi supplementari e la girandola delle sostituzioni; nella mischia Darmian, Insigne e Zaza al posto di Florenzi, Eder e Chiellini.

Per i tedeschi entra Draxler al posto di Gomez, nella prima frazione Schweinsteiger al posto di Khedira.

Finiscono sul taccuino dei cattivi, Sturaro, De Sciglio, Parolo, Hummels, Pellè, Giaccherini e Schweinsteiger sanzionati dall’arbitro con il cartellino giallo.

La lotteria dei calci di rigore è amara per gli Azzurri. Sbagliano Zaza (entrato a freddo), Pellè (impertinente), Bonucci (affaticato) e Darmian (emozionato).

Le lacrime di gioia e quelle di dolore, la Germania accede alla semifinale, l’Italia torna a testa alta.

IL POST – Le semifinali di Euro2016 si giocano il 6 e 7 luglio. Mercoledì scendono in campo Portogallo e Galles (21.00); giovedì (21.00) Germania contro la vincente tra Francia e Islanda che si sfidano questa sera allo Stade de France.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

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