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Trento

Scene apocalittiche alle Damiano Chiesa, arrivano 140 profughi e nessuno sa nulla.

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Quanto successo nella notte fra mercoledì e giovedì alle ex caserme Damiano Chiesa, dove sono alloggiati oltre 450 richiedenti asilo, e riportato dai testimoni, fa rabbrividire.

Si racconta di scene apocalittiche, caos completo per l’arrivo di 140 migranti arrivati scaglionati con un preavviso di pochissime ore a partire da mercoledì pomeriggio.

Quando alle 4 del mattino il personale della struttura, i volontari della croce rossa e i sorveglianti, hanno visto le luci delle macchine della questura fuori dal cancello non immaginavano di certo di trovarsi davanti ancora un altro pullman stracolmo. Fra di loro anche una decina di bambini. Ma quello era solo l’inizio di alcune ore di psico dramma.

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Nella struttura è sceso subito il panico, infatti nessuno sapeva nulla dei nuovi arrivi, anzi, vista la drammatica situazione dell’ex caserma Damiano Chiesa che è una polveriera pronta ad esplodere da un minuto all’altro, si pensava che non ci fossero altri arrivi in vista.

Le testimonianze drammatiche del personale parlano di persone ferite che sui pullman se le davano di santa ragione, persone ammalate e denutrite. Una bambina di 6 mesi è stata subito ricoverata al Santa Chiara in gravi condizioni insieme alla madre completamente disidratata. Due uomini sono stati curati per delle profonde ferite alla mano.

Alcune donne appena scese dal pullman hanno subito chiesto con fare arrogante di andare ai piani superiori dagli immigrati già presenti nella struttura da mesi per prostituirsi, infatti candidamente hanno ammesso davanti ad alcuni volontari di essere arrivate in Italia per fare solo quello, cioè per vendere il proprio  corpo. Il personale era incredulo e pensava di sognare.

Appena scesi dai pullman gli immigrati hanno chiesto del cibo, ma quando i volontari della croce Rossa gli hanno servito piselli, cotolette e altri alimenti compresivi della frutta hanno gettato tutto nei cassonetti dei rifiuti. «Hanno detto che era una schifezza, e hanno buttato tutto per terra».riporta una volontaria sotto shock per le scene viste.

Non essendo pronti per l’accoglienza tutti gli immigrati sono stati fatti dormire nel cortile e in postazioni di fortuna e su piccole sdraio da mare. Alcuni testimoni riportano che fra alcuni immigrati di fede cattolica e musulmana ci sarebbero stati momenti di grande tensione per via del Ramadam. «Non vogliono vivere insieme, non si possono soffrire, e quindi spesso si menano come pazzi»spiega un altro volontario 

Ma a rendere la cosa «tragi – comica» sarebbe il fatto che si è scoperto che all’interno delle ex caserme Damiano Chiesa sono stati spostati dei dipendenti della provincia autonoma di Trento alla soglia della pensione.

All’interno della struttura ci sarebbero volontari terrorizzati, e a detta di molti, le donne presenti correrebbero grandi rischi. Dentro la struttura ogni giorno si registrano liti e zuffe continue fra i residenti. La situazione appare insostenibile sia per quanto riguarda la sicurezza sia dal punto di vista igenico.

Voci molto autorevoli parlano di veri e propri clan che all’interno della struttura ricattano gli operatori minacciandoli. Alcuni dei migranti sono stati visti spesso in piazza Dante, ed è facile immaginarne il motivo.

Nella foto la protesta dell’otto maggio 2016 quando circa 200 migranti uscirono dalle Damiano Chiesa e si spostarono in corteo verso piazza Dante per protestare.

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Trento

«San Marco: bene comune», lunedì via alle iniziative di animazione contro il degrado

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C’è un parco storico, tra i più belli della città, che è spesso malfrequentato, bersaglio di vandali e insicuro.

Ci sono le mamme della scuola materna, che al parco sono affezionate e che non si rassegnano alla situazione.

E poi ci sono tante persone che si danno da fare: un libraio, i professionisti di uno studio d’arte, un ristoratore, i giardinieri del Comune, i vigili, il personale del servizio Beni Comuni.

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Tutti insieme fanno diventare il parco, che poi è il San Marco, uno spazio di gioco e d’incontro di cui tutti, d’ora in poi, sono chiamati a prendersi cura.

Questa bella storia di collaborazione è stata oggi raccontata nella sala stampa di palazzo Geremia dall’assessora comunale Chiara Maule e dai tanti soggetti coinvolti nel progetto. “In un mondo che si frammenta noi oggi cerchiamo di mettere insieme – ha spiegato Chiara Maule – La frammentazione porta a solitudine e paura, noi invece abbiamo scelto un’altra strada. Si tratta di un piccolo intervento che però ha un grande significato. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno dedicato il proprio tempo per renderlo possibile”.

Lunedì 25 marzo entrano nel vivo le iniziative di animazione del giardino storico di San Marco, previste dal patto di collaborazione “San Marco: bene comune”, firmato lo scorso dicembre e finalizzato a rendere l’area verde, patrimonio di tutta la città, un luogo vitale, sicuro e allegro.

Il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione comunale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani individua proprio il patto di collaborazione quale strumento privilegiato con cui il Comune e i cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario per la realizzazione degli interventi, in un’ottica di amministrazione condivisa.

Il patto di collaborazione è stato sottoscritto dall’associazione scuola dell’infanzia Tambosi, dall’associazione studio d’arte Andromeda, dalla libreria Due Punti, dall’associazione culturale LinguAttiva, dal ristorante Terramia e dal Comune di Trento.

La collaborazione prevede una serie di attività volte a curare il verde, promuovere attività di animazione ludica, culturale, artistica, ricreativa e musicale per rendere il giardino storico un posto piacevole, fruibile e animato da bambini e famiglie in sicurezza. Il patto è anche un’opportunità per presidiare l’area e segnalare eventuali problematiche all’Amministrazione comunale.

Il percorso che ha portato alla sottoscrizione del patto di collaborazione parte da lontano: nel mese di ottobre 2017 l’associazione Scuola materna Tambosi ha pubblicizzato, attraverso vari canali, un avviso per la ricerca di idee e partner per la realizzazione di un progetto chiamato “San Marco: Bene Comune”.

Il Comune di Trento ha pubblicato l’avviso sul proprio sito internet nell’area tematica dedicata ai beni comuni e pubblicizzato l’iniziativa attraverso la newsletter Benicomunichiamo contribuendo in tal modo a darne la massima diffusione.

All’appello dell’associazione scuola materna Tambosi hanno risposto diversi soggetti accomunati dal fatto di riconoscere il giardino storico come bene comune, funzionale al benessere individuale e collettivo: questi soggetti hanno avviato un confronto di alcuni mesi per condividere con l’Amministrazione comunale il progetto. Il Servizio Beni comuni e gestione acquisti, che ha ricevuto e pubblicato la proposta di collaborazione, ha coinvolto nell’istruttoria il servizio Gestione strade e parchi, il Corpo di Polizia locale Trento Monte Bondone e la Circoscrizione Centro storico Piedicastello, ottenendo altrettanti pareri favorevoli.

Il patto di collaborazione è pertanto il risultato di un lungo percorso di co-progettazione che si è concluso nel dicembre 2018.

Con la firma del patto, le parti si sono impegnate a promuovere i valori della cittadinanza attiva sul territorio, dell’impegno civico e della rigenerazione urbana e della cura condivisa degli spazi pubblici; a far sì che la comunità si riappropri di un importante e centrale area verde della città, trasformandola in un luogo sicuro e aperto frequentato dai bambini, dalle famiglie e dalla collettività; a stimolare gli abitanti e le associazioni del quartiere alla realizzazione di attività di animazione dell’area; a favorire momenti di aggregazione e coesione sociale a beneficio dei bambini che frequentano le scuole nelle vicinanze e di quanti frequentano il giardino.

Il patto di collaborazione prevede la costituzione di un tavolo di lavoro, che dovrà riunirsi almeno due volte all’anno per definire e condividere il calendario di attività, valutare le iniziative proposte da altri soggetti, monitorare l’andamento del patto, verificare eventuali punti critici e problemi emersi e attivarsi per il loro superamento.

Il tavolo di lavoro è già stato convocato nel mese di febbraio ed è stato predisposto un calendario per il primo semestre 2019, che prevede otto iniziative di vario genere che spaziano da momenti di cura del giardino, con l’allestimento delle aiuole da parte dei bambini della scuola d’Infanzia Tambosi che metteranno a dimora piantine da fiore, da orto e aromatiche in collaborazione con la giardineria comunale, a momenti culturali e laboratori artistici con la collaborazione dell’associazione culturale LinguAttiva, della libreria Due Punti e dello studio d’arte Andromeda, a momenti musicali con il coinvolgimento del liceo musicale e coreutico Bonporti nonché degli studenti del conservatorio Bonporti.

“San Marco: bene comune”, i prossimi appuntamenti

Lunedì 25 marzo, dalle 13.30, giochi e attività dei bambini della scuola dell’Infanzia Tambosi in collaborazione con le studentesse del liceo musicale coreutico Bonporti; allestimento delle aiuole con la collaborazione dell’ufficio Parchi e Giardini del Comune

Martedì 26 marzo, in mattinata, allestimento delle aiuole con i bambini della scuola dell’infanzia Tambosi e con la collaborazione dell’ufficio Parchi e Giardini del Comune.

Sabato 30 marzo, dalle 15.30, proposta laboratoriale con il progetto Art-bus a cura di studio d’arte Andromeda. Appuntamento aperto a tutti.

Venerdì 26 aprile, ore 18, presentazione del libro “Nel nostro fuoco” (edizione Hacca) con la presenza dell’autrice Maura Chiulli che, oltre alla presentazione, proporrà uno spettacolo di mangiafuoco. A cura della libreria Due Punti. Appuntamento aperto a tutti.

13 maggio, ore 15, momento musicale a cura degli studenti del liceo musicale Bonporti. Appuntamento aperto a tutti.

21 maggio, ore 10-12, letture e giochi con i bambini della scuola dell’infanzia Tambosi a cura della libreria Due Punti, la libreria Seggiolina Blu e l’associazione Culturale Lingua Attiva.

1 giugno, dalle 10 alle 12, yoga con Fazia e Tania

3 giugno, dalle 13.30, giochi e attività con i bambini della scuola dell’infanzia Tambosi in collaborazione con le studentesse del liceo musicale coreutico Bonporti. Allestimento delle aiuole con la collaborazione dell’ufficio Parchi e Giardini del Comune.

4 giugno, in mattinata, allestimento delle aiuole con i bambini della scuola dell’infanzia Tambosi e con la collaborazione dell’ufficio Parchi e Giardini del Comune.

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Trento

Tragedia a Vezzano, muore mentre tenta di bloccare il suo Tir

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Tragedia questa mattina, a Vezzano, sulla Gardesana.

Pochi  minuti prima delle 9.00 il conducente di un mezzo pesante con il rimorchio ha perso la vita nei pressi del piazzale del bar «Al Bersaglio». 

Il camion adibito al trasporto di legname era in sosta nella piazzola in località al Bersaglio.

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Era arrivato a Vezzano alle 6 del mattino, lasciando momentaneamente il rimorchio in sosta, diretto con la motrice a Riva del Garda per scaricare.

Al suo ritorno, verso le 9.00 aveva cominciato l’operazione di aggancio del rimorchio alla motrice, quando il mezzo si è messo in moto.

Improvvisamente la motrice si sarebbe messa in movimento andando senza controllo in discesa verso il paese di Vezzano.

L’uomo avrebbe tentato disperatamente di salire sulla cabina per riprenderne il controllo della motrice, e sarebbe stato investito e trascinato nella scarpata sottostante per una ventina di metri mentre il tir è rimasto in bilico.

La morte del conducente, un uomo di Ferrara di 57 anni, è stata inevitabile e avvenuta sul posto.

Non è ancora chiaro se si sia trattato di un guasto o se l’autista abbia dimenticato di azionare il freno a mano.

Sul posto, per soccorrerlo, sono arrivati un’ambulanza e l’elicottero.  Gli sforzi dei soccorritori sono stati purtroppo vani.

Per i vigili del fuoco di Vezzano appare molto problematico il recupero del mezzo, rimasto in equilibrio precario.

I vigili del fuoco stanno operando con una autogru per metterlo in sicurezza.

 

 

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Trento

«Centro Aiuto alla Vita accoglie»: l’addio e il ringraziamento delle volontarie

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Il «Centro Aiuto alla Vita accoglie», ascolta e accompagna le donne che si trovano a dover affrontare una gravidanza inattesa o difficile.

Con il rinnovo delle cariche elettive una parte del gruppo non si è più sentito rappresentato e ha così concluso lo splendido lavoro fatto in molti anni.

In una lettera, che pubblichiamo interamente sotto,  il saluto e il ringraziamento a chi ha sostenuto questa «avventura» e alle tantissime persone che conoscono il gruppo di volontari.

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LA LETTERA – Ci sono cose nella Vita per le quali vale la pena combattere e ce ne sono altre che vanno accettate così come sono. Non è sempre facile capirne la differenza. Il cambiamento è una di queste.

Siamo un gruppo di volontarie che fino ad ottobre 2018 hanno collaborato con amore e dedizione al Centro Aiuto alla Vita di Trento. Abbiamo accolto tante mamme in difficoltà per una gravidanza difficile o inattesa, le abbiamo ascoltate e accompagnate nel loro percorso.

La passione e l’impegno che ci hanno sostenute non è stato niente in confronto al calore che abbiamo ricevuto da loro. Con il rinnovo delle cariche elettive, non ci siamo sentite più rappresentate, per cui con tanta tristezza nel Cuore, abbiamo accettato il cambiamento.

Lasciamo ora il posto al “nuovo”.

Vorremmo ringraziare tutte le persone che in questi anni ci hanno sostenuto e aiutato. In particolare, ricordiamo con affetto tutti i volontari “esterni” della Giornata per la Vita, i ragazzi delle varie scuole e parrocchie del Trentino che hanno fatto da portavoce di questa buona cultura dell’accoglienza, sostenuti e guidati da insegnanti e catechisti sensibili al Valore della Vita. Ricordiamo le associazioni che hanno collaborato con noi e gli altri C.a.v. del Trentino, con i quali si stava rafforzando la rete.

Ringraziamo inoltre il Centro Servizi Volontariato della Provincia di Trento, che con i suoi formatori ha fatto in modo che il nostro servizio sia stato in questi anni non solo buono, speriamo, ma anche competente.

Riconosciamo l’importanza di andare oltre le diverse ostilità e incomprensioni che ci sono state, e quindi auguriamo al nuovo gruppo un buon lavoro, sempre e comunque in difesa della Vita.

Un pensiero speciale va alle nostre mamme, con i loro bambini… ci hanno insegnato che non sempre è facile farsi aiutare, ci vuole umiltà e coraggio.

Grazie !

Nadia Ischia, Mariapia Natale, Fernanda Conti, Farida Ruggierello, Renata Furlan, Nadia Moser, Ilda Failo, Ida Caliari, Teresa Caravieri, Elisabetta Del Favero, Antonella Iannaccone, Sonia Pedrinolli eRaffaela Caldini

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