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Lo sport in provincia

Italia sul tetto d’Europa ad Arco. La corsa di montagna esalta Dematteis

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“Alla fine ho ascoltato il cuore e mio fratello, perché nella vita ci sono cose più importanti delle vittorie in gara e la vita vale più della vittoria in un campionato europeo. Martin ha passato dei momenti difficilissimi l’anno scorso, ed è tornato con una grinta e una testa incredibili. Meritava lui questo campionato europeo, io probabilmente l’ho vinta con le gambe e lui con il cuore, ed è giusto così”.

Basterebbero queste commoventi parole di Bernard Dematteis per riassumere una giornata da incorniciare per gli azzurri di corsa in montagna, il cuneese oggi domina la gara senior dei Campionati Europei di Arco (TN) 2016 ma lascia al fratello la gioia della medaglia d’oro, è stato troppo importante anche per Bernard il recupero psico-fisico di Martin dopo il grave lutto che aveva colpito quest’ultimo l’anno passato.

I gemelli Dematteis rappresentano il ‘volto pulito’ dello sport e della corsa in montagna, e danno lustro ad una disciplina ed una nazione che ha sempre bisogno di esempi di questo tipo. ‘The..Matteis’ potremmo ora chiamarli.

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Le gare hanno avuto inizio e conclusione nel cuore di Arco, con ripetuti passaggi lungo il centro storico, lambendo il rione medioevale di Stanforio, percorrendo la via Orbia alle pendici del castello ed il vicolo delle Scale, prima di transitare sul bellissimo viale delle Magnolie con l’arrivo finale in piazzale Segantini. Una ‘tornata’ per le junior al femminile, due per maschi junior e senior donne, mentre la ‘faticaccia’ è toccata ai senior maschi che ne hanno effettuate tre.

Entusiasmo, cuore e… corsa. Può essere stata questa la ricetta del successo azzurro, l’Italia è salita sul tetto d’Europa per la 22ᵃ volta in 23 edizioni degli Europei, se si conta anche la vittoria non ufficiale targata 1994. Il titolo individuale di conquistatore del maniero arcense e di re assoluto degli Europei di Arco è andato a Martin Dematteis, dopo una gara poderosa del fratello, condotta dall’inizio alla fine, con il turco Ahmet Arslan, per sei volte consecutive campione d’Europa (2007-2012), ad inseguire sin dalle prime fasi.

Così come Xavier Chevrier e Cesare Maestri, settimo ed ottavo dopo la prima tornata e partiti assieme alla volta di una gara pressoché speculare. Nel frattempo Bernard è una vera gazzella, inseguito a circa una trentina di secondi di distanza dal fratello Martin, Arslan è invece terzo, superato dal Dematteis più estroverso. Il terzetto proseguirà la propria corsa così distribuito sino alla fine, ma quando i giochi sembrano fatti… ecco il colpo di scena.

Nessuno capiva perché Bernard Dematteis, forte di un vantaggio così consistente, continuasse a voltarsi per vedere come lo scenario si presentasse dietro sé.

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Il motivo è presto detto, cercava il fratello Martin, per lasciare a lui la passerella finale, premiando gli sforzi di un atleta che non ha mai mollato nonostante le vicissitudini che spesso la vita presenta: “Bernard ha ragione, io ci ho messo tutto il cuore per stare lì, per fare un’impresa. Ho pensato dentro di me che mio fratello potesse fare una cosa del genere, ho tante persone che mi danno una mano, a cominciare dal piccolo Matteo che dal cielo mi protegge, grazie alla mia famiglia e alla mia compagna Giulia, mi ha dato una forza immensa. È stata dura ma ce l’ho fatta, è stata una bellissima festa ed è un sogno che si avvera, con io e Bernard primo e secondo. Un sogno senza senso, viva la corsa in montagna, viva l’atletica”.

Terzo all’arrivo il turco Arslan, mentre grazie anche al quinto posto di Cesare Maestri ed al settimo di Xavier Chevrier l’Italia di corsa in montagna è campione d’Europa. Podio completato da Repubblica Ceca e Gran Bretagna & Nord Irlanda.

Altrettante soddisfazioni per il team azzurro sono giunte dalla sfida senior al femminile, con il secondo posto di Alice Gaggi ed il terzo di Sara Bottarelli, ma soprattutto un nuovo oro a squadre davanti a Gran Bretagna & Nord Irlanda e Repubblica Ceca. Potremmo dire che anche il gradino più alto del podio individuale parla azzurro, perché la britannica Emily Collinge vive e si allena in bassa Valtellina.

La Collinge ha condotto una gara esemplare, in scioltezza, salutando il pubblico e sorridendo ai fotografi quasi ad ogni falcata, un’andatura sul percorso magnifica, con respiri a bocca aperta che hanno lasciato proprio a… bocca aperta anche le avversarie.

Le due italiane Gaggi e Bottarelli non partono bene, ma sono brave ed abili a rimanere a contatto e a proseguire appaiate in quarta e quinta posizione, recuperando secondi preziosi. La Collinge non sembra avere rivali e prosegue a spron battuto confermando il proprio dominio, più attardata si nota anche la figura leggiadra di Antonella Confortola, esempio di volontà e longevità sportiva, nonostante il passare del tempo la fatica è sempre il territorio preferito della trentina.

Gaggi e Bottarelli completano la rimonta proseguendo il proprio cammino rispettivamente in seconda e terza posizione. Le riprese del maxischermo in zona d’arrivo fanno percepire le difficoltà e le bellezze insite in una competizione di questo tipo, dalle immagini scompare però per un attimo la Bottarelli, forse per farci prendere un piccolo spavento, fortunatamente la ritroveremo poco più tardi in lacrime abbracciata ad Alice Gaggi. Le reginette del maniero arcense assieme alla Collinge, sono loro.

Fra gli junior maschi si piazza in mezzo ai… “Mamma li turchi” Ferhat Bozkurt (1°) e Mustafa Goksel (3°) il trentino Davide Magnini, reduce dagli esami di maturità e proprio con maturità, nonostante una condizione non perfetta, abile a gestisce la gara ad andatura regolare piazzando l’attacco vincente proprio all’arrivo in Piazzale Segantini, mandando in visibilio il proprio pubblico.

A Goksel non resta che il gradino più basso del podio, quest’ultimo cade al suolo stremato dallo sforzo appena oltrepassata la linea d’arrivo, interverranno poi i soccorsi per permettere al turco un pronto recupero. Junior women con il successo in solitaria della ceca Michaela Stranska ed il terzo della britannica Heidi Davies, da segnalare l’ottimo piazzamento a podio di Giulia Zanne, la quale sopravanza al fotofinish la Davies con uno sprint da autentica veterana.

La manifestazione organizzata da GardaSportEvents si è conclusa fra gli applausi, queste le parole del presidente Franco Travaglia al riguardo: “Per noi e per me in particolare è stata veramente una grande soddisfazione, voglio ringraziare il mio staff davvero eccezionale, sono oltre 100 persone che hanno lavorato dando tutto affinché la manifestazione riuscisse con successo, uno spettacolo, Europei che si ricorderanno nel tempo e la vittoria dei Dematteis è la ciliegina sulla torta ad un progetto partito da lontano”.

In chiusura, voce ad uno degli artefici di questo successo, il coordinatore nazionale Paolo Germanetto: “Meglio di così non poteva andare, forse una delle pagine più belle della corsa in montagna di sempre, questo gesto di Berny che ha aspettato Martin è incredibile, dietro la fatica c’è tutta una vita e le difficoltà enormi che ha avuto Martin, la loro storia umana e sportiva è riassunta in questi chilometri finali. Non si tratta di una pagina da ‘libro Cuore’ perché ha avuto risvolti difficilissimi, è davvero bello sia finita così”.

Canti occitani del fan club e Dematteis in lacrime anche sul podio, una vittoria d’esempio per l’Italia intera.

Classifiche European Mountain Running Championships 

Junior Men

1 Bozkurt Ferhat TUR 39:00; 2 Magnini Davide ITA 39:35; 3 Göksel Mustafa TUR 39:36; 4 Pattis Daniel ITA 40:05; 5 Drion Du Chapois Maximi BEL 40:25

Junior Women

1 Strànskà Michaela CZE 18:03; 2 Zanne Giulia ITA 19:08; 3 Davies Heidi GBR 19:09; 4 Wiktorowicz Lucja POL 19:11; 5 Dale Scarlet GBR 19:34

Senior Men

1  Dematteis Martin ITA 53:33; 2 Dematteis Bernard ITA 53:34; 3 Arslan Ahmet TUR 54:09; 4 Douglas Andrew GBR 54:32; 5 Maestri Cesare ITA 54:39 

Senior Women

1  Collinge Emily GBR 43:41; 2 Gaggi Alice ITA 44:08; 3 Bottarelli Sara ITA 44:24; 4 Schorna-Matyàsovà Pavla CZE 44:31; 5 Schwaiger Silvia SVK 44:33

Team Junior Men

1 TURKEY 10; 2 ITALY 10; 3 FRANCE 24; 4 GREAT BRITAIN & N. IRELAND 51; 5 CZECH REPUBLIC 61; 6 ROMANIA 63; 7 SLOVENIA 97

Team Junior Women

1 GREAT BRITAIN & N. IRELAND 18; 2 ITALY 27; 3 CZECH REPUBLIC 33; 4 ROMANIA 45; 5 TURKEY 51; 6 FRANCE 57; 7 SLOVENIA 98;

Team Senior Men

1 ITALY 8; 2 CZECH REPUBLIC 29; 3 GREAT BRITAIN & N. IRELAND 33; 4 FRANCE 35; 5 SWITZERLAND 44; 6 AUSTRIA 64; 7 TURKEY 67; 8 POLAND 81; 9 PORTUGAL 81; 10 SPAIN 83; 11 IRELAND 120; 12 GERMANY 130; 13 BELARUS 146; 14 HUNGARY 171; 15 SAN MARINO 180

Team Senior Women

1 ITALY 11; 2 GREAT BRITAIN & N. IRELAND 21; 3 CZECH REPUBLIC 31; 4 FRA FRANCE 42; 5 IRELAND 62; 6 PORTUGAL 85; 7 AUSTRIA 93; 8 TURKEY 102; 9 UKRAINE 114; 10 SAN MARINO 150

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Lo sport in provincia

Europei di salvamento: Helene Giovanelli conquista 3 ori, 1 bronzo e un record del mondo giovanile

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Grande bottino per Helene Giovanelli della «Amici Nuoto Riva» alla sua prima esperienza in azzurro ai campionati europei giovanili di nuoto per salvamento a Riccione, che fa ritorno a casa con 3 medaglie d’oro e una di bronzo in staffetta e un record del mondo giovanile.

Tre volte campionessa europea: inizia il primo giorno in piscina (sabato 21 settembre) con Helene già in evidenza al mattino con il nuovo record del mondo giovanile nella staffetta 4×50 ostacoli in 1.52.85 (Fiori, Giovanelli, Pasquino V, Pasquino F) oltre a qualificarsi con il secondo tempo per la finale dei 200 ostacoli. Nel pomeriggio arriva il primo titolo europeo nella 4×50 ostacoli, oltre al 4° posto nei 200 ostacoli.

Secondo giorno in piscina (22 settembre) Helene nei 50 manichino si qualifica per la finale con il sesto tempo (37.21) dopo essere stata riammessa a seguito di una squalifica tolta grazie alla prova video, mentre nelle staffette 4×25 manichino e 4×50 mista l’Italia si qualifica per entrambe le finali con il primo tempo. Nel pomeriggio arrivano altre due medaglie con l’oro nella 4×50 mista in 1.42.12 (Giovanelli, Paquino V, Pasquino F, Cappai) e il bronzo nella 4×25 manichino in 1.26.13 (Pasquino V, Fiori, Giovanelli, Pasquino F). Nella finale dei 50 manichino Helene conferma il sesto posto con 36.76.

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Trasferimento in spiaggia per il terzo giorno (23 settembre) Helene con la staffetta 4×90 sprint sulla spiaggia grazie al secondo posto ottenuto nella propria batteria conquista l’accesso alla finale A, dove l’Italia si qualificherà al 7° posto (Pasquino V, Tortello, Pasquino F, Giovanelli).

Quarta ed ultima giornata in mare (24 settembre) Helene prende parte alla staffetta torpedo in acque libere che al mattino vince la propria batteria, grande conferma al pomeriggio con la conquista della medaglia d’oro da parte dell’Italia (Pasquino F, Cappai, Giovanelli, Fiori).

Nella classifica generale per nazioni (piscina + mare), dopo il terzo posto dello scorso anno in Irlanda, l’Italia sul gradino più alto del podio con 897 punti davanti a Germania (830) e Francia (817).

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Buon compleanno Jannik Sinner

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Oggi Jannik Sinner compie 18 anni, ma festeggia con un palmares di successi sportivi praticamente unico tra i suoi coetanei.

Battezzato” sportivamente con lo sci, Sinner si trova però decisamente più a suo agio col tennis dove inizia un percorso di crescita tecnica decisamente particolare: nessun torneo Junior, ma un lavoro di costruzione tecnica e fisica.

Sinner quando arriva alla ribalta delle cronache, lo fa praticamente da sconosciuto; ma è già numero 135 del ranking mondiale.

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Il suo compleanno, Sinner lo festeggia negli Stati Uniti in attesa di giocare le qualificazioni per gli Us Open.

Ma Jannik Sinner non l’unico “ Millenial” che sta contribuendo al ricambio generazione dello sport non solo italiano.

Con lui anche Benedetta Pilato quattordici anni, ma già medaglia d’argento nei mondiali nei 50 rana per lei un’ipotesi accattivante.

Se la sua attività agonistica di livello durasse come quella della Pellegrini nuovamente iridata a 31 anni, potrebbe partecipare al minimo a 5 Olimpiadi: dal 2020 al 2036! Davvero non male.

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Nel ciclismo abbiamo un diciannovenne, Remco Evenpoel; un classe 2000 che una volta che ha deciso di pedalare a livello agonistico, è entrato nel gruppo degli imprendibili.

In Spagna ha vinto la “ Clasica di San Sebastian” con lo stesso stile perentorio che ricorda un altro ciclista belga: Eddy Merckx.

Certo tutti talenti da confermare, ma l’inizio dell’avventura è davvero promettente.

L’essere campioni in età giovanile è già successo a molti: Pelè lo fu a 16 anni, poi Nadia Comaneci e Jennifer Capriati, senza tralasciare Rivera, Mazzola e Mancini per citare solo alcuni di una lunga lista.

Quando si emerge a questi livelli, arriva anche la fase più difficile: quella della conferma.

Non è facile restare umili e concentrati, sotto i riflettori, ma Jannik Sinner sta dimostrando notevole maturità indipendentemente dall’essere molto giovane.

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Maronato trionfa su Manica nella Coppa “Città della Pace”

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Alessandro Maronato trionfando in finale su Marco Manica conquista l’edizione 2019 della Coppa “Città della Pace” andata in scena martedì sera sui campi da tennis della Baldresca a Rovereto.

Il tradizionale appuntamento estivo organizzato dal Tennis Club C10, ha visto darsi battaglia gli atleti protagonisti del positivo campionato di serie D1 disputato dal club.

I due gironi preliminari hanno promosso alla fase finale ad eliminazione diretta Alessandro Maronato, Gianluca Caputo, Franco Rizzi e Marco Manica.

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Nella prima semifinale Maronato prevaleva abbastanza agevolmente su Caputo per 4-1 4-0, mentre nella parte bassa del tabellone Manica e Rizzi davano vita ad un incontro spettacolare in cui Manica si imponeva solamente al tie-break della terza frazione di gioco.

Dopo aver vinto il primo set per 4-3 e perso il secondo per 4-0, Manica riusciva a contenere Rizzi nel finale aggiudicandosi il tie-break per 8-6. La finale, dopo un avvio equilibrato, evidenziava tutto il valore di Maronato, che nonostante le buone soluzioni di gioco di Manica, si imponeva col punteggio di 4-1 4-0, bissando il successo dello scorso.

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